Veltroni, Franceschini… E poi?
Sembra che le cose accadano come per fatalità e che l’uomo non sia in grado di appropriarsi del ruolo che gli compete determinando l’accadimento degli avvenimenti. Egli sembra incapace di leggere la realtà, agire per il proprio bene, e prevederne le conseguenze. Invece, dopo, a disastro avvenuto, c’è sempre qualcosa o qualcuno che ha sbagliato strategia a cui attribuire la colpa; e alla fine del gioco farlo passare per capro espiatorio, compiendo nel frattempo un ulteriore passo verso l’epilogo di un copione perdente. E così la mancanza di consapevolezza fa perdere ancora una volta il senso della realtà, ossia della storia.
Quando parliamo di politica italiana parliamo in realtà della cultura su cui si regge tale politica. E questa cultura risale ad alcuni secoli fa, e continua tutt’ora ad agire con successo sull’inconscio degli italiani nevrotizzandoli. Questa cultura si chiama Controriforma (e il caso Englaro ne è l’esempio). Non è più dunque una questione di Destra o di Sinistra perché da quando è caduto il muro di Berlino, in termini di contenuti non si capisce più dove sta la Destra e dove sta la Sinistra perché in quella grande mangiatoia che è il Parlamento italiano tutti, poco o tanto, ne hanno fatto man bassa. Questo è dimostrato dai risultati elettorali che ci fanno capire che almeno una parte cospicua dell’elettorato – quello che vive sul pianeta Marte – è convinta che Berlusconi e il berlusconismo siano la panacea capace di risolvere i secolari problemi di questo Paese martoriato dal malgoverno, dalle divisioni, dalle corruzioni, dai privilegi e dalle speculazioni. Quelli invece che hanno votato e che votano a sinistra continuano a vivere nell’illusione che i partiti di sinistra svolgano il ruolo che dicono di svolgere. Palle! Lo abbiamo visto nei loro recenti governi cosa sono stati capaci di fare. E il fatto che non sono più al governo senza possibilità di ritornarvi a breve, ne è la dimostrazione. Tuttavia gli uomini di questi partiti – compreso quelli della Destra – stanno bene anche così, considerato che nella società occupano pur sempre una posizione di tutto riguardo e privilegio: oltre a una rafforzata posizione esistenziale (che permette loro una gioiosa strutturazione del loro tempo), non possono certo lamentarsi del trattamento economico: uno stipendio che dicono essere di circa 20 mila euro al mese. Diciamo che in periodi di crisi come quello in cui ci troviamo possono stare con grande pace anche all’opposizione. I problemi del Paese? Se sono capaci di risolverli va bene, se no, va bene lo stesso. Questo è l’andazzo. E Pantalone, che vive sotto la soglia di povertà, paga, come ha sempre pagato.
Non è una questione di Destra o di Sinistra ripeto, ma di un problema culturale di proporzioni storiche in cui tutto accade come se una mente esterna ci stia guidando verso il baratro. Il governo Berlusconi, tanto per fare un esempio, è stato partorito da Prodi. Quando Prodi vinse le elezioni per qualche migliaio di voti, si illuse di costituire un governo stabile con una pletora di minipartiti eterogenei e litigiosi, guidati da un branco di incapaci. Prodi che proveniva da una lunga esperienza politica ha adottato verso l’opposizione lo stesso atteggiamento che Berlusconi sta adottando con questa di opposizione, ma con la cospicua differenza del dieci per cento in suo favore. Un uomo navigato della politica come Prodi avrebbe dovuto capire nonostante le migliori intenzioni che sarebbe stato estremamente rischioso governare in quelle condizioni e con quell’avversario, e che sarebbe stato molto più saggio concordare con la Destra un governo transitorio di sei mesi in cui condividere insieme una serie di riforme urgenti come la legge elettorale e tornare subito a votare. Le elezioni probabilmente le avrebbe rivinte, ma con uno scarto maggiore.
Ma gli uomini del PD che dovrebbero derivare da una cultura marxiana – almeno quelli che provengono dal PDS e dagli altri partituccoli che si definiscono comunisti – di materialismo dialettico non lo hanno capito poi molto, e anche la conoscenza della storia del nostro Paese sembra non rientri fra le loro specialità. I grandi errori storici della Sinistra, a parte quelli di cupidigia, malgoverno e corruzione, inquadrabili, questi, come debolezze più che come errori, trovano la loro causa in una sbagliata valutazione della realtà – ci si lascia troppo appassionare, confondendo gli interessi pubblici con quelli propri, e la passione spesso gioca dei brutti scherzi –. L’ignoranza della storia dunque, o l’infischiarsene, ci fa mettere sotto, ed è ciò che accade (il fascismo è andato al potere anche grazie al massimalismo socialista).
E alla base di tutto questo c’è l’essere umano con le sue debolezze psicologiche e anche culturali. Noi ci distinguiamo dagli altri paesi sia per le une e soprattutto per le altre, che fanno di noi un Paese di serie B, per non dire C, D, ecc. Abbiamo risorse da vendere e non riusciamo ad essere neanche penultimi nel comparto europeo.
Il Partito Democratico, che non è parente neanche alla lontana di quello americano, ha dimostrato in questi giorni la propria poca consistenza, confermando come da copione la natura culturale e nevrotica dell’italiano medio: individualista, arrivista, codardo, ignorante e disonesto. Capace solo di colpire alle spalle. Non tutti, per fortuna, ma un buon 52 per cento. Di questi attributi, Veltroni ne ha fatto le spese. Mi correggo, è il Partito che ne ha fatto le spese, e anche gli italiani… di sinistra e di destra. Infatti la destra è preoccupata perché un’opposizione così inconsistente potrebbe provocare per simpatia delle reazioni simili all’interno della loro coalizione. Mi spiego meglio. Se il nemico esterno viene meno, viene meno anche la concentrazione a combatterlo, perciò tutte le loro energie vengono rivolte sulle divisioni interne, con le conseguenze che si possono immaginare. Della confusione politica che ne consegue ci rimettono come al solito gli italiani.
Ora il Partito è avviato al congresso. Spero che in questo lasso di tempo si approfitti per fare chiarezza, ed eventualmente pulizia. Altrimenti il pericolo più probabile è il suo disfacimento, con grave danno per tutti.
