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2009: LA SCUOLA TORNA INDIETRO, di Renato Colla (PD)

dom, apr 5, 2009

Generale


2009: LA SCUOLA TORNA INDIETRO. L’istruzione piegata all’economia.

Si è svolto venerdì 27 marzo alle ore 20.30 presso il Palazzo del Turismo l’incontro pubblico sulla scuola promosso dal PD circolo di Jesolo.
Relatori: Renato Colla (referente scuola PD circolo di Jesolo), Roberto Rugolotto (Docente di scuola primaria e Consigliere Comunale PD), Giuseppe Borroni (Dirigente scolastico I.C. “ G. D’Annunzio” ), Luigi Billotto (Dirigente scolastico I.C. “ I. Calvino”), Luigi Rossi (Rappresentante sindacale CGIL Nazionale), Andrea Ferrazzi (Assessore P.I. Provincia di Venezia).
Gremita la sala conferenze del Palazzo del Turismo, più di 100 i partecipanti tra genitori e insegnanti.
Grave e preoccupante è emerso il futuro della scuola italiana alle prese con l’attuazione del piano programmatico e i conseguenti regolamenti attuativi previsti dall’art. 64 della L. 133/2008, recante le disposizioni in materia di organizzazione scolastica, che prevedono interventi pratici da determinare, in tre anni scolastici, a livello nazionale, un taglio di 87.400 posti di docenti e 44.500 di assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari al fine di realizzare economie di spesa per 7.832 milioni di euro.
Netta la bocciatura da parte delle famiglie del modello “maestro unico e tempo scuola di 24 ore” promosso dal Governo, emersa in modo evidente dall’andamento delle iscrizioni concluse il 28 di febbraio. A livello nazionale sembra che solo il 3% delle famiglie abbia scelto per i propri figli le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore e ben il 34% le 40 ore. Dati questi sostanzialmente confermati a livello locale dai dirigenti scolastici dei due Istituti comprensivi di Jesolo, i cui interventi tecnici sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico presente in sala.
Scelte delle famiglie che però ben difficilmente potranno trovare accoglimento da parte dell’Istituzione Scolastica alla luce dei tagli agli organici e alle risorse che di giorno in giorno si stanno materializzando.  A gelare le aspettative sulla salvaguardia del tempo-scuola infatti ci ha pensato il ministero dell’istruzione che pochi giorni fa ha comunicato ai sindacati i dati ufficiali. Chiari, inconfutabili, non più modificabili. Nel prossimo anno scolastico in Veneto si abbatterà una mannaia a scapito degli insegnanti: – 779 posti alle elementari, – 916 alle medie, – 532 alle superiori, una flessione di 2.227 unità. Tutto questo anche se da settembre in classe, nelle scuole del Veneto, ci saranno 8.500 studenti in più.
Meno risorse umane ed economiche a disposizione vuol dire meno servizi agli studenti  e alle famiglie, in sostanza meno tempo-scuola.

Conclusione: la manovra dell’attuale governo mira a mettere in ginocchio la scuola pubblica a vantaggio della cultura dell’ignoranza e delle scuole di eccellenza per pochi; se non verrà ostacolata e/o fermata nella sua fase di attuazione ci troveremmo molto presto, già dal prossimo anno scolastico, con una scuola IMPOVERITA, INVECCHIATA e INADEGUATA.

Che fare?  Si sono chiesti e hanno chiesto in numerosi interventi i genitori presenti.

Queste in sintesi le risposte emerse dal confronto con i relatori:  informarsi e informare sulle problematiche viste; manifestare in tutte le sedi, scolastiche e non, le proprie opinioni e scelte, … la propria opposizione; coinvolgere e mettere di fronte alle loro responsabilità gli enti locali; coinvolgere e mettere di fronte alle loro responsabilità le forze politiche di maggioranza; promuovere e sostenere mozioni in tutte le sedi politico-istituzionali in cui di discute e/o si decide in materia di scuola; partecipare alle iniziative di confronto e/o di contrasto che verranno attivate a tutti i livelli .

L’appuntamento con tutti per un nuovo incontro pubblico è stato fissato per i primi di settembre, all’avvio del nuovo anno scolastico.

