Riapriamo le case chiuse? UNA PROPOSTA DELLA LEGA
Sab, Giu 27, 2009

“Dobbiamo puntare alla riapertura delle case chiuse e questo è il momento opportuno, visto che il governo si sta muovendo in tal senso”.
Non è, come può sembrare, una battuta riferita agli eventi di questi ultimi giorni.
La proposta della Lega è seria ed è dibattuta da molto tempo.
Luigi Serafin, capogruppo della Lega Nord a Jesolo, rilanciando l’idea nel Giornale dell’Amministrazione Comunale, continua così:
“”Jesolo può essere davvero all’avanguardia.
Siamo pronti a raccogliere firme e fare tutto quanto sia necessario per sfruttare questo momento storico che di fatto rimette in discussione la Legge Merlin!
Basta con le prostitute in strada e quel racket che le sfrutta. Meglio la riapertura delle “case di tolleranza” come la Lega propone da anni.
Siamo una città turistica con spazi e locali adeguati da riconvertire per aprire case chiuse del tutto legali con pagamento delle tasse.
Noi siamo pronti e ci candidiamo a farlo, senza problemi, certi che l’opinione sarà con noi”.
…e noi che siamo opinione, che ne diciamo?
alfred









Giugno 27th, 2009 at 13:55
ma questo Luigi Serafin non l’hanno ancora rinchiuso?
Giugno 27th, 2009 at 14:03
Certo dovranno compilare il modulo
http://www.aja.it/LavoroNuovaRichiesta.asp?L=1&idMen=165
e la spiaggia di jesolo aumenterà senz’altro di prestigio,qualità, classe(internazionale). Miami trema! stiamo arrivando.
Visto l’andazzo romano, Governo e Parlamento si traferiranno nelle nostre torri e sarà istituita anche l’escort di condominio.
Capisco che ci sono state giornate di gran calore ma non pensavo che i danni si evidenziassero così presto!
Giugno 27th, 2009 at 14:28
questa volta sono d’accordo con punks.
Giugno 27th, 2009 at 16:24
Errore fare del sarcasmo cari Punks , Angelo e Beltipo , questo è un argomento troppo serio per essere liquidato in due battute . O forse voi considerate una esibizione nobile quella a cui assistiamo ogni sera sulle strade italiane . E’ certo che la vedo molto dura per i leghisti , non tanto per una questione di morale pubblica , peraltro già ampiamente calpestata con gli spettacoli di cui dicevo , quanto invece per una questione di interesse politico legato chiaramente al consenso dei cattolici . Il falso bigottismo degli italiani e l’enorme influenza della chiesa sono di fatto ostacoli invalicabili , che non permetteranno mai all’Italia di essere uno stato veramente laico .
Giugno 27th, 2009 at 18:20
Egregio EL FEF, sono con te al 100%.
Condivido ogni tua parola.
john
Giugno 27th, 2009 at 20:50
El Fef accolgo il tuo invito anche se quello che scriverò non vi piacerà(forse)
Con l’arrivo della bella stagione è in aumento il numero di ragazze che vendono il proprio corpo lungo le strade delle nostre città.