Io rispetto e apprezzo i cattolici, ma non i bacchettoni. Costoro hanno rinunciato a fere uso del proprio cervello, e purtroppo ce ne sono molti, troppi. E questa è una delle piaghe che fa di noi un Paese pseudo civile. Lo abbiamo visto sul caso Englaro. Un parlamento che si riunisce in forma straordinaria per votare una legge ad personam, dopo tutto quello che è accaduto e che è stato discusso, è a dir poco grottesco. E noi che accettiamo un simile oltraggio non siamo un popolo, siamo un popolino.
Quando ci lasciamo prendere da passioni nevrotiche e tendenziose, dimentichiamo che altri sono i problemi urgenti da risolvere. E i mass media, spesso e volentieri, e più di qualche volta con colpa, cavalcano con gusto queste situazioni perché è da queste situazioni che traggono il loro tornaconto.
Della vita di Eluana Englaro alla fine non gliene è importato nulla a nessuno, tanto meno al Papa e allo stuolo di cardinali, vescovi, monsignori, che lo circondano e sostengono. Tutta gente ben nutrita, ben pasciuta, ben vestita, bella pancia, bella pelle, molle e ben rosata, spesso dalla mascella cascante e l’occhio bovino, avvolta nello sfarzo e nel lusso più sfrenato, capace solo di dividere e lacerare questa povera società già malconcia di suo, per di più in questo momento di crisi profonda in cui di tutto avrebbe bisogno fuorché di dividersi. È stato un caso sfruttato strumentalmente da questa grande regia di vecchiardi, apparentemente paciocconi e bonari ma in realtà austeri e potenti, per misurare la propria potenza nei confronti della politica, ossia del potere temporale. È un copione che si ripete da duemila anni, e i bacchettoni costituiscono la loro milizia. Le grandi battaglie civili hanno avuto tutte questa connotazione. Così è stato nella famosa manifestazione sulla famiglia, avvenuta a Roma nel maggio 2007 contro i “dico” o unioni di fatto che il parlamento si apprestava a votare. Un milione e mezzo di persone in piazza, hanno detto. Dopo quella manifestazione in difesa della famiglia, che cosa è successo? Niente. Come al solito. Perché tutti se ne sono infischiati, a partire dal Vaticano.
La libertà di decidere della propria vita e della propria morte fa parte della natura umana, dunque dell’individuo, e in quanto tale non può essere consentita o negata per legge. La persona che in date condizioni decide di morire per eutanasia deve essere aiutata e non impedita, perché lei nel togliersi di mezzo non disturba nessuno, e il cattolico serio, quello che ha mantenuto ancora qualche collegamento con Cristo, lo ha capito. Infatti molti all’epoca hanno votato in favore della legge sul divorzio e di quella sull’aborto.
E di bacchettoni ce ne sono anche all’interno del PD. Se non hanno capito cosa significa libertà individuale non hanno capito neanche che cosa significa la parola democrazia. Per cui sono in un partito che non è il loro. Questi temi, in difesa dell’immobilismo civile e dell’arretratezza, erano ferocemente condotti e sostenuti dalla Democrazia Cristiana, ma non in modo così spudorato come fa oggi il Partito delle libertà. Da ciò è facile capire che anziché andare avanti si va indietro.
Il Partito Democratico può avere un ruolo molto importante per il cambiamento del Paese, ma prima di cambiare il Paese deve con molta umiltà cambiare se stesso. Si inizi col togliere di mezzo coloro che del Partito o parti di esso ne fanno il proprio feudo; si cominci a pensare concretamente al ricambio generazionale, accattivando i giovani alla politica; si cominci a pensare a un federalismo serio, che funga da volano a quell’enormità di risorse di cui questo Pese dispone; si cominci a pensare ad un cambiamento culturale e ad una visione creativa a partire dalla base e da quelle persone che vorrebbero essere parte del Partito e che invece rimangono fuori perché deluse e schifate dal fetore di casta che ancora vi si respira.
Dario Franceschini è il nuovo segretario. Un cattolico fra quelli che apprezzo e stimo particolarmente. In vista del prossimo congresso lui è condannato a compiere una rivoluzione: portare la nave fuori dalla tempesta, entrando in porto sana e salva, e prepararla per le future battaglie.
Chissà se glielo permetteranno…
… perché, in difetto, c’è un’altra possibilità: il naufragio.
Franco Lomartire
24.02.09
Tags: PD







febbraio 26th, 2009 at 09:27
“Non è più dunque una questione di Destra o di Sinistra perché da quando è caduto il muro di Berlino, in termini di contenuti non si capisce più dove sta la Destra e dove sta la Sinistra perché in quella grande mangiatoia che è il Parlamento italiano tutti, poco o tanto, ne hanno fatto man bassa.”
FINALMENTE! Non mi sento più “solo” in Jesoloforum
E’ un bell’articolo, tocca molti temi, e condivido alcune interpretazioni, non tutte.
Non ho colto la proposta dopo questa riflessione, qual’è?
Nicola.
P.S.: scusate Admin, ma chi è l’autore di questo post?
febbraio 26th, 2009 at 09:40
L’autore è Franco Lomartire. Nel copia-incolla dalla mail giunta in Redazione è stato per errore omesso il nome.
Ce ne scusiamo con Nicola, coi lettori e soprattutto con Franco Lomartire.
La redazione
febbraio 26th, 2009 at 09:48
Grazie Admin, non c’era bisogno di scuse!
Ringrazio Franco per l’articolo.
Nicola.
febbraio 26th, 2009 at 22:04
Concordo con Franco.
Son convinto che il naufragio è vicino, purtroppo. Ma questo si è voluto. E questo avranno.
Resta Di Pietro, che mi par di vedere che è l’unico con idee chiare e che non ha timore di nessuno. Da sostenere. L’unico fronte che si oppone alla strapotenza del Cavaliere.
Una nota stonata: Nicola Manente.
Non me ne voglia il simpatico Nicola, ma con le sue dichiarazioni (post n. 1) cosa vuole dirci? E’ il capogruppo di FI, PDL ora, schierato a destra, ai comandi del Cavaliere, che come pochi ha fatto man bassa.
Sinceramente Nicola, mi viene da farti una domanda: sei uscito dal partito o la tua è solo una frase buttata la?
Perchè se sei ancora della maggioranza, allora non capisco il tuo dire.
febbraio 27th, 2009 at 10:58
Ciao Rudy, niente di così difficile si cela “dietro” le mie 5 frasi del comento 1: quando la Redazione ha pubblicato l’articolo NON c’era il nome dell’autore e lo hanno aggiunto all’articolo dopo aver scritto il commento n.2.
