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emergenza amianto

Assieme al video vogliamo far conoscere il testo dell’esposto e dire due parole sul tema.

L’esposto:

Alla cortese attenzione dell’U.O. Polizia Locale del Comune di Jesolo

E, p.c. all’U.O. Edilizia Privata

Con la presente sono a segnalare la presenza di una copertura in Eternit-amianto su fabbricato abbandonato sito in corrispondenza dell’incrocio tra via Adriatico e via Parco Rimembranza, catastalmente ubicato al Foglio 51 mappale 56.
Chiedo gentilmente che venga disposto un sopralluogo al fine di verificare la presenza del materiale suddetto, e di avviare le necessarie procedure atte allo sgombero dello stesso, in considerazione della notevole superficie del tetto in questione e della pericolosità, a tutti nota, delle particelle di amianto che si disperdono nell’aria.
Si allega documentazione fotografica relativa al manufatto.

Si ringrazia per la collaborazione e si porgono cordiali saluti

Jesolo, 20 maggio 2009
Rodolfo Murador

Il motivo:

Qual è il valore assoluto, quello che davvero mette tutti d’accordo?

La salute, senza dubbio. Almeno finchè si resta nell’ambito del privato.

Ma appena ci si sposta nel pubblico, nei valori che fondano le relazioni sociali, sembra che questo primato vacilli. La proprietà privata infatti lo scavalca.

Ma facciamo un passo indietro.

Da tre anni questo forum denuncia una situazione vergognosa per quanto riguarda la presenza di eternit (e dunque di amianto) soprattutto a Jesolo Paese. Le foto contenute in questo post le avete gia viste. E’ tre anni che ve le mostriamo, che le esponiamo, che le rendiamo pubbliche.

Viale Adriatico, laddove c’è lo svincolo che porta alla zona Municipio. E’ un posto bello, pieno di robinie (gasie) che proprio in questi giorni profumano l’aria. E’ un posto bello perchè sta tra Sile e laguna.

E’ anche un posto dove per ore il traffico di fine settimana viene stoppato, rallentato in modo spesso esasperante.

E’ un posto dove certe casalinghe che ancora conservano le vecchie tradizioni, vanno a prendersi i fiori delle “gasie” per farci la frittata.

E’ un posto pieno di amianto. Amianto, certamente tossico, certamente cancerogeno.

13 Commenti per questo articolo

  1. merkurmarkus - commento N.1 :

    Bravi, così si fa!

    M/m

  2. fazzi - commento N.2 :

    Ma noi, a Jesolo, non abbiamo anche un Assessore alla Sanità?

    Fazzi

  3. mimmo di amsterdam - commento N.3 :

    E l’assessore all’ambiente cosa fa? Perché non avete indirizzato anche a lui l’esposto?

  4. rodolfo - commento N.4 :

    Nel fare l’esposto, ho seguito le “direttive” proposte proprio dall’assessore alle Politiche ambientali. L’esposto va fatto alla polizia locale, che fa l’accertamento e lo trasmette agli uffici dell’edilizia privata in quanto, e questo è il VERO problema, la struttura che hai visto nel video è proprietà privata, valore assoluto, ben più assoluto della salute. E poi non meniamocela troppo. Sono anni che la questione si trascina e prima di noi un noto medico jesolano aveva fatto lo stesso.
    Risultati zero. Nel caso in questione, non so se la polizia locale abbia fatto l’accertamento o meno. Di sicuro se parcheggi in isola pedonale la rimozione è fulminea , se c’è amianto NO. Questa è civiltà!
    A Jesolo si parla tanto, e anche in modo molto raffinato, della bellezza, anzi, del Bello. Sembra stia sorgendo anche una scuola di Estetica Cementizia che non ha eguali nelle altre parti, oscure ed involute, del globo, ma per quanto riguarda la salute (e l’amianto non è solo dove l’abbiamo mostrato, e non è il solo problema) siamo nell’ottusità più totale. Unico lampo di genio, nell’ambito della salute pubblica, il decreto anti-sputo… ma su questo sorvoliamo.
    Il mesotelioma, il cancro, il tumore al polmone? Cose secondarie.

    Rodolfo

    P.S Ti ringrazio, come admin, di esserti rtegistrato e di essere intervenuto in questo post che, come vedi, è praticanente ignorato.

  5. dinmint - commento N.5 :

    Condivido totalmente l’indignazione di Rodolfo.

