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Grazie Davide

ven, giu 26, 2009

Generale

Penso sia doveroso intervenire in questo momento, dopo non poco tempo di assenza da questo blog.

Innanzitutto vorrei ringraziare Davide Zoggia per questi 5 anni di governo in provincia e soprattutto complimentarmi con lui per la campagna elettorale e per la rimonta, ahimé inutile, compiuta in questo ballottaggio. Grazie comunque.

Vorrei fare anche i complimenti alla nuova presidente della provincia e soprattutto ai due consiglieri jesolani eletti, Andrea Tomei e Roberto Dal Cin; l’unica consolazione è che almeno Jesolo potrà contare su due consiglieri in provincia, vi auguro buon lavoro e vi faccio un grande in bocca al lupo.

Dopo quasi 24 ore dall’esito delle provinciali, penso sia normale fare qualche ragionamento e cominciare a tirare le somme; non penso di poter dare giudizi e non è mia intenzione farlo, certo che un’analisi accurata di cosa sia successo deve essere fatta.

Mi sono iscritto ai DS nel 2001 e da 8 anni a questa parte ho cercato di contribuire in maniera anche minima alla vita del partito, DS prima, PD poi, cercando sempre di portare avanti un’idea, ovvero il rinnovamento.
Nell’ultimo periodo di militanza nel PD ho avuto non pochi scontri con la segreteria (della quale facevo inizialmente parte) e una cosa ho sempre rimproverato a questo partito, il fatto di non essere in grado di rinnovarsi e di non essere in grado di andare in mezzo alla gente, farsi sentire, far vedere alla gente che l’opposizione esiste a Jesolo.
E’ vero, nel coordinamento sono state elette molte persone nuove alla politica, ci sono giovani in gamba e volenterosi (forza ragazzi), ma alla fine dei conti, le persone che giravano per la sede del partito, erano sempre le stesse che ho visto per 8 anni nella storica sede di Via Antiche Mura.
Il metodo di lavoro, sempre lo stesso, il metodo decisionale, sempre lo stesso, nulla, o poco è cambiato in questi mesi di esperienza di partito nuovo.
Dopo uno scontro (politico) avuto con l’attuale segreteria (in merito alle dimissioni dal coordinamento della ex candidata a sindaco Nedda Fancio), mi sono defilato momentaneamente dalla vita attiva del partito (anche a causa di impegni lavorativi); ciò mi ha però permesso di rendermi conto che quello che la gente diceva del PD, non era del tutto sbagliato. Ho notato un partito assente dalla vita politica Jesolana, con una sola voce (qualcuno potrebbe dire “Una voce che grida nel deserto”), quella di Roberto Rugolotto, unico rappresentate in consiglio comunale; attorno a lui? Il nulla.
Riunioni in sede tante, ma tra la gente mai, se non in campagna elettorale.
Ho sempre criticato questo modo di lavorare, lo feci ancora nel 2002 quando alla mia prima esperienza di congresso locale critica l’allora segretario Babbo, ricordo ancora quando gli dissi che doveva uscire dalla “stanza dei bottoni” per tornare a fare il politico in mezzo alla gente.
Nulla è cambiato.
Penso che dopo la mancata elezione di Davide, soprattutto a fronte della pesante sconfitta subita qui a Jesolo, sia doveroso fare una riflessione; non condivido il pensiero di tal Warden (chiunque tu sia) espresso su un articolo precedente, non mi piace dire ha sbagliato tizio o caio, di certo è sbagliato un metdo di lavoro e un pensiero che partendo da 15 anni fa quando, per la prima volta, Davide venne sconfitto alle elezioni comunali da Martin, fino alla sconfitta di ieri sera, ha portato il PD e il centro sinistra di Jesolo al quasi totale annullamento.
Certo questo metodo di lavoro ha dei responsabili, qualcuno dovrà risponderne (il buon Veltroni docet a riguard), ma non penso sia questo il luogo della discussione e delle accuse.

Sicuramente questo articolo verrò letto da chi di dovere, di certo (spero di essere smentito) non riceverò risposta, ma questo non importa, penso sia corretto comunque condividere un pensiero con una piazza come questa (anche se qualcuno mi criticato anche pesantemente per aver, nel passato, partecipato assiduamente alle discussioni su questo blog).

In questo momento, quale membro del coordinamento del PD di Jesolo, chiedo che ci sia un confronto, ma non tra i membri del coordinamento, un confronto aperto al pubblico, aperto agli iscritti e ai simpatizzanti.
Penso sia opportuno fare un’analisi non sul quest’ultimo voto, ma sul voto degli ultimi anni che ha visto il centro sinistra perdere ogni volta sempre più consensi.
C’è bisogno di rinnovamento, c’è bisogno di nuova mentalità, di nuova linfa. E’ vero, ad ottobre ci sarà il congresso nazionale, ma probabilmente, almeno per Jesolo, sarà troppo tardi.

Riccardo Visinoni

31 Commenti per questo articolo

  1. admin - commento N.1 :

    Ciao Riccardo, bentornato.
    Non voglio commentare il tuo articolo come admin.
    Voglio però dire qualcosa sulle tue frasi riguardanti i rimbrotti che hai ricevuto per la tua partecipazione al blog.
    Nel leggere quelle parole mi viene il sangue alla testa immaginando vecchi capi bastone dare le bacchettate ad un giovane che comincia ad impegnarsi nella vita politica della città con entusiasmo e idee.
    Dire quello che si deve fare e quello che non si deve fare.
    Dove dirlo e quando e a chi e con che mezzo.
    E, lo so per certo, non sei l’unico.
    Culi implacabili su sedie sempre più scricchiolanti.
    Contributo dato alla città? ZERO
    Contributo dato alla politica? ZERO
    Contributo dato al dibattito culturale? ZERO
    Contributo alla crescita del proprio partito? ZERO
    Interesse della città nei loro confronti? ZERO
    Mi ricordano la frase di Mourinho: Zero tituli per l’eternità.

    Alfredo

  2. liutprando - commento N.2 :

    Quello di Alberto Visinoni, che non conosco, mi sembra più il pianto sconsolato del perdente piuttosto che l’azione orgogliosa del guerriero che dà senza condizioni e che guida i suoi alla riscossa.

    Il guerriero, dopo aver fatto una campagna elettorale per l’elezione di Zoggia al pari di una battaglia senza quartiere, in cui o si vince o si muore, si presenta al partito con un proprio manifesto pubblico, invitandolo ad un pubblico dibattito e proponendosi, LUI, come alternativa, e chi ci stà bene gli altri se ne vadano pure a casa. E in questo modo costruire l’alternativa.

    Ma, il nostro “guerriero”, per varie ragioni, dice che negli ultimi tempi si è defilato, e a sconfitta avvenuta si mette a criticare il gruppo dirigente, che qualcosa ha fatto per questa campagna elettorale, poco, e anche male, se vogliamo, ma qualcosa ha fatto.

    Non è così che funziona. Si tratta allora di un guerriero che non ama molto combattere, e quindi senza grandi meriti. Mi viene in mente qualcuno del passato che dal balcone gridava: “Armiamoci e partite”. Dopo, la colpa è sempre degli altri.

    Io comprendo che il PD, grande partito, viva un momento, prima storico e poi locale, non facile, ma reagire da perdenti significa continuare a perdere.

    Si può anche cambiare il gruppo dirigente se non ci piace, ma ciò non significa cambiamento del partito. Si può cambiare il partito attraverso il cambiamento di se stessi: attraverso un paziente e rigoroso bagno di umiltà.

