Verso un nuovo modo di fare turismo
ven, mar 20, 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Mirco Crosera, consigliere di FI/PdL
La Redazione
La presente vuole essere una riflessione costruttiva rispetto all’attribuzione delle competenze in materia di turismo voluta dalla Legge regionale 33 del 2002. Credo sia legittimo, anzi doveroso, a ormai sette anni dall’avvio di tale sistema organizzativo, tentare un’analisi ed una valutazione in merito al funzionamento o meno dello stesso. Riducendo il campo di analisi e focalizzando l’attenzione sulla realtà di Jesolo e del territorio circostante, abbiamo da una parte il Consorzio di Promozione Turistica Four Seasons, cui compete principalmente la commercializzazione del prodotto, ma che in realtà è un braccio operativo della Regione, l’Azienda di Promozione Turistica dall’altra, con il compito principale di curare l’informazione e accoglienza turistica in loco e che è tuttavia un’enclave della provincia, in particolar modo a seguito dell’ultima trasformazione subita. Infine abbiamo l’Assessorato al Turismo del Comune che ha assunto un ruolo determinante nella promozione, attraverso vari strumenti, in primis quello dell’organizzazione di eventi. Pur dando per assodata la buona volontà dei soggetti coinvolti di sedere a tavoli comuni per concertare le azioni volte alla promozione del territorio, non si può non considerare il rischio concreto che tanto la frammentazione da un lato, quanto la coincidenza di competenze dall’altro, possano aver comportato delle carenze su alcuni fronti e delle ridondanze su altri. Penso ad esempio a materiale promozionale della stessa tipologia prodotto da più soggetti e pertanto in sovrabbondanza, altro invece non prodotto da nessuno e pertanto carente, stand fieristici ‘doppi’, opportunità di progetti economicamente impegnativi ma importanti per la località, perdute per l’eccessiva frammentazione di risorse e la mancanza di concertazione tra i vari soggetti, a volte purtroppo anche a causa di orientamenti politici diversi.
Diventa difficile in talune occasioni spiegare agli operatori – veri propulsori di energia turistica – che la regione fa questo, la provincia quest’altro e il comune tutto il resto. Frequentemente si crea una certa confusione su cosa debba essere fatto e soprattutto da chi. Non da sottovalutare infine il fatto che ognuno di questi soggetti ha i propri CDA con relativi presidenti e conseguenti iter burocratici, che non di rado presentano tempistiche nonché orientamenti differenti.
L’auspicio è che, in tempi di “vacche magre” e di concorrenza sempre più serrata, anche la politica faccia la sua parte, proponendo un’organizzazione mirata alla chiarezza e concentrazione, anziché alla dispersione di competenze e, di conseguenza, all’ottimizzazione delle risorse.
Non è più possibile avere un campanile per ogni chiesa.
Questa è la proposta del nostro Partito Forza Italia verso il P.D.L. per la campagna elettorale sul turismo delle prossime elezioni provinciali.
Cordialità
Mirco Crosera
Consigliere di Forza Italia
Popolo Della Libertà
P.S. Ci sono appena giunte, da Mirco Crosera, delle integrazioni al presente post. Le pubblichiamo qui sotto.
La Redazione
Poiché da più parti mi è stato fatto osservare che le conclusioni del mio articolo non sono così chiare, mi scuso e cerco di porvi immediatamente rimedio.
A conclusione di quanto detto, la mia, la nostra proposta è la seguente:
l’informazione e l’accoglienza dovrebbero essere gestiti direttamente dal comune, in quanto ente presente in loco e pertanto a diretta conoscenza delle peculiarità e delle esigenze specifiche del suo territorio, sicuramente anche più coinvolto ed interessato a risolvere nell’immediato gli eventuali problemi che possono presentarsi. Il fatto che Cavallino abbia voluto creare un ambito autonomo da Venezia non fa che dimostrare l’esigenza di una maggiore autonomia di gestione e a quanto pare anche Bibione vuole staccarsi da Carole, tutto sembra quindi andare nella direzione di gestioni autonome e dirette. Ma ciò non può continuare ad avvenire in seno alla stessa azienda che si trova a dover gestire un numero sempre più elevato di ‘figli’, con esigenze diverse, e sempre con le stesse risorse economiche. D’altro canto i singoli ambiti non possono continuare a pagare le conseguenze di un accentramento che comporta risorse ridotte e tempi lunghissimi anche per la risoluzione del più banale dei problemi. E’ impensabile che ai giorni nostri, in cui il tempismo è tutto, specialmente in piena stagione, ci si debba bloccare in attesa che Venezia, lontana in tutti i sensi dalle urgenze del territorio, dia il suo responso.
