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Scusi, sa dov’è via Verago?

LA NUOVA VIA “P. VERAGO” OVVERO GLI STRANI CASI DELLA TOPONOMASTICA STRADALE.

“Scusi, è del posto? Mi saprebbe gentilmente indicare dove si trova Via Verago?”

“Sì, guardi, è molto semplice: questa è piazza Manzoni, prosegua dritto lungo via Dante fino a piazza Marconi, poi prenda la prima a destra ed è subito in via Verago”.

Fino a qualche tempo fa, mi sarei detto che dialoghi di questo tipo sarebbero stati irreali, impossibili, nemmeno immaginabili da chi, come me, è cresciuto in una città pensando di avere dei punti fermi e dei precisi riferimenti.

Uno di questi punti fermi era che la strada che, venendo da Jesolo Centro, collega via Roma Destra a piazza Marconi, la prima e storica porta di accesso al lido, si chiamasse e fosse intitolata a Goffredo Mameli, quello dell’inno (della) nazionale, tanto per dire.

Sennonché, la fantasia applicata all’amministrazione pubblica riserva sempre infinite sorprese, che gli abitanti vengono a scoprire così per caso; cioè, osservando un cartello, guardandosi in giro, leggendo una segnaletica a cui non avevano mai fatto caso.

Così può accadere che un bel giorno (anzi, brutto, vista la pioggia!), operai incaricati dalla Jesolo Patrimonio s.p.a., rimuovano la memoria del bistrattato poeta ed affiggano il nome di Verago P. (Paolo? Pietro? Prosdocimo? Confesso di non saperlo).

Chi era costui, mi sono subito chiesto imbarazzato dalla mia ignoranza?

Purtroppo, gli operai erano lì per fissare un cartello, non certo per darmi spiegazioni. Perciò, ho cercato di interrogare qualcuno più informato di me, riuscendo ad apprendere che Verago P. (Paolo, Pietro o Prosdocimo che sia) fu ed è rimembrato quale pluridecorato carabiniere.

La scelta allora si fa più logica e rassicurante: posto che il tratto di strada che unisce piazza Marconi e piazza Drago, dopo il rinnovo e la nuova pavimentazione, non poteva più essere dedicato all’aborrito patriota, colpevole di aver composto l’inno nazionale di quell’Italia per distaccarsi dalla quale così tanti cittadini sono accorsi a firmare per la promozione del referendum indipendentista; quale figura migliore di P. Verago per raccordare via Bafile con la successiva via Dante?

Graduato servitore dell’Arma Benemerita, medaglia d’oro al pari di Andrea Bafile, in qualità di pubblico ufficiale l’illustre avrà senz’altro redatto numerosi verbali che per eleganza di stile e chiarezza di linguaggio non sfigurano accanto alle opere del sommo padre della letteratura mondiale, come ben sa chi, studiata a scuola la Divina Commedia, si sia poi imbattuto in un verbale scritto dai carabinieri.

Grazie al cielo, lontani sono i tempi in cui un regio decreto del 1923, per evitare abusi o strani campanilismi, faceva obbligo alle amministrazioni comunali che intendevano cambiare il nome delle vecchie strade o piazze del regno, di chiedere ed ottenere preventivamente l’approvazione del Ministero della Pubblica Istruzione, udito il parere della Deputazione di storia patria.

Con l’avvento del nuovo codice della strada, che affida al Comune la gestione della viabilità urbana, tutto è infinitamente più democratico, partecipativo e trasparente: basta un ordine impartito ai suoi dipendenti dal responsabile della Jesolo Patrimonio s.p.a., e la strada rinnovata avrà la sua adeguata denominazione.

Felice conseguenza; rinnovati saranno anche tutti i documenti di identità, le patentidi guida, i biglietti da visita, le intestazioni delle lettere e delle fatture, gli elenchi telefonici e tutti le tracce di quel vecchio indirizzo che era il segno di un passato decadente e privo di valore.

Ora i nostalgici, triste masnada a cui sento di appartenere, insceneranno la loro protesta, solleveranno la loro rivolta, opporranno la loro netta resistenza, ma non sarà facile arrestare il nuovo che avanza.

Una cosa però mi preme testimoniare: caro Goffredo Mameli, se solo tu potessi sentirci, voglio che tu sappia che, comunque vada a finire, noi, ragazzi ormai adulti cresciuti giocando sulla strada che portava il tuo nome, non potremo dimenticarti mai.

Luigi Sclebin

45 Commenti per questo articolo

  1. roy - commento N.1 :

    La via è intitolata a Pompilio Verago, Carabiniere, medaglia d’oro al valore militare, al quale è anche intitolata la Sezione di Jesolo dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
    Il tratto di strada interessato, già via Mameli; va da Piazza Marconi al via Tritone (100 metri).
    La via P. Verago è solo uno dei nuovo tratti di strade che sono stati rinominati dall’Amministrazione comunale; anche la via 13 Martiri è stata sdoppiata, lo stesso per la via Aleardi.
    A presto Roy

  2. mina - commento N.2 :

    Ok, tutto chiaro…ma….PERCHE’???

  3. admin - commento N.3 :

    Da fonti ufficiose…il nome della via sarà presto cambiato. Sembra sia stato un errore.

    Rodolfo

  4. john - commento N.4 :

    @ mina:

    io lo so, io lo so.
    Hanno scoperto in magazzino un paio di cartelli per la segnaletica viaria (spero si chiamino così), e, dato che si sono accorti (guardando il codice a barre) che erano vicini alla data di scadenza, li hanno usati creando una nuova via.
    Mai buttare via niente!!
    Dopo, non importa che abbiano spezzato in due una via storica del Lido, …..cosa vuoi che sia?

    E’ il nuovo che avanza!

