Mercato e fantasia
Ieri sulla “Nuova” s’è ritornato a parlare della “torre delle torri”, del grattacielo firmato Ferrater, insomma, di Torre Aquileia. Niente di speciale, i soliti corsi e ricorsi della “Nuova Venezia” che non fanno più di tanto clamore, ma, diciamo, cominciano a far parte del quotidiano. Oggetto: vendite scarse, appena il 50%, per quanto riguarda gli alloggi, meglio, sembra, gli uffici. Anche questa è una notizia che non fa scalpore. L’unico lampo è in una dichiarazione del Sindaco che, a proposito del successo della vendita degli uffici a fronte di quella scarsa degli alloggi, e sulla scorta di una variante approvata in consiglio comunale, dice:
“Io credo che questa sia una grande opportunità. Da adesso si potranno aprire uffici anche ai piani alti della torre di Jesolo, assecondando quella che è una nuova tendenza diffusa, ovvero investire in uffici nei grattacieli. Uffici che di sera chiuderanno e quindi non ci saranno neppure problemi per l’intrattenimento nei locali notturni e i rumori.”
E’ senza dubbio comprensibile che il Sindaco veda il bicchiere mezzo pieno.
Ma Torre Aquileia non è la sola a svettare nel cielo jesolano. Ci sono anche le “Twins” di Piazza Drago, piazza Brescia è senz’ombra di dubbio la più turrita tra le piazze … e poi c’è un bestione che fa paura in piena Pineta.
Tutti uffici? Niente, o molti meno alloggi?
Non so, e non so neanche chi lo sappia. Mi viene solo in mente un vecchio articolo apparso su “Jesolo, il giornale dell’amministrazione comunale”, quello che ci viene recapitato a casa. Numero 3 dell’aprile 2009, pagina 23, rubrica “Dal consiglio comunale”. Il pezzo appartiene al gruppo “Lista Renato Martin” e titola “Che tristezza…” Lo ricopio tutto perchè, secondo me, permette di mettere a confronto un progetto di sviluppo, una filosofia, con la realtà oggettiva del mercato immobiliare attuale.
“Che tristezza!! E che delusione!- esordisce la Lista dell’ex-sindaco- Dopo quindici anni di lavoro, dopo aver scelto di dare avvio a un nuovo volto della città con la realizzazione del Master Plan di Kenzo Tange (povero Kenzo! Si starà rivoltando nella tomba) e la conseguante traduzione e approvazione in Piano Regolatore Generale, dopo aver girato mezzo mondo (New York, Londra, Vienna, Bellinzona, Barcellona, Lisbona, Milano, Monaco, Lucerna, Trieste, Venezia) per convincere le più grandi firme dell’architettura contemporanea a progettare i nuovi edifici-simbolo (Landmark) inseriti nel nuovo Skyline jesolano fatto di torri e grattacieli stile Miami e Dubai, dopo essere stati all’avanguardia nel campo della pianificazione urbanistica sia a livello regionale che nazionale,… è veramente triste assistere allo sbracamento del Sindaco e della Giuntache si sono piegati al volere dei burocrati di Stato (Soprintendenza di Venezia) della più becera e centralista prima repubblica! Adesso, che il disegno diabolico di assoggettare tutta la fascia del Lido al parere della Soprintendenza ai beni ambientali si sta completando, corrono ai ripari con azioni amministrative (delibere del Consiglio Comunale per cercare di salvare il salvabile), politiche (si inginocchiano preganti dai vari Ministri e Governatori) e giudiziarie (ricorsi al Tar e Consiglio di Stato) dopo aver assecondato e concordato per due anni con la Soprintendenza di Venezia il numero di piani dei nuovi edifici-simbolo e quindi completamente tradito la filosofia del Master Plan e del PRG. Di tutto il lavoro fatto dal ’95 al 2007 cosa ne sarà?Rimarranno solo le Torri di Piazza Drago, piazza Mazzini e della Pineta? E tutte le altre decine di progetti (alcuni ormai irrimediabilmente persi – Torri della Carmen Frova e quelle della Monteberico di Richard Meyer)? Affossati da una mentalità e concezione urbanistica ottocentesca! Qui ci vuole un’ AZIONE FORTE che ristabilisca il primato della politica locale e della rappresentranza eletta dai cittadini contro un “Sistema Burocratico Statalista che sta ricacciando Jesolo nel limbo degli anni ’70 e ’80! Altrimenti…meglio dimetterci tutti.
Lista Renato Martin
Sul piatto, resta una domanda, contenuta nell’appello che avete appena letto: di tutto il lavoro fatto dal ’95 al 2007, cosa ne sarà?
Ora, mettendo insieme i segnali problematici sul senso complessivo di tanto costruire, che circolano sempre più evidenti, la dichiarazione del Sindaco e l’analisi, negativa e spietata, del suo predecessore, che quadro ne viene fuori?
