O BEL PAESE DI PUTTANE, PUTTANIERI E STOMACI ROBUSTI
ven, giu 26, 2009
Personalmente sono arcistufo di sentir parlar male del nostro Presidente del Consiglio. Delle sue mancanze e dei suoi eccessi, delle sue mogli e delle sue amanti, delle sue cene e delle sue feste, delle sue ville e delle sue veline: tanti sono i difetti che pur potrebbe avere Silvio Berlusconi, come uomo o come politico: non quello di non rappresentare al meglio il nostro amato Paese.
Chi, infatti, meglio del miliardario gaudente, dell’imprenditore di successo, dell’affarista spregiudicato, del politico vincente, del cavaliere galante e del marito infedele, potrebbe ben rappresentare gli umori e le aspirazioni della nostra Nazione?
Chi, meglio del narciso che si fa il lifting facciale, del calvo che si fa il trapianto di peli, del buontempone che fa cucù alla Cancelliera tedesca e del conferenziere che racconta le barzellette, potrebbe tanto efficacemente incarnare il prototipo e il modello dell’italiano moderno?
Chi, meglio del potente che a suo piacimento può cambiare le leggi o del furbo che abilmente le sa raggirare, del paladino della giustizia e del complottista che grida al complotto, del penitente contrito e del peccatore impenitente, chi dunque potrebbe mai impersonare lo spirito dell’Italia più vera?
Basta, allora, parlare sempre del Presidente del Consiglio soltanto per deviare la nostra attenzione dall’immagine di noi stessi che egli fedelmente ci rende! Basta accusare la luce di dissipare il buio! Berlusconi non è la causa, ma l’effetto; non è il presupposto, ma la condizione; non è il problema, ma l’indice che lo rileva.
Ripeto, l’attuale Presidente del Consiglio appare perfetto nel suo ruolo di governante e rappresentante di tutti gli italiani, lo abbiano essi eletto o meno. Lo venerino o dicano di detestarlo; lo ammirino o pensino di biasimarlo; lo giustifichino o credano di accusarlo: egli è lo specchio che riflette le nostre sembianze, la lente che risalta i nostri tratti, il faro che segnala la nostra rotta, la cassa che amplifica la nostra voce.
Nessuno, attualmente, saprebbe rivestire altrettanto degnamente il suo alto ruolo istituzionale.
Osserviamo che le cronache, che ci vengono propinate ormai da giorni, parlano sì del Presidente Berlusconi, ma parlano anche di un arrivista barese, che ha lasciato la sua fiorente impresa di famiglia per dedicarsi al completo servizio dei desideri dell’uomo più potente d’Italia.
Parlano di una avvenente ragazza che ha trascorso tutta la notte accanto al nostro Primo ministro con il solo scopo di aggiustare una pratica di abuso edilizio in una sua proprietà privata.
Parlano delle amiche di questa ragazza, che vanno a rallegrare le sere nel famoso Palazzo Grazioli e ricevono in cambio preziosi regali e utili attenzioni. Non sono puttane, sono escort di lusso: non lo fanno per soldi, accettano soltanto aurei monili o prestiti di 10.000,00 euro per superare momentanee difficoltà economiche.
Parlano pure di un intreccio tra dirigenti regionali e imprenditori, tra politica e affari, tra controllori e controllati, per gestire la fornitura di servizi e prodotti ad un ospedale pugliese.
Parlano invero di questo e di tante altre cose di ordinaria quotidianeità, come se vi fosse qualcosa di speciale o niente di già sentito.
Eppure, aguzzando appena la vista, nel faccendiere barese, nelle sue disponibili amiche e nelle sue altolocate conoscenze c’è tutta l’Italia di oggi, nel bene e nel male: quello che è o quello che vorrebbe essere; quello che ha e quello che non ha. Perché allora la gente si scandalizza tanto?
Forse che gli abiti firmati dell’intraprendente ruffiano sono diversi da quelli che tutti noi corriamo ad acquistare all’outlet più vicino?
Forse che i suoi occhiali da sole hanno forme molto diverse da quelle dei nostri? La sua pelle scottata dalle lampade abbronzanti è per caso molto diversa dalle infinite facce perennemente ambrate?