Non sapevo chi fosse l’autore dell’articolo (ora ho letto il nome grazie al commento n.2 degli admins ma non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo) quando ho scritto il commento n.1 ma SONO IN PIENA SINTONIA POLITICA con parte della sua analisi, che ho anche riportato.
Sono una nota stonata se riporti l’articolo di Franco su di un vecchio-polveroso pentagramma “rosso” stampato prima del 09/11/89 MA, se lo trascrivi e lo leggi oggi febbraio 2009, su di un foglio digitale “bianco” (neutro ed infinito) come Jesoloforum non suono poi così stonato! (sicuramente suonato
)
Niente dimissioni da FI, c’è il grande progetto PDL dove porteremo il ns contributo per la costituzione. Abbiamo il vantaggio di aver iniziato dopo il PD evitandone così gli errori già commessi (chissà però quali altri nuovi errori ci inventeremo!!!).
Nicola.
P.S.: Redazione, non è che forse si crea un pò di confusione tra i bloggers nel modificare gli articoli post-pubblicazione?
febbraio 27th, 2009 at 19:53
Chiedo umilmente scusa a Nicola. Ho preso un “granchio”.
Non avevo letto attentamente l’articolo di Franco.
Scusa Nicola, non mandarmi a f…. può succedere.
Però resta una cosa, visto che ti trovo simpatico e molto alla mano, qui nel forum, pensare di lasciare quel partitaccio in cui ti trovi e dove non mi sembra la tua voglia di fare bene possa essere apprezzata?
saluti con simpatia
rudy
febbraio 27th, 2009 at 22:30
Rispondendo al primo commento, mi pare che una proposta nell’ampio discorso di Franco possa essere colta, e forse più d’una; mi riferisco in particolare alle battute finali, quando si parla dell’accattivare i giovani alla politica, nell’auspicare un ricambio generazionale in politica; un cambiamento culturale, e scusate se è poco….
Mi piacerebbe capire meglio in quale genere di cambiamento culturale tu credi, Franco.
Accenni ad una sostanziale differenza tra il partito democratico italiano e quello americano…cosa intendi? Potrebbe essere interessante capire perchè vuoi sottolineare la diversità tra i due.
A presto
ele
febbraio 28th, 2009 at 12:31
E’ curioso che un esponente locale di FI, si sia sentito in piena sintonia politica con l’analisi espressa nell’articolo. E’ una posizione di cui mi congratulo e che non posso che condividere, ma la cosa diviene ancor più curiosa quando il proprio indiscusso leader non perde occasione pubblica per ricordare agli italiani quanto il pericolo comunista sia sempre alla porta. Come si dice nell’articolo, avere un nemico esterno, anche se immaginario, permette di serrare i ranghi con facilità.
Al di là di questa battuta a cui non ho saputo resistere, credo che il Problema del ricambio generazionale sia il problema con la “P” maiuscola che troppo spesso viene declamato dai pulpiti più alti, a cui non segue mai una sua implementazione reale.
Nell’articolo di Franco si descrive la situazione attuale e si individua nell’introduzione di fresche energie nella politica una scelta obbligata se il cambiamento è il nostro obbiettivo. E’ una cosa molto seria di cui si dovrebbe parlare più spesso e più seriamente.
saluti
Marco
marzo 2nd, 2009 at 12:02
@6 Ciao Rudy, non mi permetterei mai di mandarti a f…irenze!
Perchè mai lasciare FI?!? Per i miei capelli “radi” non mi reputo un “parruccone” e, insieme a tanti politicamente calvi come me, stiamo cercando di dare un senso Politico nuovo al PDL che verrà: amici di FI, di AN, di altri Partiti del VECCHIO centro destra (diversi anche del VECCHIO centro sx) e tanta gente comune (senza tessere) con un obiettivo: cambiare la classe dirigente “dal basso”.
Mi ripeto, Obama c’è riuscito (prendo il Presidente americano come esempio, non come parallelo: politicamente è infinitamente più “in alto” di noi jesolani) vincendo PRIMA dentro il suo Partito surclassando i “parrucconi americani” capitanati da Hilary, CONTRO il suo predecessore Presidente Democratico (“marito” di Hilary). DOPO ha vinto le Presidenziali.
Questa è la ns “missione” nonostante continuino a rilegarci a “giovani”
con i nostri 36 anni, mogli e prole al seguito.
Altra cosa invece, più preoccupante a mio avviso, è la questione locale: il VENETO ORIENTALE.
In quest’area economicamente fortissima ma politicamente debolissima qualcuno sta provando a “giocare” con il nostro futuro, con il futuro dei nostri figli.
Rudy, sforziamoci di “guardare alle persone” e non alle tessere di Partito che hanno in tasca perchè qui, nel VENETO ORIENTALE, ritengo ci si debba muovere IN FRETTA senza distnguo alcuno tra PDL e PD per salvaguardare la nostra gente che, non lo dimentico, NON ha colore partitico ma….questo è un altro tema, consequenziale all’analisi di Franco.
Forza Obama! (il mio Amico Simone mi ha portato dalla grande mela una stupenda t-shirt della campagna elettorale
)
Nicola.
P.S.: ciao Marco, non è poi così difficile
basta far riferimento a quanto una persona scrive (pensa, agisce) come hai fatto tu anzichè limitarsi (come fanno in troppi, da tutte le parti politiche) a chiedersi in quale parte politica questo è allineato o, peggio, a che Partito è iscritto!
marzo 2nd, 2009 at 14:25
Nicola belle parole, ma la sostanza delle cose è un’altra. Obama è la nuova politica. L’italia sa di vecchio. La tua “missione” è buona negli intenti, ma è purtroppo senza futuro almeno fino a quando tutte le direttive vengono imposte dall’alto. E non sto’ qua a fare esempi visto che sei Consigliere di FI e lo sai perfettamente come funzionano le cose. La tua potrebbe essere energia sprecata, non certo per tuo demerito sia chiaro, anzi sei uno dei pochi che ti dai da fare. Ma far parte di un partito come FI che altro non è la coda ( o meglio la testa ) del PSI- Craxi, Martelli – Cicchitto – Brunetta – Sacconi etc etc ( ti ricordi ?)che decidono tutto in pochi e poi impongono le loro scelte a tutti i livelli e questo vale anche per AN, x la Lega, x PD, etc è altamente frustrante. In italia purtroppo spesso fa strada chi non ha qualità, a differenza di altri paesi europei che vengono premiati sopratutto chi sa fare. Se tu metti nei posti chiave delle emerite t…. di c…o, ma servili al potere le cose non funzionano. L’italia è piena di esempi. Ma se a capo di una struttura si trovano persone capaci, serie vedrai che tutto si svolge perfettamente. E’ il sistema italia che non funziona.
marzo 2nd, 2009 at 14:53
Nicola, intanto grazie per non avermi mandato a f…irenze.