    Dinmint

  6. larissa - commento N.6 :

    Penso che Rodolfo non deva arrendersi e che denunciare ciò che è nocivo alla salute di tutti sia doveroso. Al di là che poi le procedure che mettono in atto l’eventuale rimozione del materiale pericoloso siano lunghe e magari un po’ irte di ostacoli…perchè è vero, e l’abbiamo già ribadito a suo tempo, che il privato sembra un qualcosa di intoccabile, e non solo nel senso di “proprietà privata”, ma anche proprio in contrapposizione ad un concetto di bene comune che più che mai nel nostro tempo sembra uscire sconfitto, perlomeno qui in Italia. La cosa è poi quantomai evidente quando si parla di ambiente ed urbanistica, che qui da noi ha una mole legislativa tra le più farraginose e corpose al mondo.
    Ma andiamo contro la moda parlando di questi argomenti perchè sembra che essere furbi, bravi ed intelligenti sia direttamente proporzionale alla cura dei propri interessi, anche a scapito non tanto di un altro privato, ma, ciò che mi sembra grave, a scapito del pubblico. Che valore assoluto, come dice Rodolfo, non sembra essere proprio. E poi, abbiamo un bell’esempio davanti, e qui mi riferisco ai nostri governanti, che non sono esattamente un esempio di virtù. Per cui l’italiano medio, che segue fondamentalmente la corrente, pensa in cuor suo che “così si fa!”.
    Può essere che le nostre voci gridino nel deserto, tuttavia non ci stanchiamo di dire come la pensiamo, Dal canto mio, vi propongo un passo sul concetto di giustizia in Platone, che non ci farebbe male rileggere (o leggere), in quanto trovo che sia oggi un autore più che mai attuale e da riconsiderare, in primo luogo per il rapporto uomo-politica che permea tutto il suo pensiero.

    “Nella prospettiva di Platone, valori morali e valori politici formano tutt’uno. Il problema di Platone sarà, d’ora innanzi il seguente: come possiamo trovare una giustizia oggettiva, superiore al mutevole interesse degli uomini ed ai rapporti di forza, rispettosa della verità oggettiva e della coscienza, suprema istanza morale dell’uomo? L’uomo infatti non vive una vita pubblica separata dalla sfera personale e privata: l’uomo è per Platone autenticamente cittadino poiché la polis è vista come il luogo per eccellenza dove l’uomo può essere veramente se stesso, può trovare la sua identità.
    Ma che cos’è una polis? Essa è composta da molti individui che formano una unità, con dei compiti diversi. Così ad esempio l’artigiano produce dei beni che verranno consumati da tutti, l’uomo d’armi difende la città dai nemici, lo statista la governa. Ciascuno di questi uomini svolge una sola attività, ma essa è rivolta al bene della collettività. Solo quindi l’interazione tra tutti garantisce questo bene. Ecco dunque che cosa è la giustizia: è l’equilibrio tra le parti che garantisce la buona tenuta del tutto. E’ questo equilibrio che garantisce la felicità del singolo cittadino e quindi nello Stato tutte le cose devono essere subordinate a questo supremo obiettivo. Giustizia sarà perciò la corretta distribuzione delle varie funzioni, per altro tutte importanti…. E la cura maggiore viene riservata da Platone all’esame delle caratteristiche dei governanti: a loro è infatti affidato il compito più importante e delicato, quello di reggere lo Stato secondo giustizia. Essi, quindi, dovranno essere in grado di padroneggiare perfettamente la loro anima, depurandola da tutti gli interessi personali, poiché il loro unico scopo deve essere l’interesse collettivo. Inoltre devono possedere nel maggior grado possibile il sapere, giacché in questo risiede la loro superiorità. Essi sanno che cos’è la giustizia. e in virtù di questa conoscenza possono reggere la polis.”

  7. liutprando - commento N.7 :

    Bello l’intervento di Larissa con la sua citazione di Platone.
    La polis è la civitas romana, e civiltà deriva da civitas, ossia la capacità di mettere insieme una serie di attività interdipendenti che abbiano come scopo il bene comune di tutti i cittadini.

    Dal punto di vista della civiltà noi jesolani, ma penso che si tratti di un riflesso nazionale, quindi noi italiani, non ci siamo.

    Basta andare fuori dai nostri confini nazionali per renderci conto che è così. Certi problemi, in Austria, in Svizzera, In Francia, in Germania, non esistono perchè proprio non nascono.

    Il problema è sempre di natura culturale, la cultura della proprietà privata che prevale sull’interesse pubblico, e sulla salute pubblica. Un atteggiamento contrario alla città, dunque alla civiltà.

    E quando prevale questa cultura, tipicamante italiana, la gran parte della gente se ne infischia.
    E vuoi che sia proprio l’Amministrazione a farsene carico?

    Molti sono indotti a pensare che l’amianto è sempre esistito, è sempre stato là, e non ha mai disturbato nessuno. Perchè dobbiamo ora noi disturbarci per rimuoverlo?

    Abbiamo adottato la politica del “tira a campà”.

    Il problema dell’amianto è solo un sintomo di un atteggiamento collettivo generalizzato.