    E via verso nuove avventure………….e, un giorno, potranno dire: “C’ero anch’io”

    john

  5. italo - commento N.5 :

    Buona sera,
    in qualità di Presidente dell’Associazione Carabinieri di Jesolo – Sez. Pompilio Verago – ritengo doverose alcune precisazioni.
    In primis l’istanza rivolta all’amministrazione comunale, che ha portato all’intitolazione solo di un breve tratto di Via Mameli G. alla memoria del menzionato carabiniere, è stata correttamente inoltrata e legittimamente deliberata.
    Il regio decreto n.1158/1923 e la legge n.23/06/1927 (con successive modifiche), ancora vigenti, prevedono che per denominare un’area pubblica di circolazione sia necessario il parere favorevole del Prefetto (di Venezia) oppure, nell’ipotesi in cui l’area debba essere rinomata, che la decisione spetti alla Commissione Salvaguardia della Regione Veneto.
    E’ il caso in questione e non è dato comprendere cosa ci sia di strano.
    Senza voler invadere il campo degli organi competenti, mi sento obbligato a signifircaVi che il complesso iter che ha portato alla rinomazione di parte della Via costituisce l’applicazione dell’ampio piano di modifiche apportato alla toponomastica stradale che Jesolo attua in virtù del P.R.
    Altre associazioni hanno chiesto ed ottenuto l’intitolazione di alcune vie pubbliche. Dispiace che questo possa causare dei disagi ai cittadini, ancor più in considerazione dell’attenzione che l’Arma pone alla difesa della loro libertà e dei loro diritti. Tuttavia, ciò che mi sta più a cuore è tentare di spiegare con poche parole quello che Pompilio Verago è stato, e ancora presenta, per i Carabinieri e per la Patria, ma non per taluni Jesolani quanto pare. Durante la Prima Guerra Mondiale, partito come carabiniere matricola più che diciottenne, al pari di tanti altri ragazzi di Cavazuccherina, Pompilio si trovò a combattere sulle montagne del Carso in una delle più sanguinose battaglie della grande guerra. Nel corso degli incontri, il 23 agosto 1917, diede prova di grande coraggio aggirando da solo le linee austriache, riuscende a recapitare, dopo indicibili stenti e sofferenze, alcuni dispacci fondamentali per il proseguimento dei combattimenti. Ma non morì, e per questo fu insignito (una sola volta)della medaglia d’argento al valor militare. Io ho conosciuto Verago P., era un lavoratore mite, per nulla ansioso di celebrare le proprie gesta; un uomo con tantissimi ideali posti al servizio della Patria e dell’Unità d’Italia.
    Ma non furono anche quelli di Goffredo Mameli? Quale significato potrebbe assumere l’inno nazionale senza il ricordo di eroi che con il loro sacrificio hanno saputo dare consistenaza alle sue parole? “Siam pronti alla morte. L’Italia chiamò.” non avrebbe senso alcuno se persone come Verago P. non avessero fatto quello che hanno fatto.
    Pertanto, evitiamo le rivolte e consideriamoli,piuttosto, con le dovute proporzioni, l’uno la continuazione dell’altro; un grande patriota e poeta italiano l’uno e un eroe jesolano l’altro. Entrambi saranno sempre ricordati! Altrettanto non sarà per chi parla o scrive senza averne contezza!
    Sempre rispettoso.
    Salvatore cav. uff. Rapisarda

  6. john - commento N.6 :

    Egregio Sig. Italo/Salvatore cav. uff. Rapisarda, nessuno ha mai pensato di mettere in dubbio le qualità morali, eroiche, patriottiche, ecc. ecc. del povero Verago Pompilio.
    Io, perlomeno, non l’ho mai fatto.
    Però, un po’ di informazione non ci sarebbe stata male, no?
    Lei cosa ne pensa? Crede che tutti gli Jesolani conoscano questa persona?
    Io no, le confesso.
    Vorrei che facesse un giro per Jesolo a domandare chi era era Andrea Bafile, o il Mameli stesso, o chi era Falcone.
    Se domanda chi era Borsellino, molto probabilmente Le risponderanno che era quello che ha creato la fabbrica di cappelli.

    A prescindere dal fatto che a Jesolo vengono dedicate vie a persone che con Jesolo non c’entrano un ………niente.
    A prescindere dal fatto che a Jesolo vengono dedicate vie a posizioni geografiche che non esistono se non nella fantasia di certi soggetti.
    (E mica vie da ridere, bensì, vie di grande comunicazione.)
    Lei non crede che ad un uomo del genere, Jesolano tra l’altro, non si sarebbe potuta intitolare una via un po’ più importante?
    Cosa ne pensa?

    Le dico io, invece, cosa è sembrato tutto questo, a me e non solo.
    L’ennesima dimostrazione del potere di chi comanda, perchè, avendo avuto i voti, può fare quello che vuole. (Silvio docet)
    Cambio il nome a via Mameli.
    Via Equilio si chiamerà col nome del cavallo di Alberto da Giussano.
    Via Kennedy (comunista) verrà cambiata in via Polenta Taragna, La Martin Luther King (prete comunista e negro) diventerà via Schifi (Shifani-Fini), il ponte Spanu o Spano (chiedo scusa ma non mi ricordo), meglio conosciuto come Ponte di ferro a rovescio, verrà chiamato Ponte di legno, e potrei continuare all’infinito.

    Bene, io, forse, ho esagerato un po’ col mio scherzare.
    L’ho fatto per sdrammatizzare quella che era sembrata, ma non aveva mai pensato di esserlo, una mancanza di rispetto,……… però, e credo che Lei sia d’accordo, non mi sembra che il rubare 50 metri ad una via conosciutissima, per dedicarla ad un uomo di merito sconosciuto alla maggioranza, sia stata una dimostrazione di grande rispetto. O no?

    Distinti saluti.

    john (con le sue contezze)

  7. J-son - commento N.7 :

    John: “…Le dico io, invece, cosa è sembrato tutto questo, a me e non solo.
    L’ennesima dimostrazione del potere di chi comanda, perchè, avendo avuto i voti, può fare quello che vuole. (Silvio docet)
    Cambio il nome a via Mameli.
    Via Equilio si chiamerà col nome del cavallo di Alberto da Giussano.
    Via Kennedy (comunista) verrà cambiata in via Polenta Taragna, La Martin Luther King (prete comunista e negro) diventerà via Schifi (Shifani-Fini), il ponte Spanu o Spano (chiedo scusa ma non mi ricordo), meglio conosciuto come Ponte di ferro a rovescio, verrà chiamato Ponte di legno, e potrei continuare all’infinito…”

    Già, invece nella rossa Emilia Romagna, come in Toscana e in tutte le altre regioni e città italiane storicamente in mano alla sinistra “democratica”, le vie, le piazze e i parchi pubblici rimangono dal 1947 intitolate ai profeti del comunismo e a illustri, nonchè sconosciuti, partigiani; mentre si nega un cippo, un monumento e, nemmeno a pensarci, una via, a una delle tante innocenti e giovani ( storia dei giorni scorsi) vittime dell’epurazione perpetrata dagli stessi partigiani ai danni di inermi civili, ma anche di fratelli di lotta per la libertà non comunisti.
    Ecco, caro John, se vuoi, puoi continuare con altri esempi di esercizio del “potere” perpetrato ai danni della toponomastica, ma, nell’abbracciare l’argomento, non tralasciare riferimenti ad una più ampia e politicamente colorata casistica. Questione di coerenza.