D’altro canto anche la promozione e la commercializzazione, per gli stessi identici motivi, dovrebbero essere gestiti direttamente dal comune, magari sempre attraverso i consorzi, ma dipendenti dal comune, non più dalla regione.
Il problema della dispersione e frammentazione è stato avvertito ormai da tutti, ma inutile proporre come soluzione, come qualcuno fa, il metadistretto, inteso come grande concertazione e coordinamento di tante, troppe, diverse realtà, non sarebbe altro che l’ennesimo ‘carrozzone’.
In sintesi, la proposta è dunque un’unica e forte realtà ben presente e radicata nel territorio, che gestisca i diversi aspetti del turismo con la giusta concentrazione di risorse a disposizione per poterlo fare: informazione e accoglienza, promozione e commercializzazione, organizzazione di eventi ed iniziative, tanto più che sono attività tra loro strettamente collegate ed interdipendenti, ma in questo momento non è affatto così.
Tags: Mirco Crosera






marzo 20th, 2009 at 18:35
L’osservazione è corretta, l’auspicio anche, non si è capito in cosa consista però, in concreto, la proposta (se c’è).
“Un’organizzazione mirata alla chiarezza e concentrazione di competenze” è un po’ vago.
marzo 20th, 2009 at 19:45
Questa è solo campagna elettorale.
non ho capito cosa ci propone, in alternativa.
Non dice nulla di concreto il comsigliere Crosera.
In linea con il classico e ormai obsoleto modo di far politica di Berlusconi e i suoi seguaci, proclami e basta.
Il simpatico Nicola direbbe: “siete vecchi”.
Una domanda agli admins: perchè pubblicare campagna elettorale sul forum?
Non sarebbe bene bandirla e parlare solo di cose concrete?
rudy
marzo 20th, 2009 at 21:04
il problema sollevato è molto concreto invece, adesso aspettiamo di sentire una proposta per la sua soluzione.
marzo 21st, 2009 at 10:25
Ineccepibile l’intervento. Solo che manca di una parte fondamentale: oltre alla constatazione delle problematiche, sarebbe necessaria l’auspicata fase della loro risoluzione.
Servono proposte concrete. Ad esempio, in una strategia più ampia che prevede la soppressione delle Province, potrebbe trovar luogo una redistribuzione delle competenze in materia di classificazione delle strutture ricettive, attualmente in capo alle Amministrazione Provinciali, ma che secondo il mio punto di vista potrebbero benissimo e meglio essere svolte dai Comuni; anche in virtù del tanto sbandierato (quanto fattualmente assente) principio di “sussidiarietà” (una competenza va svolta dall’ente più vicino al cittadino, che lo possa fare nel modo migliore), sarebbe abbastanza logico che il numero di stelle da assegnare ad un albergo fosse deciso dal Comune, che conosce appieno il proprio territorio. E difatti, al di là delle già note carenze delle norme sulla classificazione, ci ritroviamo spesso di fronte alle lamentele del turista che non riconosce i servizi adeguati di una struttura, rispetto alla sua classificazione.
Poi: per quanto riguarda l’APT, putroppo è da segnalare che il ritorno alla struttura di ente pubblico, più che un segnale di incapacità politica della Provincia, sia stata la non rinviabile necessità di adeguamento ad una norma comunitaria che non permetteva l’esistenza di una simile società in regime di SRL e dunque sottoposta al codice civile. Comunque sia, in tempi di vacche magre, è necessario mantenere il modello della struttura sovracomunale, per abbassare i costi generali, ma andrà trovato un modo di preservare le specificità delle varie località. La mia proposta è di devolvere le competenze di accoglienza e informazione ai Comuni e, per assicurare unità di obiettivi di politica turistica, il ruolo di delegato di ambito turistico potrebbe coincidere con quello dell’Assessore al Turismo della località.
Infine, personalmente non percepisco appieno il ruolo dei Consorzi di Promozione Turistica: questi, realmente, mi paiono come qualcosa “di troppo”, i veri doppioni del complesso organigramma della politica turistica.
marzo 21st, 2009 at 19:06
Mr Simpatia ha colto nel segno.