Io ho sempre guardato alla persona e non alla tessera, specialmente in ambito locale.
Devo dire però che la cosa non ha funzionato. Mi hanno deluso ugualmente. Certo che sentire te che vuoi ripartire dal basso e contemporaneamente tessi in ogni occasione le lodi a Berlusconi, non mi sembra così coerente da parte tua. Ed è proprio per quello che ti avevo rivolto (ammetto, provocando) l’invito di cambiare.
Tu però non sembra ne abbia tanta volgia di cambiare. Solo a parole, per ora. Invece cambiare porta a delle scelte drastiche, a dei tagli netti.
saluti
rudy
marzo 2nd, 2009 at 18:15
@6 nicola
Perchè mai lasciare FI?!? Per i miei capelli “radi” non mi reputo un “parruccone” e, insieme a tanti politicamente calvi come me, stiamo cercando di dare un senso Politico nuovo al PDL che verrà: amici di FI, di AN, di altri Partiti del VECCHIO centro destra (diversi anche del VECCHIO centro sx) e tanta gente comune (senza tessere) con un obiettivo: cambiare la classe dirigente “dal basso”.
LO scrivi per convincere te stesso.
Ma quando mai le scelte sono state fatte dal Basso?
Come ha confermato Galan si son trovati in quattro al ristorante della Rosina a Roma e insieme a Ghedini e Sacconi han deciso tutte le prossime candidature,compresei candidati Mastellati da paracadutare nel Veneto.
Ricordati che nel partito del Predellino Berlusconi decide tutto da solo e la prova lampante sarà nelle formazione delle liste per le Europee dove per aggirare il problema delle preferenze LUI sarà capolista in tutte le Regioni,poi sarnno infilati nei primi posti Ministri,sottosegratari e Parlamentari vari che mai andranno a Bruxelles e in coda i 3-4 predestinati.
A voi mosche cocchiere il compito di battere le mani.
Ma chi si accontenta gode!
marzo 2nd, 2009 at 19:07
Io sono convinto che ci siano un sacco di Donne e Uomini italiani che vogliono il cambiamento, nel lavoro.
Il lavoro per “taluni castati” si chiama Politica e, spesso ma non sempre, coincide con lo status di “privilegiato”.
Le persone che cercano di comprendere cosa significhi fare il lavoro del Politico lo apprende dai media e si fa un’idea tendenziosa, distorta. Chi prova a fare Politica, come noi Consiglieri comunali, ha la fortuna di approfondire cosa significhi “fare Politica” per professione e, a parer mio, non è proprio così semplice e poco difficoltoso. Io ammiro quei Politici-professionisti che “fanno Politica” onestamente, come da mandato di noi cittadini: sono pochi, veramente pochi, ma ci sono!
Genesiano e Rudy spero abbiate la fortuna di conoscere qualche “Politico”, indipendentemente dalla tessera di Partito che ha in tasca, che esegue il suo LAVORO con professionalità.
Obama è uno di questi “buoni Politici” negli USA ma ritengo sia il rappresentante di una minoranza nel Congresso Americano, ne sono convinto.
Obama ha raggiunto forse il 30% della sua “passioen” diventando Presidente. Ora deve dimostrare di “potercela fare”, governando (continuerò a seguirlo con newsletter sito e sostenerlo).
Quindi, porca paletta, se ci stanno riuscendo gli americani in questo cambiamento epocale (“causato” in gran parte da una crisi epocale) che sono “nati il 4 luglio” di poco più di due secoli fa, volete che non ci riusciamo NOI, ITALIANI dell’arte-letteratura- cucina-ingegno-… che godiamo di una storia millenaria dalla “notte dei tempi”?!?
Forse c’è bisogno di un pò più di sana-fame, fame di competere per risollevarsi.
Nicola.
marzo 2nd, 2009 at 19:41
D’accordo Nicola, ti concedo che ci siano politici corretti che fanno il loro lavoro onestamente e con passione.
Il punto, ora, è un’altro.
Berlusconi con tutto ciò che conta?
E non venirmi a rispondere che è lui il nuovo, che il suo governo sta facendo il possibile, eccetera eccetera eccetera.
Sappiamo benissimo tutti chi è veramente e a cosa mira il nostro Premier.
Quando riuscirai a “sconnetterti” dalla sua lunghezza d’onda, quando la finirai di avvallare tutte le sue plateali nefandezze, quando insomma riuscirai ad esprimere il tuo pensiero senza pensare a quel che vuole il capo del tuo partito, allora credo che la discussione potrà essere interessante e costruttiva.
Tu, come la maggior parte di FI, dovrete avere il coraggio di liberarvi della sua nefasta presenza, allora sicuramente riuscirete a fare il bene del Paese.
Altrimenti che novità e che nuovo modo di far politica è?
Obama ci è riuscito perchè ha avuto il coraggio di buttare a mare tutto quello che era vecchio. Voglio vedere qui in Italia chi ha tanto coraggio, pur andando contro gli interessi di molti potenti.
Come ho detto nel post precedente, per ora tante parole e buone intenzioni. Ma ci vogliono veri “attributi”. E mi parete sprovvisti del tutto di questi (metaforicamente parlando naturalmente).
rudy
marzo 2nd, 2009 at 20:31
Mi scuso, ma continuo a non comprendere …
Mi ha sorpreso un post di Nicola, dove viene affermato come il PDL sia una risposta ad un obbiettivo che militanti di FI, AN e altri si sono posti: “cambiare la classe dirigente dal basso”.
In seguito si arriva a citare l’esempio di Obama perché lui, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, vi è riuscito o per lo meno rappresenta una ventata di nuovo nel panorama politico mondiale e non solo americano. Scusate, ma io non vi conosco personalmente, ho scritto dei commenti perché incuriosito dall’articolo che affermava delle cose tanto vere come profonde, complesse, che pochi hanno veramente interiorizzato a mio avviso, ma ora un politico (se così mi permette di definirla sign. Nicola) contraddice quanto ha detto nel suo primo commento e quanto lo stesso articolo afferma.