    Aaah, che qualità essere umili. E’ la più grande espressione di potenza. Gesù Cristo nè è l’espressione.

  3. alfredo - commento N.3 :

    caro liutprando, pensa che io credevo che per far parte di un partito bastasse essere un cittadino con degli ideali e qualche idea e adesso scopro che bisogna essere come minimo un guerriero.
    Mah…
    alfred

  4. liutprando - commento N.4 :

    Scusami Alfredo, pensavo tu avessi capito che si tratta di una metafora.

    Comunque, quando si parla di “battaglia” elettorale, “battaglia” è una componente della guerra, e quindi “battagliero” ricorda il “guerriero”.

    E poi, i toni e gli odii usati in questa campagna elettorale non sono molto distanti da quelli con cui si combatte una guerra cruenta.

  5. larissa - commento N.5 :

    Interessante questo appunto che fai, Alfredo, e degno di riflessione: per essere un politico devi essere un guerriero. Io penso che sia proprio così, almeno in tempi come i nostri: se magari fai parte di un gruppo politico che fino adesso, almeno da noi, ha accumulato una serie di sconfitte, o ha attirato su di sè una nomea di obsolescenza, vecchiume, chiusura alla ricchezza e allo sviluppo, apertura all’immigrazione e al disordine, e via dicendo.
    E’ ora che questo gruppo politico si scrolli di dosso questa sorta di “aura” (guadagnata a torto o a ragione, non lo so), con la quale è visto dalla agente comune, quella poi che va a votare. E lo può fare solo proponendo volti nuovi, di guerrieri appunto, persone animate da una passione che va al di là dal possedere un po’ di sani ideali.
    Sono d’accordo con Liutprando che il cambiamento parte da noi stessi, e possiamo farlo con fiducia, anche perchè c’è bisogno di un nuovo modo di concepire il fare politica, e mi riferisco principalmente e sostanzialmente al far propria una idea di “bene comune”, che i nostri politici invece sembra abbiano allontanato da sè, via via che facevano carriera ( o forse non l’hanno mai posseduta…)
    L’essere guerriero implica anche un lavorìo, un allenamento, che è prima di tutto della mente e del cuore, fatto di curiosità, volontà di approfondire le proprie conoscenze, allargare l’orizzonte dei propri pensieri.
    Ma siamo nell’epoca del divertimento a buon mercato e vuoto di tutto che le televisioni poi ci propinano a tutto spiano, per cui anche questo aspetto non va molto di moda.
    Ma il guerriero ci crede e come tale, lancia in resta, opererà perchè questa mentalità, anche se solo nel proprio piccolo, possa cambiare…

  6. dinmint - commento N.6 :

    Alfredo, immagino tu non faccia parte di alcun partito ;-) !
    Sono pienamente d’accordo con Liutprando.
    Si parla di competizione elettorare, di siluri, di teste che saltano. Anche se ogni tanto volano sputi e pugni in Parlamente, credo che l’essere guerriero in politica sa necessario.
    Un buon politico dev’essere Leone e Volpe, dipende dai casi, come scrive Machiavelli.
    Fors tu preferisci essere solo Volpe, ma non sempre basta.

    dimint

  7. Riccardo Visinoni - commento N.7 :

    Caro Liutprando, come al solito le critiche arrivnao sempre da un nick e mai da nome e cognome.

    Vorrei sottolineare il fatto che il sottoscritto per 8 anni è stato un “guerriero” come tu lo chiami, finché non ha “osato” mettersi contro le decisioni già prese da qualcuno.
    Non mi sono defilato volontariamente dal partito, ma diciamo pure che davo fastidio, in quanto ho il difetto di pensare con la mia testa e non di adeguarmi sempre e comunque. Mi era stato detto che le critiche apportate alla dirigenza del partito erano inutili in quanto c’era gente che sapeva come muoversi, bene, l’altro ieri ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione.

    Dopo aver chiesto più volte chiarimenti, anche davanti al coordinamento intero; dopo aver dato disponibilità di tempo (devo dire realmente limitato in questo periodo a causa del lavoro), non ho mai ricevuto risposte, ho ricevuto un solo sms nel quale mi si richiedeva se ero disponibile ad un contributo per la campagna elettorale, poi più nulla.

    La campagna per Davide stai tranquillo che l’ho fatta pure io, certo non in piazza o nei gazedo, ma chiamando gli amici, chiamando le persone che conosco e che sapevo mi avrebbero almeno ascoltato volentieri; esiste anche questo tipo di campagna elettorale, anche se ho la sensazione che di questo tu ne sia ben a conoscenza.

    Se hai letto attentamente il mio articolo, non sono qui a criticare tizio o caio, anche perché non sembra questo il luogo adatto, sono qui a criticare un metodo di lavoro, che mi darai atto, non ha portato a nulla, negli ultimi 15 anni. Certo che se questo metodo per 15 anni è stato portato avanti sempre dalle stesse persone, difficilmente si cambierà registro senza staccare dalla poltrona qualcuno.

    Non puoi chiedere ad una persona di operare con un metodo non condiviso, sarei andato contro me stesso; ho combattutto nel mio piccolo per Davide, per il quale ho stima e lo ritengo un politico abile e capace; ho cercato di convincere chi conoscevo a votarlo, ma questo rientra esclusvamente nel mio dovere morale in qualità di sosteniore di Davide e di iscritto al partito.

    Non critico il gruppo dirigente a sconfitta avvenuta, lo faccio da quasi 8 anni a questa parte, in particolare sono sempre stato critico con l’attuale segreteria del PD e non mi sono mai nascosto dietro un nick nel momento in cui criticavo.

    E’ vero, in politica bisogna essere guerrieri, ma c’è modo e modo di esserlo, c’è chi si butta nella mischia senza ragionare tirando botte a destra e a manca, c’è chi usa la testa e ragiona sul da farsi.

    Riccardo Visinoni

  8. alfredo - commento N.8 :

    bene, ho scatenato un po’ di scompiglio.
    Innanzitutto, caro liutprando, avevo capito che si trattava di una metafora :)
    Poi, invece, non ho capito la faccina di dinmint. Io non faccio parte di alcun partito. Ma per davvero.
    Veniamo al punto del leone e della volpe.
    Io la metterei giù così:
    Tu puoi essere Walker Texas Ranger ma se non hai un programma e una idea di come vorresti la società, la vita in comune, verrai mangiato a colazione dal primo che esce da un’osteria e che ti urla “fora i negri da casa mia”.
    Il problema della sinistra (bada, è solo la mia idea) sta nel fatto che NON ha un programma chiaro, spendibile perchè leggibile.
    E non ha questo programma perchè è restata indietro rispetto ai veloci mutamenti in atto non solo nelle nostre società, ma anche nel mondo intero.
    Il software è obsoleto e si rincorre sempre l’esistente senza più una propria visione delle cose.
    Quì, a casa nostra, qual è l’altra Jesolo che si immagina?
    Certe volte mi sembra che sia la stessa Jesolo di chi governa. Se chi governa dice 100 case, io dico 70. Uguale ma un po’ di meno.
    Sbaglio?
    Ho seguito l’ultima campagna elettorale amministrativa.
    La sconfitta viene addebitata al candidato sindaco, ritenuto debole.
    Io penso invece che nessuno avrebbe portato più voti se dietro alla faccia non c’è lo straccio di un programma alternativo ai tuoi competitori.
    Leoni e/o volpi.
    Se devo guardare alla politica come un leone guarda la sua preda, allora Berlusconi e ancor più Bossi sono l’esempio da seguire.
    A me piace il comportamento di Massimo Cacciari. Lui non ha bisogno degli “occhi di tigre” perchè ha qualcosa da dire, sempre intelligente, sempre vincente a Venezia e, di conseguenza, sempre tenuto in disparte dalla sinistra. Tafazzi connection.
    stop. sono stato troppo lungo?
    alfred

