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Caorle e la Coca Cola.

Sab, Mag 23, 2009

Costume, In Primo Piano, satira

Marco Sarto, sindaco di Caorle, dice

“L’ultimo spot televisivo della Coca Cola è deleterio. Non si può consigliare alla gente di non andare in vacanza e al ristorante. Cosa facciamo? Chiudiamo baracca e stiamo anche noi a casa?” (Nuova Venezia)

Che significa?  Tre ipotesi:

1-Oltre al ridicolo, il Sindaco di Caorle ha mostrato due o tre cose notevoli: considera la gente così debole, così priva di arbitrio,  così manovrabile da spingerlo alla protesta. Evidentemente ha un’opinione bassissima i noi “consumatori”, ed ha invece una convinzine assoluta sulle immense potenzialità persuasive della pubblicità. Chissà, forse molte, moltissime famiglie, fulminate dal massaggio, avevano deciso davvero di restarsene a casa, assolvendo certamente al ruolo sacro e dovuto di consumatori, ma tradendo nel contempo un imperativo categorico: consumare in spiaggia, mettersi diligentemente in coda e andare al mare. In lotta contro una multinazionale! Inaudito. Ma neanche un no-global arriverebbe a tanto…

E gli altri sindaci si schierano. Alcuni per il sì, altri per il no. Favoloso!

E poi sembra che neanche il meteo abbia la coscienza pulita. Può essere fuorviante. Bisogna coreggerlo, non dev’essere di parte, deve tener conto delle esigenze delle località turistiche. Il meteo va domato.

2-Ma forse, dietro queste stupidaggini, si nasconde, e neanche tanto, quella che oggi si suole chiamare “paura percepita”, la sensazione che il benessere della gente non sia affatto relmente solido. Un modo aggressivo di ammettere che si sente aria di crisi, nonostante il solo sussurrarlo comporti il rischio di essere bollati come catastrofisti.

La gente comunque va guidata, consigliata, corretta: in una parola, va governata. Esattamente come per le mucche e le anatre, come dicono efficacemente i contadini: governar e vache, governar e ànare.

3-Ma c’è un’altra ipotesi, più sottile, che capovolge del tutto la questione. Il sindaco di Caorle, finissimo psicologo sociale, sa benissimo che non siamo (ancora) così  governabili. Sa benissimo che non basta uno spot per convincere la gente a starsene a casa. Piuttosto, Sarto ha avuto un’illuminazione: ha usato il marchio dei marchi per metterlo sotto accusa, accendendo così i riflettori sulla sua località e magari pensando di stuzzicare la tendenza, connaturata da queste parti, di fare il contrario di quel che ci viene consigliato. Nell’immaginario, chissà, scatterà la sfiziosa idea di essere nel posto più chiaccherato del momento, nella spiaggia che si è opposta al gigante planetario. Forse ne parleranno anche negli Usa! Allora domenica dove si va, gente? A bere Chinotto a Caorle, caput mundi per un giorno. Geniale!

Nuove forme di governo delle masse?

Rodolfo, mah ;-)

P.S. Conseguenze: la Coca Cola sospende, a Caorle, per ritorsione, la vendita della sua bevanda, e nessuno, a Caorle, ci va più,  perchè il chinotto (come il dialetto…) non è più trendy, nonostante si dica, senza pensarlo,  il contrario. In pratica la trovata  ritorna indietro a Sarto  come un boomerang… ma questa è fanta-economia.

8 Commenti per questo articolo

  1. pumaro - commento N.1 :

    in effetti, quando ho sentito per la prima volto lo spot “incriminato” mi sembrava la “Pubblicità Progresso” di un qualche Ministero che invitava gli italiani alla sobrietà nei consumi.
    Coca Cola geniale, come sempre.

  2. Nicola - commento N.2 :

    E’ proprio “fanta-economia” Rodolfo visto che anche la “fanta” è del gruppo (come, del resto, pure il Chinotto…) ;-)

    Il prodotto Coca-Cola lo adoro (un “must” nella bottiglietta di vetro) e ritengo sia l’Azienda n.1 al mondo nel marketing: fossi un consulente dell’AD suggerirei di fare un bel colloquio a Giovanni Cagnassi, ha talento!

    Nicola.

  3. rodolfo - commento N.3 :

    @Nicola
    Lasciamo correre quello che la tua tanto adorata Coca fa in Colombia.
    Nessun Sindaco protesterà per questo.
    Un “must” anche nella guerra.

    http://www.terrelibere.it/cocacola.htm

    Rodolfo

  4. Nicola - commento N.4 :

    ‘nchia Rodolfo, anca in Colombia te sì rivà…
    Se quanto scritto nel link che hai postato fosse vero, motivo in più per far assumere Cagnassi dalla multinazionale e spedirlo negli stabilimenti colombiani!

    Ciao Rudolf e stasera: Night-Marathon!!!

    Nicola.

  5. punks not dead - commento N.5 :

    Rodolfo, 1-Oltre al ridicolo, il Sindaco di Caorle ha mostrato due o tre cose notevoli: considera la gente così debole, così priva di arbitrio, così manovrabile da spingerlo alla protesta. Evidentemente ha un’opinione bassissima i noi “consumatori”, ed ha invece una convinzione assoluta sulle immense potenzialità persuasive della pubblicità.

    Sono d’accordo con te, ritengo ridicolo considerare la gente manovrabile, priva di arbitrio e debole di fronte alla propaganda.

  6. angelo1 - commento N.6 :

    Rodolfo e tra poco si scoprirà che la Cocacola è anche responsabile del crollo del pilone del viadotto Caltanisetta-Gela.

  7. rodolfo - commento N.7 :

    Non credo, Angelo, che c’entra il viadotto Caltanisetta-Gela? Spiegami, non vedo il nesso.
    O vuoi vedere che la tua è la solita, eterna battutina.
    Se vuoi ti racconto un po’ di storie anche su Monsanto, Exxon e compagnia bella. Sulle banche non ti racconto nulla, perchè sai che incremento di stima hanno avuto ultimamente. Ma un giorno prima, se qualcuno metterva in discussione il ladrocinio di wall street èpra il babau.
    Aggiornati amico, oppure resta con la testa sotto la sabbia, chè magari sei più felice così.

    Rodolfo

  8. angelo1 - commento N.8 :

    Quello di mettere la testa sotto la sabbia è un tipico atteggiamento jesolano soprattutto quando si parla di cementificazione,scandali ali9mentari,ecc.
    Ma perchè andare in America,bastan Montedison, Cirio, Parmalat, Unicredit e derivati,bond argentini,oggi Dolce&Gabbana con 800 milioni di euro sottratti al fisco.
    Ma di questi casi solo Report fa nomi e cognomi.
    Quanto alla felicità,dal tuo intervento si capisce che sei molto felice.Viva Cuba!

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