Gli orripilanti tatuaggi, che certamente porterà in qualche improbabile parte del corpo, saranno forse diversi da molte altre insulse figure o dai diffusi esotici segni, spesso incomprensibili anche a chi li porta?
L’orologio ostentato al polso e il pendaglio appeso al petto, saranno mai tanto differenti da quelli, originali o taroccati, che tutti amiamo esibire?
I seni rifatti, le labbra rigonfie e i culi rassodati delle tre esclusive sciantose, non sono per caso gli stessi che si vedono in giro pressoché dappertutto?
La richiesta di favore al personaggio politico affinché risolva un inghippo, non è il modo in cui ognuno, se può, cerca di sistemare le cose con lo Stato e la sua pletorica amministrazione?
Chi tra di noi è davvero a tal punto integerrimo da seguire l’ordine fino in fondo, nel grande o nel piccolo della sua realtà? Chi è così attento da osservare le innumerevoli leggi che negli anni ci siamo dati? Così corretto da rispettare tutti i divieti, adempiere tutti gli obblighi, rimanere nei giusti limiti?
Non ci ricordiamo più che da noi la colpa, se c’è, è sempre collettiva, e non è mai unica ed individuale?
Dov’è allora la colpa del Presidente Berlusconi? Cosa può aver fatto di male quest’uomo agli occhi dei suoi simili? Chi osa scagliare la prima pietra o chi pretende di ergersi a moralizzatore di un mondo già privo di regole certe? E chi mai insiste a pretendere dagli altri ciò che egli stesso non è in grado di mantenere?
Quale sarebbe, pertanto, la depravazione dell’uomo Berlusconi, o del suo faccendiere o di suo qualche ministro? Da dove verrebbe l’odio e l’invidia che spesso lo circondano?
Le vicende mondane di questi giorni hanno rivelato, piuttosto, che è la nostra coscienza ad essere corrotta, il nostro corpo ad essere involgarito, il nostro aspetto che risulta disfatto, la nostra curiosità ad essere morbosa, il nostro tempo ad essere sprecato.
Abbiamo oltrepassato la soglia dello schifo e non abbiamo crisi di rigetto. L’occhio si abitua a tutto, il palato gradisce anche la spazzatura e lo stomaco ormai è allenato a digerirla. Ci siamo immersi nella generale bruttura.
Non ne faccio quindi una questione di mancanza di principi o di valori: queste sono cose che lascio volentieri al filosofo, non voglio farmi ridere dietro. Ne faccio invece una perdita di eleganza e di buon gusto. Una tendenza malsana. Una decadenza generalizzata.
Non dico dunque che ciò che si vede sia giusto o sbagliato, dico semplicemente che non è bello. Non sollevo una questione etica, bensì estetica.
Appannato il senso del bello, è prevalso il gusto del volgare, in cui siamo caduti tutti.
Lunga vita, pertanto, al nostro caro Presidente del Consiglio e ben venga infine il suo probabile trasloco alla soglia del Quirinale, affinché la casa di tutti gli italiani sia finalmente come appare l’Italia intera: un bordello a cielo aperto.
Luigi Sclebin






giugno 26th, 2009 at 12:56
Siamo rappresentati da Berlusconi ieri,oggi e domani, poi arriverà PierSilvio….
Però anche voi come categoria siete ben rappresentati.
da Fai,Informazione.it
Ieri, la maggioranza, e’ andata sotto. Gli avvocati di Berlusconi erano assenti, impegnati a studiare leggi ad hoc.Satira.Gli assenti di forza italia erano 70, praticamente gli avvocati di Berlusconi, aggiunti ad un’altra trentina di an e della lega, sono andati in minoranza.
Silvio si e’ incazzato, ma la colpa e’ sua. Ha fatto eleggere in parlamento i suoi avvocati perche’ studiassero le leggi, ad hoc, per i suoi interessi e adesso non si puo’ lamentare se i problemi sono parecchi.
Ci sono i processi da smantellare, c’è da salvare rete 4, proibire le intercettazioni per far lavorare tranquillamente mafiosi e protettori, magnaccia come dicono a Milano.
