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I DANNI INFINITI DEL MONOPOLIO TELEFONICO

ven, giu 12, 2009

Generale


Da oltre tre mesi attendo da Telecom Italia il completo trasloco della mia linea telefonica. Dopo  continui disservizi, stamattina alla fine sono scoppiato ed ho mandato all’operatore una raccomandata con i fatti accaduti, che giro ai lettori del forum, che forse in numerosi si saranno imbattuti in vicende analoghe.

 

Oggetto: pratica di trasloco linea telefonica 0421 xxxxx e ADSL

(contratto n. 1-1G4PEJC) – reclamo – richiesta danni

 

L’orrore per il modo in cui trattate i Vostri clienti e il totale disprezzo mostrato per la loro attività e per il loro tempo è tale che difficilmente potrà essere descritto appieno in questa lettera.

Cercherò comunque di rappresentare i fatti nella maniera più oggettiva possibile, superando il ribrezzo che provo nello scrivere ad un operatore telefonico di cui farei volentieri a meno, se in Italia non vigesse di fatto un vergognoso monopolio delle reti di telecomunicazione.

Come facilmente intuibile, purtroppo, per la mia attività professionale necessito di disporre continuativamente della linea telefonica, del fax e della connessione ad internet fornite dalla Vostra rete.

Per questo motivo, per la linea telefonica del mio studio, ho sottoscritto nel luglio dello scorso anno un contratto con la formula “ALICE BUSINESS VOCE TUTTO COMPRESO”.

Successivamente, il 6 febbraio scorso, ho acquistato un immobile ad uso ufficio di nuova costruzione e pochi giorni dopo ho chiesto, telefonando al numero di “servizio” 191, il trasloco della linea telefonica e della linea ADSL, avendo interesse a mantenere gli stessi numeri.

Da quel momento, anziché svolgersi un ordinario e tranquillo procedimento di trasferimento delle linee telefoniche, doveva iniziare a mie spese una vera e propria odissea, che ad oggi, nel momento in cui scrivo, non si è ancora conclusa, né si può prevedere quando e come terminerà.

Pur avendo di fatto completato l’arredamento dell’ufficio già a metà marzo, non ho potuto trasferire la sede della mia attività prima di pochi giorni fa, e sono quindi dovuto rimanere nella vecchia sede, a causa del mancato trasloco della linea telefonica, pagando di conseguenza mesi di affitto che avrei potuto evitare, se il trasloco della linea fosse stato tempestivo.

Infatti, dopo aver effettuato un primo sopralluogo a seguito della mia domanda, il tecnico incaricato dalla Vostra compagnia mi ha avvisato che l’edificio in cui si trova il mio ufficio non era stato ancora allacciato alla rete generale, per cui prima del trasloco era necessario procedere a questo intervento.

È iniziata allora una lunga ed estenuante serie di chiamate al “servizio” 191, tutte rigorosamente inutili e improduttive di effetti concreti, nella vana speranza di sollecitare l’indispensabile allacciamento delle linee telefoniche.

Ogni volta, digitato all’apparecchio il 191, dovevo poi comporre una sequenza di numeri, perdendo in totale molte ore di lavoro, per essere messo in contatto con il Vostro operatore di turno che, sullo stato della mia pratica, puntualmente mi diceva cosa diversa da quella riferitami dal collega sentito in precedenza.

Ogni volta, poi, l’impiegato del call center che mi rispondeva mi chiedeva nuovamente di dargli il mio recapito telefonico, tanto che ad un certo punto credo di averlo rilasciato ad almeno trenta Vostri operatori.

Secondo l’unica affermazione uniforme dei vari impiegati, il mio recapito telefonico sarebbe servito per farmi contattare da un Vostro tecnico, che avrebbe dovuto aggiornarmi sulla mia posizione.

In realtà, mai si è verificato che un tecnico della Vostra compagnia o di qualche ditta da Voi incaricata abbia telefonato per riferire alcunché al sottoscritto, se non soltanto ieri mattina per tutt’altri motivi, come dirò sotto.

La ripetitiva richiesta del mio numero telefonico, cui non seguiva mai una chiamata da chicchessia, doveva rivelarsi, telefonata dopo telefonata, come una chiara offesa personale, oltreché un inequivocabile indice della mancanza di rispetto che la Vostra azienda ha dimostrato nei miei confronti.

Intanto, con mia crescente preoccupazione, l’allacciamento alla rete generale sembrava un’impresa impossibile, nonostante che, nel medesimo complesso condominiale dove si trova il mio ufficio, fosse stata aperta all’inizio dell’anno la filiale di una banca, pienamente operativa sia con il telefono che con internet.