Prostituzione e pornografia alt!, stop immigrazione clandestina! sono gli slogan che la Lega ha usato per catturare l’attenzione e il consenso di tanti cittadini in questi ultimi anni. Le destre ritengono che la prostituzione sia un problema di ordine pubblico, e non una questione sociale; dicono che si tratta di reato solo se si “esercita” in luogo pubblico e per questo non è completamente vietata, ma nascosta come la polvere sotto il tappeto. Queste ragazze sono schiave di sfruttatori e di cosiddetti “uomini per bene” che vanno a cercare sesso facile nonostante sappiano che i loro soldi vanno solo ad aumentare loschi traffici. L’unico interesse dunque che hanno gli amministratori locali, dove fra questi, spiccano le “menti” leghiste, sta nel fastidio che questa indiscreta attività di compravendita all’aperto reca a coloro che vivono in quella zona o che devono frequentarla per motivi diversi dall’esercizio del sesso. Dei clienti però non si parla mai e non si fa mai notare, che se non ci fosse così tanta richiesta, le prostitute non sarebbero così numerose. Altro aspetto sconcertante è il pensiero di coloro, in particolare donne “per bene”, che protestano solo perchè il “mercato del sesso” è rumoroso e caratterizzato dalla spudoratezza dell’esibizione, mentre non hanno la capacita di indignarsi di fronte alla mercificazione selvaggia del corpo di altre donne. Da queste poche riflessioni si comprende che, come sempre, il ruolo di quegli amministratori pubblici che si stracciano le vesti su questa questione è puramente propagandistico, fatto di esclusivi giudizi morali e privo di volontà reale di affrontare il problema per risolverlo. Si comportano sempre allo stesso modo nella gestione delle criticità e delle problematiche: spostano l’attenzione e trovano qualche capro espiatorio a cui addossare colpe e responsabilità, distraendo l’opinione pubblica con i loro proclami senza senso e la “povertà” culturale ed etica delle loro stesse azioni amministrative e di governo.
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Dei clienti e della loro maleducazione sessuale non si parla mai, ne tanto meno della loro rieducazione.
Questi probi padri di famiglia che ogni sera frequentano la castellana, la pontebbana, il terraglio, la triestina per incontrare queste povere disgraziate alla ricerca un piacere mercenario,questi ragazzotti che escono “fumati” dalla discoteca e inchiodano i loro SUV davanti alla disperata minorenne,non pensano,se sono ancora capaci di pensare,che queste potrebbero essere le loro mogli ,le loro sorelle ,le loro figlie.
E quando arrivano a casa non si accorgono del dolore delle loro compagne che hanno atteso che il signorotto finisse di fare i propri comodi.
Al mattino ci vuol coraggio a guardare in faccia le figlie che magari hanno la stessa età di chi 6 ore prima ha violentato con il denaro.
Ma no!,Tutti i politici si scandalizzano per la presenza di queste disperate nel loro territorio, la destra organizza le ronde, la sx pensa alla rieducazione con le coop all’uopo istituite(un altro modo per incassare soldi dai servizi sociali).
Mai, mai ,mai nessuno che si faccia un esame di coscienza e si chieda perchè gli uomini non sono più capaci di una affettività naturale, di un sentimento di rispetto verso le donne,di dare e ricevere amore.
Meditate ragazzi,meditate ragazze che in giro ci sono molti “papi”, alcuni molto vicini ad ognuno di voi
Eccone uno
Prostituta narcotizzata e rapinata
Arrestato padovano cinquantenne
L’uomo ha porta una ragazza nigeriana 25enne nella
sua abitazione di Fontaniva poi l’ha addormentata e legata
PADOVA (21 maggio) - Un uomo di 50 anni, Massimo Malacarne, di Fontaniva è stato arrestato dai carabinieri perché accusato di aver sequestrato, narcotizzato e rapinato una prostituta nigeriana con la quale aveva concordato una prestazione sessuale.
La giovane, trovata in stato semiconfusionale nella zona di San Giorgio in Bosco, ha raccontato ai militari l’episodio; dopo alcune indagini i carabinieri di Tombolo e Cittadella sono arrivati all’individuazione del 50enne, ed hanno ottenuto dal Gip di Padova un ordine di custodia cautelare ai domiciliari.
Malacarne, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe contattato la nigeriana, una 25enne, nei pressi di Vicenza. Dopo aver concordato il rapporto sessuale l’ha caricata in macchina e l’ha portata nella sua abitazione a Fontaniva.
Qui l’avrebbe narcotizzata, con dei sonniferi, legata e infine derubata del denaro che la donna aveva nella borsetta.
sall’intervento di El Fef
@O forse voi considerate una esibizione nobile quella a cui assistiamo ogni sera sulle strade italiane
Tu intenderai quella delle prostitute(escort per i ricchi), io intendo quella dei maiali maschi.