  9. dinmint - commento N.9 :

    Walker Texas Ranger? chi è?
    Machiavelli voleva dire un’altra cosa.
    Grazie comunque per la tua opinione…

    dinmint

  10. ilCaimano - commento N.10 :

    Dopo una caduta, che io sappia, ci si rialza e si ricomincia da zero. L’amarezza è ammissibile e perchè no, condivisibile; il compianto con critiche a carico decisamente no!
    Intanto trovo inooppurtuno dichiarare così ingenuamente o sfacciamente (dipende dal soggetto) ” me ne sono defilato” perchè ciò non giova per nulla alla Sua posizione( non per niente già oggetto di critica da parte di Liutprando) e direi che si è tirato la zappa sui piedi!Detto ciò, mi permeto di dirle che quando si subisce una sconfitta, di qualsiasi tipo, due sono le possibili conseguenze: il silenzio(ma non sempre paga)e un analisi comune, collettiva e colleggiale(la più quotata a mio parere); è facile dire di non aver partecipato a pieno per tot motivi alla vita del partito e poi avanzare critiche (per altro blande) in un momento di crisi. Ma se invece aveste vinto?? tutti sul carro del vincitore appassionatamente! Tutto questo per dire che ogni persona, indipendentemente dal gruppo di cui fa parte, ha la sua vita, lavoro e interessi, ma se si crede in qualcosa, nonostante i contrasti, delusioni e arrabbiature ( per altro frequenti nel mondo politico) , si va avanti lo stesso, perchè un partito è costituito da persone che combattono ( e mi ricollego a Liutprando) per uno scopo comune e poco importa come va, basta che ciascuno metta del suo! Ora se Lei, stando a quanto afferma, mostra il suo carattere facendo riferimento a situazioni passate, sappia che il mondo va in avanti : la realtà, la storia devono essere tanto trasformate quanto comprese. Il riferimeto a Babbo a cosa serve? Piove sempre sul bagnato d’altronde! Lei dice ” fare politica in mezzo alla gente” ….non siamo più nella antica Grecia dove la politica si svolgeva per lo più in piazza e nella polis!! I tempi sono evoluti mi pare..certo, si deve semrpe mantenere vivo il rapporto con i cittadini..ma non mi sembra che sia mancato a livello politico..anzi!Quando terrà il suo discorso in piazza ( fino ad ora non l’ho mai visto in mezzo alla gente ) ci avvisi..! Le idee le avanzi prima di una qualsiasi campagna elettorale, non dopo!
    Infine la invito a fare una bel bagno..ma non nel mare Jesolano, bensì di umiltà! E ricordi..non si smette mai di imparare..a qualsiasi età!

  11. EL FEF - commento N.11 :

    Questo P D sconta la logica conseguenza degli errori commessi all’atto della sua nascita . Quando Warden in un precedente articolo fa accenno alla conta degli ex D S e degli ex Margherita per l’elezione del costituendo Circolo locale , centra perfettamente la madre di tutti i mali recenti ed attuali del partito a livello locale ,ed in questo senso va inquadrata anche la mancata riconferma di Davide Zoggia alla Provincia . Lo strapotere degli ex D S , forti di numeri ereditati dalla loro ex sigla , l’inesperienza di parecchi nuovi membri del circolo , ed i metodi spicci , rudi , ed assai poco democratici di gestire questa neonata realtà politica , sortiscono l’effetto di sfoltire in breve tempo il nutrito numero di consiglieri del circolo da trenta unità effettive , ad una presenza regolare di meno di un terzo. Molti abbandonano definitivamente , altri continuano comunque a loro modo di far politica , per esempio scrivendo periodicamente su questo forum . Quanto possa aver influito sullo sviluppo di questa dannosa situazione l’atteggiamento dei massimi responsabili locali è presto detto , chiarito che Marchese ed i suoi guardiaspalle esercitano un controllo strettissimo su tutto cio’ che riguarda la gestione del Partito , che il ruolo della coordinatrice è puramente quello di impiegata che provvede a gestire e smistare la corrispondenza con la segreteria provinciale , che Roberto Rugolotto pur svolgendo in modo ottimale il suo ruolo da consigliere evita accuratamente di farsi coinvolgere in queste sgradevoli vicende , se ne ricava che i margini di azione per quegli elementi , che per Partito Democratico intendono tutt’altra cosa , sono talmente esigui da suggerire loro un sano ma temporaneo esilio dal Partito . E’ certo che un passo indietro della vecchia guardia D S , una piu’ idonea segreteria , ma soprattutto un nuovo leader che prenda per mano i dispersi ,creerebbe una nuova favorevole situazione con prospettive di crescita non di poco conto .
    Dai Roberto Rugolotto adesso è il tuo momento .

    El Fef

  12. Marco De Mitri - commento N.12 :

    Credo fosse il 2004-05 quando, io e Riccardo Visinoni, ci incontrammo per la prima volta per mettere in piedi la sezione jesolana del gruppo giovanile dei DS. Assieme abbiamo condiviso un’esperienza politica, fatta di impulsività, come è normale che sia quando si è giovani, quando si vuole tutto e subito. Ricordo molto bene le difficoltà e le critiche che Riccardo affrontò per aprirsi uno spazio di autonomia, pur all’interno del partito. Quella di Riccardo fu certamente una militanza più di sostanza rispetto alla mia, militanza a cui fu capace di dare continuità, fino a consolidare la sua posizione come dirigente locale dei DS e poi del PD.

    Le nostre strade si sono incrociate di nuovo quando alle scorse amministrative, io come candidato di una lista civica e lui come candidato dell’Unione, organizzammo un incontro dal nome “Jesolo una città sostenibile: giovani, ambiente e famiglia”. All’incontro non partecipò il candidato a Sindaco e fu disertato da tutte le star del centro-sinistra jesolano, troppo impegnate nella guerra all’ultima preferenza. L’Assessore Bison (all’epoca non lo era) venne ad assistere alla serata, contribuendo al dibattito e dimostrando un sostegno ed incoraggiamento di cui gli sono grato. Tutto questo per dire che nel centro-sinistra jesolano il rinnovamento è qualcosa che non è mai stato interiorizzato e compreso come spinta propulsiva, nuova accelerazione per un salto di qualità.
    Con questo non voglio dire che il rinnovamento debba essere un processo automatico, la sedia si svuota ed il nuovo ci si siede. E’ il confronto che incorona una nuova classe dirigente, anche quando si tratta di un circolo locale, sono la preparazione e la capacità del “nuovo” che indurranno il “vecchio” a sentirsi superato.

    La dirigenza del PD jesolano credo sia stanca oramai di sentirsi criticare per la scarsa presenza sul territorio, bordate che giungono da dentro e da fuori, ma che mai si accompagnano a suggerimenti. Non credo sia cosa facile radicare un partito sul territorio, rinfoltire le sue fila, dargli nuova linfa come dice Riccardo.

