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Il referendum tradito

mer, feb 25, 2009

Generale

La grande “porcata”, la legge elettorale indegna di una nazione che si vuol annoverare fra le democrazie avanzate dell’occidente, rimarrà ancora per chissà quanto tempo a regolare la vita del nostro paese, già così politicamente disastrato e culturalmete impoverito.
Riporto integralmente la newsletter de “La Voce”, organo indipendente di informazione e di formazione democratica:
“Non ci sarà un vero e proprio “election day”. Il Governo è orientato ad accorpare alle europee solo le amministrative e a tenere separata la data del referendum della legge elettorale per farlo fallire.
Questa scelta ha un costo per il contribuente di circa 200 milioni di euro, quanto fin quì impegnato per la social card. E vi sarebbero altri oneri indiretti per la collettività pari a circa 200 milioni. Quindi in totale per affossare il referendum la classe politica vuol farci pagare 400 milioni.”

Una classe politica autoreferenziale, ferocemente gelosa dei propri privilegi di casta, sta producendo il massimo sforzo al fine di sottrare al comune cittadino la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti alle massime cariche dello Stato. Principio elementare, essenziale e fondamentale di ogni democrazia degna di tale nome.
Solo chi ha provveduto a raccogliere le firme per il referendum può sapere quanta consapevolezza di un’ ingiustizia compiuta da una classe poltica che mira solo a mantenere se stessa, quanta insofferenza, quanto livore e quanta rabbia animavano i sottoscrittori della petizione.
Interi gruppi di cittadini, senza distinzione di destra o sinistra, facevano la fila per sottoscrivere la richiesta di referendum abrogativo di una legge ingiusta, retrogada e “porca”, per definizione del suo stesso autore.
Attendiamo con trepidazione una reazione, non tanto della dirigenza politica di A.N., che pure era fra i promotori della proposta o di F.I., a cui nulla può importare di meno; noi attendiamo una netta precisa presa di posizione del P.D.. Non fosse altro perchè all’interno del suo simbolo e nel suo nome di partito sta scritto: Democratico.

Marubio2

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