Tutti i gran paroloni spesi dal consigliere Crosera possono essere riassunti in due semplici paroline:”principio di sussidiarietà”.
Spiegato in parole semplici semplici: Perchè un’attività la compie l’ ente Tizio,quando tranquillamente e con migliori risultati la può esercitare l’ente Caio più vicino al cittadino?
Fratello (territorializzazione-deterritorializzazione)
marzo 21st, 2009 at 19:11
Mi pare che il problema sollevato da Crosera sia chiaro: esistono delle sovrapposizioni e rischiamo di fare confusione o sprecare tempo e danaro.
Mi pare anche che la modalità utilizzata per sollevare la questione sia del tutto corretta: cosa c’è di meglio di un forum pubblico per discutere liberamente su di un tema rilevante e di interesse pubblico?
Se lo fa Obama e fico, se lo fa Crosera è campagna elettorale?
Per quanto riguarda la possibile soluzione, immagino che Crosera qualche idea ce l’abbia già, ma riflettiamo: è più interessante una discussione aperta in questo modo, in cui ognuno può dire la sua, od un post che contiene già la risposta preconfezionata?
marzo 21st, 2009 at 20:58
Condivido pienamente quanto scritto dal Sig Teso. Se uno non scrive ‘non si fa mai vivo’, se scrive ‘fa campagna elettorale’, mah!! Quanto a fratelloblutarsky, “quello che ha scritto il consigliere Crosera si poteva dire in due paroline?” Ok, ma argomentare, spiegare per esteso le proprie motivazioni e fare anche degli esempi, come ha fatto lui, mi par tutt’altro che da biasimare, anzi, offre più spunti alla riflessione, anche a chi magari non è esperto e vorrebbe capirci di più. Quanto alle conclusioni, pur concordando con il Sig. Teso sul fatto che può essere molto interessante, anzi forse più stimolante una discussione aperta, per chi non se ne fosse accorto il Sig. Crosera le ha aggiunte.
Mi sembra che come al solito qualcuno voglia soffermarsi sui modi e la forma, forse per mancanza di argomenti… Mi sembra invece che il tema oggetto della riflessione sia di tutto rispetto, il turismo è la nostra principale risorsa economica, non possiamo non chiederci se è corretto ed efficace il modo in cui viene attualmente gestito a livello di istituzioni. Per quanto mi riguarda e per quanto ho potuto vedere e sperimentare nel mio piccolo fino a questo momento, concordo assolutamente con quanto proposto dal Sig. Crosera. A mio avviso c’è troppa frammentazione di risorse, dispersione, concorrenza tra chi dovrebbe invece collaborare, rivalità politiche che finiscono con lo strumentalizzare qualsiasi cosa, perdendo di vista quello che dovrebbe essere un obiettivo comune. Troppi consigli di amministrazione, troppi presidenti, troppi dirigenti, troppe gerarchie e passaggi burocratici e chi alla fine ha l’ultima parola è troppo distante dalle effettive esigenze del territorio e non le comprende affatto, con risultati a volte disastrosi, su cose che magari ai più passano inosservate, ma gli addetti ai lavori sanno quali danni fanno a breve e lungo termine alla nostra immagine e al nostro turismo. Concordo anche con Mr. Simpatia riguardo al problema delle classificazioni alberghiere, problema che personalmente considero non da poco, tant’è vero che avevo proposto una discussione in proposito qualche tempo fa.
marzo 22nd, 2009 at 02:43
Solo per chi non se n’è ancora accorto, ricordiamo che l’auspicata integrazione al ragionamento fatto da Mirco Crosera è stata pubblicata nel post iniziale.
La Redazione
marzo 22nd, 2009 at 09:37
Sul blog ognuno è libero di scegliersi le modalità di intervento preferite, ma sarebbe anche bello giocare il più possibile a carte scoperte e senza travisamenti.
Facendo un’analisi filologica neanche troppo difficile, visti anche i precedenti; chi è Dreamer e chi è il sig. Crosera?
Comunque sia, il blog è bello anche per questo.
Ad maiora.