Non è possibile usare ad esempio Barack Obama, che proprio perché americano ha una cultura completamente diversa dalla nostra; Obama non mentirebbe ai suoi cittadini quando afferma che tutti pagheranno proporzionalmente ai loro redditi la sanità pubblica estesa anche ai più poveri e se lo facesse, rischierebbe l’impeachment (una sorta di rinvio a giudizio) per aver mentito al popolo sovrano. In Italia un politico può affermare qualsiasi cosa, per poi smentirla un secondo dopo dicendo di esser stato frainteso; è sufficiente guardare un programma televisivo dove vi siano invitati due esponenti di diversi schieramenti che parte la corsa all’interpretazione dei numeri. Scusate, il bilancio dello Stato è fatto di numeri e come tale non può essere soggetto a diverse interpretazioni, o sono aumentate le disponibilità per la sicurezza o non sono aumentate (è solo un esempio), ma questo vuol dire che uno dei due mente e come tale è indegno di rappresentare il Popolo italiano.
Ho chiesto al sign. Nicola come faceva a trovarsi in linea con il Presidente del Consiglio, capo del partito in cui ho compreso che milita, perché ben ricordo lo slogan elettorale che tanto mi ha ricordato il confronto DC-PCI studiato sui libri:
“LA SINISTRA HA MESSO IL PAESE IN GINOCCHIO
RIALZATI, JESOLO!” (lo slogan è ancora presente nel sito del PDL di Jesolo).
Penso che tutti ricordiamo altrettanto bene i toni della compagna elettorale del 2008 di cui non mi sembra necessario fare altri esempi.
Non si può dire che Sinistra e Destra sono due concetti che non esistono più, dopo averli usati e abusati in campagna elettorale, non mi pare molto coerente.
Le cose sono due, o gli “amici” di cui parla Nicola presto o tardi si troveranno ai ferri corti con il loro leader a Roma, che mi pare rappresentare molte cose, positive e negative, ma non di certo il rinnovamento della classe politica, oppure quello del rinnovamento è uno dei tanti intenti proclamati, ma che tutti considerano quasi impossibile da raggiungere, compresi Nicola ed “amici”. Faccio notare che nessuna delle mie due ipotesi prevede la possibilità che Nicola abbia scritto uno slogan per accattivarsi qualche voto, perché nel mio dizionario chi fa Politica poggia sulle proprie spalle la responsabilità di decidere per gli altri, di dirgli come le cose stanno, anche quando questo gli costa dei voti.
Voglio precisare che il mio intento non vuole essere polemico, e mi scuso se qualcuno potesse interpretare in tal senso le mie parole, ma ho creduto corretto fare due precisazioni, non per contrappormi a Nicola, ma perché credo in quanto da lui affermato quando ha parlato di un cambiamento dal basso.
Abbiamo cominciato commentando un articolo ma, credo che le parole lette ci siano scivolate un po’ di dosso se siamo finiti a parlare di tutt’altro.
L’articolo di Franco Lomartire si conclude con l’introduzione di alcune questioni fondamentali se vogliamo fare quello che Nicola si è posto come obbiettivo: cambiare, andare avanti.
Franco parla di ricambio generazionale, che a mio avviso deve essere inteso come un accattivare i giovani alla politica, un invito ad un confronto. La questione del ricambio generazionale non può essere uno slogan, devono essere parole a cui seguono azioni concrete. Di seguito si lancia sul tavolo un termine, abusato nella forma ma attuale nel contenuto: federalismo. Alla parola federalismo negli ultimi decenni ogni legislatura concede contenuti diversi, confondendone sempre di più il significato e credo che “nessuno” abbia oggi ben in mente cosa voglia dire. Alla luce di quanto espresso nel corpo dell’articolo mi sorprende che un’altra questione non abbia destato interesse, perplessità e cioè “si cominci a pensare ad un cambiamento culturale”. Sono queste a mio avviso le cose che dovrebbero spingerci a al confronto, le cose di cui dovremmo interloquire, le cose di cui mi piacerebbe parlare con Nicola, con chiunque, consapevole che questo gioverà alla mia comprensione della questione e magari anche alla vostra.
Saluti Marco
marzo 2nd, 2009 at 23:02
Come Nicola, anch’io rappresento le nuove leva della politica.
Sono assessore a Musile per AN (lasciatemelo scrivere: tra due settimane non lo potrò più dire, perché con la primavera la fiamma si spegnerà…) e lo faccio per passione, perché credo in quello che dico, perché spero di poter dare un contributo positivo alla vita del mio paese.
Faccio politica contro il parere di tutti quelli che mi stanno vicini: i miei colleghi, perché sottraggo tempo al lavoro; la mia famiglia, perché sto ancora meno con mia moglie ed i miei figli; i miei amici, perché preferisco leggere e scrivere di politica, passare ore in giunta, in consiglio o in commissione, piuttosto che fare una partita a calcio o una corsa sull’argine del Piave…
Militare in un partito come Alleanza Nazionale, almeno qui da noi, non dà alcun vantaggio economico o professionale: anzi, è assolutamente deleterio dal punto di vista lavorativo, perché chiude molte porte e suscita ancora molta diffidenza (il bollino di “fascisti” sarà duro a morire…).
Il mio partito e la destra in genere soffrono di una ghettizzazione culturale che dura da mezzo secolo, per cui chi votava MSI era considerato anche un po’ ignorante, diciamocelo pure…
Ma chi ce lo fa fare, allora?
Io (come Nicola, ritengo) penso di poter dare una mano, un aiuto, un sostegno in più: sono abbastanza lontano dalle tradizionali logiche di partito e (sarò un po’ illuso…) spero che la mia attività politica possa migliorare il mio Paese.
Infine, credo nel confronto costruttivo tra chi la pensa in modo diverso e sono convinto che parlando e discutendo seriamente, senza ricorrere a luoghi comuni o barriere preconcette, le scelte amministrative possano anche essere frutto di una corretta dialettica politica.
Questo per quanto riguarda lo “svecchiamento” della politica.
Sull’essere di centro-destra, permettetemi una battuta.
Siamo come i carabinieri: avremmo anche arrestato Pinocchio (e questo nessuno ce lo perdonerà mai), ma siamo persone su cui si può sempre contare…
marzo 3rd, 2009 at 20:18
“ma siamo persone su cui si può sempre contare…”
forse per quelli del suo partito, gli ex fascisti, poi missini, poi AN, ora PDL.