Solo che le disgraziate non votano mentre gli aguzzini votano,oh come votano!
Tutta qua la differenza
Giugno 28th, 2009 at 15:27
“dicono che si tratta di reato solo se si “esercita” in luogo pubblico e per questo non è completamente vietata, ma nascosta come la polvere sotto il tappeto”
Reato,quale reato?
Fratello.
Giugno 28th, 2009 at 23:34
Grazie Angelo1 per il tuo post n.6 che condivido appieno, soprattutto in quanto donna…
Ma finchè ci saranno persone che pensano che sia colpa della Chiesa che con il suo bigottismo non permette certe cose, di ragazze in strada (o in una casa, per me c’è poca differenza, visto l’uso del corpo come MERCE!) e di maiali (scusate il termine) che fanno i loro porci (appunto) comodi, ce ne saranno sempre tanti!
Indo (dovrebbero capitarmi a tiro, allora sì…)
Giugno 29th, 2009 at 08:49
Il segreto nel commercio è l’esportazione….www.die-bordelle.de/ e forse ce le pagano un tot l’una !!!!
Siamo entrati nella comunita europea senza considerare la mentalità/costume del resto dei paesi menbri, le “case chiuse” o bordelli in molti paesi europei sono normeli attivita ( che non conosce crisi!!), vedi Olanda, Belgio, Germania, Inghilterra ( addiritura un quartiere a Londra, Soho).
Ora o gran parte dei paesi europei si comporta da papponi, oppure siamo noi che non sappiamo risolvere un problema MORALE ( l’uso del sesso) che molti altri paesi non si pongono.
Giugno 29th, 2009 at 09:14
Vorrei ricordare cara Indomabile , che questo fenomeno è vecchio quanto il mondo e se ha sempre funzionato egregiamente è stato solo perché il gioco della domanda e dell’offerta si incrociano e trovano un punto di mediazione che soddisfa le due parti . Ecco in sintesi come nascono i “maiali “e la loro controparte cioè “ le puttane “ . Che questo gioco della vita porti a far nascere problematiche e degenerazioni che sviluppano problemi di carattere etico , religioso e sociale, non ci deve esimere dall’affrontare l’argomento in tutte le sue sfumature . Osservare il fenomeno con ottica esclusivamente femminile o maschile , secondo me non porta ad alcun giudizio sereno sul problema .
Che ci possa essere poi qualche rappresentante del genere maschile che pur di ingraziarsi il gentil sesso non esita a definire “ maiali “ i maschi , e povere vittime le “ puttane “ , è a mio parere profondamente ingiusto ed intellettualmente disonesto . Che ci sia la Chiesa che molto elegantemente ignora il fenomeno( forse anche perché annovera fra le sue fila parecchi“utilizzatori finali “ usando un termine di attualità ) non significa che il fenomeno non esista . Che esistano poi dei casi di povere donne sfruttate da dei criminali , questo è senz’altro vero e condannabile , come non si potrà negare che la stragrande maggioranza di queste signore lo faccia per puro interesse e precisa scelta di vita . Come classificherebbe allora questa categoria di imprenditrici la nostra Indomabile ? Viene abbastanza naturale affermare allora che queste sono nient’altro che delle maiale ( uie in dialetto) al pari di quei porci dei maschi . In questo contesto va inquadrata la proposta leghista , oltretutto neanche troppo originale e nuova , alla luce anche di come siano riusciti a gestire il “ problema “ , altri Paesi civili a noi vicini che possono senz’altro sotto questo profilo insegnarci qualcosa
Giugno 29th, 2009 at 11:06
In Italia, oggi, molti ancora affermano che la prostituzione possa essere mestiere e strumento di autodeterminazione.
C’è qualcosa di antico, in questa affermazione. Anzi, di arcaico.