    J-son

  8. john - commento N.8 :

    @ J-son:

    domando umilmente scusa se sono incorso in un errore così grande, in una dimenticanza che definire abnorme, sarebbe usare un dolce eufemismo, ma mi sembra che non stessimo facendo una disanima dell’influenza politica sulla toponomastica mondiale o Italo-regionale.
    Mi pareva che si stesse parlando di una via del Lido di Jesolo, o mi sbaglio?!
    Mi sembra di essere stato coerente all’articolo, o no?!
    Mi pare invece di notare una certa incoerenza da parte tua, proponendo esempi che non c’entrano un accidenti con quello di cui si stava parlando.

    Non dirmi che anche tu sei uno di quelli che quando gli dicono che uno è un ladro, risponde dicendo che rubano anche gli altri.

    Quando ci sarà un articolo (perchè non lo proponi tu?) che tratterà degli esempi di esercizio di potere perpetrato ai danni della toponomastica, con tutte le relative colorazioni casistiche, allora ne riparleremo.
    Questione di coerenza.

    john

  9. undertacker - commento N.9 :

    Eh! No caro John, troppo comodo sviare e nn prendersi le proprie responsabilità perchè non relative al topic…Trovo quanto scritto da J- son molto giusto e il suo esempio è per far capire che se si deve criticare bisogna farlo con il massimo della coerenza. Giusto dire quello che tu hai detto (è una tu idea e come tale và rispettata) ma altrettando giusto è rimarcare il fatto che non è un vezzo di Jesolo o come tu fai intendere di questa giunta, ma è un comportamento nazionale, di Destra quanto di Sinistra e negarlo o far finta che non centri è quantomeno una distrazione della realtà.
    Saluti
    Undertacker

  10. J-son - commento N.10 :

    @ John
    Noto che continui con gli esercizi in quota, “fratello” John (Nicola docet). Nonostante l’insidiosa natura (vetro a specchio) dell’elemento sul quale hai lanciato la sfida verbale: prima a Italo ed ora a me. Questione di umiltà, suppongo.

    J-son

  11. john - commento N.11 :

    Dunque, per prima cosa, io non ho lanciato nessuna sfida. A nessuno.
    Non so proprio dove voi siate riusciti a trovare una qualsivoglia sfida nelle parole che io ho scritto. Cos’è, il sentirvi sfidati vi fa sentire più importanti, più uomini, tanti nemici…….?
    Molto più semplicemente, ad un mio post scritto in modo scherzoso (commento n° 4), mi sono trovato la risposta piuttosto piccata di Italo, che poi penso abbia capito che non intendevo ne’ offendere ne’ sminuire nessuno, tantomeno una persona che ha dato la vita per la giustizia.
    Come seconda cosa, J-son, se vuoi fare una macedonia, liberissimo di farlo, ma quando io parlo di albicocche, non parlo di banane.
    Non vedo perchè, se sto parlando di Jesolo, debba tirare in ballo Bologna, Firenze o Canicatti.
    Non capisco poi cosa c’entri il “fratello” (Nicola docet)! Nicola lo conosco, abbiamo fatto anche quattro chiacchiere insieme, ma non è mai stato un mio docente, anche perchè potrebbe essere mio figlio.

    Per quanto riguarda lo sviare e il non prendersi le proprie responsabilità, undertaker, ti stai proprio sbagliando. Credimi.
    Non sono assolutamente abituato a negare l’evidenza dei fatti, qualsiasi essa sia, ne’ a distrarre la realtà.
    Anche perchè, come avevo già detto in un altro post, parecchio tempo fa, io ho una faccia sola, magari di merda, ma sempre una ed una sola.
    Avete montato un problema di crisi mondiale per cinquanta metri di strada a Jesolo Lido, sui quali era stata fatta una battuta.

    A proposito di “Questione di umiltà, suppongo”…………supposta sbagliata!

    john (sempre con la solita risata)

  12. J-son - commento N.12 :

    @ John
    Beh, mi appare così risolto anche l’ultimo dubbio: …ci fai!
    Diatriba chiusa.

    J-son

  13. Indomabile - commento N.13 :

    @John… Beh, non ti è andata così male: pensa se ti scriveva che “ci sei”!

    Indo (e il soffio sulla polemica :)

  14. undertacker - commento N.14 :

    Coro John, il problema non lo ho montato io ma tu, criticando la nuova denominazione di questo pezzo di Ex via Mameli. Ripeto, non voglio discutere sulla scelta e nemmeno sul senso della tua critica, ma sul voler criticare solo ed esclusivamente Jesolo, intesa come gerenza politica, facendo credere che succede solo quì e solo con questa amministrazione.
    Poi tu parli di battuta, ma come ben sai, le battute scritte non sono di facile interpretazione perchè mancal’inflessione vocale che dà alla battuta stessa, molto spesso, il senso della battuta. Se anche un signore di una certa età ha preso per un certo verso il tuo scritto forse potresti pensare che, rileggendoti, non sembri una battuta e potrebbe dare fastidio.
    Saluti
    Undertacker

  15. john - commento N.15 :

    Sono proprio contento.
    Contento di avere scoperto persone che da una parola riescono a scavare nella mente di chi l’ha detta, elaborare idee, sicurezze.
    Hanno supposizioni certe come i dogmi.
    Capiscono quando uno si arrampica sui vetri “a specchio”, che si sa è molto più difficile che su di quelli normali.
    Aprono diatribe, quando a loro sembra giusto e le chiudono quando pare loro che ne sia giunto il momento.
    Vedono sfide e le raccolgono di petto, lanciandosi oltre gli ostacoli.
    Hanno poteri paranormali, ma così tanto paranormali, che la Nicoletta Paciaroni è intenzionata a cambiare mestiere.
    Ma, soprattutto, ahinoi, riescono a capire quando uno “ci fa”.