    Riccardo critica il metodo che ha contraddistinto il suo partito in questi 15 anni, pur rimanendovi fedele, ringraziando Davide Zoggia e auspicando un’assemblea di iscritti e simpatizzanti che dia vita ad una seconda giovinezza del PD jesolano.
    Il mio augurio è che a questa assemblea di Circolo si presentino e confrontino due o più progetti politici, oltre che diversi metodi del fare politica.
    Quando parlo di un progetto politico, parlo di una componente teorica e di una pratica, che si accompagnano l’una con l’altra nel disegnare una piattaforma programmatica. E’ fondamentale partire e ridiscutere le basi: esistono ancora sinistra e destra? Che cosa distingue il PD dal PDL? Perché si milita nel PD? E dopo aver discusso della teoria l’attenzione dovrebbe spostarsi sul confronto dei progetti che coinvolgono la nostra Città: come immaginiamo Jesolo tra 10 anni?
    Politica è l’arte del governo della società, è il costruire giorno dopo giorno un percorso che mi avvicini al mio Stato/Città ideale, altra cosa è la gestione del quotidiano che tanto siamo abituati a confondere con la Politica, ma che si limita ad individuare risposte ai problemi di oggi e non del domani.
    In fin dei conti questo credo sia il percorso di ogni partito che voglia presentarsi ad un confronto per uscire da questo con una linea comune che rilanci il suo fare politica.

    A nulla gioverebbe sostituire il “nulla” dal punto di vista politico, con un altro “nulla”; il confronto è tra Progetti. Questo a mio avviso il PD dovrebbe fare, questa dovrebbe essere la richiesta di Riccardo, che freme per riempire di sostanza il metodo che lui criticata.

  13. Riccardo Visinoni - commento N.13 :

    Vedo che finalmente, qualcuno (anche se sotto mentite spoglie) risponde.

    Caro Caimano, mi pare di capire che Lei conosce molto bene la situazione del PD jesolano, come ho ribadito sul mio secondo post, ma forse non se ne è accorto, non mi sono defilato dal partito, almenon non come lo vuole intendere Lei, diciamo che in maniera indiretta mi hanno fatto capire non gradimento della mia persona, capirà che nel momento in cui ti viene tolto il saluto, quando entri in sede di partito e le persone neppure ti salutano, persone che fino al giorno prima erano “amiche” il giorno dopo non ti rivolgono neppure la parola, il segnale di non gradimento è risultato evidente.
    Il tutto è poi coniciso con impegni lavorativi e problemi di salute che comunque nulla hanno di interessante per Lei e per i quali non mi devo certo giustificare con una persona che si nasconde dietro ad un nick.

    Detto questo, non si preoccupi che in mezzo la gente, per lavoro, ci sono dalla mattina alla sera, con la gente ci parlo, non solo di lavoro, ma anche di politica, non penso che per fare politica si debbano farei comizi in piazza, so bene che la politica si è evoluta, probabilmente qualcun’altro non se ne è accorto.

    Ripeto, le critiche, anche costruttive le ho sempre fatte, Babbo non l’ho tirato in mezzo, ho solamente detto che già quando lui era segretario (e non mi apre fossero 2 giorni fa) criticavo un certo tipo di operato, nulla di più, evidentemente non sono stato chiaro nella esposizione e me ne scuso, spero ora di aver chiarito questa cosa, anche perché avrei potuto citare Pasqualinotto o Pasquali, segretari dei DS con i quali mi sono sempre confrontato e quando necessario anche socntrato.

    Non sono mai saltato sul carro dei vincitori (anche perché a parte la soddisfazione della vittoria di Davide 5 anni fa, per il resto mi pare che il csx abbia sempre perso qui a Jesolo), ho sempre partecipato alle campagne elettorali con serietà e convinzione (certo che a 20 anni avevo un po’ più di tempo rispetto a quello che, a causa del lavoro che faccio ho oggi), ho sempre cercato di essere propostivo, ho sempre criticato dove non mi trovavo d’accordo, pertanto non accetto di esser fatto passare per quello che dice “armiamoci e partite”.

    Ho partecipato con entusiasmo alla nascita del Pd, partito del quale sono ancora convito e continuerò sempre a sostenere, ho proposto iniziative, guarda caso non ho mai ottenuto risposta, anzi sono stato addirittura accusato di non essere propositivo.

    Vorrei a questo punto capire quale sia il progetto del PD a Jesolo, vincere le prossime amministrative? Ok, ma con quale squadra, con quale rosa di possibili candidati? Mandiamo sempre al martirio il povero Rugolotto (per il quale, ma lui lo sa benissimo, provo profonda stima e che sosterrò sempre nelle sue battaglie politiche ed elettorali), orami divenuto unico unico candidato fac-totum all’intenro del PD jesolano; possibile che non si sia in grado di creare un futuro a questo partito, creare una nuova classe dirigente, trovare delle persone che possano darci l’imbarazzo della scelta nelle prossime candidature?

    Certo, per fare ciò probabilmente si dovrà cambiare mentalità, probabilmente qualcuno dovrà fare un passo indietro, con questo non sono a dire, ma l’ho già sottolineato negli altri interventi, che le persone devono andare a casa, la memoria storica di un partito è un bene troppo prezioso per essere perduto, nessuno deve andarsene, secondo me a San Donà, dove è stata fatta pulizia totale, è stato fatto un errore gravissimo, certo che un rinnovamento, soprattutto di mentalità ci deve essere, e ribadisco, rinonvamento non vuol dire sempr e solo gente giovane.
    Purtroppo non sono più gli elettori che vengono in cerca di noi, ma siamo noi che dobbiamo essere credibili nei loro confronti e dimostrargli che su di noi possono sempre contare.

    Per il resto sempre a disposizione per il confronto

  14. Winston Smith - commento N.14 :

    Mi scusi se sono eccessivamente diretto, ma non riesco a capire la sua pubblica uscita in questo momento preciso. Lei signor Visinoni si sta presentando come futuro coordinare del PD? Vuole essere lei il rinnovamento di cui parla? Ho compreso male?
    Nei suoi interventi si parla di rinnovamento, ma non si capisce cosa vuol dire per lei.
    E’ iscritto al partito da 8 anni e se non ho capito male è stato membro della segreteria dei DS e poi del PD. Da questo punto di vista lei dovrebbe essere responsabile dei fallimenti del suo partito come tutti gli altri. O forse la sua voce all’interno della segreteria non era ascoltata? Visto che rinnovamento è la sua parola chiave, perché in ossequio a questo principio alle scorse amministrative non ha sfidato i poteri forti del suo partito e non si è proposto come candidato a Sindaco del centro-sinistra?
    Non se la prenda, sto semplicemente cercando di capire se lei ha in mente un progetto politico per Jesolo (come ha scritto De Mitri nel post12) o è alla ricerca di “carezze”…
    Avrà in mente i motivi per cui ha scelto di uscire pubblicamente in questo momento, o no?

  15. dinmint - commento N.15 :

    Ora, Visinoni, vedi il campo più aperto, probabilmente. Dovevi essere tu l’uomo nuovo. Ma sei saltato giù dal treno un minuto prima che saltasse. Ottimo tempismo. Faccio anch’io le stesse considerazioni di Winston.
    Se ci dici com’è andata quando hanno preferito altri a te, magari si capisce meglio questa tua (prevedibile) discesa in campo.
    Grazie

    dinmint

  16. Franco Lomartire - commento N.16 :

    Sembra chiaro che la politica italiana non è assolutamente comprensibile se non da un punto di vista psicopatologico.

