La Lega e il Ramadan
Dom, Giu 28, 2009

Li vedi alla guida di furgoni, nei cantieri autostradali, nelle case in costruzione o ramazzare dentro e fuori i Centri Commerciali.
Li puoi trovare a raccogliere pomodori e nelle fabbrichette sparse nel territorio.
Aiutano nei banchi di frutta e verdura, lavano i piatti negli alberghi o aiutano le nonne nelle case.
Molti sono musulmani.
Ma che importa. Finché lavorano e poi se ne vanno a casa a guardare Miss Italia e poi a dormire, tutto va bene.
Ma quando chiedono di poter riunirsi per pregare, per stare insieme, ecco i difensori strenui dei valori occidentali,
della carità cristiana,
della purezza della razza,
dell’Europa bianca,
degli inventori di un passato inesistente,
dei bevitori di ampolle,
dei difensori della cultura senza libri,
delle armature e spade e medievali,
ecco la Lega Nord che fa le barricate contro il desiderio di pregare di NON cristiani, NON comunitari, NON bianchissimi, NON possessori di SUV, NON compratori di attici, NON vestiti come noi.
La Lega Nord che sarebbe capace di trovare spazi e case per le prostitute si dice pronta a combattere contro l’uso di spazi per la preghiera NON cristiana.
Che vadano a pregare insieme ai cammelli, ‘sti beduini.
Beduini a casa loro ma se si tratta di un dittatore col petrolio in tasca allora va bene anche una tenda in un parco comunale.
Questa crudeltà, e in quanto crudeltà, stupida, provincialissima, poverissima, ignorantissima, votatissima, apprezzatissima dagli utilizzatori finali degli extracomunitari.
Il linguaggio di Ghedini, sull’utilizzo delle donne e l’utilizzo di uomini e donne come merci (perché di merci si tratta, vero?) sono l’epitaffio della civiltà occidentale.
E silenzio.
Silenzio dei liberali del centro destra (che ci sono),
silenzio di una Chiesa oramai allo stremo, impaurita,
silenzio della sinistra tutta presa a guardarsi l’ombelico.
Alfredo (da oggi musulmano)









Giugno 28th, 2009 at 20:11
che mancanza di fantasia, alfred, sempre la solita manfrina Leghista=razzista.
Contento te!
Giugno 28th, 2009 at 20:48
Non sono contento, per niente.
Mi dispiace che una forza che ha molte ragioni offra anche una parte OBIETTIVAMENTE xenofoba e, in certi suoi leaders, apertamente razzista.
Trovo strano che tu non riesca a vedere anche questa deriva o, forse, a te sta bene così.
Non ho capito dal tuo post cosa pensi dell’impedimento a riunirsi in preghiera adombrato dalla Lega jesolana.
Forse anche a te sta bene.
Contento tu.
Se poi vuoi che ti dica che la Lega non è razzista in toto, forse è vero.
Penso che sia xenofoba per la spaventosa, tristissima, povertà culturale che la governa.
Non hanno idea di cosa significhi la teoria della biodiversità.
Adesso aspettiamo il figlio di Bossi, vediamo un po’ cosa combina il pluribocciatissimo. Evidentemente un titolo di merito per accedere ai vertici del partito.
Ultima cosa. E’ da tempo che cerco un qualsiasi libro della Lega sul tema del federalismo, anche per capirci qualcosa.
Niente da fare. Ho dovuto ripiegare su quello di Ancelotti.
alfred
Giugno 28th, 2009 at 21:02
… ci mancava la citazione sul figlio di Bossi!
Bravo alfreduccio, maestro di vita.
Bisogna erudirli sti zoticoni di leghisti, per questo che Ti leggo con attenzione, per imparare a vivere, anzi a convivere.
Giugno 28th, 2009 at 21:10
Scusa maestro, ma non volevo eludere la Tua domanda.
Io la vedo così:
a) reperire idonea area a destinazione opere di culto
b) pagare con soldini propri tale area
c) presentare idoneo progetto al Comune
d) attendere approvazione e conseguente rilascio del permesso di costruire
e) erigere opera di culto
f) professare propria fede
Se ho dimenticato qualche passaggio non volermene.