    Lasciate che umilmente Vi ponga una domanda:
    “Ma cosa fate fra di noi?”

    john (chapeau)

  16. daniele bison - commento N.16 :

    Credo che oggi sia una giornata importante.Con una semplice ma significativa cerimonia,questa mattina alla presenza delle associazioni d’arma, di semplici cittadini,degli studenti delle scuole medie e dei rappresentanti delle forze dell’ordine,è stato ufficialmete intitolato ai MARTIRI DELLE FOIBE il Viale che collega la rotonda di via Aleardi a quella di via Monti.Si è posto rimedio ad un ingiustificato ritardo che durava da troppo tempo ma che rende giustizia alle vittime di una delle pagine piu’ buie della storia del secolo scorso. Finalmente dopo molti anni di colpevole silenzio si rende onore alle miglia di persone di ogni fede religiosa, appartenenza politica e culturale che hanno avuto il solo torto di essere ITALIANI!

    Daniele Bison*

    *Promotore dell’OdG votatoin Consiglio Comunale di Jesolo nel 1995 con il quale si chiedeva l’intitolazione di una via o piazza ai Martiri delle foibe.

  17. Nicola - commento N.17 :

    Ciao Daniele, mi fa piacere sapere che già 14 anni fa, nel 1995, nella tua veste di Consigliere Comunale dell’allora MSI (che proprio nel 1995 divenne AN…) prendevi atto che le “foibe” sono state uno dei peggiori e schifosi massacri vissuti sopra e nella profondità delle nostre terre, per oltre trent’anni.

    E’ doveroso non dimenticare le migliaia di persone che hanno perso la vita anche “grazie” a Tito (per circa 13 anni) e, precedentemente, a proclami come questo che hanno fatto dell’Istria e della Dalmazia un’immensa “foiba di superficie” (per ulteriori 23 anni):
    “Per realizzare il sogno mediterraneo bisogna che l’Adriatico sia in mano nostra: di fronte ad una razza come la slava, inferiore e barbara non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani!” (Il Duce, 24/09/1920)

    Nicola.

  18. undertacker - commento N.18 :

    Scusa John ma perchè parli sempre al plurale? Quando ti riferisci a qualcuno scrivi i nick così si capisce, perchè sinceramente non ho capito se nel tuo post N° 15 rispondi a me o J- son o a chi altro..
    Aspetto per capire ed eventualemente risponderti, se chiamato in causa.

    Saluti
    Undertacker

  19. daniele bison - commento N.19 :

    Caro Nicola, dopo il tuo post ritengo doveroso fare alcune precisazioni:

    1)Sono MOLTO orgoglioso di essere stato l’ultimo Consigliere Comunale del M.S.I. a Jesolo (Ti assicuro, ho imparato molte cose),ma l’ordine del giorno al quale mi riferisco era a nome di Alleanza Nazionale;

    2)Non ho “preso atto” 14 anni fà di che cosa fossero le foibe, quasta “percezione ” l’avevo avuto molti anni prima quando a 16 anni , assieme ai ragazzi del Fronte della Gioventu’ manifestavo a Trieste e a Basovizza contro questo colpevole silenzio,eravamo pochi ma con molta fede e determinazione;

    3) Mi dispiace non averti visto nella giornata di oggi ne all’inaugurazione di Viale Martiri delle Foibe, ne alle numerose iniziative (scuole e palaturismo) ,nelle quali avresti avuto la possibilità di ascoltare direttamente dai protagonisti vittime dell’odio Titino le ricostruzioni storiche e gli eventi per come si sono sviluppati,(ho visto presenti ad esempio tra il pubblico altri consiglieri comunali come Claudio Ferro e Roberto Rugolotto).
    Questo ti avrebbe probabilmente evitato di associare i proclami di Benito Mussolini con quanto accaduto in Istria, Dalmazia e Trieste in quel tragico periodo, Ti assicuro è una ricostruzione storica totalmente fuori dalla realtà.Non basta fare una semplice ricerca in internet estrapolando qualche frase o facendo un semplice copia-incolla per descrivere un determinato periodo storico,le cose vanno sempre contestualizzate e in particolare nell’intervento che hai fatto non rendi giustizia a chi per quelli eventi ha dato la vita!

    Ti saluto
    Daniele Bison

  20. john - commento N.20 :

    Uso il plurale majestatis.

    john

  21. Nicola - commento N.21 :

    Ciao Daniele, non è nella mia indole “rendere giustizia” a qualcuno o, peggio, negarla.
    Non sono venuto a questa “cerimonia” e non ho fatto alcuna foto in giacca e cravatta per l’inaugurazione della via di ieri perchè, come in tante innumerevoli altre “inaugurazioni”, non me la sentivo d’esserci.

    Quel che mi preoccupa, sinceramente, è leggere che ci sono ancora persone che provano ad assicurarmi (senza riuscirci) che i proclami del Duce sono una “ricostruzione storica fuori dalla realtà” come quello che ho citato.

    Io, come Capogruppo ma soprattutto come Cittadino, sono FIERO che la mia città aiuti a non dimenticare i trucidati nelle foibe (prima e dopo Tito) come, del resto, non deve dimenticare i molti jesolani che hanno “fatto” Jesolo, sacerdoti compresi, conscio che siano passati almeno dieci anni dalla morte ed un valanga di carte/autrizzazioni, “Viale padania” escluso :-(

    Per mia fortuna ho avuto chi, in famiglia, mi raccontò quanto si trova oggi anche su internet (grazie del consiglio per le ricerche).
    Per fortuna ho avuto anche il privilegio di ascoltare le parole di un “numero” che subì quel tragico periodo (io ed i miei genitori non eravamo ancora nati, sempre per mia fortuna) per motivi differenti dalle migliaia di “infoibati”: A5405 alias Nedo Fiano; resteranno alle mie bambine almeno i libri.