Francamente non ho dati sufficientemente oggettivi per dire la mia, ma una certa preoccupazione la sento. Si è tradito un progetto o si è dovuto far mente locale e adeguarsi alla realtà? Quale dovrebbe essere l’Azione Forte? Forse si allude all’autodeterminazione? Possibile che con il Calzavara 2 (2007) si sia passati dall’avanguardia regionale e nazionale al “Sistema Burocratico Statalista” in un batter d’occhio? Cosa sono, farneticazioni o richiami alla coerenza ed agli impegni della prima ora? E poi, il “Sistema Burocratico Statalista” l’ha forse rimesso in corsa l’entrata preponderante del PdL al governo dell citta?
Francamente, non so rispondere. Vi giro queste domande, senza commenti o critiche (ormai siamo in questo treno, e così sia), sperando di capirne qualcosa di più.
Rodolfo







giugno 13th, 2009 at 07:25
C’è poco da capire, ci dobbiamo tenere un sacco di cemento inutile e basta. Le torri a Jesolo sono come quelle di Dubai, cioè nel deserto.
giugno 13th, 2009 at 13:00
Sono daccordo con Jampaul, la torre Aquileia e’ un albero senza radici , basta passarci vicino non c’e’ vita . Gli uffici? Ma siamo a Francoforte o siamo in una localita’ turistica?
giugno 13th, 2009 at 15:06
Anche se non avrà purtroppo molto tempo per “operare” sono certo che le risposte alle domande di Rodolfo le darà direttamente il prossimo Consigliere Regionale Renato Martin che, da luglio, subentrerà all’uscente Bottacin, “spedito” a fare il Presidente della Provincia di BL (dopo il ballottaggio)..
A presto,
Nicola.
giugno 13th, 2009 at 16:04
Su PRG e Marter plan riceviamo da Roberto Rugolotto questa analisi già apparsa in “Progetto Veneto Orientale” – n° 2 febbraio 2009
PRG di Jesolo: tre obiettivi, tre fallimenti
“L’attuazione del Piano Regolatore di Jesolo ha una distorsione di fondo: si tratta di quella previsione di portare i residenti tra i 30 e i 40 mila. Non che la scelta sia sbagliata in sé. Ma nulla, assolutamente nulla è stato fatto per rendere credibile questa prospettiva. Questi ipotetici 30/40 mila abitanti resta solo l’alibi per giustificare scelte come quella dei cinque centri commerciali. Si giustificherebbero in una realtà di 20 mila persone?”. E’ duro il giudizio di Roberto Rugolotto, consigliere comunale del Partito Democratico di Jesolo, sullo stato di attuazione del Piano regolatore di Jesolo. “Quali sono gli elementi concreti che possono attrarre una famiglia a trasferire la sua residenza a Jesolo? La viabilità, il lavoro, i servizi? O si pensa che le famiglie si trasferiscano qui solo per ammirare le torri che sono state costruite?”. Per Rugolotto il Piano Regolatore non ha risposto alla domanda di residenza stabile. “Il mercato ha prezzi inaccessibili e l’Erp, l’edilizia residenziale pubblica non ha dato assolutamente una risposta. Il cittadino è lasciato in balia di se stesso. E’ una nostra proposta quella di istituire un ufficio casa che accompagni un cittadino in tutto il percorso per trovare casa. Il caso più clamoroso è il comparto ‘Campana’. Sono più di cinque anni che i privati stanno cercando di poter edificare. Dall’Amministrazione arriva il solito ritornello: sono i privati che non riescono a mettersi d’accordo, che sono in ritardo, che non presentano la documentazione richiesta e via di questo passo. Non nego che problemi di questo genere possano esserci, ma non possono essere un alibi: l’Amministrazione deve creare le condizioni più favorevoli perché il privato si muova a suo agio e con celerità”.
Senza appello la bocciatura anche per quanto riguarda la riqualificazione urbanistica. “Ribadisco concetti già espressi. Per riqualificare l’offerta turistica si doveva sviluppare l’edilizia in altezza per creare spazi liberi. Invece si sono chiuse anche le finestre a mare che avevamo. L’esempio per tutti la realizzazione dove c’era la colonia Carmen Frova: bruciata un’occasione preziosa per dimostrare come si poteva riqualificare davvero il territorio”. Anche qui Rugolotto individua una distorsione di fondo. “L’Amministrazione comunale si accontenta che vi sia chi investe e rinuncia ad un ruolo attivo perché il giusto e sacrosanto interesse del privato abbia una ricaduta positiva per la città. Così i conti incominciamo già a pagarli: il volume vertiginoso di metri cubi costruito a ridosso del mare sta già creando problemi per l’arenile. Nella stessa ottica io colloco il central park. Una grande opportunità per Jesolo. Ma qui si dimostra la capacità di governo: indirizzare gli investimenti privati verso quel giusto punto di equilibrio tra gli interessi degli investitori e quelli per la città. Le idee chiare su ciò che vogliamo dobbiamo averle noi. Mi secca davvero che siano gli arabi a decidere come sarà il nostro central park, forse l’idea più geniale del Master Plan”.
Roberto Rugolotto
giugno 13th, 2009 at 18:18
Chissà come la pensa Rughi in merito a Ca Silis? Quello che fanno gli amici va sempre bene.
A tal proposito, Rughi potrebbe illuminarci sulla variantona che il “capo dei capi” sta mercanteggiando in Regione col centro destra.