Giugno 28th, 2009 at 21:17
caro pumaro, mi sembra che da un po’ di tempo giochi solo di sponda.
Che succede? mancano argomenti?
Te ne do uno “a gratis”, i signori della Lega sono anche quelli che mi dicono quello che posso o non posso mangiare al ristorante, e questo per difendere el bon magnar veneto, ma poi, quando qualcuno fa il furbo e ti vende il cibo scaduto, silenzio su tutta linea.
Contento?
O vuoi che facciamo un po’ la storia dei 50.000 cambi di rotta della Lega negli ultimi 15 anni?
Scommetto che non ricordi quando La Padania metteva in prima pagina Berlusconi insieme a Tot0 Riina.
ciao
p.s. scusa, rispondo al post dei 5 punti
1.grazie della risposta
2.non credo che la Lega sia d’accordo nemmeno su questa ipotesi.
3.penso che il locale si possa anche affittare
4.la tua risposta è dichiarata esauriente
ciao
Mohamed alfred
Giugno 28th, 2009 at 22:34
Alfredo (da oggi musulmano)
Al-Fredo?
metti un sacco di carne al fuoco, ghedini e il ku-klux-klan, la lega e gheddafi, i puttanieri
e il figlio di bossi.
il tema qual’era? ah, sì, la Lega e i mussulmani.
una domanda, visto quello che sta succedendo in Iran, tu da che parte stai?
da quella dei giovani che manifestano per avere la loro fetta di cività decadente, le loro veline e i loro grandi fratelli, o da quella dei difensori della morale tradizionale e dei valori mussulmani?
risposta secca please, di qua o di là.
Giugno 29th, 2009 at 01:41
Devio un po’ dalla discussione, peraltro gradevole e acuta, per dire un paio di cose su questa questione.
In ogni senso, molto spesso ci siamo posti, come europei , o meglio, come occidentali, come portatori di civiltà.
E ciò è sicuramente vero per quanto riguarda il valore della tolleranza. Uno dei padri del liberalismo, John Locke (1632-1704), sostiene che, purchè non nuoccia alla comunità di uno stato, ogni religione va tollerata (tranne quella cattolica -del XVII secolo-, la quale è accusata di negare l’ideale di tolleranza volendo imporre la propria religione anche attraverso la natura confessionale dello stato…). Da allora l’ideale di tolleranza diventa un cardine della cultura liberale.
L’argomento usato e strausato dai leghisti, allo scopo di impedire la preghiera e l’edificazione di luoghi di culto, è che loro, li turchi, mai e poi mai concederebbero lo stesso favore a noi.
A rigor di logica, e se vogliamo riaffermare il nostro primato civile, che ci pone culturalmente “più avanti di loro”, dovremmo insistere sulla tolleranza in quanto è questa che segna la nostra maggiore apertura. E così infatti è stato è. Il futuro è già nell’integrazione. John Lock era l’ anti-fanatico per eccellenza: valutava le cose per quanto riguarda la loro convenienza. La tolleranza per Locke, non era un valore in sè (metafisico), ma un fatto utile, conveniente (anche per quanto riguarda la biodiversità, come ha ricordato Alfredo).
La Lega?
Crede nel denaro, punto e basta. La motivazione di fondo è solo questa, la xenofobia è solo uno sfondo. Tanti soldi e zero cultura, i risultati li ha descritti Stella nel suo “Schei”.
La razza, il dialetto, la tradizione. Boiate.
Liberarsi da un centralismo statale che è peggio di un boa constrictor: perfettamente d’accordo.
Padanizzare la scuola? Un suicidio.
Fare le ronde che poi non ci sono serve com’è servito il tg3 quando la lega era agli albori e i titoli erano sempre per loro: creare un immagine, una maglietta per far squadra, celodurismo compreso.
Sui mussulmani non si molla? Ma se il Veneto, e la provincia di Treviso in testa, è la Regione che li integra di più.