    Ho appena terminato una “semplice ricerca in internet” e, con cut & paste, ho trovato questo DATO:

    -Giuseppe Cobolli Gigli, del 1927 Ministro dei Lavori Pubblici di Mussolini (nel“Il fascismo e gli allogeni”, “Gerarchia”, X 1927, sanciva:
    “La musa istriana ha chiamato Foiba degno posto di sepoltura per chi nella provincia d’Istria minaccia le caratteristiche nazionali dell’Istria!”

    Della serie, “chi semina vento…”

    Nicola.

  22. fratelloblutarsky - commento N.22 :

    Nicola entra nella discussione con la leggerrezza e l’eleganza di un elefante in una cristalleria.
    Per dirla in gergo calcistico:entrata a gamba tesa.
    Per di più completamente inutile.
    E’ troppo facile,caro Nicola,fare i copia-incolla da wikipedia oppure fare un breve ricerchina su google e poi provocare su questo forum.
    Però da cittadino jesolano mi diverto un sacco a vedere Nicola attaccare l’assessore Bison.
    Andiamo con ordine.
    Bison interviene riportando l’inaugurazione di una nuova via intitolata ai martiri delle foibe.
    Nicola interviene,afferma che è doveroso ricordare quelle vittime,ma inserisce provocatoriamente la frase di Mussolini.
    Bison interviene nuovamente e chiarisce la sua versione.
    Nicola,che non può perdere certo l’occasione,riporta un estratto di un gerarca fascista e termina con un “chi semina vento…”.
    Caro Nicola,quel “chi semina vento” te lo potevi certo risparmiare.
    Mi ha colpito dentro come un pugno nello stomaco.
    Forse ci sarà qualche collegamento tra la politica fascista e la reazione titina.
    Non sono uno storico e non mi inoltro in queste questioni.
    Sono consapevole però che chi ha pagato quelle conseguenze sono cittadini italiani,giustiziati,torurati ed infine cacciati dalle loro terre per il solo fatto di essere cittadini italiani.
    Caro Nicola,forse non sai che sono numerose le famiglie che sono scappate dall’Istria e dalla Dalmazia e che hanno trovato rifugio e salvezza nella nostra Jesolo.Dei miei parenti hanno trovato salvezza a San donà,e ti assicuro che non erano di certo fascisti,erano semplicemente italiani.
    Vai a spiegarlo a questa gente. Riporta quel tuo “chi semina vento…” e spiega le tue tesi nelle loro case. Capirari il loro dolore, sentirai i loro ricordi e capirai che furono vittime di due ideologie spietate e sanguinarie.Vittime,non carnefici.
    Forse Nicola,non sai tante cose.Ma il “diritto all’ignoranza” si concede a tutti.
    Ero stato invitato anch’io alla conferenza che si teneva al palaturimo. Non ci sono potuto andare per impegni familiari.
    Nicola,per te sarebbe stata un’ottima occasione per apprendere e ascoltare le testimonianze dei profughi dalmati.
    Dici che non ci sei andato perchè “non me la sentivo d’esserci.”
    Tranquillo,è una tua scelta.Sappi che la capisco.
    Molto meglio andare all’inaugurazione del Passante.
    Vuoi mettere in confronto?Berlusca,Brunetta e tanti altri paraculo.
    E poi via con le foto su facebook

    Fratello (alla deriva in balia di..)

  23. daniele bison - commento N.23 :

    Caro Nicola,immagino che Tu abbia letto in maniera frettolosa e superficiale quanto ho scritto nel mio post. Non so a chi ti riferisci quando affermi che sei preoccupato quando qualcuno cerca di assicurarti che “i proclami del Duce sono una ricostruzione storica fuori della realtà”,sicuramente non a me immagino!
    Nel mio intervento ho specificato che mettere in correlazione i proclami di Mussolini fatti nel 1920 con gli infoibati,la maggior parte dei quali hanno subito questa sorte dopo che il Duce era già stato “appeso” per i piedi in piazzale Loreto a Milano è totalmente inesatto. Come i relatori di ieri sera e autorevoli esponenti istituzionali hanno ricordato(uno per tutti il Presidente Giorgio Napolitano), il maggior errore nel quale molti sono incorsi in questi anni è stato proprio quello di credere che gli infoibati fossero “semplicemete” dei Fascisti, niente di piu’ sbagliato!
    Come noto nelle foibe sono finiti oltre che a cittadini inermi, anche appartenenti alla Brigata Partigiana Osoppo,militari Neozelandesi, preti,suore e quant’altro, avevano un unico torto,quello di essere ITALIANI.
    Francamente non capisco cosa Ti abbia spinto a “polemizzare”inutilmente su quello che altre città Italiane hanno fatto già da tempo e perchè hai sentito il bisogno in qualche maniera di attribuirmi in qualche maniera “rassicurazioni” che, Ti assicuro, non sono mie.
    La chiudo qui’, ai lettori del blog ogni considerazione,se permetti pero’ rivendico con forza di aver portato un piccolissimo contributo a chi per molto tempo non ha avuto voce, cio’ non significa per forza che questo neghi tutto lo schifo che ha significato la guerra e le sue tragiche conseguenze.Un ultima cosa, a me spaventano molto di piu’ i negazionisti o chi giustifica la violenza con altra violenza.
    Ti saluto.
    Daniele Bison

  24. Riccardo G. - commento N.24 :

    Ho la sensazione che si stia uscendo un pò dai binari principali della discussione iniziale.
    Senza nulla togliere alla piccola “discussione” tra il Sig. Bison e il Sig. Manente, anzi, credo che il tema trattato meriterebbe l’apertura di un articolo a sè stante e non di trovare spazio all’interno di un altro,vorrei dire la mia relativamente al problema riportato inizialmente da Luigi.

    Mettendo da parte ogni tipo di polemica riguardo al fatto che a Jesolo, come in altre città, i nomi delle vie siano cambiati a piacimento, a seconda del “colore” politico di chi le governa (mi astengo dal commentare questa situazione poichè non ho abbastanza conoscenza in materia), credo che la questione da affrontare sia un’altra: era necessario?

    E con questo non intendo dire “era necessario intitolare una via a Pompilio Verago?”, bensì “era necessario cambiare una parte della via fino a questo momento intitolata G. Mameli e sostituirla con un altro nome?”.

    Non avevamo a disposizione nuove strade, stradine, piazze o piazzette da utilizzare alla causa? E’ proprio necessario costringere chi abita, lavora o ha a che fare con quel tratto di via Mameli a dover rivedere dalla testa ai piedi tutti i documenti, intestazioni e quant’altro per cambiare la via nel proprio indirizzo?