Marubio
marzo 22nd, 2009 at 10:16
C’è inoltre un altro aspetto da sottolineare a mio avviso. L’attuale sistema alimenta una sorta di “deresponsabilizzazione” e mi spiego meglio. Tra coloro che occupano posti di responsabilità nel territorio, ci sono anche quelli che vogliono prendersi gli onori, senza gli oneri (quelli ci sono sempre dappertutto purtroppo): ecco, costoro in questo tipo di gestione vanno a nozze, perché non par loro vero di poter dire “non dipende da me” e lavarsene le mani anche laddove invece potrebbero fare qualcosa. Per contro chi ha voglia e passione di fare, si demotiva nel trovarsi ostacolato, e dal potere centrale e lontano e dai “responsabili irresponsabili” vicini. Tutto ciò ovviamente non giova certo all’efficienza e al buon funzionamento del sistema.
E per Marubio:
Scusami, ma perchè mi chiedi chi sono? Ti ho mai chiesto io chi sei?
Ora ci mettiamo anche a fare le analisi filologiche, per capire chi è che scrive…magari tracciamo pure dei profili psicologici dei forumisti già che ci siamo. Ma perchè vi ostinate e fare polemiche sulle forme di intervento e a fare i processi alle intenzioni, invece di cercare di discutere in modo costruttivo su questioni importanti che alla fine riguardano tutti noi?
marzo 22nd, 2009 at 10:38
@Marubio: tra l’altro, visto che a quanto pare analizzi i miei testi (immagino non solo i miei a questo punto), forse non li hai analizzati proprio tanto bene, visto che non ti sei neanche accorto che parlo al femminile…
marzo 23rd, 2009 at 08:33
Se il PDL voleva avere qualche possibilità di vincere le provinciali non doveva candidare Mario Dalla Tor ma Mirco Crosera. Con la sua presenza e capacità di amaliare le persone avrebbe sicuramente catturato il consenso del gruppo di “indecisi” dei comuni “fuori Jesolo”.
marzo 23rd, 2009 at 10:49
Caro Marubio 2, non è dato sapersi chi sia Dreamer, una cosa è certa, che so chi sia Crosera.
A Jesolo siamo in due, io e mio padre ( grande uomo!!!) .
Una cosa mi chiedo invece: chi è Marubio 2 ?
Perché, ripeto con le Tue testuali parole, “sarebbe anche bello giocare il più possibile a carte scoperte e senza travisamenti”.
Piuttosto non ho letto nessun pensiero su quello che ho scritto…
Ciao
f.to Mirco Crosera
p.s: ops dimenticavo ” CHI PENSA E’ IMMORTALE, CHI NON PENSA MUORE” ( non è mia qusta frase, forse è di Dreamer)
Caro Stinger, Ti ringrazio di cuore della Tua proposta ma credimi non sarei all’altezza.
Piuttosto mi confermi che il candidato alle prossime provinciali sarà Mario Dalla Tor?
Saluti
marzo 23rd, 2009 at 12:44
Gentile consigliere Crosera,
su Mario Dalla Tor riferisco quello che sento dire in giro (effettivamente Davide Zoggia si è già esposto abbastanza mentre su Mario Dalla Tor si sa ancora poco … forse Lei che è un “addetto ai lavori” ne sa qualcosa in più ..?).
Percepisco nel Suo intervento un pelo di suscettibilità, ma non ho capito se ce l’ha con Marubio per quello che dice o solo perchè stà in qualche modo attaccando Dreamer (che mi sembra in linea con quello che Lei dice) come se si stesse parlando di Lei.
Nel passaggio ” … so chi sia Crosera … ” vedo anche un certo ego per niente mascherato (indice comunque di una certa genuinità).
Confermo che Lei avrebbe ottime possibilità di “bucare l’attenzione dell’elettore” fuori da Jesolo.
A Jesolo invece La conoscono abbastanza bene (d’altrone “nemo profeta in patria”).
marzo 23rd, 2009 at 19:12
“Crosera ti consiglio di chiamare Davide Zoggia, lui sa come aiutarti a cambiare residenza, a ” Venexia el xè ormai de casa anzi el ga casa”
Caro Stinger perchè non stai al tema della questione?
Per quel che mi riguarda ha ragione Crosera, tre entità che si occupano dello stesso settore, una regionale, una provinciale e una comunale…non so, direi che è meglio se ne occupi solo quella più vicina al territorio, visto che ormai andiamo sempre più verso una tendenza federalistica. Bravo Crosera, testa bassa, sempre avanti e no sta badarli!”
Ciao
marzo 24th, 2009 at 09:45
Per tornare all’argomento, come è giusto che sia, vi dico come la penso.