Renato Colla

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2 Commenti per questo articolo

  1. Alberto Teso - commento N.1 :

    Un simpatico e attento amico leghista mi segnala quanto segue.
    Io non sono certo un esperto del mondo della scuola (ero sempre in unltimo banco…), ma “butto là” questo contributo.
    Buona lettura (ed un saluto caloroso all’amico Renato).

    Milano , 05/04/2009
    La grande truffa del Rock ‘n’ Roll
    ——————————————————————————–
    di Mario Piemontese
    Il Decreto Interministeriale sui tagli è stato pubblicato. Per il prossimo anno sono previsti 42.000 docenti in meno. Il Decreto relativo al personale ATA non è ancora stato pubblicato, comunque il taglio previsto per il prossimo anno è di 15.000 posti. In tutto quindi 57.000 unità di personale scolastico in meno. Questa è solo una parte del taglio previsto dalla legge n.133/08, la previsione per l’intero triennio è infatti data da 87.000 docenti in meno e 45.000 ATA in meno, in tutto 132.000 unità di personale scolastico in meno.

    Un po’ di storia.
    Finanziaria Prodi 2007.
    Taglio previsto per l’a.s. 2007/2008: 40.000 docenti in meno e 7.000 ATA in meno.
    Introduzione della clausola di salvaguardia per garantire il taglio.
    Decreto interministeriale organico a.s. 2007/2008
    Taglio di 10.000 docenti e di 4.000 ATA.
    Finanziaria Prodi 2008.
    L’applicazione della clausola di salvaguardia viene rimandata di un anno.
    Il taglio mancato, ma previsto dalla Finanziaria 2007 di 33.000 unità di personale scolastico è spalmato in tre anni.
    Taglio previsto per l’a.s. 2008/2009: 10.000 docenti in meno e 1.000 ATA in meno.
    Taglio previsto per l’a.s. 2009/2010: 10.000 docenti in meno e 1.000 ATA in meno.
    Taglio previsto per l’a.s. 2010/2011: 10.000 docenti in meno e 1.000 ATA in meno.
    Decreto interministeriale organico a.s. 2008/2009
    Taglio di 10.000 docenti e di 1.000 ATA.
    Il Governo Prodi ha tagliato in due anni 25.000 unità di personale scolastico (20.000 docenti + 5.000 ATA) e ha previsto di tagliare nel biennio 2009 – 2010 altri 20.000 docenti e 2.000 ATA.

    Legge n.133/08 del Governo Berlusconi
    Richiamo all’applicazione della clausola di salvaguardia.
    Taglio previsto per l’a.s. 2009/2010: 32.000 docenti in meno e 14.000 ATA in meno + 10.000 docenti in meno e 1.000 ATA in meno previsti dalla Finanziaria Prodi 2008.
    Taglio previsto per l’a.s. 2010/2011: 15.000 docenti in meno e 14.000 ATA in meno + 10.000 docenti in meno e 1.000 ATA in meno previsti dalla Finanziaria Prodi 2008.
    Taglio previsto per l’a.s. 2011/2012: 20.000 docenti in meno e 15.000 ATA in meno.

    Presente
    Il Partito Democratico nella sua Petizione Popolare sulla Scuola chiede:
    “l’immediata cancellazione dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132.000 lavoratori della scuola attuati dal Governo Berlusconi con la “finanziaria estiva””.

    Il Partito Democratico della Lombardia sulle pagine milanesi di Repubblica ha pubblicato a pagamento quanto segue:
    “I DISASTRI DEL GOVERNO IN LOMBARDIA 4.000 INSEGNANTI IN MENO PER I NOSTRI FIGLI.
    RINGRAZIAMO Lega e PdL!”

    Domande

    - Perché i partiti che hanno votato sia la Finanziaria 2007 che la Finanziaria 2008 urlano tanto allo scandalo per 42.000 docenti in meno in un anno quando avevano previsto in un anno un taglio di 40.000 docenti in meno? Sono 2.000 docenti in più o in meno che fanno la differenza?
    - Perché il Partito Democratico no chiarisce nella sua Petizione che dei 132.000 tagli previsti dalla legge n.133/08, 22.000 erano già previsti dalla Finanziaria 2008?
    - Perché il Partito Democratico della Lombardia non scrive che il taglio di 1.000 dei 4.000 docenti era previsto dalla Finanziaria 2008 e che il prossimo anno ci saranno ancora altri 1.000 docenti in meno per effetto della stessa Finanziaria?
    - Perché il Partito Democratico accusa Lega e PdL di ingannare i cittadini con informazioni false e dopo mette in atto le stesse pratiche?
    - Perché nella politica messa in atto dai Partiti non esiste la possibilità di chiedere pubblicamente scusa ai cittadini rispetto a errori commessi e di dichiarare di voler porre rimedio al danno?