    Ben venga una strada o un tratto di essa intitolato a qualche persona che lo merita davvero (ed è questo, certamente, il caso di Pompilio Verago), però credo allo stesso tempo che se invece di quel tratto di via Mameli si fosse intitolato al defunto carabiniere una nuova strada di qualche nuova lottizzazione o un tratto di qualche via magari meno “affollata”, avremmo accontentato quasi tutti…o sbaglio?

  25. Mr. Simpatia - commento N.25 :

    Colpisce in negativo l’intervento di Nicola, si presta ad un’interpretazione alquanto preoccupante. Seguendo il filo logico del post, ne posso dedurre che se le foibe sono “giustificabili” in virtù della politica espansionistica di Mussolini verso i Balcani, allora anche l’Olocausto sarebbe anch’esso giusitificabile in conseguenza del fatto che negli affari gli ebrei erano delle volpi e sottraevano ricchezza al popolo ariano; ergo, l’elevazione del termine “negazionismo” a concetto bipartisan, rivolto sia a destra che a sinistra.
    Capisco che l’esempio che riporto può essere estremo, ma è pura speculazione teorica al fine di dimostrare come sia fallace e pericolosa la posizione di Nicola, sempre lucido e puntuale, ma che in questo caso ritengo non condivisibile. Le Foibe sono un’infamia, senza se e senza ma, parifrasando i campioni della democrazia “antiberlusconiana”; purtroppo capisco che la disinformazione porti a questo, a dimostrazione che non basta l’istituzione ufficiale del 10 febbraio per dare alla Giornata del Ricordo la forza necessaria ad essere consivisa come “passato comune” di una Nazione. Peccato, ma ancora una volta è chiaro come la sinistra giochi un ruolo egemone nel mondo della cultura; gli studenti si recano in massa all’intitolazione di Via Martiri delle Foibe, ed è bene, ma poi quando tornano in classe aprono il loro bel manuale di storia e trovano “3-righe-3″ a spiegazione degli eventi e, a meno che non si interessino di persona ad una ricerca approfondita oppure abbiano la fortuna di avere qualche professore pericolosamente “nostalgico” che spieghi loro cosa sia successo al confine italiano-jugoslavo, non ne sanno nulla più, ecco che i poteri nascosti dell’intellighentia di sinistra hanno fatto il loro mestiere. E magari possiamo così capire che radice hanno certe scellerate posizioni negazioniste; radice d’ignoranza (non conoscenza, ci mancherebbe).

  26. Nicola - commento N.26 :

    Fratello e Daniele, io concordo con tutte quelle le eprsone che ritengono sia stato fatto un utilizzo schifoso delle foibe anche nell’epoca del “ventennio fascista”, non solo da Tito nel periodo successivo all’epoca di Mussolini.
    Non credo che si debba presenziare all’inaugurazione di una via alla memoria per poterlo esprimere, per non dimenticare.

    Fratello B. mi dispiace sinceramente che l’ultima frase del mio commento sia stato come un “pugno allo stomaco”, non era intenzione.
    Lo schiaffo alla dignità lo hanno subito invece le persone che mi hanno testimoniato l’esilio e la perdita dei cari che con Nazisti, Fascisti, Comunisti o italiani non centravano nulla ma avevano la “sfortuna” di essere semplicemente croati, in quegli anni.
    Non ho mai scritto che dentro le foibe morirono “solamente” i fascisti non c’entra niente per me “chi erano”, e, anche se così fosse stato con Tito, avrei scritto pari-pari il mio commento.

    Ho cercato, a modo mio, di “non dimenticare” tutte quelle persone che hanno ultimato la loro vita dentro quelle voragini ben PRIMA del ’45 e, mi ripeto, mi preoccupa prener atto che ci sono persone che “leggono la storia a spezzoni”, probabilmente quella parte che fa meno male: “mettere in correlazione i proclami di Mussolini fatti nel 1920 con gli infoibati,LA MAGGIOR PARTE dei quali hanno subito questa sorte dopo che il Duce era già stato “appeso” per i piedi in piazzale Loreto a Milano è totalmente inesatto” e, scusami Daniele ma non trovi sia giusto ricordare gli infoibati prima di Tito?!?
    E, poi, la “minor parte” qual’è?!?
    Quella numericamente inferiore o, forse, quella politicamente “distante”?!?

    “La chiudo qui’, ai lettori del blog ogni considerazione” questa democratica affermazione l’avevo già letta ;-)

    Nicola.

  27. john - commento N.27 :

    Finalmente!
    Grazie Riccardo.
    Grazie per non essere andato volutamente e coscientemente a cercare polemiche, uscendo, tra l’altro, dal tema dell’articolo.
    Grazie per aver detto anche tu, ciò che io avevo detto nel commento n° 6:

    “Lei non crede che ad uomo del genere, Jesolano tra l’altro, non si sarebbe potuta intitolare una via un po’ più importante?………………Bene, io forse ho esagerato un po’ col mio scherzare. L’ho fatto per sdrammatizzare quella che era sembrata, ma non aveva mai pensato di esserlo, una mancanza di rispetto,……….però, e credo che Lei sia d’accordo, non mi sembra che il rubare 50 metri ad una via conosciutissima, per dedicarla ad un uomo di merito sconosciuto alla maggioranza, sia stata una dimostrazione di grande rispetto. O no?”

    john

  28. punks not dead - commento N.28 :

    @ Nicola
    “io concordo con tutte quelle persone che ritengono sia stato fatto un utilizzo schifoso delle foibe anche nell’epoca del “ventennio fascista”, non solo da Tito nel periodo successivo all’epoca di Mussolini.”

    le foibe sono state usate un po’ da tutti fin dai tempi dell’impero romano (e probabilmente anche da prima).
    i conflitti tra slavi e italiani andavano avanti da un pezzo, dalla caduta della repubblica veneziana, crimini erano stati commessi da una parte e dall’altra come sempre succede in questi casi.
    ma il doveroso ricordo della pulizia etnica fatta ai danni degli italiani dopo la caduta del fascismo, siceramente è un’altra storia.