C’è il presupposto di una naturale inclinazione delle donne verso la prostituzione, nonostante i grandi progressi compiuti sul piano del costume e delle libertà. Anzi, paradossalmente, proprio in virtù di questi.
Come se una donna, poiché aspira a vivere il suo diritto a relazioni paritarie con gli uomini, fosse per questo “pronta” ad attraversare la prostituzione, che è la negazione stessa della parità.
L’importante, per certa opinione pubblica, e per certi politici, è semmai che l’esercizio della prostituzione sia tenuto nascosto, e che le donne che la praticano siano recluse. In luoghi da dove sarebbe sicuramente difficilissimo per loro scappare dagli sfruttamenti e dagli abusi.
Questo automatismo incomprensibile, che ribalta in “positività” e liceità le caratteristiche di un’attività da sempre connotata in negativo, finisce per scontrarsi con le sue stesse contraddizioni, e per scontare la mancata elaborazione dei temi che alla prostituzione sottendono.
Farò un esempio.
Vi siete mai chiesti perché, se una donna che ha denunciato il racket dei suoi sfruttatori, ed ha ottenuto un permesso di soggiorno per essere agevolata in un reintegro sociale in Italia, viene trovata a prostituirsi in maniera autonoma, è immediatamente privata del permesso ed espulsa?
Vi siete mai chiesti perché nessuno trova niente da ridire?
Perché questa donna, liberata dai suoi sfruttatori, e regolarizzata sul territorio, non può tranquillamente accedere all’esercizio della libera prostituzione, così come a qualsiasi altro esercizio di mestiere, come in questo Paese è possibile fare, in nome di una libertà di prostituirsi effettivamente contemplata dalla nostra giurisprudenza, e inoltre considerata da tanti opportunità per tutte le donne?
La donna in esempio verrà espulsa, e nessuno, neanche l’associazione che ha preso in carico il suo caso, troverà, in questo, nulla di strano. I fantasmi evocati dalle prostitute sono ancora potenti, ed incutono ancora paura, e, più che mai, catalizzano incoerenze e danno corpo alle tante rappresentazioni delle inferiorità femminili che si sono stratificate nel corso dei secoli.
All’uomo che ne è cliente, al contrario, nulla succederà di negativo. Cosa ha fatto, se non esercitare un potere che secoli di storia gli hanno consegnato?
Per chi la pensa così, nulla è cambiato nel corpus sociale, le conquiste dei diritti delle donne non hanno intaccato la legge antica e gli antichi pregiudizi sulla superiorità “assiomatica” dei maschi sulle femmine, e le leggi sulle pari opportunità e sulle azioni positive sono soltanto simulacri vuoti e privi di senso.
Io non ritengo che le multe ai clienti, le telecamere che diffondono in piazza le loro performances da gatti in calore, la publicizzazione delle targhe delle loro automobili, siano strumenti adeguati a veicolare una cultura nuova. Abbiamo visto che iniziative del genere provocano soltanto qualche momento di notorietà ai sindaci che le intraprendono, ed un coro quasi unanime di sdegno per la lesa privacy del cliente, degno comunque e sempre di essere tutelato.
Altro è da farsi: minare alla base la definizione del cliente quale legittimo compratore di corpi, sollevare un clima critico verso il significato che questo “acquisto” ha assunto nella storia ed assume oggi. Veicolare un’interpretazione non conformistica della prostituzione come diritto degli uomini, equivale a cominciare a scalfire una cultura del disprezzo, e ad introdurre elementi capaci di provocare biasimo, e non acritica o cameratesca comprensione, sulla figura del cliente.
È ora che si avvii un dibattito sereno sulla sessualità maschile, sulla liceità del desiderio di usufruire della prostituzione, sulla liceità della prostituzione, sulla compatibilità di quest’ultima con i diritti umani delle donne…
La violenza contro le donne è ormai annoverata dai documenti internazionali delle più alte istituzioni tra le violazioni dei diritti umani.
