due notizie correlate?
lun, mag 18, 2009

Leggo dal “Gazzettino on line” due notizie che, a prima vista, sembrano lontane tra di loro, senza relazione, ma, come diceva un graaande filosofo:
“quando vai al fondo delle coincidenze scopri che era inevitabile”.
Ecco le due notizie:
1) Ondata di caldo anche a Nordest: 31° a Verona, 29 a Rovigo
2) Venezia. Zaia: «Dialetto obbligatorio a scuola»
Leggendo poi attentamente il testo mandato alla stampa bisogna riconoscere a Zaia un merito (?):
l’impermeabilità al ridicolo
alfred






maggio 18th, 2009 at 21:45
E bravo Zaia, andiamo a rovistare tra le vecchie ossessioni. Dialetto a scuola? Detto fatto
Versione superata e insopportabilmente italiana de
L’INFINITO, di Giacomo Leopardi
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo escude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Versione approvata dai governanti leghisti
M’a sempre piasest sta montagnoea,
e sto baro de piante, che e sconde
ai oci a parte più distante dea tera.
Ma se me sente e me mete a vardar, spasi
sensa fine, e gnanca ‘na vose,
e mi, in tel pensiero, me imagine, che quasi
el me cor ciapa paura. E come el vento che passa
in meso ae foie, mi me par che a sie
a vose del siensio: e me riva dos l’eterno,
a stajon de chealtro ano, e quea de oncuo,
quea viva, co i so rumori. Cussita,
in meso a ste robe grande, el me pensier el s’a negà (1),
ma ‘ndar fondi in tel mar de a Padania
l’è bel, urca se l’è bel.
Rodolfo
note
1- Sembra che alcuni revisori padani preferiscano a negà il termine inderegà.
maggio 18th, 2009 at 22:57
Caspita è più bella la versione Veneta dell’originale!
Complimenti rodolfo, sto morendo dalle risate!!
maggio 19th, 2009 at 00:20
Credo che il nostrano ministro ne abbia sparata una grossa stavolta.
Il dialetto, caro il nostro Luca, si impara e si parla in famiglia, chiaccherando con i genitori e coi nonni, con gli amici e i vicini di casa….
Ops,dimenticavo che questa è ormai un usanza alquanto rara per la generazione playstationsmspuntocom, che scrive “k” invece di “ch”.
In fondo, a che cosa caspita serve parlare…?
Forza allora, via con i corsi di laurea per insegnanti di dialetto!!!
MA MI FACCIA IL PIACERE!
maggio 19th, 2009 at 09:37
ottima prova, perciò possiamo passare sopra l”in tel” in luogo di “inte’l”
maggio 19th, 2009 at 17:30
mi pongo una domanda: chi insegnarà il dialetto a scuola?
ci vuole un’insegnante veneto (padano), del posto preferibilmente, visto che il dialetto cambia da paese a paese.
io prendo l’esempio della classe di mia figlia, le insegnanti son tutte da fuori regione, a parte quello di ginnastica.
come faranno ad insegnare il dialetto locale?
e i bambini di origine extracomunitaria? già stanno imparando con grande sforzo a comprendere la lingua italiana, se gli mettiamo una seconda lingua non faranno un po’ di confusione?
Zaia, un nome una garanzia!
maggio 19th, 2009 at 17:34
Mi piace pensare che la Razza Padana si Indigni ad una proposta del sig. Zaia che e’ alquanto VERGOGNOSA, che non rappresenta affatto i Cittadini del Veneto o almeno una grande parte di essi. Mi piace pensare che tutti i Cittadini di questa Regione non siano Indifferenti a questa Brutta, Sconcertante e poco Culturale per i giovani e non solo Proposta. Il Ribelle Reazionario Democratico Per la Lingua ITALIANA.