    Non si capisce quale è la sinistra e quale è la destra perchè tutti portano avanti gli stessi programmi e fanno gli stessi discorsi.

    La differenza, forse, sta nel chi le palle le sa raccontare meglio, e dispone per questo anche di svariati mezzi. E sotto questo aspetto dobbiamo inchinarci di fronte a Berlusconi in quanto superiore a tutti. E siccome agli italiani, per loro menomazione culturale e psicologica, piacciono molto i canta storie, Berlusconi ha vinto. E continuerà a vincere.

    Il fatto doloroso è che la sinistra italiana, ed in particolare il PD, non ha capito la Storia, non capisce gli italiani, sottovaluta l’avversario, e alla fine perde. E dopo aver perso continua a comportarsi da perdente.

    La discussione sull’articolo di Visinoni, per altro interessante, ne è la dimostrazione. Credo che nella maggior parte dei circoli del PD stiano avvenendo discussioni di questo tipo, e su questo stile. Che è perdente.

    Alla base non c’è traccia di umiltà, come sostiene Liutpranldo, esiste una lotta personale per conquistare o difendere una posizione considerata di potere: la segreteria del circolo.

    Il programma non interessa a nessuno. Gli elettori non votano per il programma, che non sanno neanche che cosa sia; votano, la stragrande maggioranza, perchè mossi da un fattore culturale ed affettivo al quale sono dipendenti.

    La posizione di Visinoni nei confronti dei dirigenti del suo partito è una lotta condotta a livello di persone e non di contenuti. Questo è anche comprensibile, ed è altresì comprensibile che gli attuali capetti di circolo vedano in Visinoni una minaccia, perchè magari lo percepiscono più bravo e più attivo di loro.

    Contenuti e programmi non centrano.

    Su questo punto Montanelli è stato molto chiaro.

  17. Riccardo Visinoni - commento N.17 :

    Caro Winston,
    mi piacciono le persone dirette, quindi non si preoccupi dell’intervento.

    Un minimo di storia va fatta, è vero che sono iscritto da 8 anni al partito, prima DS poi Pd, è vero anche che ho fatto parte della segreteria del PD, ma per meno di 3-4 mesi e ora le spiego perché. Ero candidato al coordinamento del PD e mi sono confrontato con la Sig.ra Bertilla Pavan, la quale è stata eletta durante una democratica votazione all’interno del circolo.
    Forse per gentilezza, mi ha chiesto di entrare a far parte della segreteria, proposta che ho accettato ben volentieri nell’idea di collaborazione e nuovo modo di fare politica che, secondo me, il PD rappresentava. Purtroppo le cose non sono andate come speravo e no ho condiviso la linea politica tenuta dalla coordinatrice, proprio per coerenza le comunicato la mia non utilità all’interno della segreteria del partito, proprio perché sarei andato contro il mio modo di fare e sarei stato un intralcio al lavoro della segreteria stessa, proprio per il fatto di non condividere la linea della coordinatrice, pertanto ho trovato opportuno ritirarmi.

    Cosa non accettavo? Il fatto che il dibattito fosse solo di facciata, chiunque si schierasse contro l’idea presentata dal coordinatore o chi per esso, sbagliava a priori, non penso sia questo il modo di far politica; penso che il modo di far politica sia differente, quella della mancata elezione di Davide Zoggia è l’ennesima batosta subita da un gruppo dirigente che non si è saputo rinnovare negli anni, cosa dire, penso che il metodo sia da cambiare.

    Vede caro Winston, il rinnovamento non lo decido io e neppure Lei, lo decidono gli elettori, quando gli elettori danno il proprio voto, danno fiducia a questo o a quel partito; analizzando le votazioni a Jesolo, negli ultimi anni si può notare un calo dei voti del centro-sinistra in particolar modo nelle votazioni amministrative che coinvolgono le persone del luogo, questo cosa significa secondo Lei?

    Evidentemente gli elettori non hanno più fiducia del centro-sinistra jesolano.

    Probabilmente per troppi anni il centro-sinistra ha avuto un immobilismo ideologico, qui a Jesolo non ci sono mai stati grossi scontri tra correnti (che brutto termine), probabilmente questo, se da una parte è stato un segnale positivo, dall’altra ha portato alla non abitudine al confronto. Un’idea? Certo che ce l’ho, non ho l’arroganza di pretendere sia l’dea corretta, ma l’umiltà di metterla a disposizione (come ho sempre fatto) per un confronto, poi se qualcuno mi dimostrerà di avere un’idea migliore, sarò pronto a sposarla e sostenerla con tutte le mie forze.

    Riccardo Visinoni

  18. Riccardo Visinoni - commento N.18 :

    per dinmint

    non ho la pretesa di essere l’uomo nuovo, vorrei solo poter dare un contributo ad un partito in cui credo e che vedo declinare sempre più.
    Scusa poi se mi permetto di dirti (permettimi il Tu) che non sono sceso dal treno in corsa prima dello schianto, non ho accettato un metodo di lavoro che prevedevo portasse allo schianto, del treno, scontro che probabilmente era inevitabile, ma poteva risolversi in un tamponamento (almeno qui a Jesolo). Dal treno non sono sceso, mi hanno fatto capire che non ero gradito a bordo.

    Per lo martire

    Non sto facendo nessun attacco alle singole persone, sto facendo un attacco al metodo applicato da alcune persone; non condivido la metodologia, ma il rispetto e la stima per le persone non viene mai a mancare.
    L’ho detto su un posto precedente, la cosa fondamentale in un partito come il PD, in questo momento, è quella di sapersi rinnovare, non in solo nel senso generazionle, ma soprattutto nel modo di porsi.
    Non per niente i due candidati al coordinamento nazionale del partito hanno in entrambi i casi parlato di cambio di marcia, rinnovamento, facce nuove, nuovo modo di far politica.

    Lo dicono Bersani e Franceschini, non Visinoni
    Non è una mera questione di educazione,

  19. Franco Lomartire - commento N.19 :

    Allora Visinoni, perchè tante chiacchiere su rinnovamento, metodo, cambio della guardia, ecc.

    Colga l’occasione. Dica con chiarezza, come se fosse un suo programma, che cosa in modo specifico non le piace nel PD jesolano e che vorrebbe cambiare, e quale è la sua idea di cambiamento all’interno del partito, con quale metodo.

    Poi, secondo lei, gli attuali dirigenti del partito sono idonei a condurre l’azione politica secondo la sua idea di gestione? E saranno disposti ad affiancarla?

    Ed in fine, quale è la sua strategia di coinvolgimento della base elettorale nel dibattito, finalizzato ad una crescita culturale e politica?

    Si prenda il tempo necessario, rifletta su questi quesiti e dia una risposta. Più di qualcuno la leggerà e farà le sue considerazioni, anche all’interno del partito.

  20. Winston Smith - commento N.20 :

    Concordo con Lomartire, Visinoni sfrutta (diamoci del tu) questa piazza digitale per esporre il tuo progetto di rinnovamento per il PD jesolano.
    Qualche tuo elettore potrebbe apprezzarlo e la spinta al cambiamento potrebbe crescere dal basso oltre che dalle sale del partito.

    Mi permetto d’aggiungere che detto da Bersani e Veltroni il rinnovamento diventa una cosa strana, dai tratti foschi e poco delineati, altra cosa è quando viene invocato da una nuova classe dirigente che si fa strada, come ha fatto Debora Serracchiani.