Stabilire il nesso tra violenza contro le donne e prostituzione delle donne equivale a promuovere un dibattito di altissimo livello.
Ma c’è di più:il cliente è colui che rifiuta la possibilità di una relazione paritaria con le donne.
E quanto tutte le donne, e non solo le prostitute, siano coinvolte nell’immagine prostituita del femminile abbiamo visto in questa ricostruzione.
Allora, occuparsi in questi termini del problema-prostituzione significa anche lavorare per favorire la diffusione sociale della cultura del rispetto e del riconoscimento di tutti gli esseri umani considerati come pari fra loro.
Giugno 29th, 2009 at 16:27
Ritengo che sia impossibile eliminare il sesso a “pagamento” (in cambio di soldi cash, di un nuovo posto di lavoro, di un bel regalo…) e non mi scandalizzo nel sapere che esiste, da sempre: donne e uomini compresi.
Da alcuni anni però c’è un problema VITALE che fino ad una ventina d’anni fa non esisteva: l’AIDS.
Di AIDS si muore e credo non ci sia religione-omertà-puritano che possa salvare chi viene contagiato da questo virus mortale.
Davanti alla vita di un cittadino sono convinto che chi amministra la Sanità (lo Stato) debba prendere seriamente posizione: tutelare la salute dei cittadini CONTROLLANDO chi “esercita” questo mestiere vecchio come il mondo.
Le “case chiuse” non sono di certo la soluzione al “controllo” sanitario del problema, ma lanciare una dichiarazione così semplicistica ti permette di avere nome e cognome sul giornale e, forse, porre maggiore attenzione al problema (ma, allora, perchè fare “ronde” o ordinanze ad-hoc?!? Mah…).
Regolamentando questo “mestiere” (e non pensiamo solo alle donne prostitute ma rendiamoci conto che ci sono anche molti “uomini-ford-escort”) avremo una popolazione più in salute, qualche entrata maggiore nelle casse dello Stato e romperemo il “giocattolo” alla malavita, insomma, tanti effetti positivi e….forse è proprio questo il vero “problema”!
Nicola.
Giugno 29th, 2009 at 20:53
Nicola
@ insomma, tanti effetti positivi
forse traendo le conclusioni dal tuo discorso iniziale volevi dire:
tanti positivi.
In compenso avremo un paese che si regge sul gioco e sulle puttane.
Adesso ho capito perchè il “papi” si sta impegnando tanto. Si sacrifica per mettere a posto i conti dell’Italia impegnandosi in peima persona per dimostrare che a 73 anni qualche mrchetta si può portare a casa.
Giugno 30th, 2009 at 00:22
Caro EL FEF effettivamente il mio precedente post era “leggermente” di parte ed uscito di getto, non tanto per l’argomento trattato, quanto per l’aver letto, come spesso accade, un attacco alla Chiesa e ai bigotti che la seguono, come hai poi nuovamente ribadito, quali ostacoli ad una laicità dello stato che dovrebbe riuscire (a sto punto) a risolvere gran parte delle questioni etiche e morali che ci attanagliano.
Non sono d’accordo con te sul fatto che “la stragrande maggioranza di queste signore lo faccia per puro interesse e precisa scelta di vita”: hai dai dati che confermino questa cosa? Io ho sentito molte testimonianze di donne che lo fanno perchè ingannate (e quindi devono pagare i debiti contratti), perchè costrette con la violenza, perchè sfuggono a situazioni di degrado (e i soldi facili aiutano a dimenticare le miserie della vita) oppure che lo fanno liberamente per un periodo della vita per accumulare un bel po’ di soldi per dare un futuro ai propri figli. Io credo piuttosto che siano “rarissime” quelle che lo fanno da imprenditrici, contente della carriera intrapresa. Perchè sono convinta che se fosse loro data la possibilità di guadagnare tanti (ma tanti) soldi in altro modo, non venderebbero il loro corpo. Il punto, a mio parere, sta proprio nel gran dio DENARO, che, se ci pensi, è alla base di OGNI violenza, prevaricazione e problema dell’uomo.