Perchè siamo più tolleranti? No, perchè convengono. Andate in qualsiasi albergo, mercato, cantiere: convengono.
Allora, lasciamoli pregare in pace.
Se non “in name of love”, almeno “in name of cash” (che per alcuni non fa alcuna differenza).
Rodolfo
Giugno 29th, 2009 at 02:09
per punks che chiede
“una domanda, visto quello che sta succedendo in Iran, tu da che parte stai?
da quella dei giovani che manifestano per avere la loro fetta di cività decadente, le loro veline e i loro grandi fratelli, o da quella dei difensori della morale tradizionale e dei valori mussulmani?”
Non sono il destinatario della domanda e sono molto curioso di leggere la risposta dell’ imam Alfredo.
Voglio solo ricordare che la validità di un problema non sta tanto nella soluzione, quanto nel come è posto.
Per quanto mi riguarda, se i giovani iraniani manifestano per avere veline e grandi fratelli (coraggiosa quanto avventata, come affermazione) è bene che aspettino.
Rodolfo
Giugno 29th, 2009 at 08:18
Io la vedo così. Se lo spazio ( stanza,casa,palestra ecc.) è comunale, e viene dato ad uso gratuito, sarà ad uso gratuito per TUTTE le fedi religiose che ne faranno domanda, logicamente in orari diversi…..voglio proprio vedere se la tolleranza religiosa sarà rispettata quando verra chiesto l’uso dello spazio per la preghiera buddista/ebraica/protestante/ecc..altrimenti per par condicio dobbiamo dare ad ogniuna professione uno spazio distinto, e non credo che il comune questo possa permetterselo!!
Oppure……
facciamo un referendum, moschea SI/NO, come commissario/arbitro/giudice, mettiamo Don Axxxx, se vincono i NO ( e sono sicuro che vincono i NO!!) e qualcuno protesta, lo sotteriamo in spiaggia….e se qualcuno viene a chiedere cosa è successo gli rispondiamo che “nei fatti del comune di Jesolo non deve interferire NESSUNO!!!”
Io preferisco la prima soluzione, anche perche la seconda sa da déjà vù
Giugno 29th, 2009 at 11:50
@ punks,
il tema per la verità non era propriamente la Lega e i musulmani, ma la Lega ed il diritto di qualunque credente di poter esprimere la propria fede in un luogo (privato e pagato a proprie spese, naturalmente).
Il tema, più vasto, era l’ingerenza (fascistoide o comunistoide, o solo stupida)della politica in gran parte delle scelte quotidiane delle persone.
Vengo alla tua domanda, provocatoria e/o retorica.
Una premessa breve breve.
Noto con angoscia che il tuo mondo si divide tra Ahmadinejad e il Grande Fratello.
C’è dell’altro, caro punks, c’è molto altro. per fortuna.
Ci sono i Rolling Stones.
Se poi, una volta deposti i difensori di dio-patria-famiglia al potere in Iran, arriveranno il grande fratello e le veline e miss Iran nel mondo, che ci posso fare?
L’universo è forse finito. La stupidità no.
al-fred
p.s.
permettimi una ultima considerazione.
Nel mettere insieme tutte quelle questioni ho cercato di spiegare la mia ideuzza sulla dittatura morbida che si sta instaurando in Italia.
C’è un libro, addirittura del ‘57, a firma di Vince Packard, dal titolo “I persuasori occulti”, mai così moderno e che, secondo me, spiega i meccanismi di persuasione, che vanno dal posizionamento della merce in un supermercato alle tecniche di diffusione di notizie atte a creare consenso. creare un regime morbido.
Ma ne parliamo in un altro articolo. OK?
al-freed (con i ragazzi di Teheran)
Luglio 3rd, 2009 at 12:46
Questa che ripropongo è un’intevista fatta 2 anni fa, in settembre, ad un amico musulmano sul Ramadan. Forse torna utile alla discussione.