Cosi, per scoparsi qualche letterina, mettono il bagaglio alla magistratura, la rendono impotente.
Comunque e’ un errore strategico, la prossima volta dovrebbero prendersi una settimana di ferie e ritrovarsi nella villa Certosa. Un bel vaporetto che carichi tutti gli onorevoli avvocati del cavaliere e li porti in Sardegna, lontani dal casino e dalle chiacchiere per studiare a fondo quali sono le leggi da affondare per parare il culo al primo ministro.
Consiglierei di invitare anche Previti e Dell’Utri, hanno una bella esperienza che puo’ essere utile e potrebbero aprire la seduta con una bella commemorazione di Mangano.
L’emozione del ricordo, dei bei tempi, rinserra le file, compatta e non andranno piu’ in minoranza.
Per questa volta ci ha pensato Casini a salvare la maggioranza…
quello che ama tanto la famiglia…da farsene due(famiglie)in contemporanea.
giugno 26th, 2009 at 13:02
Complimenti Luigi.
Ottima descrizione dell’italiano medio… e della sua massima espressione politica, naturalmente.
Da tempo pensavo di scrivere un articolo del genere. Per fortuna mi hai anticipato, perchè non sarei riuscito a scriverlo così bene.
Grazie al nostro presidente del consiglio, lui quando parla di sè lo fa in terza persona, siamo il paese più comico e deriso del mondo. Infatti, questo è il niostro ruolo: far ridere gli altri.
Tu dici bene, e lo disse anche Montanelli, Berlusconi non è la causa, è semplicemente l’effetto. Non è lui che deve preoccupare, ma la gente che lo vota, poichè in lui vedono se stessi, e anche chi non lo vota in quanto incapaci di opporgli una seria resistenza. Tutti, insomma.
La Costituzione, l’ordinamento giuridico, il codice della strada? Sembra di assistere ad una gara per chi trasgredisce di più.
Chi subisce una condanna, è come se avesse preso una laurea.
L’eroe di oggi è chi si fa largo sulla pelle degli altri, e alla fine viene anche applaudito.
Siamo lo Stato meno unito, dunque incapace di una seria organizzazione, di un ordine, di una cultura, che non sia clericl-reazionaria, e che abbia qualcosa di collettivo, che non siano gli appalti per le opere pubbliche. Uno Stato dove l’interesse pubblico è sacrificato all’interesse preivato.
Ho il triste sospetto, per di più, che se l’operazione Opel-Fiat non sia andato in porto, sia dovuto non soltanto al fatto che siamo un popolo deriso, ma, data la nostra rappresentanza, stiamo anche nelle palle a più di qualcuno.
In realtà, non siamo un popolo: siamo un popolino. E non si lamentino i “patrioti” perchè alla stragrande maggioranza degli Italiani, della Patria se ne infischia, primi fra tutti i leghisti. E’ la Storia inoltre che ce lo racconta. E alla storia, fino a prova contraria, è una realtà.
Ma la Storia bisogna anche conoscerla.
Quindi il “fenomeno Berlusconi” va letto in altro modo: gli Italiani come fenomeno.
giugno 26th, 2009 at 13:10
“l’attuale Presidente del Consiglio appare perfetto nel suo ruolo di governante e rappresentante di tutti gli italiani”
clap, clap, finalmente qualcuno l’ha detto.
solo una cosa, la presunta decadenza, in realtà noi siamo sempre stati questo, prenderne atto è l’indispensabile primo passo per cercare di cambiare lo stato delle cose.
giugno 26th, 2009 at 15:31
Bravo Luigi!
Ottima penna, per essere un avvocato….
Ricordiamoci, però, che mentre a Roma l’imperatore Onorio passava le giornate a giocare con le sue galline, un barbaro di nome Stilicone difendeva l’impero e consentiva agli “Italiani” di allora di continuare a vivere nella loro isola di pace.