  21. Riccardo Visinoni - commento N.21 :

    Cosa non mi piace del PD Jesolano?

    Una cosa molto semplice, l’assenza totale di progettualità, l’assenza totale di linee guida condivise, proposte da presentare.

    La fase propositiva è rimandata all’unico consigliere comunale, l’apporto del circolo non è tangibile da parte della popolazione, siamo sempre all’inseguimento degli altri gruppi politici, non riusciamo mai ad anticipare i tempi.

    Un esempio su tutti? Venne proposto un dibattito e la stesura di un documento riguardante il risparmio energetico e l’edilizia ecosostenibile argomento tra l’altro presentato in campagna elettorale (amministrative). Era un occasione per anticipare e prende in controtempo l’amministrazione comunale, quando ancora non si parlava a Jesolo di certificazione Energetica, di obbligatorietà del fotovoltaico, ecc.., avete visto qualcosa?
    La proposta fatta è andata nel dimenticatoio, probabilmente c’erano altre cose più importanti (anche se non ho ancora capito), nel frattempo l’amministrazione ha presentato un suo progetto (circa un anno dopo e tra l’altro pieno di contraddizioni e problematiche) e noi li a guardare.

    Si era parlato di sicurezza, è stato organizzato un incontro pubblico, ma poi è stato dato seguito alla cosa? Anche quel argomento è andato in dimenticatoio, mentre mi pare che l’argomento sia attualissimo anche oggi.

    Penso manchi una progettualità, manca un saper guardare avanti. Per lavoro sono abituato a vedere 10 passi avanti rispetto a quello che sto facendo, penso lo stesso si debba fare anche in un partito; iniziare a creare una squadra di persone tra le quali poter scegliere un possibile candidato a sindaco fra poco meno di 3 anni, senza dover ogni volta andare alla spasmodica ricerca del candidato dell’ultimo minuto; aver l’imbarazzo della scelta su chi candidare alle provinciali per il consiglio e non dover ricadere su Roberto Rugolotto in quanto unico vero Politico (con la P maiuscola) in grado di fare la differenza; avere la forza di poter proporre un degno sostituto a Marchese (dopo due mandati consecutivi non potrà ricandidarsi) per le elezioni del consiglio regionale. Non penso di chiedere troppo, penso di aver esclusivamente elencato l’ABC di un partito come il PD, soprattutto confrontato con la pesante operazione di rinnovamento operata nel PDL nel giro di meno di 5 anni.

    Qualcuno si è accorto che il centro-sx ormai resiste solo a Jesolo Paese e sempre in meno seggi e sempre con meno voti? Qualcuno si è mai preoccupato di Jesolo Lido, e lo dico da persona che abita al Lido. Una zona su tutte (la prendo ad esempio visto che per ragioni logistiche la conosco molto bene) via Dante, come mai ci si ricorda di questa zona storica del Lido solo durante le amministrative quando si è alla ricerca di voti? Qualcuno si è mai posto il problema di andare a parlare con i commercianti e gli abitanti della zona e chiedere loro cosa ne pensino del degrado alla quale è stata lasciata in questi anni (basti pensare ai lampioni che risalgono ancora al dopoguerra).
    Come mai a Cortellazzo, roccaforte del PCI, ora, durante le votazioni, dominano le schede del PDL?
    Certo queste domande sono state poste più volte, ma non ci si è mai messi seriamente alla ricerca di una risposta e una possibile soluzione, probabilmente avrebbe si sarebbe dovuto ammettere il non eccelso operato da parte del partito.
    Non penso questi siano problemi risolvibili in due giorni e non penso neppure che la soluzione ce l’abbia in tasca qualcuno, ma, probabilmente, affrontando un confronto serio all’interno del partito e con la cittadinanza vicina al partito, ma non solo, magari una via di uscita si trova pure.

    La gente dice che non siamo presenti nel territorio, che ci vedono solo durante le elezioni; non posso sempre pensare di chiudere l’argomento dicendo “non è vero”. Probabilmente se continuano a dirlo, soprattutto persone diverse, probabilmente un fondo di verità c’è, magari solamente per il 50%, ma comunque per quel 50% è opportuno io intervenga, magari i miei strumenti di comunicazione (lo dico da totale ignorante in materia) non sono particolarmente efficaci.

    Penso questo sia mancato al PD e al centro-sx in generale negli ultimi anni, l’autocritica. Comunque tutto andava bene perché avevamo un consigliere regionale e il presidente della provincia, ma ora non è più così, le fondamenta cominciano a scricchiolare, una colonna portante ha ceduto, ce ne rimane solamente una, probabilmente non tutto andava bene, magari un momento di riflessione sarebbe stato opportuno prima.

    Poi basta con le divisioni del tipo “io ero DS tu Margherita”, riunioni separate tra correnti, neanche fossimo in una grande città con in ballo chissà che cosa. Ho sempre visto poca collaborazione tra le due anime del partito, una volontà incredibile e voglia di fare da parte di chi si approcciava alla politica per la prima volta (in particolare i giovani), contrastata da una diffidenza tangibile tra gruppi politici provenienti da esperienze diverse, sempre pronti alla conta e alla sfida.

    Non posso concepire un Pd di questo tipo, è un partito già morto in partenza. Non posso pensare alle primarie del coordinamento come ad uno strumento unicamente votato alla conta dei due “schieramenti”, ovvio che ci sia un confronto, normale che qualcuno vinca e qualcuno perda, ma il tutto deve essere volto alla collaborazione, altrimenti tanto valeva rimanere in due partiti diversi.

    Non mi piacciono i falsi buonismi, i sorrisi di facciata, preferisco essere mandato a quel paese, chiarirmi con le persone una volta per tutte e poi iniziare un percorso di collaborazione. Abitiamo in un paese di 27000 persone, la cooperazione è uno strumento necessario per chi vuole fare veramente politica a Jesolo.

    Egregio Sig. Lomartire, spero di averLe illustrato quale sia la mia idea di partito, probabilmente utopistica, ma realizzabile insieme alla collaborazione di tutti, ma soprattutto di tanti, la voglia di dare una svolta al partito, almeno da parte del sottoscritto c’è, mi chiede se sono io la persona giusta a farlo? Penso solamente i fatti lo possano dimostrare, l’unica cosa che mi sento di dire è che finora i fatti dimostrano come la persona giusta non sia stata trovata.

    Non vorrei neppure pormi la domanda se i dirigenti attuali del partito siano disposti ad affiancare me o chiunque altro nella realizzazione di un programma di rinnovamento del partito, penso sia doveroso da parte di tutti, altrimenti significa il volersi arroccare su posizione tradizionalistiche che hanno dimostrato il tempo che trovano. Siamo nel 2009, è finito il tempo dei comizi in piazza con le bandiere rosse, è finito il tempo nel quale si stava tranquilli perché c’era l’elettorato fedele. L’età incalza anche per i fedelissimi (con tutto il rispetto), i giovani guardano alla Lega e a destra, i giovani sono i fedelissimi di oggi, ma soprattutto di domani.

  22. pumaro - commento N.22 :

    Signor Visinoni,
    Lei tace su un argomento che rappresenta la pietra tombale del Suo partito. In buona o cattiva fede, Lei non vede il cambiamento del Suo partito, i compagni sono sempre meno operai e sempre più affaristi. Non è possibile che tutti quelli di sinistra che intervengono in questo forum, compreso il Suo paladino Rughi, non vedono e non sentono nulla.
    In che cosa sareste diversi voialtri di sinistra? E’ inutile cercare di convincere l’elettorato jesolano seguendo la strada della diversità, della superiorità morale, è una storiella alla quale non ci crede più nessuno.