Rodolfo
Da qualche anno la scuola riesce a mantenere le sue classi piene, i suoi insegnanti ed il suo persanale grazie alla presenza di persone straniere, molte di queste esterne alla comunità europea. Il 10-15% degli alunni/studenti è straniero.
I cantieri edili, le concerie, molti lavori legati all’industria ed al turismo sono svolti da persone che non sono italiane. Sta fiorendo anche una piccola e media impresa che vede come imprenditori albanesi, cinesi, polacchi, sudamericani e via dicendo. Treviso è la provincia veneta che conta il maggior numero di piccole imprese guidate da extracomunitari o neocomunitari (circa 5.000).
Questa presenza è reale, tangibile e nella vita di tutti i giorni, alla luce del sole, nell’attività quotidiana di ognuno, capita di venire normalmente a contatto con i nuovi abitanti del “condominio” Italia.
Nelle classi in cui insegno, su cinquanta studenti, 9 sono extracomunitari e, fatta eccezione per l’Oceania, vengono da tutti i continenti del globo.
Uno dei miei studenti, nato qui a Jesolo da genitori marocchini, qualche giorno fa mi ha avvertito che tra qualche giorno comincia il Ramadan.
Mi sono chiesto come vive il Ramadan un musulmano qui, nel cuore dell’occidente, e questo mi ha portato a cercare di capire più a fondo cosa sia il Ramadan . Ho telefonato al padre dello studente e gli ho chiesto se mi raccontava qualcosa. Quel che segue è il resoconto dell’incontro.
JF.- Signor Abdul B., cos’è il Ramadan?
A.B- Il Ramadan è un mese dell’anno secondo il calendario musulmano. L’anno musulmano ha dieci giorni in meno dell’anno solare, e si basa sui cicli lunari, per cui la data del Ramadan non è fissa come, per esempio, il Vostro Natale, ma copre via via tutti i mesi dell’anno. Il Ramadan è una ricorrenza religiosa prevista dal Corano (Allah non perdona la sua non osservanza) ma è anche qualcosa di sociale e personale insieme. E’ una prova indispensabile per uomini e donne.
JF. In che cosa consiste questa “prova”? Come si inizia il Ramadan?
A.B. Il digiuno comincia all’alba del ciclo lunare che inaugura i nono mese dell’anno. In esso le limitazioni riguardano il mangiare, il bere, l’attività sessuale, il fumo, anche l’uso di profumi. Dall’alba al tramonto ci si deve astenere completamente da tutte queste cose. Ma non solo, si deve moderare il linguaggio, non offendere, non lasciarsi trascinare dall’ira. La prova consiste nel mettere alla prova il controllo di se stessi, di sentire quanto forte sia la mancanza (del cibo, dell’acqua, del sesso, perfino dei profumi) delle cose che abitualmente ci danno piacere. Significa anche tenere a bada la bestia che è in noi, quella dominata dagli istinti e dall’aggressività . Questo è il lato religioso. Ma il Ramadan ha anche una funzione sociale, che per me e per molti musulmani è forse la più importante. Fare Ramadan è proporsi a se stessi nella condizione della povertà , esporsi alla durezza della mancanza, aprirsi alla solidarietà .
Naturalmente dopo il tramonto si mangia, eccome. Intanto si comicia con una zuppa che si chiama harira che contiene molte verdure e alcuni tipi di carne. La si mangia con pane arabo, miele, dolci molto zuccherati e frutta secca. Verso le 23, riuniti in casa come da tradizione, c’è la cena. Poi si mangia prima dell’alba, all’ora della prima preghiera (4.30 circa) poi si torna a letto. Poi dall’alba al tramonto nulla, neanche l’acqua.
Durante la notte le moschee rimangono aperte , si possono fare preghiere in comune, ma non è obbligatorio. Io per esempio quand’ero in Marocco, a Casablanca, vedevo mio padre andare alla moschea con gli amici. L’ho seguito una sola volta: pregavano ma discutevano anche di politica, della famiglia, del lavoro.