L’APT della provincia di Venezia la vedo come un carrozzone di poltrone e posti di lavoro in mano al centro-sinistra.
La Four Season come un analogo carrozzone in mano al centro-destra.
Sono d’accordo nell’idea di dare in mano la promozione e l’accoglienza ad un organismo autonomo, ma non come gestito finora. Non importa se l’organismo sarà comunale o sovracomunale, purchè:
- dotato di autonomia organizzativa e patrimoniale (con dei budget di spesa ben definiti e funzionali agli obiettivi da raggiungere);
- senza consiglio di amministrazione (non serve);
- al suo vertice un direttore generale, che sia un manager di provata esperienza, nominato a votazione dagli organi rappresentativi dei cittadini (quindi dai cosiddetti “azionisti” o “stakeholders”) al quale assegnare degli obiettivi ben definiti, delle risorse umane materiali e finanziarie ben definite e degli step temporali al termine dei quali i rappresentanti della popolazione abbiano modo di valutere lo stato di avanzamento verso il conseguimento degli obiettivi;
- dotato perciò di un organo di vigilanza e controllo sull’operato del manager che potrebbe essere costituito da un delegato scelto dal consiglio comunale di ogni comune del territorio su cui si opera e che possa formulare raccomandazioni al direttore generale, ma non sostituirsi ad esso, e che abbia la facoltà di proporre ai consigli comunali la rimozione del manager se non rispetta gli obiettivi;
- le associazioni di categoria operanti nel territorio potrebbero avere una corsia preferenziale nel presentare proposte al direttore generale di questa organizzazione, ma non fare parte di organi direttivi o di controllo (troppe teste pensanti rischiano di affossare l’operatività dell’organizzazione);
- il direttore generale potrà essere coadiuvato da una dirigenza di “seconda fascia” scelta da lui stesso (senza l’intervento della politica);
- il personale di collaborazione reclutato per concorso o per chiamata (a seconda che la natura dell’organismo sia pubblica o privata) ma in entrambi i casi assegnato alle strutture interne dal direttore generale senza consultarsi con nessuno se non con i suoi dirigenti di collaborazione.
In sintesi: LA POLITICA DEVE ASSEGNARE GLI OBIETTIVI MA DEVE STARE FUORI DALLE STRUTTURE OPERATIVE
In questo modo vi garantisco che gli obiettivi di politica economico-turistica scelti dai rappresentanti dei cittadini verrebbero attuati in maniera efficiente ed efficace ma soprattutto rapida.
Mi rendo conto che per arrivare a tanto bisognerebbe necessariamente effettuare un passaggio di tipo legislativo (forse è sufficiente una legge regionale) preceduto da un necessario momento politico.
Ma sarebbe capace la politica di decidere di mettersi fuori in questo modo?
Che poi non è mettersi fuori ma ritagliarsi il solo ruolo che le compete, cioè quello di indirizzare l’azione amministrativa senza interferire con essa … ma significa perdere parte del potere attualmente conquistato.
Questa scelta di coraggio, non solo nel contesto di cui stiamo parlando, potrebbe essere a mio avviso la chiave della politica per tornare nel cuore della gente.
Per sdrammatizzare un pò …. vorrei mettere in guarda Mentalmente Vivace a fare attenzione ad invitare il Sig. Crosera (o chiunque altro) ad andare avanti a testa bassa, potrebbe prenderLa sul serio rischiando di farsi male (non tutti i muri sono di gomma).
marzo 25th, 2009 at 12:17
Caro Stringer noto che con un pochino d’impegno è riuscito a buttare giù due idee/proposte e di questo sono grato.
Per le Sue conclusioni e/o battute ironiche credo non meritino nemmeno d’esser prese in considerazione.
Spero di conoscerla presto e mi permetto di ricordarle che ” solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima.”
Nell’augurarle una serena primavera colgo l’occasione per salutarla calorosamente.
Passo e chiudo.
f.to Mirco Crosera
marzo 26th, 2009 at 16:20
Sono d’accordo con Lei sul fatto che la stupidità umana tende ad infinito, come l’universo.
E con questo chiudo anch’io.
ottobre 10th, 2009 at 18:08
…ci siamo dimenticati di firmare la frase… ok lo faccio io Albert Einstein!!!… Se avesse saputo che questa frase sarebbe stata usata così impropriamente probabilmente Einstein l’avrebbe solo pensata!!