  23. Winston Smith - commento N.23 :

    Permettetemi di tirare le somme.
    Visinoni si candida a guida del rinnovamento del Partito Democratico di Jesolo. Si candida a un confronto con l’attuale dirigenza, da cui dovrà uscire un vincitore e uno sconfitto. Si candida a essere inserito nella rosa dei nomi da cui pescare fra tre anni il candidato a sindaco.
    Si candida a fare tutto questo, ma non lo afferma esplicitamente, sembra quasi abbia bisogno di tenersi l’uscita di sicurezza spalancata, pronto a fuggire in caso di incendio.
    Il metodo proposto da Visinoni è l’istituzione di gruppi tematici all’interno del circolo, che studino e sviluppino proposte su determinati argomenti.

    Ho capito bene? E’ questo il suo nuovo metodo? Scusami Visinoni, ma ho bisogno che mi si dica le cose con estrema semplicità.

    @Pumaro
    Hai sicuramente ragione nell’affermare che in Italia la sinistra sia diventata affarista e salottiera, così come a Jesolo ha completamente smarrito il suo vero essere.
    Non mi si dica che questa posizione sia un punto di non ritorno. Spesso su questo forum ho letto di persone che affermano l’inadeguatezza dei concetti “sinistra” e “destra” con i tempi che corrono. Vedi Pumaro, Sinistra e Destra mi introducono a un’intima distinzione tra due grandi schieramenti, distinzione che poi assume diverse sfumature, che contraddistinguono i diversi partiti. Non si tratta di ideologia, ma della maniera a cui si guarda il principio d’uguaglianza. “… eguaglianza e diseguaglianza sono concetti relativi. […] Ma coloro che si proclamano di sinistra danno maggiore importanza, nella loro condotta morale e nella loro iniziativa politica, a ciò che rende gli uomini uguali, o ai modi di ridurre le diseguaglianza; mentre coloro che si proclamano di destra sono convinti che le diseguaglianza siano ineliminabili e che non se ne debba neanche auspicare necessariamente la soppressione. […]” (Bobbio N., Destra e Sinistra, ragioni e significati di una distinzione politica, 1994). Pumaro ti consiglio il libro di Bobbio, sono meno di duecento pagine, e non si sa mai, ti potresti svegliare in un incubo in cui ti accorgi di essere di Sinistra.

  24. Franco Lomartire - commento N.24 :

    Lei, Visinoni, ha fatto un discorso interessante, ma abbastanza polemico, e noi sappiamo che la polemica oltre a non portare a niente, divide le posizioni.

    Ho anche capito, se non ho capito male, che lei vuole intraprendere un’azione diretta soprattutto a non disperdere le attuali, poche, risorse del PD locale, date anche dagli attuali dirigenti.

    La sconfitta va capita rapportandola a quella subita a livello nazionale, ossia se la percentuale di perdita a Jesolo non è superiore a quella nazionale non possiamo attribuire particolari colpe ai dirigenti locali. Si vede che, comunque sia, c’è un andamento generale che va a destra. Ed è per questo che, più che questi qui, sono i dirigenti nazionali e regionali a dover andare a casa, e qualcuno a pedate nel sedere anche.

    Gestire potere copre molte carenze affettive a livello di personalità. E da questo punto di vista il mondo politico è composto dal 90% di disonesti, naturalmente rispettando le diverse gradazioni del grigio, e il 10% di onesti. I disonesti sono quelli che la politica la fanno per avere in cambio qualcosa di tangibile, come un posto di lavoro, un posto in consiglio, un appalto, una posizione di potere, e quelli che si accontentano di meno un qualunque riconoscimento che sia sostitutivo simbolico del potere (intangibile). Gli onesti, invece, danno senza nulla pretendere. Non combattono per difendere una posizione, ma per difendere un’idea.

    E siccome noi siamo un popolo, per certi aspetti, di nevrotici malandati, Berlusconi trova in noi terreno molto fertile per i suoi giochi e “giochini” personali. Siamo lo stesso popolo che ha portato il fascismo al potere. Quello che è rimasto estraneo al processo di unificazione dell’Italia. Siamo un popolo che ama appassionarsi, e quindi ha bisogno di qualcuno che li appassioni.

    E la passione però, lo sappiamo, è un fattore irrazionale. Ecco perchè la gente, dei programmi, se ne infischia. Perchè non ama usare il proprio cervello, che vuol dire non ama pensare. Vogliono qualcuno che dica loro “ghepensemi”.

    Dicevo in altri miei articoli che il problema italiano è di natrura culturale e storica: siamo figli della Controriforma. E chi conosce il criminale danno operato dalla chiesa cattolica con controriforma riesce a malapena a farsi un’idea. Solo uno psicologo esperto di storia e filosofia ci riesce, e con fatica.

    E qui mi riallaccio alla terza domanda che avevo posto nel precedente commento e che non ha avuto riscontro:

    “quale è la sua strategia di coinvolgimento della base elettorale nel dibattito, finalizzato ad una crescita culturale e politica?”

    Lei ha accennato ai giovani. I giovani sono la strategia vincente. Però bisogna capirne il linguaggio emotivo, altrimenti rimangono chiacchiere.

    Tornando a capo.

    Apprezzo il suo tentativo nel farci capire quali sono le sue idee e le sue intenzioni. Quello che io le chiedo è di scrivere in modo sintetico e chiaro, in modo che capisca anche mia madre, che ha 85 anni e con la seconda elementare, quello che lei intende.

    1) Intende candidarsi come coordinatore del PD Jesolano?

    2) Mi elenchi i motivi per cui io dovrei sostenerla. E se mi convince, lo farò.

    Sappia che ha a davanti un semianalfabeta.

    Mi racomando, poche righe.

  25. alfredo - commento N.25 :

    Mi sembra che ci sia una sorta di dialogo tra sordi.
    Riccardo Visinoni ha posto un problema.
    Il PD jesolano perde ad ogni elezione, non è più radicato tra la gente, non offre proposte nuove, o quanto meno credibili e, in più, non discute al proprio interno ed è poco interessato al contributo dei giovani.
    Credo che più o meno questi siano i punti di discussione proposti da Riccardo.
    Ora si può essere d’accordo o meno con quanto proposto, ma mi pare che le risposte fornite da altri blogger non siano in linea con quanto esposto da Visinoni.
    Qualcuno gli propone di candidarsi sindaco, altri di cercare di diventare segretario. Qualcuno parla di carezze, di vincenti/perdenti, poi l’accusa di saltare dal carro o del perchè proprio adesso.
    A me era sembrato che le tematiche fossero altre.
    Un paio di appunti, se mi è permesso:
    1)Per Franco, io sono sarei così sicuro che il PD jesolano perde come in tutta Italia e quindi si assolve.
    Direi che i dati sulla sconfitta di Zoggia siano terribili se letti nella città natele dell’ex Presidente.
    La sinistra a Jesolo ha perso malamente nelle ultime consultazioni amministrative e ancor peggio nel ballottagio delle provinciali (60 a 40, contro una media provinciale 52 a 48).
    Se nemmeno questa sconfitta deve lambire i vertici del partito jesolosano, tanti saluti.
    2)Se non fai parte del partito, poi, come fai a sostenerlo, mi è misterioso.
    3) Ero presente, come cita Dimitri, alla famosa prima uscita dei “giovani” al Kursaal e mi sono subito accorto che la dirigenza del partito era quasi completamente assente.
    Io ho militato in anni giovanili e so benissimo quale messaggio si lancia quando non si assiste alla prima uscita, in grande, di tre ragazzi, di fronte ad una platea.
    4) Ho partecipato, spesso contro voglia, ai vari Consigli comunali.Il povero Rugolotto da solo a combattere e…sapete quante volte ho visto in sala alti esponenti del PD jesolano? Scommetto che la risposta la intuite da soli.
    Grazie per lo spazio.
    alfred

  26. Franco Lomartire - commento N.26 :

    Intravvedo un po’ di passione sul tuo intervento, Alfredo, ancorchè interessante.
    A Visinoni ho fatto delle domande e mi aspetto che sia lui a darmi delle risposte, poichè mi da’ tutta l’impressione di esserne capace. Ti pare?