La situazione per me è invece rimasta bloccata fino al 20 maggio scorso, quando, senza nessun preavviso e senza chiedere il permesso di accesso, alcuni tecnici inviati dalla Vostra azienda hanno proceduto ad applicare una nuova borchia telefonica all’interno del mio studio e a trasferire immediatamente la linea del solo telefono, lasciandone automaticamente sguarnita la vecchia sede in cui stavo lavorando.

In conseguenza del fatto, del tutto fortuito, che avevo lasciato una copia delle chiavi dell’ufficio all’impresa costruttrice che doveva compiere alcune sistemazioni, i tecnici hanno trovato presso l’edificio condominiale il geometra dipendente dell’impresa il quale, in assoluta buona fede e ritenendo che gli operai avessero la mia autorizzazione, ha loro aperto la porta dell’ufficio, consentendo che completassero l’intervento di trasloco.

Improvvisamente quindi, il sottoscritto, che si ripete stava ancora operando presso il vecchio indirizzo, si è trovato in studio senza telefono e senza fax e così è rimasto per due giorni, fino a che la ditta che aveva installato il centralino telefonico presso il nuovo ufficio, individuato il problema, è riuscita mediante l’impostazione di un deviatore di chiamate a ripristinare, seppure in via provvisoria, una certa funzionalità al mio lavoro.

Nei giorni seguenti, allora, ho dovuto in tutta fretta completare le operazioni di trasferimento del mio studio, che speravo di effettuare con più calma e con adeguata programmazione.

I disguidi tuttavia non dovevano finire qui, perché i tecnici della Vostra compagnia, con il loro intervento a sorpresa, provvedevano a traslocare soltanto la linea telefonica e quella del fax, mentre lasciavano la unita connessione ADSL ancora presso il precedente indirizzo, dove si trova tuttora.

Siccome ormai uno studio professionale non può operare senza l’accesso a internet, ho dovuto procedere all’acquisto di una chiavetta USB per la connessione mobile ad internet, in attesa di poter tornare ad operare attraverso la linea fissa di cui ovviamente continuo a pagare il canone di abbonamento sebbene non possa utilizzarla.

Cercando di capire la ragione dell’ennesimo inconveniente, ho continuato la serie di snervanti quanto inutili telefonate al Vostro numero di “servizio”, ottenendo quasi sempre risposte evasive ed insoddisfacenti.

Soltanto in un paio di occasioni gli operatori che mi rispondevano sono sembrati sufficientemente comprensivi della gravità della situazione, senza comunque produrre alcun risultato.

In particolare, lunedì scorso 8 giugno ho parlato a lungo con un Vostro impiegato il quale, dichiarandosi spiaciuto dei disguidi (meno male!) mi prometteva più volte che mi avrebbe fatto contattare da un tecnico entro le successive 24 ore.

Naturalmente, il mio numero telefonico (sempre lo stesso perfettamente funzionante) non veniva mai raggiunto da alcuna chiamata di servizio.

Non sapendo che fare e chi altri interpellare, il sottoscritto si decideva a segnalare un sospetto guasto tecnico alla linea del fax per essere messo in contatto con un esperto.

A seguito di questa richiesta, lo scrivente è stato dunque contattato da un tecnico specialista dal quale, raccontata per l’ennesima volta la vicenda, veniva informato che, in base agli accertamenti effettuati, la mia domanda di trasloco della linea ADSL era nel frattempo decaduta perché non vi avrei dato seguito entro i primi trenta giorni!

Preso da ulteriore sgomento, ho perciò chiamato nuovamente il numero 191 per sentirmi rassicurare (si fa per dire!) che la mia pratica risultava ancora in lavorazione e che, probabilmente, si era trattato di un difetto di comunicazione tra il settore amministrativo e quello tecnico dell’azienda, difetto che si sarebbe risolto in 24 ore.

Con mia rinnovata indignazione, oggi però, ampiamente trascorso il termine suddetto, il mio solito recapito telefonico è rimasto desolatamente muto.

Nell’impossibilità di tollerare oltre i Vostri inqualificabili disguidi, sono ora con la presente a sollecitarVi formalmente i seguenti adempimenti: 1) comunicazione di esaustivi chiarimenti in merito alla incresciosa vicenda sopra riportata; 2) effettivo trasloco della mia linea ADSL in via d’urgenza e, comunque, entro i dieci giorni contrattualmente previsti; 3) risarcimento di tutti i danni materiali e morali subiti a causa del Vostro inadempimento, da quantificarsi in via transattiva nella somma omnicomprensiva di € xxxxx.

Inutile aggiungere che, nel permanere del Vostro ingiustificato silenzio, provvederò ad adire le competenti sedi per ottenere la completa riparazione dei danni patiti, con conseguente Vostro aggravio di spese.

Evito in chiusura di rivolgerVi i saluti finali, che non meritate nemmeno distinti.

 

Luigi Sclebin

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