Cominciamo ad andare a vedere dietro alla domanda e all’offerta quali sono le vere motivazioni che spingono l’una e l’altra e forse non servirà legalizzare (riaprendo le case chiuse) qualcosa che non esisterebbe, se le persone avessero SEMPLICEMENTE, ma SEMPRE, rispetto di SE’ e degli ALTRI.
Talmente facile che è automaticamente utopico, lo so.
Chiudo questo discorso ricordando, a chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato, che la Chiesa insegnando ad avere rispetto del proprio e dell’altrui corpo come “tempio dello Spirito” evidentemente si occupa anche di questi fenomeni, anche aiutando silenziosamente le persone che si trovano invischiate in tali frangenti a riacquisire la propria dignità, non certo sbandierando proclami sui giornali tanto per far parlare di sè…
Nota per Nicola post 12.
Mi riaggancio al tuo richiamo all’AIDS, riportandoti alcuni dati che ho trovato in un articolo dal titolo “Aids e Chiesa, epidemia di bugie”, dove si commentavano le reazioni violente scatenate poco tempo fa nei confronti delle parole del Papa sull’uso del preservativo in Africa.
Non voglio spostare il tema su altra questione, ma solo riportare alcuni dati che ho trovato interessanti:
“L’accusa lanciata contro la Chiesa è quella di favorire - con il suo “no” al preservativo - la diffusione dell’AIDS. Eppure, fateci caso, quando si lanciano queste accuse non si porta mai un esempio, non si nomina mai un Paese dove questo sarebbe successo. C’è un motivo: la REALTA’ dimostra esattamente il contrario. In Africa, dove la diffusione dell’AIDS e la presenza dei cattolici variano molto da Paese a Paese è molto semplice fare un raffronto. Così si scopre che il tasso di diffusione dell’AIDS è più alto nei Paesi dove minore è la presenza dei cattolici, come in Svaziland, Botswana, Sudafrica ecc.. E a contrario la malattia è meno presente dove i cattolici sono più presenti, come Guinea Equatoriale, Burundi, Congo… Il motivo non è soltanto nella presunta fedeltà dei cattolici agli insegnamenti morali della Chiesa, ma anche nella presenza di strutture sanitarie che inevitabilmente - per amore all’uomo - vengono generate dalle comunità cristiane e che prestano assistenza a tutti, cattolici e non (gli organismi cattolici gestiscono il 26% di tali strutture nel mondo). Se questa è la realtà, e chiunque la può verificare, perchè allora questo scatenamento contro il Papa? Perchè evidentemente chi odia la Chiesa odia la realtà. Il papa non ha fatto altro che descrivere la realtà, non ha parlato di dottrina morale.”
L’articolo era più lungo e molto meglio articolato, ma ho già occupato troppo spazio. Volevo solo portare un altro punto di vista sull’argomento.
Credo che non ci siano soluzioni “facili” per questo problema, proprio no. Però ci sarebbero
Indo (che non sta cercando di fare proseliti…)
Luglio 3rd, 2009 at 15:31
Mi viene il dubbio che se questa proposta l’avesse fatta qualche agguerrito esponente dei Radicali o di Rifondazione sarebbe stata un’intelligente provocazione contro il moralismo clericale e a favore dell’emancipazione sessuale dell’individuo; avevdola fatta uno della lega è sicuramente un maiale.
Io non conosco assolutamente Luigi Serafin e non sono leghista, ma sono un liberale e ritengo che ognuno possa gestire il proprio corpo come vuole, basta che non sia costretto o indotto da terzi.
Le case chiuse mi sembrano il miglior modo per tutelare questo nella dimensione della legalità.
P.S. il commento più lucido e meno moralista mi è sembrato quello di EL FEF, sottoscrivo.