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La conservazione dei pini . Ci scrive Antonio Babbo

gio, apr 2, 2009

La città

Per le amministrazioni comunali che si sono succedute in questi ultimi 20 anni i pini marittimi prima che una risorsa o una caratteristica ambientale da salvaguardare, sono sempre stati considerati un peso oltre che costo del quale avrebbero fatto a meno. L’insufficiente, per non dire nulla attenzione riservata agli inevitabili problemi che la conservazione dei pini crea, fa parte del disegno inconfessato di far passare nella pubblica opinione l’idea della inevitabile necessità della loro eliminazione.

C’è una parte di opinione pubblica che contesta l’esiguità dei finanziamenti destinati alla manutenzione di questa risorsa ambientale del nostro territorio e un’altra che contesta la mancata programmazione degli interventi nonché naturalmente la lungaggine nell’eseguire i lavori che esigerebbero tempi molto più brevi. Le risorse destinate alla conservazione e manutenzione ordinaria e straordinaria di quello che è parte integrante dell’arredo urbano, che si è consolidato in questi 50 anni di sviluppo della nostra città, per una località turistica non possono venire considerate alla stregua di un costo ma un investimento necessario e utile. Mi chiedo a cosa possono servire i concorsi di Miss Italia nel Mondo, quando poi passeggiando per tratti via Verdi di fronte hotel Bolivar, di via Aquileia nel tratto di strada antistante il distributore Q8 e via Levantina in particolare nel frontale alla locale farmacia si vedono marciapiedi mal conservati e pericolosi in quanto sconnessi. Non sto ad elencare le persone che inciampano o quelle cadute causa il cattivo stato dei marciapiedi. Piuttosto vale la pena sottolineare che come sono necessarie le risorse destinare alla conservazione dell’arenile, alla pulizia delle strade e alla salvaguardia dell’arredo urbano, serve anche una programmata manutenzione ordinaria dei pini. Così facendo si eviterebbero  disagi e arrabbiature di residenti, viaggiatori e turisti.

Un altro aspetto della stessa medaglia è dato poi dai lavori in corso nel tratto di via Aquileia dopo piazza Drago: dovevano proprio essere fatti in coincidenza con tre ponti festivi? Di certo e soprattutto in attesa di una risposta convincente, gli automobilisti ringraziano l’assessore ai lavori pubblici per la particolare attenzione per il periodo scelto. Per finire, assessore non me ne voglia, ma se in quasi 20 anni gli interventi di manutenzione ai marciapiedi si sono visti solo due anni fa in un breve tratto di via Altinate e via Verdi con quest’ultimi che già oggi hanno gli stessi problemi, appare abbastanza evidente che qualcosa non funzioni a dovere. Una programmazione normale farebbe si che le famigerate radici dei pini che tanto fanno “discutere”, fossero tagliate periodicamente e non ogni 15, 20 anni. In questo modo potrebbero essere contenute le “spese” della pubblica amministrazione oltre che i danni ai privati che l’assessore ai lavori pubblici non vuol sentire nominare. Non provo piacere per una simile situazione, tutt’altro. Più semplicemente, passeggiando per i marciapiedi della nostra città vedo alcuni aspetti della “nuova Jesolo” che mi piacciono e mi domando come sia possibile esistano ancora marciapiedi che non hanno niente di una località turistica internazionale come la nostra ritiene di essere.
Antonio Babbo
Componente assemblea Provinciale Pd

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