“mi consenta”, ma è molto difficile aver fiducia di voi guardando alla vostra storia.
marzo 3rd, 2009 at 21:55
Dunque, vediamo…
Di partiti con lo stesso nome da ’48 ad oggi ci sono…
Ehm…
Mah…
Chissà come mai: non me ne viene in mente neanche uno…
Ma ci sarà comqune un partito in Italia che è rimasto sempre uguale a se stesso da quando non c’era l’elettricità nelle case; che non ha cambiato mai nome da quando non c’erano gli antibiotici; che è rimasto fermo negli stili e nei comportamenti abituali di quando non c’era il riscaldamento…
Ma sì: è il partito del “tanto peggio tanto meglio”; del “sono tutti uguali”.
E’ il partito di quelli che leggono la Gazzetta dello Sport al banco del bar e, tra un bianco e l’altro, si lamentano del governo.
Qualunque esso sia.
E’ il partito dei qualunquisti, di coloro che non hanno il fegato di mettersi in gioco, di chi non ha coraggio di sfidare la storia, perché resta sempre uguale a se stesso, convinto com’è di avere la sua banale verità in tasca…
E’ il partito di chi non gioca mai, ma inveisce sull’arbitro stravaccato davanti alla TV.
Di chi pensa di vincere sempre, ma in realtà ha sempre torto.
Perchè gioca da solo.
marzo 5th, 2009 at 20:20
Siamo un popolo di nevrotici.
La nevrosi è una patologia psicologica. Tale patologia si manifesta anche dal punto di vista sociale, e in Italia ciò si manifesta in modo particolare. Essa è data dal conflitto che si instaura tra una regola imposta e il corrispondente bisogno naturale represso, o che vuole infrangere tale regola. È la Cultura che stabilisce la regola contro il bisogno naturale dell’individuo.
Da un punto di vista freudiano i bisogni hanno origine nell’inconscio, e l’inconscio non si pone limiti relativamente a quanto e come soddisfare i propri bisogni. Per fare un esempio, l’opposizione uomo-donna istaura una relazione sessuale, e dall’inconscio parte la pulsione o istinto sessuale che porta il maschio a voler possedere la donna che ha di fronte. Lo stesso accade alla donna che invece vuole farsi possedere dal maschio. Ciò avviene indipendentemente dal fatto che fra i due esiste una relazione di parentela madre/figlio-padre/figlia. Che regola questo problema di natura etico-sociale sono le regole impartite dal Super-Io – dice Freud. Il Super-Io rappresenta la Cultura, ed è come un Genitore o figura genitoriale introiettata che ha il compito di ricordare all’individuo le regole ricevute con l’educazione. Infatti, sono i genitori che da quando nasciamo in avanti ci insegnano ciò che è bene e ciò che è male, quello che si deve e quello che non si deve fare, ciò che giusto e ciò che è sbagliato. In questo modo noi, da uno stato totalmente naturale, oso aggiungere animale, tanto per intenderci, diventiamo persone civili, capaci di vivere assieme ad altri individui, con cui relazionarci e formare una società per meglio soddisfare i nostri bisogni, capaci infine di regolamentare i rapporti interni a questa società. E così nasce l’organizzazione, lo Stato, ecc.
Ma figure genitoriali non sono solo i nostri genitori naturali, sono anche altri componenti della famiglia, che possono essere i nonni, gli zii, i fratelli maggiori, la baby sitter, ecc. Figure genitoriali sono anche la maestra, quando andiamo a scuola, e la Chiesa, che col battesimo ci somministra il primo sacramento, che attraverso la mamma prima e il catechismo poi ci somministra il concetto di peccato e il senso di colpa che ne deriva. E chi commette peccato va all’inferno. Poi vengono gli altri sacramenti che legano ancor di più l’individuo non tanto alla Chiesa o ai suoi precetti, che molto spesso e volentieri vengono premeditatamente e gioiosamente trasgrediti, ma alle convinzioni spesso limitanti che il fedele si è ormai costruito.
Il passo tra convinzione limitante e pregiudizio è, poi, molto breve. Il pregiudizio è fondamentalmente il rifiuto di tutto ciò che è diverso dalle proprie idee e concezioni, spesso anche da se stesso, per cui, per un soggetto di sinistra o di centro, in linea di tendenza, una persona appartenente ad Alleanza Nazionale è un fascista o, quantomeno un ignorante. Lo stesso dicasi nei confronti del comunista, se lo si collega allo stalinismo, o del cattolico al bacchettone, ecc. Noi, proprio come italiani, viviamo di pregiudizi. Sono il nostro pane quotidiano. Sono la nostra difesa contro le intemperie sociali. Ci rendono però incapaci di una valutazione obiettiva, ragionevole e ragionata della realtà, per cui i nostri comportamenti, soprattutto quelli verso il collettivo, si rivelano inefficaci se non distruttivi. Non sappiamo perdere perché siamo dei perdenti. Quando perdiamo, anziché tentare insieme di capirne la causa, ci scanniamo tra di noi attribuendoci la causa l’un l’altro – vedi il Partito Democratico. Ma questo accade anche negli altri partiti. Quando le cose vanno bene: felicità; quando le cose vanno male: guerra. Le cause di questa nostra peculiare caratteristica la si trova in un articolo che ho scritto e pubblicato su questo blog intitolato “Partito Democratico italiano e Partito Democratico americano. Quali differenze?”
Il conflitto tra Cultura (Super-Io) e Natura (inconscio) in altri Paesi ha avuto, in quanto problema, una più felice soluzione che non da noi – vedi i paesi del Nord Europa e dell’America del Nord, molto più organizzati e culturalmente più civili di noi.
Anche il partito, soprattutto da noi, è una figura genitoriale. E in quanto nevrotici, dunque non autonomi, abbiamo sempre bisogno di una figura genitoriale di riferimento, a cui credere in modo fideistico, e il partito o il leader assumono molto bene questo ruolo. Qualunque persona non coinvolta definirebbe l’operazione condotta dal governo sull’Alitalia un disastro premeditato che è costato ai cittadini italiani un miliardo e mezzo di euro e un numero notevolmente maggiore di disoccupati rispetto alla trattativa condotta con Airfrance; senza parlare poi dell’Ici. Manovre che, per mantenere le promesse elettorali, Berlusconi le ha fatte pagare a chi lo ha votato, oltre che agli altri. Allora, mi chiedo: Quelli che lo hanno votato, sono consapevoli di questo? Quando certi comportamenti del leader o del partito vengono accettati passivamente dai suoi elettori, si ha il comportamento nevrotico. Nel loro cervello c’è una registrazione che proviene dal Super-Io, e che dice: “Il Padre, colui che ti ha dato la vita, che da lui dipende, ha sempre ragione, essendo egli nel giusto”. Simbolicamente il Padre, o la figura genitoriale di turno, rappresenta Dio, colui che ti ha dato la vita e al quale si deve obbedienza. Questo è il precetto con cui la Chiesa, saldamente alleata al principe laico, nei suoi venti secoli di esistenza, assistita dalla santa inquisizione durante la Controriforma, ha annullato la coscienza del fedele e suddito.