  29. fratelloblutarsky - commento N.29 :

    Caro Nicola,ad arrampicarsi sugli specchi si rischia di far doppiamente una pessima figura.
    Hai cercato la polemica. L’hai trovata. Hai raggiunto il tuo obiettivo.
    Resta il fatto che non hai fatto per nulla una bella figura.
    Tutto qui.

    Fratello B.

  30. undertacker - commento N.30 :

    X John; Buona quella del plurale majestatis….Ho scoperto così che oltre al governo ombra c’è anche un Papa ombra :-)
    X Riccardo; credo ,ma nn ne sono sicuro che con la fine dei lavori in Piazza Drago, non ci sarà più una via Mameli come noi la conosciamo, ma verrà di fatto interrotta prima della rotonda di Piazza Drago. (Ripeto non ne sono sicuro ma mi pare sarà così). Ecco quindi il senso di intitolare a chicchessia il tratto rimanenente e non più collegato al resto della Via Mameli.
    Chi eventualmente è più addentro ai progetti intervenga per confermare o sconfessare queata mia interpretazione.

    Saluti
    Undertacker

  31. Leo - commento N.31 :

    Caro Nicola, è esattamente questo che intendevo (così finalmente puoi capire) nel post in cui abbiamo discusso del tuo troppo parlare. Parlare troppo può portare a dir sciocchezze, e i commenti poi si sprecano.

    Leo

  32. john - commento N.32 :

    @ Undertaker:
    ce n’è un altro che usa il plurale majestatis, e sembrerebbe, da quello che dice, per concessione divina. ;)
    Scherzi a parte, se come dici tu, e come effettivamente dovrebbe essere, la via venisse spezzata in due, non credo che sarebbe necessario cambiarne la denominazione, non ti pare?!
    Visti anche i problemi e le spese che il farlo procurerebbe agli abitanti della zona.
    Anche perchè non mi sembra che sia un modo di agire logico, il cambiare nome ad una via, ad ogni intersezione con un’altra o ad ogni incrocio.
    Proviamo a pensare quante volte dovrebbe cambiare denominazione la via Bafile, da piazza Marconi a piazza Mazzini.

    Io, invece, penso che, come nella zona di piazza Milano sono state dedicate vie a Pio Della Torre, Borsellino, ecc, si potrebbero dedicare le vie di una delle nuove zone residenziali in costruzione, a questo povero Verago e ad altri esponenti delle Forze di Pubblica Sicurezza.

    E qua ritorno con Riccardo: non credi che sarebbe molto più logico e molto meno caro?

    john

  33. roy - commento N.33 :

    Nicola, come al solito nei suoi interventi, deve fare sempre un contorno filosofico, deve sempre essere sopra le righe, in poche parole sembra che lui abbia sempre la soluzione in tasca e gli altri sempre un gradino sotto. Nicola esprimi i tuoi pensieri in modo più semplice e realistico.
    Per quanto riguarda la via Pompilio Verago non mi pare dia tutto questo fastidio, del resto la via Mameli, con la nuova costruzione delle torri di Piazza Drago ed il completamento della vabilità verrà bloccata alla rotonda, per cui i restanti 100 metri della (ex) via Mameli, da via Tritone a Piazza Marconi doveva cambiare nome. Evviva Pompilio Verago.
    Approposito di vie, rimane una via da intitolare a Dragan Cigan, il muratore bosniaco di 31 anni, morto il 22.07.2007 a Cortellazzo, dopo essere intervenuto in mare per salvare due fratellini di Roncade che si trovavano in difficoltà ???
    Roy

  34. Riccardo G. - commento N.34 :

    @John: mi par di capire che siamo gli unici qui a ritenere più giusta l’idea di scegliere un’altra strada da intitolare al defunto Carabiniere Verago, per evitare a chi vive in quel tratto di via Mameli qualsiasi tipo di “rottura” (e non solo burocratica).

    @Roy: non voglio fare alcuna polemica, anzi, mi fa piacere che un pò alla volta la discussione sia rientrata all’interno dell’argomento trattato inizialmente, ma non capisco come fai ad affermare ciò:

    “Per quanto riguarda la via Pompilio Verago non mi pare dia tutto questo fastidio”

    Immagina solo questo: domani mattina, di punto in bianco, esci da casa tua e ti accorgi che la via Tal Dei Tali che da sempre ti accompagna su Carta d’Identità, Patente, libretto sanitario, c/c e quant’altro è stata sostituita con un altro nome…nessun fastidio vero?

  35. Nicola - commento N.35 :

    Grazie dei consigli, a tutti, cercherò d’essere “meno prolisso” e più sintetico ma….dura “cambiarsi” a 36 anni, ci proverò.

    Nicola.

    P.S.: Roy, da quanto so uno dei “requisiti” è che devono passare almeno 10 anni dalla scomparsa per intitolare una via/piazzaa ad una persona (forse Viale Padania si chiama così perchè la “padania” è scomparsa da più di 10 anni…).

  36. john - commento N.36 :

    Cambio di residenza all’anagrafe, quindi, su tutti i documenti di identità, certificato elettorale, libretto di lavoro, ecc, su patente di guida, tessera sanitaria, in banca, dal datore di lavoro, sui documenti dell’auto, Enel, Eni (gas), Telecom, Tia, acqua,…………….!
    E di sicuro, ne ho dimenticati parecchi.
    Al giorno d’oggi, visto che tutto è informatizzato, basterebbe che l’Ente maggiore passasse le informazioni agli altri, ma lo sappiamo bene che non è così. Le informazioni non se le passano da ufficio ad ufficio dello stesso Ente. O no?

    Quindi, il risultato sarà che ogni abitante della nuova via in questione, sarà costretto a perdere un casino di tempo per adempiere ad un suo dovere civico, la comunicazione del cambio di residenza, e a spendere un sacco di soldi.
    Ripeto: a spendere un sacco di soldi.
    Nessun fastidio Roy??
    Mi sa proprio che tu non abiti in via Mameli, e perciò, …..chei altri chi se ciave!!

    john

  37. Mr. Simpatia - commento N.37 :

    Il libretto di lavoro? Esiste ancora? Boh…non sapevo l’avessero reintrodotto…

  38. undertacker - commento N.38 :

    @ John; al di là della rottura di scatole per il cambio di tutti i documenti come dici tu, e sulla quale (rottura) posso essere d’accordo con te, non si tratta come tu dici di una semplice intersezione o piazza. Se come credo, estrapolando dai vari progetti lo stato finale della via, risulterà che il tratto da Piazza Marconi all’incrocio con via? (nn sò come si chiami) cmq lo definisco angolo Non Solo Sport sarà fine a sè stesso, perchè il restante tratto fino alla Oramai Ex Piazza Drago dovrebbe sparire, non puoi parlare di intersezioni o quant’altro ma solamente di un piccolo tratto a se stante e quindi non avrebbe senso continuare a chiamarlo via Mameli.Spero di essere stato chiaro nell’esposizione di quanto dovrebbe accadere (sottolineo dovrebbe).