Tutto questo dura 30 giorni ma va ricordato il 27° di questi. Secondo la tradizione è nella notte del ventisettesimo giorno del mese di Ramadan che Maometto riceve da Allah il Corano, ed in quella sera si prega dal tramonto all’alba. Le preghiere di quella notte valgono 1.000 mesi di preghiere tradizionali, vale a dire le cinque preghiere del giorno.
J.F.- Quelle che si fanno stesi in direzione della Mecca?
A.B. Esatto. La prima preghiera è all’alba e si chiama sobhe, la seconda a mezzogiorno (dohr), la terza verso le 16 (aasre), poi al tramonto (magreb, come il deserto) e per ultima la cena (al aichaa).
Durante il Ramadan tutto viene spostato nelle ore in cui il sole non c’è, e la rinuncia si sente tutta di giorno. Per chi lavora seduto non è un gran peso, ma pensate ad un muratore o a un contadino che lavorano in cantieri o campi. In quei casi la prova è dura e si sente quanto fragile sia il nostro corpo…e la nostra volontà . Si entra tutti in uno stato di povertà materiale e questo spinge alla carità e alla comprensione per chi è povero sempre. Sui desideri carnali non Le dico, lì è dura, non so se mi spiego. In ogni caso ciò permette di distinguere bene ciò che è necessario da ciò che è superfluo.
J.F.- E’ difficile fare il Ramadan vivendo in Italia?
A.B. Certo che sì. Ti trovi a convivere in pieno giorno con gente che mangia tranquillamente, che beve, che fuma. Ciò produce tentazioni a cui è difficile resistere. Ma se fallisci ti senti malissimo, senti che non sei riuscito a dominare un disagio e una mancanza e ti senti di non valere nulla. Un esempio: molte persone smettono di fumare proprio durante il Ramadan, essendo vietato il fumo si abituano a starne senza e molti poi riescono a farne a meno del tutto, essendo il fumo non indispensabile.
Certe persone possono evitare il ramadan, come le donne gravide vicine al parto, le donne con il ciclo, uomini malati o che fanno lavori pesantissimi. I bambini non vi partecipano. L’obiettivo del Ramadan è il controllo degli impulsi, ma nessuno può e deve farsi male.
J.F.- Un’ultima domanda, com’è il dopo Ramadan?
A.B.- I primi giorni è dura perché orari e alimentazione cambiano, ma ci si sente psicologicamente come nuovi, più forti, più padroni del proprio corpo e della propria mente. Fa bene soprattutto riuscire a limitare l’aggressività , si è meglio disposti verso l’altro, si pratica la carità perché si è sentito sulla propria pelle, per un mese, il morso della fame, della sete e della mancanza. Durante l’ultimo giorno di ramadan si dà una cert somma ai poveri, nella misura della grandezza numerica della propria famiglia (zakat). Quando il Ramadan finisce si cambiano gli abiti, i parenti e gli amici si riuniscono a far festa (aid al fetr).
J.F.- Signor Abdul, consiglierebbe il Ramadan ad un occidentale?
A.B.- Certamente. Saper rinunciare, o comunque provarci, rende più forti e più liberi.
Questa la testimonianza del sig. Abdul B.
Credo che queste parole siano molto significative per riflettere sui nostri costumi . Nella storia i popoli si sono sempre contaminati con tradizioni, usi e atteggiamenti. Basti pensare al rapporto che un indiano ha con la natura e quanto sia particolare la sua visione del mondo, dal concetto di tempo, alla frugalità , dalla meditazione, all’atteggiamento di fronte alla morte e al controllo del corpo e della respirazione (yoga): tutti atteggiamenti che sono già transitati negli stili di vita di molti occidentali.
Insomma, scopo di questo post è soltanto quello di ragionare sul concetto di “differenza”, e non certo su veri o presunti conflitti di civiltà .
Mi rendo conto che scrivere di rinuncia e di sacrificio sia per molti anacronistico, ma molti segnali a livello mondiale sembrano indicarci con sicurezza che dobbiamo cominciare a riallenarci, come i nostri padri e nonni, a tirare un po’ la cinghia, naturalmente tenendo ferme le nostre tradizioni religiose e culturali.
Rodolfo