La persona autonoma e politicamente impegnata, le scelte le fa non perché copiate da un Genitore di turno – suo padre, il prete, sua moglie o marito, l’amico, il partito, l’associazione pinco pallo, ecc… – ma perché ha preso le necessarie informazioni sulla base delle quali poter esercitare una scelta, una valutazione, un pensiero, un comportamento.
Secondo la cultura del pregiudizio, io che sono antifascista dovrei giudicare e considerare un militante di Alleanza Nazionale un fascista. Questo è il tipico comportamento fascista, ossia nevrotico, distruttivo, anche se viene da sinistra. Ma se io sono una persona autonoma e antifascista, non mi lascio influenzare dagli antifascisti fanatici, che la storia non la conoscono. La persona autonoma considera un unico nemico da combattere nella vita: la propria ignoranza. Studia, si informa e capisce che Mussolini non è che il prodotto della storia e che lui non ha alcuna colpa; che il ventennio fascista è stato l’espressione dell’incapacità soprattutto dei socialisti di capire la storia, assumendo una posizione massimalista, ossia distruttiva; che una delle poche persone sane in quel momento, Giovanni Giolitti, è stata travolta dall’irrazionalismo uscito dal primo conflitto mondiale, che sempre Giolitti ha tentato fino all’ultimo di evitare, perché sapeva dove ci avrebbe portato e che si poteva evitare; ma la follia tradotta in illusione di Vittorio Emanuele III, del Primo Ministro Salandra e del Ministro degli Esteri Sonnino, ha portato questo nostro sgangherato Paese, contro la volontà del Parlamento, al disastro. Di chi è la colpa? Io proporrei: della Cultura. Questo ci impone il bisogno di capirne ancora di più.
Fascismo è un modo di pensare, di sentire e di agire, che ha a che fare più con la psicopatologia che con la storia. E dire fascista a una persona ti pone nella condizione di esserlo, essendo una proiezione di se stessi.
Alberto Teso, militante di AN, che è intervenuto con un suo commento, ha scritto queste parole:
“credo nel confronto costruttivo tra chi la pensa in modo diverso, e sono convinto che parlando e discutendo seriamente, senza ricorrere a luoghi comuni o barriere preconcette, le scelte amministrative possano anche essere frutto di una corretta dialettica politica. Questo per quanto riguarda lo “svecchiamento” della politica. Sull’essere di centro-destra, permettetemi una battuta.
Siamo come i carabinieri: avremmo anche arrestato Pinocchio (e questo nessuno ce lo perdonerà mai), ma siamo persone su cui si può sempre contare…”
La persona autonoma, che non conosce Alberto Teso, rimane indifferente quando lui dice di essere militante di AN, ascolta ciò che dice e legge ciò che scrive. Solo dopo fa le sue valutazioni.
Il pensiero che mi sto facendo relativamente all’articolo in oggetto si traduce con una domanda: E i militanti del Partito democratico, i giovani di questo partito, non hanno proprio nulla da dire?
Franco Lomartire
marzo 8th, 2009 at 15:18
Per rispondere ad Alberto teso. I partiti hanno cambiato solo il nome. Il resto è sempre uguale.
Ti definisci la nuova leva politica. Fai politica per poter cambiare le cose. Ti fa onore. Ma vorrei chiederti. Perchè militare allora in un partito nazionale AN con una struttura politica ben chiara e non con una lista civica?
marzo 8th, 2009 at 15:24
@14 Ciao Rudy, scusami ma non sono riuscito a riponderti prima (sono stato fuori Jesolo x 1 settimana, ogni tanto lavoro anch’io
).
Berlusconi, Berlusconi…beh, l’ho conosciuto incontrandolo ad una cena dove ho avuto modo di conoscerlo personalmente; il “resto” su di lui l’ho appreso indirettamente da conoscenti comuni, dalla tv e leggendo, come tutti noi.
Non posso esprimermi sulla persona, non lo conosco a sufficienza, ringrazio però Berlusconi perchè con il suo entusiasmo ed il suo nuovo Partito (FI) mi ha fatto spendere Lit.20.000 nel 1999 per avere la mia prima “tessera”. Prima di lui avevo evitato i Partiti perchè non avevo fiducia in nessun altro leader. Oggi, dopo 10 anni, non noto Politici italiani alla Obama (lo seguo da qui via web come modello) che mi diano le stesse motivazioni del Presidente (con tutti i suoi difetti) e nel mio piccolo posso solamente provare ad AGIRE sul nostro territorio guardando al nuovo, Obama.
Sono quindi grato al Presidente per avermi dato una nuova visione Politica e, come imprenditore, per avermi dato una nuova televisione.
Come ha scritto Franco il Muro di Berlino è il ricordo di un simbolo, MA oggi siamo nel 2009 e TUTTO sta cambiando nuovamene ed io sono per il cambiamento: rispetto al 1999 guardo SKY (trovo molti programmi utili anche per le bimbe ma io adoro “megastrutture”) e dal 27 marzo ci sarà un nuovo Partito chiamato PDL.
Tornando alla Politica ed alla mia scelta, sembra che il Presidente “romano” sarà l’oggi Ministro Sandro Bondi (lascio a voi i commenti…). Io però sono Consigliere COmunale a Jesolo (non si è mai visto qui Berlusconi) e qui nel Veneto Orientale ritengo sia tutto DA FARE, il PDL.
Oggi a Meolo abbiamo presentato il Candidato Sindaco per PDL+LN, Michele Basso. Un Uomo di 33 anni, consigliere comunale, voluto dai due Partiti senza “interferenze” veneziane.
Amministrative da seguire con particolare attenzione.
Stiamo lavorando per portare un ricambio generazionale “dal basso” nel PDL del Veneto Orientale e Jesolo è uno dei Comuni più “effervescenti” dove i Consiglieri e gli uomini/donne di Partito collaborano strettamente sin dalle Politiche del 2006.
In sostanza Rudy, conscio dei miei limiti credo sia corretto rapportarci con i “pari livello” e, memore di alcune proprietà algebriche (Alfredo mi correggerà se sbaglio), voglio dirti che Obama:Berlusconi=io:consiglere comunale.