    Saluti Undertacker

  39. john - commento N.39 :

    Ahahahahahaah!
    Mai nickname fu più azzeccato.
    Sei veramente una simpatia, Mr.
    Però, finisci il discorso.
    Non dirmi che il fatto che io abbia aggiunto un documento che non c’è più (chiedo venia, però, chissà quanti ne ho dimenticati), rende nullo tutto ciò che Riccardo ed io abbiamo fatto notare!?

    john

  40. Mr. Simpatia - commento N.40 :

    D’accordo John, la battuta era un pò “acida”, ma contavo sul tuo spiccato senso dell’ironia, pensavo l’avessi capita..ma era innocente..certo è un problema quello che poni e non è certo il tipo ed il numero degli incartamenti da fare ad alleviarlo. Cmq presumo che per alcuni dei suindicati documenti ci siano degli adattamenti automatici messi in atto dal Comune che ha cambiato la toponomastica: penso alla patente, al certificato elettorale ecc.. Ripeto, penso che dovrebbe essere. Certo resta il problema delle utenze…Purtroppo è una delle tante deficienze di questo nostro povero sistema Italia…

  41. john - commento N.41 :

    @ Undertaker :
    se come dici tu, ripeto se, le cose dovessero andare così, e quindi, la via Mameli dovesse effettivamente interrompersi all’altezza di piazza Drago, e, perciò, il restante tratto tra via “non solo sport”e piazza Marconi, dovesse restare a se stante, beh, allora ci sarebbe una logica al cambiamento di denominazione. Ma solo in questo caso. E’ che io ancora non ho capito bene quello che verrà fatto, e neanche tu, mi sembra.
    A questo punto, cosa vuoi che ti dica?
    Cambierà la toponimastica, cambieranno i nomi delle vie, e…..resteranno le rotture di maroni.
    Ciao
    john

  42. undertacker - commento N.42 :

    @ John; voglio sperare che sia così e che agli abitanti di quel tratto, purtroppo per loro, nn resterà altro che armarsi di pazienza per tutti i cambi dovuti.
    Cmq vedo che alla fine, senza parlare di B. o dei Comunisti ci si capisce…Quindi, perchè quando parliamo di Jesolo e dei suoi problemi nn li lasciamo tutti dove, secondo me ,starebbero bene, e cioà a …..ahahhahh

    Undertaker

  43. john - commento N.43 :

    Sono più che d’accordo con te, Undertaker, quindi, ricollegandomi alle ultime 3 righe del tuo ultimo post, aggiungo che, bisognerebbe anche capire quando un post è stato scritto unicamente per fare una battuta.
    Credo che anche tu sia convinto che, non riuscire a capire una battuta, o trovare in essa, per partito preso, una offesa o quant’altro, non sia altro che la dimostrazione di una scarsa visione globale di ciò che ci circonda, o una cattiva accettazione del fatto che, ognuno di noi, senza MAI offendere, ha il diritto di dire ciò che vuole, seriamente, facendo satira, o, molto più semplicemente, scherzando.

    john (sempre con la sua solita risata)

  44. Mr. Simpatia - commento N.44 :

    “…ognuno di noi, senza MAI offendere, ha il diritto di dire ciò che vuole”.
    Mai parole furono talmente sacrosante; ma sei sicuro, però, john di adeguarti sempre a tale principio?

  45. italo - commento N.45 :

    Mi rammarico che il cambio di nome di un tratto di via Mameli abbia procurato problemi ai miei concittadini,non era mia intenzione nè dei miei famigliari e dell’Associazione Carabinieri di Jesolo creare disguidi alla cittadinanza. Sicuramente mio padre Pompilio persona sciva e modesta non avrebbe gradito questa pubblicità. Lo spirito dell’Associazione Carabinieri, di cui sono orgoglioso associato, era di dare un nome ad una via che rappresentasse tutti gli Jesolani che combatterono per la patria. purtroppo è capitato a Verago Pompilio e cosa peggiore togliendo lustro niente meno che a Goffredo Mameli, patriota e creatore di qull’inno all’Italia al quale mio padre ed Io prestammo giuramento di fedeltà.Verago Pompilio non riuscì a difedere la sua amata Cavazuccherina come fece il grande eroe Andrea Bafile, ma con lo stesso spirito compì il suo dovere con i Bersaglieri sul Carso. Dovere che svolse con coraggio, serenità ed intelligenza come riportato nella motivazione della decorazione al Valor Militare.Richiamato in servizio per la cattura del bandito “BEDIN”, avvenuta dopo lunghi inseguimenti nella stazione ferroviaria di Mestre.Richiamato per la guerra dll’Africa. Richiamato ancora per la II° guerra Mondiale, si trovò a comandare un posto di blocco a Fiume (ora Rieka) con l’incarico di consegnare alla Corte Marziale i militari Italiani in fuga dall’orribile teatro di guerra jugoslava. Riuscì a salvarne moltissimi, alcuni dei quali Jesolani,(tra cui Vidotto padre). Colgo l’occasione per informare che mi rivolgerò al Sig. Sindaco ed all’Amministrazione Comunale affinchè fenga cancellata qualsiasi iniziativa volta a titolare piazze o vie in Jesolo alla memoria di Verago Pompilio. il Suo nome resterà alla città di San Donà Di Piave in cui è gradito. Per informazione al Sig. luigi Sclebin, comunico che mio padre sapeva scrivere un ottimo italiano avendo freguentato il Ginnasio e che durante il lungo periodo militare non fece verbali di nessun genere. UMBERTO VERAGO DI CAVAZUCCHERINA

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