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Jesolo città internazionale

gio, gen 8, 2009

Generale, In Primo Piano

Pubblicato in tempi non sospetti nel giornalino dell’amministrazione comunale ad Aprile 2008.
Guarda caso……..

Jesolo città internazionale.

Per molti anni abbiamo pensato che Jesolo fosse internazionale perché meta di turisti che provengono da tutta Europa.
La nuova diffusione della ricchezza ha fatto sì che, complici i cambiamenti epocali della geografia politica, a Jesolo giungano ora turisti da Stati prima impensabili, come russi, ungheresi, romeni, cinesi. Ma attenzione,non dobbiamo rimanere ancorati solo a questa prospettiva.
L’accoglienza, da tempo, non è più solo turistica.
Più difficile è amministrare una città che diventa internazionale perché in essa lavorano e risiedono o, ancora, diventano imprenditori numerosi non-italiani.
Uso il termine non-italiani perché credo che quello di extracomunitari o di stranieri siano concetti parziali e non colgono la complessità di questa nuova realtà che è fatta anzitutto di persone e di famiglie.
Perché queste persone hanno bisogni, aspettative, necessità legate alla vita quotidiana, alle relazioni interpersonali, culturali, religiose, ma anche idee, volontà, spirito di aggregazione.
Inoltre, laddove si riuniscono in comunità esprimono sentimenti di chiusura e di conflittualità soprattutto nei confronti di altre comunità di non italiani.
Ma essi provano il bisogno di diventare anch’essi italiani. Questo significa essere una città internazionale, questa è la sfida che l’Amministrazione dovrà gestire, una nuova accoglienza che significa adeguare servizi – sanitari, sociali, legati all’istruzione -, significa attuare una politica della residenza, comprendere la nuova imprenditorialità.
Ascolto, analisi, coinvolgimento dei non-italiani: molto, molto di più che un semplice permesso di soggiorno… La volontà di una città di orientarsi davvero ai suoi cittadini, ma proprio a tutti.
Anche quelli che l’hanno scelta perché migliore della realtà che hanno lasciato, con un occhio attento ai “figli del paese” che vogliono capire e assorbire senza traumi questo cambiamento.
Mirco Crosera
Consigliere di Forza Italia
Partito del Popolo delle Libertà

Aggiungo ora : “ Un caloroso saluto ragazzi!!!”

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10 Commenti per questo articolo

  1. Stinger - commento N.1 :

    Condivido quanto espresso dal consigliere Crosera.
    Attenzione però! Nell’integrare gli stranieri permettendo loro di usufruire dei servizi socio-assistenziali bisogna avere un occhio di riguardo a che essi non prevarichino i cittadini residenti scavalcandoli in maniera sleale, come spesso succede, nelle graduatorie per la fruizione dei servizi: asili nido, case comunali, mensa scolastica, servizi sanitari, assistenza sociale, contributi per l’affitto, etc.

    Sennò col fischio che vi voto di nuovo !!!

  2. barbossa - commento N.2 :

    Sono in accordo con Stinger. L’integrazione di chi è venuto in Italia per lavorare e per cercare di migliorare la prorpia vita e quella della famiglia, è doverosa. Però attenzione che parliamo di integrazione, quindi noi li accogliamo e gli diamo la possibilità di crearsi una vita sociale dignitosa, però loro devono integrarsi con le nostre usanze e rispettare i nostri credo e le nostre tradizioni, di rimando noi rispetteremo loro. La stessa cosa vale per la burocrazia, non vedo perchè debbano essere agevolati rispetto a noi. Come noi non siamo migliori di loro, loro non sono migliori di noi.

    Barbossa

  3. TOROROLO - commento N.3 :

    Leggo e condivido quanto espresso da Stinger e Barbossa integrando il messaggio con un doveroso richiamo agli imprenditori che assumono di non privilegiare gli stranieri in quanto si accontentano di condizioni retributive e di lavoro inferiori agli italiani, ricordo agli imprenditori che se richiediamo il rispetto delle regole dobbiamo essere i primi a rispettarle….

  4. Dreamer - commento N.4 :

    Concordo con quanto scritto dal Sig. Crosera, e anche con le precisazioni di Stinger e Barbossa, il quale ultimo mi toglie sempre le parole di bocca,…anzi “alle dita”, visto che qui si lavora di tastiera..

  5. devil70 - commento N.5 :

    Scusate ma mi sorge un dubbio, in questo momento di crisi economica, e noi “ITALIANI” sappiamo quanto, questi non-italiani da quale fonte riescono ad attingere per poter usufruire di moneta sonante da investire a Jesolo? Mi sembra che romeni, cinesi, ecc. non se la passino molto bene nel loro paese, visto il numero cospicuo di residenti regolari e non presenti nel nostro territorio. Io da JESOLANO devo fare salti mortali e loro?

