Per gli Amanti Futurfuturismi Museo Minimo
ven, gen 23, 2009
Il Museo Minimo di Napoli, in quanto proprietario dell’opera “Mistero di Dio” dell’artista Carlo Pecorelli
Vi invita alla Mostra
Futurfuturismi
Artisti partecipanti:
ITALIA Tiziana Baracchi – Pino Conestabile – Carmela Corsitto – Mauro Gentile – Giosuè Marongiu -
Carlo Pecorelli
Claudio Romeo – Roberto Sanchez – Salvatore Starace
AUSTRALIA Pete Spence – Cornelis Vleeskens
CANADA Ed Varney
FINLANDIA Alberto Ferretti
FRANCIA Christian Alle – Françoise Soupel
GERMANIA Michael Fox – Klaus Groh – Henning Mittendorf – Jürgen Olbrich – Schoko Casana Rosso -
SPAGNA Antoni Miró
SVIZZERA Lothar Trott
USA Christine Tarantino
Futurfuturismi
20 febbraio 1909 sulla prima pagina del quotidiano Le Figaro compare il Manifesto Futurista. Filippo Tommaso Marinetti ne è l’ideatore solitario. Il manifesto viene letto e discusso in tutta Europa ma Marinetti deve aspettare il 1910 per trovare alleati in Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo che aderiscono al movimento. E’ insieme a loro che iniziano le serate futuriste che spesso finiscono in rissa. L’8 luglio 1910 il famoso lancio in piazza san Marco di 800000 volantini Contro Venezia Passatista. E’ passato un secolo e Venezia, nemica del modernismo, ha saputo solo realizzare il ponte di “Cascatrava”. E’ anche per questi motivi che questa nostra azione abbiamo preferito realizzarla a Napoli presso lo spazio del Museo Minimo. Uno spazio che ha dimostrato da sempre coraggio e vitalità e Noi gli siamo sempre stati vicini. Noi non siamo soliti restare alla finestra a guardare, a lamentarci su ciò che non ci viene offerto da un sistema dell’arte obsoleto. Il futuro è nelle mani degli artisti. Basta crederci. Giancarlo Da Lio
introduzione critica: Giancarlo Da Lio
dal 10 febbraio al 10 marzo 2009
inaugurazione dalle 18.00
la S.V. è invitata
ingresso libero
Museo Minimo
via detta San Vincenzo, 3
(angolo via Leopardi, 47)
I-80125 NAPOLI
ITALIA
081621170
museominimo@virgilio.it
www.museominimo.it
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gennaio 23rd, 2009 at 16:23
A jesolo ci sono troppi ignoranti
Le persone cresciute negli anni ‘ 50, ‘ 60, ‘ 70, avevano sempre qualcosa contro cui scontrarsi e, attraverso una reazione, definirsi: la borghesia perbene, la polemica studentesca, la lotta politica. Per noi, giovani nel Duemila, non esiste niente di simile. Siamo disimpegnati e individualisti – come ricorda papa Ratzinger – in un mondo che oggi è comunità mediatica. Attraverso una lotta, quelle generazioni sapevano cosa volevano, e di conseguenza chi erano: a noi rimane soltanto essere quello che vogliamo. Siamo così tanti che neanche la competizione può spingerci a combattere: la quantità è tale che annienta la selezione a favore di stage eterni, lavoro precario, stipendi e impieghi senza prospettive. Anagraficamente, siamo figli di chi aveva trent’ anni all’ inizio degli anni ‘ 80, a sua volta figlio di trentenni degli anni ‘ 50. Il punto, grave e notevole, è che questa generazione così numericamente ampia e così sociologicamente libera, è composta da persone che si permettono di essere ignoranti.Alle persone Jesolane cosa può interessare una mostra d’arte per lo più a Napoli.
Testo. C. D. S