Come dici tu ci vogliono i “veri attributi” e credo che le Donne ci superino alla grande!
Nicola.
marzo 8th, 2009 at 16:09
Ciao Marco, è sicuramnte vero che non ho scritto slogan ma solamente quello che penso, come sempre (credimi che però nella “Politica di oggi” non sempre vieni premiato se dici quello che pensi…).
Aggiungo che quando mi “metto in gioco” nelle elezioni mi auto-escludo da Jesoloforum, come nelle periodo della campagna elettorale delle amministrative del 2007.
Non per difendere uno degli slogan che abbiamo utilizzato nel 2007 ma, in poco più di 20 mesi, IL MONDO E’ CAMBIATO (http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=196) e i teoremi di 5 mesi fà si sono più dimostrabili.
La cosa che mi rattrista è che, nonostante il simbolo Obama (e tutto quanto ne consegue) ascoltando i proclama quotidiani di molti nostri Parlamentari, questi parrucconi parlano ANCORA di Sinistra e Destra
Parrucconi Nazionali e veneziani: bla-bla-bla, duri su più careghe e fatti zero.
Marco, hai scritto “Franco parla di ricambio generazionale, che a mio avviso deve essere inteso come un accattivare i giovani alla politica, un invito ad un confronto.”
Aggiungo che per me TUTTE le persone che sono “politicamente giovani” sono chiamate al cambio generazionale in Politica e limitarci all’età anagrafica E’ UN LIMITE. Ci sono “fuori età” i pochi Politici-professionisti seri e i molti “nonni” che potrebbero portare la loro grande esperienza di vita entrando in Politica: sarebbe solo un bene, per tutti.
Quando parli di federalismo e scrivi anche che “si cominci a pensare ad un cambiamento culturale”, mi permetto di ricordare che a breve ci sarà il referendum jesolano per l’autodeterminazione: ritengo sia UN’OPPORTUNITA’ che gli jesolani del Partito per il Veneto Indipendente ci offrono.
Per aiutarci a capire di più, mi piacerebbe che gli admins mettessero in relazione Obama ed rappresentante del Comitato organizzatore del referendum jesolano.
Nicola.
P.S.: se anche per te và bene Marco, dammi del tu!
marzo 8th, 2009 at 16:16
@16 Ciao Avvocato
, condivido!
Ho scoperto anche come “misurare” la dedizione di chi, come noi amministratori locali, si dedica con piacere e sacrifici al territorio: “a panza che cresse”!!!
Nicola.
marzo 14th, 2009 at 12:44
Seguendo il forum mi accorgo sempre più spesso di come le discussioni siano condotte parallelamente e non si intersechino mai; autore introduce parlando delle somme algebriche, soggetto (A) afferma: 1+1=3, poi arriva il soggetto (B) che controbatte: 1+1=5, nessuno dei due si rende conto che se si confrontano apertamente possono arrivare alla conclusione che 1+1=2. Le discussioni proseguono post dopo post, colpo dopo colpo, senza che mai si realizzi un confronto reale. Se almeno in parte la mia analisi si dimostra corretta, anche nel piccolo, gli italiani sono specchio dei loro politici e viceversa. E’ una cosa di cui mi dispiaccio, perché mi sembra che a contribuire alle discussioni vi siano persone ben attrezzate di Ragione (anche se personalmente non le conosco), ma più interessate a qualche vittoria dialettica e a della pubblicità politica, che alla comprensione dei problemi e all’individuazione di ipotetiche soluzioni.
Ho cercato di capire meglio in cosa consiste questo Referendum per l’autodeterminazione di Jesolo, ma non vi sono riuscito … se qualcuno volesse darmi delle delucidazioni ve ne sarei grato.
Devo però ammettere che nel tentativo di informarmi della cosa ho avuto più e più volte i brividi per le parole che leggevo. Basare il referendum anche sull’art1 del Patto sui diritti civili e politici del 1966, mi sembra poi una cosa altamente inopportuna. L’articolo in questione parla del “diritto di autodeterminazione” con gli occhi rivolti alle esperienze coloniali passate e alle forme di neo-colonialismo e dominazione economica che nel periodo della sua approvazione si stavano instaurando e rafforzando. Se ho compreso bene sembra quasi che i promotori di questo referendum affermano l’esistenza di un popolo veneto, di un popolo jesolano, perché altrimenti i loro riferimenti all’autodeterminazione perdono di senso. Più ci penso e più comprendo che la cosa senso non ha, almeno per me, e che trae la sua forza da un aspetto squisitamente economico. Certo, Jesolo è una città ricca, ma la mia domanda è semplice: gli operatori economici del territorio sono interessati a lasciare i soldi nelle loro belle tasche o a reinvestirli nel territorio? Ritengo sarebbe già un successo poter parlare di una Comunità jesolana, interessata al benessere del sua collettività al di là del singolo individuo.
Ci vuole responsabilità!!! I politici, locali e non, devono trattare il popolo come un adulto e non come un genitore fa con un bambino, le cose vanno dette e fatte con onestà, chiarezza. Ragionare e riflettere sul federalismo è una cosa che dobbiamo cominciare a fare a Jesolo, come in tutta Italia, ma parlare di autodeterminazione di un ipotetico popolo, per fini economici, mi sembra dare ad un populino egoista una caramella per distrarlo.
Per come io ho compreso il referendum jesolano, mi pare poco un’opportunità reale e molto uno spot elettorale.
Nicola afferma che non sempre in politica paga dire ciò che si pensa, ma ciò non toglie che per essere dei governanti onesti dobbiamo esserlo anche con noi stessi. Inneggiare a Roma ladrona è una cosa che paga, ma non rappresenta il quadro completo, visto poi che i parlamentari leghisti si sono piegati al salvataggio di Alitalia, non si sono mai offesi per le loro indennità e via dicendo.
Vi invito a leggervi il titolo V della nostra Costituzione e a valutare se è un meccanismo che semplifica o complica la nostra struttura istituzionale (http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm) . Mi sembra di capire che Nicola sia un appassionato di Obama, bene, ti invito a leggerti la costituzione americana e ti accorgerai di come fluida è la divisione di competenze tra Stato federale e gli Stati che la federazione compongo (http://www.usconstitution.net/const.html) .
A mio avviso è su questo che dovremmo confrontarci, ma d’altro canto è la mia opinione personale e quindi totalmente devastabile.