Lasciamo le galline agli Onorii, quindi, e concentriamoci sugli Stiliconi, di cui c’è enorme bisogno…
giugno 26th, 2009 at 19:19
Da il nuovo mondo di galatea
omissis
Arrivata alla fine delle sale, lo vedo, all’interno della bacheca: il Dittico di Stilicone. Colpisce sempre trovarsi davanti all’improvviso a qualcosa che sei abituata a conoscere attraverso i libri, e ancora di più quando il reperto è una specie di foto di famiglia in avorio. Stilicone con la sua aria grave e severa,la barba disciplinata, lo sguardo diretto, il corpo asciutto rivestito da una toga, ha l’aria più romana che si possa immaginare: infatti era un Vandalo. Un mezzosangue, figlio di un immigrato, che arrivò a sposare la nipote dell’imperatore e far sposare ad un imperatore le figlie e, per poco, gli sfuggì di avere anche il figlio seduto sul trono imperiale. Fu il difensore dell’impero negli anni in cui l’impero ne ebbe più bisogno, e in quell’istantanea scolpita ancora si vede nei suoi occhi l’orgoglio di chi sente di avercela fatta, e si è integrato in un mondo ormai completamente suo, per cui è disposto a combattere ed a morire. Altri barbari come lui si integrarono meno, o per nulla: furono causa di disordini continui, di atti di violenza, divennero prima un problema, poi un pericolo, infine una sciagura per Roma. Ma non furono loro la causa della sua caduta: Roma cadde perché non seppe gestirli, non perché i barbari erano crudeli.
Guardo il volto di Stilicone e lo paragono a quelli che ho visto fuori dal bar un tempo di Maddalena, e a quelli di tanti immigrati che invece conosco, e sono ben integrati in Italia, anzi, la sentono ormai come casa loro. I loro figli potrebbero essere degli Stiliconi, forse, se gestiremo bene la cosa, lo saranno davvero.
Mi allontano dalla bacheca, perché il Dittico mi dà un leggero brivido: non quello che trasmettono le opere d’arte, e neanche quello iniziale che si ha di fronte alle immagini di famiglia. Quello che si ha, invece, quando ci si trova davanti alle foto di sconvolgente attualità.
Avvocato,ho passato in rassegna i 900 volti del Parlamento ma non ho trovato Stiliconi( mi sarei accontentato anche di uno senza barba curata),in compenso Onorii e galline non mancano…..
giugno 26th, 2009 at 20:05
Umberto Bossi: “Le avventure sessuali del Premier sono frottole, lui viaggia oltre i settanta, con le donne ha chiuso.”
Vittorio Feltri: “Gli han tolto la prostata, e in questi casi, le performances sessuali sono un sogno. Se Berlusconi vuole salvarsi dalle accuse sessuali, gli dico: mostra la cartella clinica”
Giampiero Mughini: ” E’ una sberla che non finisce mai”.
Sarò stupido, ma non riesco a capire se queste frasi sono state dette per salvare il culo al Re o per fargli fare una figurina di m***a.
Certo che, in entrambi i casi, la figurina di m***a la facciamo anche noi Italiani.
Stomaci robusti, Luigi?!?
Se mi permetti, io aggiungerei: chiappe strette!
E poi ci domandiamo perchè, nel resto del mondo, ripeto “MONDO”, stiamo facendo figure da pagliacci….?
john (not in my name)
giugno 27th, 2009 at 23:35
Bravo Luigi. Leggo sempre molto volentieri ciò che scrivi, stavolta in particolare, visto che l’argomento è uno dei miei preferiti…
Ottime riflessioni, scritte con un eleganza e uno stile che è proprio di pochi. Chapeaux.
giugno 29th, 2009 at 00:02
Grazie Luigi, anch’io ti leggo sempre molto volentieri e con interesse…
Oggi ho letto altre cose interessanti su questo argomento e vorrei condividere con il forum alcune frasi di un articolo:
“Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E’ pura ipocrisia o convenienza di interessi privati.
Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una “zona franca” dall’etica.
(…)
Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme…) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi che da una “politica da camera da letto” si passi alla vera politica delle “camere del Parlamento”, restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conseguenze”.
Questo è il pensiero di un giornalista cattolico.
Questo è anche il mio pensiero. Io voglio poter votare la parte politica che più mi rappresenta, ma temo di poterlo ancora fare.
Indo (finchè c’è vita…)