  6. angelo1 - commento N.6 :

    DEvil mentre tu da jesolano devi fare i salti mortali i cinesi fanno un salto in un negozio e lo comprano,fanno un salto in un ristorante e lo comprano,fanno un salto in pizzeria e la comprano.
    In questo momento tutti saltano….solo che il salto con i soldi in mano riesce meglio…..

  7. devil70 - commento N.7 :

    Quindi, Angelo1, non importa come, l’importante è che qualcuno compri? Non lamentiamoci poi se le cose non vanno bene! La provenienza di quei mezzi economici e alqunato dubbia o no?

  8. Alberto Teso - commento N.8 :

    Bravo Mirco!
    Anche dall’anima più liberista e liberale di FI, proprio nel momento del transito nel nuovo PDL (in cui noi di AN rappresenteremo l’ala tradizionalista, identitaria e, non mi stancherò di ribadirlo, sociale) arriva un segnale positivo di accoglienza per questi sfortunati che sono, non dimentichiamolo, prima di tutto dei bambini e del ragazzini bisognosi di aiuto.
    Sono veramente orgoglioso di come ci siamo mossi, come PDL, in tutta questa triste vicenda, ed anche in questo forum sono emerse più volte le posizioni vere e sincere di Forza Italia.
    Accoglienti con chi chiede aiuto ed inflessibili con chi delinque: questa, a mio avviso, la linea che dovremmo sempre tenere. Senza mischiare mai le due posizioni (se vogliamo continuare ad andare d’accordo: basta indulti e condoni, insomma…).
    In conclusione, mi permetto di fare una riflessione un po’ banale ed un ricordo, per me, struggente.
    La riflessione.
    Non vorrei che un domani i miei due bambini dovessero scappare in Svizzera o in Austria perché qui non ci possono più stare, e trovassero ad aspettarli degli esagitati che gridano: “Tornate a casa, Italiani di merda!”.
    Il ricordo.
    Nel 1945 mio padre aveva otto anni.
    Era inverno, lui non si ricordava il mese. In campagna non si stava tanto male ma, tanto per chiarire la situazione, un maestro era riuscito a riaprire una scuola e ogni bambino, al mattino, portava un pezzo di carbone per la stufa… (niente zainetti colorati o scarpe all’ultima moda, quindi).
    Passò per Eraclea una colonna tedesca.
    Diversi bambini del paese andarono, di nascosto, a guardarla passare.
    Un soldato, vedendoli lungo la strada, prese una tavoletta di cioccolato e la divise con loro.
    Poi riprese la marcia, salutandoli con la mano.
    Mi padre mi raccontava che quella cioccolata era buonissima…
    Domani porterò al centro della Croce Rossa un carico di coca cola e aranciata… in cambio di quella tavoletta di cioccolato.
    Non dimentichiamo chi siamo e da dove arriviamo.

  9. forzista - commento N.9 :

    Caro Mirco,
    mi è piaciuto questo tuo pezzo, specialmente letto ora con il senno di poi. Però la dichiarazione del Gruppo consiliare FI comparsa oggi sui giornali è di segno totalmente opposto. Vi lamentate del fatto che la struttura CRI sia stata utilizzata ancora una volta come centro di permanenza di immigrati. Un motivo per liberarsene e utilizzare in altro modo la preziosa area frontemare.
    Inoltre il ministro si è permesso di disattendere una vostra indicazione che si dovrebbe intuire da un ODG trattato in Consiglio comunale. Intendete sfiduciare Maroni?
    Puoi quindi chiarire meglio la vostra posizione? Tanto per capire prima di tutto se è condivisa all’interno del nostro stesso partito.
    Grazie.

  10. angelo1 - commento N.10 :

    Caro Alberto approfittatene perchè avrete voce in capitolo ancora per due,tre mesi poi come ha ammonito ieri il Cav. dovete rientrare nella maggioranza silensiosa:
    “Gianfranco cerca visibilità. Ma così il ruolo lo perde e non lo trova. Sta sbagliando tutto. Se cerca spazio nel futuro del Pdl, così farà solo la fine di Casini. Lì ce lo abbiamo messo noi e non il Pd”.
    Da qualche settimana Silvio Berlusconi ha messo nel mirino il presidente della Camera. E anche la strigliata fatta ieri al governo non l’ha digerita. Anzi, lo ha mandato su tutte le furie.

    Eppure, quel che è accaduto ieri pomeriggio nell’aula di Montecitorio non è stato solo lo “scontro” sulle formalità istituzionali. Non si tratta esclusivamente di un battibecco tra il Cavaliere e il leader di An. Ma è la rappresentazione plastica delle tensioni che stanno agitando la maggioranza. E già, perché dietro la questione di fiducia si è giocata una partita molto più ampia. Che ha contrapposto le due “anime” che si contendono la supremazia nel centrodestra. Il partito del nord contro quello del sud. Giulio Tremonti contro Fini. La Lega di Bossi contro Gianni Letta. Il premier media, ma con il dente avvelenato nei confronti dell’inquilino di Montecitorio.

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