    Per quanto riguarda all’eventuale sostegno, anche se non faccio parte del PD, cosa molto improbabile che accada in futuro, avrò pure le mie strategie, se permetti.

    E le strategie non si vanno a raccontare in giro.

  27. dinmint - commento N.27 :

    Io ci vedo un po’ di insofferenza ( “Grazie per lo spazio”), invece, nel commento di ADMIN alfredo, che deve aver marcato a dovere il territorio di ciò che “gli piace e cio che non gli piace”. Pensavo la discussione fosse libera, anche se fra gente che fa fatica a intendersi. Penso che Visinoni sia in grado di rispondere da solo.
    Non critico il contenuto, ma il metodo: decine di domande, accostamenti che vanno dai fumetti al calcio.
    “A me era sembrato che le tematiche fossero altre.
    Un paio di appunti, se mi è permesso…”
    se mi è permesso, altra frase bruttina.

    Mi scuso se mi sono permesso di prendermi il mio piccolo spazio e di criticare. Se vuoi te lo rendo subito, admin.

    dinmint

    P.S aggiungo
    “Ora si può essere d’accordo o meno con quanto proposto, ma mi pare che le risposte fornite da altri blogger non siano in linea con quanto esposto da Visinoni”.
    In linea? Sarà che hai militato da giovane, nel PCI, ma il linguaggio quello è.

  28. alfredo - commento N.28 :

    Il linguaggio è probabilmente mutuato da i miei anni giovanili nel PCI che, almeno, mi hanno insegnato una certa precisione nelle argomentazioni.
    Ti chiedi se la discussione in questo forum è libera. Si vede che lo segui da poco.
    E’ libera. Ma è libera anche per gli adimin quando si firmano col proprio nome e non, appunto, come admin.
    Sono due cose separate, ma ci sono e restano.
    Su questo punto te le devi mettere via.
    Quindi spazio per tutti anche per quelli che, invece di rispondere ai temi proposti, si dilettano nell’analisi linguistica.
    Io, non come admin (tutto minuscolo, non serve il maiuscolo, ci vedo ancora abbastanza bene), sono intervenuto nella discussione, cercando di argomentare le mie idee e non certo per marcare il territorio. Questo lo lascio fare ai leoni o alle volpi.
    Se ti interessa controbattere quello che scrivo, tutto bene.
    Se ti interessa solo lanciare frecciatine tipo se faccio parte di un partito, se sono solo volpe o se ho militato da qualche parte, mi dispiace, ma la vita è troppo breve per perdersi in queste cosette.
    un saluto
    alfredo

  29. Riccardo Visinoni - commento N.29 :

    Come probabilmente molti sanno (ma l’ho anche già riportato in un post precedente), mi sono già candidato alla guida del PD Jesolano e mi sono confrontato con la Signora Bertilla Pavan, la quale ne è uscita vincitrice.

    Nulla vieta che, se ci sarà una nuova elezione del coordinatore, il sottoscritto possa ricandidarsi, soprattutto alla luce di ciò che è successo in questi mesi
    Però mi permetta Sig. Lomartire di chiederle perché associa una critica ad una voglia di poltrona. Le assicuro che non è così.

    Probabilmente si sta commettendo un errore di fondo. Non sono qui a criticare e dire adesso andatevene e prendo io il vostro posto, lungi da me; sono qui a dire: dopo aver allontanato (indirettamente) alcune persone dal partito, dopo aver perso costantemente consensi durante tutti questi anni, non è forse giunto il momento di farsi una SERIA analisi di coscienza? Non è probabile che in questi anni qualcosa di sbagliato ci sia stato?
    non posso credere che, come successo dopo le amministrative, arrivi il segretario (o coordinatore) e dica “Va ben, è andata male, ma tanto lo sapevamo, continuiamo per la nostra strada”. Scusatemi, ma questa volta non ci sto.

    Chiedo questo, poi il resto lo si potrà discutere, mi candiderò alla guida del PD? Non so neppure se ci sarà una nuova elezione del coordiantore (magari il coordinamento chiederà a maggioranza che ciò non avvenga); vorrei far parte della lista dei candidabili a sindaco fra 3 anni?
    Penso che chiunque faccia politica aspirerebbe a ciò, quantomeno avere la possibilità di mettere a disposzione delle persone le proprie idee, la propria professionalità, ma penso allo stesso tempo che chi vorrà essere tra i candidabili dovrà conquistarsi il posto con l’impegno e le idee, nel tempo, crescendo e costruendosi un programma. Vorrei solo evitare la rincorsa dell’ultimo momento alla ricerca di un candidato, come tra l’altro avvenuto la scorsa tornata elettorale, il tutto perché non si era in grado di produrre un nome internamente, o meglio, non si è voluto.

    Non cerchiamo di sviare quello che sto dicendo.

    Una presa di coscienza, un’analisi oggettiva di ciò che è successo, questo è quello di cui ha bisongo il PD e, forse, solo così a Jesolo la sinistra potrà rialzare la testa.

    Per PUMARO:

    non ho mai parlato di diversità o superiorità morale della sinistra rispetto alla destra, mi rendo benissimo conto che ormai tra destra e sinistra le differenze cominciano a contarsi sulle dita di una mano, di non mettermi in bocca cose non dette.

    Riccardo Visinoni

  30. rodolfo - commento N.30 :

    Alfredo ha dato un contributo essenziale proprio al modo di discutere, in questo forum. Forse è poco che segui il forum, dinmint. In altri tempi, specie all’inizio, erano guerre continue.
    Infine, sulla “laicità” della redazione ormai quasi nessuno ha più nulla da dire.

    Ciao, Rodolfo

  31. pumaro - commento N.31 :

    Signor Visinoni,
    io non Le metto in bocca parole non dette.
    Ripeto il concetto, semplice, semplice: Lei certe cose non le dice proprio, come non le dice il tanto osannato Rughi.
    Lei è reticente sul comitato d’affari che certi compagni hanno messo in piedi. Le concedo la buona fede, ma se volesse interessarsi dell’argomento stia tra la gente, concetto che ho sentito spesso negli ultimi giorni tra i capipopolo di sinistra, ascolti la gente e vedrà che il paese è molto più informato di quanto si possa credere.
    Capirà, allora, che le prediche di Rughi non sono credibili, non lo sono perchè parziali, incomplete, felse o vere a metà.
    Capirà che il cemento della sinistra fa male tanto quanto quello della destra e fa malissimo al vostro elettorato.
    La cosa è molto semplice.

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