    La grande truffa del Rock n Roll
    Chiaramente la responsabilità dei tagli previste dalle Finanziarie 2007 e 2008 non è solo del Partito Democratico, ma anche di tutti gli altri partiti che hanno votato quelle leggi: PRC, PdCI, Verdi e IdV.
    Fino a quando la sincerità non prevarrà sull’inganno, la politica dei Partiti nel nostro Paese sarà sempre di bassissimo profilo e scarsamente credibile.
    La cosa che maggiormente dispiace è vedere tanti cittadini che in assoluta buona fede ancora ci credono e sostengono invece che sono personaggi tipo il sottoscritto che vanno in giro a raccontar balle!
    Tutta la questione era già stata segnalata, probabilmente però troppo presto e in un momento di scarsa attenzione.
    Sono in attesa di risposte alle domande.
    Attenersi alla traccia, non andare fuori tema.

    Milano. 5 aprile 2009
    Mario Piemontese

  2. Renato Colla - commento N.2 :

    Un affettuoso saluto all’amico Alberto, con molto piacere ritrovato.

    Nessuno vuole nascondere i limiti delle leggi Finanziarie del Governo Prodi (07 e 08), che però nell’ultima formulazione (08) prevedeva anche l’assunzione di 75.000 precari e ne trovava la necessaria copertura finanziaria.
    La legge 133/08, con il relativo Piano Programmatico e i Regolamenti attuativi di recente emanazione, e la legge Finanziaria 09 del Governo Berlusconi, non solo hanno bloccato qualsiasi nuova assunzione nel pubblico impiego, ma hanno dato il via ad una stagione di tagli nelle scuole di ogni ordine e grado che, temo, porterà, nel giro di pochi anni, allo sfascio della scuola pubblica.
    Nessuno, meno che mai chi nella scuola lavora, nega la necessità di una seria “Riforma” della stessa, che però non può partire dalla scuola primaria (segmento che ha dimostrato livelli di buona qualità) e con il ritorno al modello del maestro unico. La secondaria, soprattutto quella superiore, ha bisogno di importanti interventi per eliminare i punti di criticità, anche nella gestione del personale, che certamente ci sono, ma con l’obiettivo di farle fare quel salto di qualità che i tempi difficili in cui viviamo impongono.
    Penso che non si possa partire nell’elaborazione di un piano teso alla revisione degli ordinamenti scolastici, alla riorganizzazione della rete scolastica e al razionale/efficace utilizzo delle risorse umane con l’obiettivo primario di operare forti tagli al personale e ridurre drasticamente la spesa nella pubblica istruzione. Ricordo che l’Italia spende per l’istruzione solo il 4% del P.I.L. rispetto al 5,1 % della media dei paesi europei.
    Come si può venire incontro alle legittime istanze di aggiornamento, riqualificazione e/o riconversione professionale di un sempre crescente numero di lavoratori cassintegrati, in mobilità o disoccupati, tagliando le risorse umane e finanziarie alla Formazione Continua (Corsi per Adulti)?
    Altri Paesi, anche retti da governi di destra, per meglio affrontare le conseguenze della crisi economica e preparare le condizioni per la futura ripresa, hanno fatto una scelta completamente diversa da noi, aumentando gli investimenti per l’educazione, la formazione e l’istruzione.
    La scuola, la sicurezza, la giustizia, ….. sono settori strategici che non possono essere affrontati dalla sola maggioranza, magari con la decretazione d’urgenza o imponendo di volta in volta la fiducia sui disegni di legge in discussione in sede parlamentare. Senza coinvolgere adeguatamente le risorse umane a disposizione, senza elaborare un progetto che sia il più possibile condiviso nelle sedi istituzionali e nel paese, il rischio di far pagare alle attuali e alle future generazioni un costo esagerato in termini di minori servizi, di minori tutele, di minor qualità di vita e, temo, di minor democrazia, sia molto alto.

    Renato Colla

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