    Comunque, io concordo pienamente con l’iniziativa di Rodolfo. E suggerisco a Rodolfo che, trascorsi inutilmente 30 gg dalla data di presentazione dell’esposto evidenziato nell’articolo, venga fatto un esposto, questa volta alla Procura della Repubblica, in cui si chiede al giudice di agire nel caso ravvedesse nel comportamento del responsabile preposto il reato di omissione d’atti d’ufficio, ai sensi del secondo comma dell’art. 328 c.p.

  8. Roberto Rugolotto - commento N.8 :

    Tre sono i vincoli che tengono prigioniera la questione amianto:
    • la proprietà privata in cui il materiale spesso si trova;
    • la non obbligatorietà dello smaltimento (a meno che non sia in qualche modo “manomesso”);
    • la misurata disponibilità dei privati a rimuoverlo.
    All’insorgere della questione la stampa aveva informato dell’incarico dato dall’Amministrazione ad Alisea di prevedere un fondo per concorrere alle spese (mi pare fino al 15%) di chi avesse chiesto la bonifica con apposita modulistica e documentazione.
    Non sembra esserci stata grande richiesta.
    Le proposte, stante i vincoli di cui sopra potrebbero essere
    • l’anagrafe dei siti,
    • l’informazione capillare della disponibilità del fondo;
    • l’utilizzo del fondo di Alisea per il concorso della spesa di rimozione di quantità domestiche di materiale (coperture di piccoli annessi rustici, capanni);
    • l’aumento della contribuzione fino al 50%;
    • la richiesta della partecipazione in soldo della Regione Veneto per le grandi superfici per la bonifica delle grandi superfici (artigianali, industriali, commerciali).
    Questo nel ragionamento purtroppo obbligato dai vincoli.
    Platone e gli altri interventi hanno portato in superficie altri bisogni e percorsi indifferibili: quelli sociali e culturali.

    Roberto Rugolotto

  9. rudy - commento N.9 :

    Vai Rodolfo, continua per la tua strada.
    Sono con te. E’ giunta l’ora che chi di dovere si prenda le proprie responsabilità, e non solo per far proclami in campagna elettorale.
    Vogliamo capirlo una volta per tutte che la salute, specialmente quella dei nostri figli, deve essere messa la di sopra di tutto!

    rudy

  10. liutprando - commento N.10 :

    Stando a quanto ci racconta Rugolotto tutto quanto esiste relativamente allo smantellamento dell’amianto è una generale e complessiva presa per il sedere da parte della pubblica amministrazione (governo) nei confronti del cittadino e la sua salute. La paralisi su questo argomento ne è la conferma. Quindi, noi, potremmo presentare tutti i ricorsi ed esposti che vogliamo, che intanto non si muove nessuno.

    Evidentemente a nessuno importa smantellare l’amianto. Si vede che non è poi così pericoloso.

    Ma io non sono disposto a pensarla in questo modo. So che con l’amianto si muore; e il peggio è che non si muore di un colpo solo, come con un infarto fulminante, si muore lentamente e male.

    Sono invece disposto a pensare che noi italiani, incapaci di utilizzare il nostro cervello e per questo privi di personalità, deleghiamo a chi ci amministra la gestione della cosa pubblica senza più curarci. E così gli amministratori adottano le polotiche a loro più convenienti.

    Mentre gli Iraniani, popolo sottomesso da uno stato di polizia repressiva e da una religione oppressiva, che non è più quella originale, molto più tollerante e genuina, alza la testa e si fa ammazzare, noi, che proveniamo da tutt’altra storia, la testa la abbassiamo.

    Chi sono i beneficiari di tutto questo?

    Quelli che, falliti nella vita, tramite la politica, hanno ottenuto immeritatamente una posizione di privilegio. Ossia la casta.

    Costoro sono tutti laureati… in felloneria. Promettono e giurano fedeltà al cittadino elettore. Ma dopo le elezioni, si sono già dimenticati dei loro impegni, abbraciandone altri, per loro più convenienti.

  11. gianfranco ambrosin - commento N.11 :

    Ciao Rodolfo ed Alfredo, condivido la vostra RICERCA sui siti purtroppo ancora esisitenti sul nostro territorio e vicino a noi( vedi ad esempio Portegrandi) sull’ amianto. Che fare oltre a far giustamente sapere, indignarsi al memnefreghismo di tutte le Autorita’: Il Ribelle Reazionario

  12. in vino veritas. - commento N.12 :

    Come fanno nei fumetti dei Simpson. Una fiaccolata con le forche davanti al sito interessato

  13. Indomabile - commento N.13 :

    Beh, forse qualcosa si è mosso: nel sito in questione qualcuno ha tagliato l’erba! :)

    Indo (che sente l’estate…)

    P.S. Scusate la digressione su un argomento tanto serio, ma forse non è un caso… chissà…

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