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sab, giu 27, 2009

Generale, Politica, riflessioni


Dal Gazzettino.it
TREVISO (27 giugno) – Finisce all’esame della Procura di Treviso la prima uscita pubblica, con tanto di “polisia nationale delle Venetie”, dell’autogoverno del popolo veneto, il movimento venetista che giovedì scorso aveva cercato di opporsi, con una cinquantina di rappresentanti, al pignoramento a Conegliano degli arredi della sede della Life, la rappresentanza degli imprenditori antifisco.

La Digos ha trasmesso un’informativa al procuratore capo Antonio Fojadelli sulla dimostrazione, alla quale avevano partecipato, tra gli altri, alcuni ex poliziotti e l’attuale capo dei vigili urbani di Cornuda, Paolo Gallina. Il giorno della manifestazione, Gallina risulta in ferie. «Per quanto mi riguarda – sottolinea il neo sindaco leghista Marco Marcolin – nel loro tempo libero i dipendenti comunali hanno il diritto di manifestare le loro idee politiche, qualsiasi siano, purché ovviamente nell’ambito della legalità». Marcolin si dichiara favorevole all’iniziativa della “polisia delle Venetie”: «ben venga – commenta – se può inquadrarsi nella cornice del federalismo».

Da parte sua la Life, attraverso le parole di Daniele Quaglia, conferma l’intenzione di attivare al più presto una polizia armata, formata da un centinaio di uomini, «che non avrà bisogno del porto d’armi ma solo del tesserino di identificazione rilasciato dal nostro ministero dell’interno, come accade per gli agenti dello Stato».

Il Procuratore: «Mi auguro si tratti solo di una boutade». Questo il commento di Antonio Fojadelli in merito all’annuncio della prossima creazione di una “polisia nationale delle Venetie” da parte dei vertici dell’associazione Life quale strumento di polizia al servizio dell’autogoverno del popolo veneto. L’intenzione era stata espressa nei giorni scorsi dal leader del movimento, Fabio Padovan, il quale aveva detto che il “corpo”, già dotato di divise e cani, sarebbe stato presto munito di armi appropriate.

«Per ora di concreto, in base alle informazioni contenute nel rapporto della Digos, vi sono solo dei proclami – ha aggiunto il magistrato – ma il caso va tenuto sotto controllo e questa mattina ne ho parlato anche con il Prefetto. Se i soggetti si limitano al folklore e non trascendono in attività particolari per ora non c’è ancora nulla di illegale, anche se da parte nostra c’è una costante attenzione».

A quando il Sindacato delle ronde?

angelo1

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