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Chi comanda (veramente) in Italia?

Secondo una recente analisi dell’Antitrust, l’ottanta per cento delle società quotate a Piazza Affari sono espressione di un anomalo “capitalismo relazionale”: in sostanza, quasi la totalità delle maggiori imprese italiane sono controllate dagli stessi gruppi di potere, che ne detengono i pacchetti azionari di riferimento e nominato i componenti dei vari consigli di amministrazione, nei quali spesso siedono, di conseguenza, le stesse persone. Anche nei casi di “azionariato diffuso”, ossia quanto le azioni sono disperse tra milioni di piccoli risparmiatori (pensiamo ai titoli storici della nostra borsa, come Fiat e Generali), basta la concentrazione in poche mani di percentuali azionarie quasi irrisorie, perché pochi gruppi organizzati possano, di fatto, decidere le sorti di una grandissima azienda, in cui magari l’80 od il 90% dei titoli, in quanto detenuti da milioni di persone “disorganizzate”, non pesano praticamente nulla ai fini del controllo aziendale.
È un fenomeno basato sugli incroci di ruoli e sullo scambio di connessioni, tanto efficace quanto preoccupante, ma che non sarebbe peculiare della nostra vituperata Penisola.
E infatti, le 40 Bule Chips francesi, inglesi e tedesche sono nelle stesse condizioni di quelle italiane: riferisce il Sole 24 Ore del 13 gennaio scorso che “in Francia ed in Germania praticamente tutte (39 su 40) le più importanti società quotate sono collegate tra loro attraverso uno o più amministratori in comune”. La situazione sarebbe solo di poco migliore in Gran Bretagna, dove le “interconnesioni” interessano “solo” 28 società su 40.
E’ chiaro che ci possono essere dei casi in cui un manager viene insediato in un CdA per le sue notevoli capacità, indipendentemente dal gruppo azionario cui fa riferimento e che, quindi, trattandosi di persona particolarmente preparata e competente, possa poi ottenere incarichi in altre società quotate per meriti propri, senza spinte o pressioni esterne.
Ma sarebbe banale, se non infantile, immaginare che tali ipotesi rappresentino la maggioranza dei casi: in realtà, è evidente che, se le maggiori società quotate europee sono strettamente interconnesse tra loro, in quanto gli amministratori sono spesso gli stessi, significa che anche gli azionisti di riferimento che li nominano sono, nei modi più diversi, strettamente collegati tra loro (la ricerca riguardava solo il vecchio continente, ma ci sono fondati motivi per ritenere che anche la Borsa americana rivelerebbe la medesima anomalia, probabilmente meno evidente rispetto ai listini continentali e più vicina al modello inglese che comunque, come abbiamo visto, contiene una percentuale rilevante di “interconnessioni”).
La conclusione è, ovviamente, che le Borse mondiali sono controllate da pochi gruppi di potere che, lungi dall’essere in contrapposizione, spesso condividono le stesse posizioni, siedono agli stessi tavoli, assumono le stesse decisioni.
Tali potentati economici che influenza hanno sulle scelte politiche di un paese?
Nel suo più recente romanzo, l’Ultima sentenza, John Grisham racconta le spregiudicate manovre di una lobby industriale per condizionare (anzi: determinare) l’elezione di un giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti che, nei sistemi di common low, racchiude in sé un poter enorme, a metà tra il Parlamento, la Corte Costituzionale e quella di Cassazione.
È un romanzo, ovviamente, frutto della fantasia di grande affabulatore, ma alla luce delle considerazioni svolte prima, fa abbastanza riflettere…
Alla domanda iniziale, quindi, potremmo provocatoriamente rispondere affermando che in Italia non comandano affatto Berlusconi, Tremonti, il Papa o tutti gli altri personaggi che ci potevano venire in mente, ma un piccolo gruppo di persone, eleganti e discrete, che non appaiono in TV, che hanno molte conoscenze all’estero ed i cui nomi, magari, sfuggono ai più…
E’ solo fantapolitica?

Alberto Teso

21 Commenti per questo articolo

  1. punks not dead - commento N.1 :

    non è fantapolitica.
    posto che di Berlusconi ormai si sa tutto, la domanda logica che verrebbe da farsi conseguentemente sarebbe: “come mai la parte politica che dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia si è concentrata SOLO sul conflitto di interessi di Berlusconi e non ha denunciato con altrettanta forza questa situazione?”.
    Già, come mai?

  2. serious sam - commento N.2 :

    credo che per farci un’idea ,almeno nel caso italiano, possiamo riferirci alla “mappa del potere” di Beppe Grillo, dove un amministratore delegato lavora in più aziende anche in concorrenza tra loro controllando così anche le borse italiane..
    Anche in America le multinazionali che sovvenzionano il presidente di turno ,dopo la sua elezione, avranno un “tornaconto” per le spese di campagna, ma non credo che ci sia niente di nuovo…
    credo che non sia solo fantapolitica ma pura realtà dei fatti, molto pericolosa e molto presente sul territorio non solo nazionale ma mondiale, dove la legge che conta è la legge di mercato… ma finchè lo stato non emana leggi per evitare l’abuso di mercato, anche perchè, oggi è il mercato stesso a invadere la sfera morale della collettività costringendo le attività abitudinarie a seguire uno certo schema…
    Credo quindi che (sopratutto) i personaggi politici abbiano un certo peso su queste questioni, ma forse che ci sia qualche gruppo oligarchico sotto a muovere certe leve…

  3. BastianContrario - commento N.3 :

    nulla di nuovo, http://www.casaleggioassociati.it/oracolo/

  4. angelo1 - commento N.4 :

    punks not dead
    Gennaio 17th, 2009 at 11:30
    non è fantapolitica.
    “come mai la parte politica che dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia si è concentrata SOLO sul conflitto di interessi di Berlusconi?

    La risposta è semplice:e l’unico imprenditore che per salvare i suoi interessi E’SCESO IN CAMPO.

  5. alfredo - commento N.5 :

    Come al solito l’articolo di Alberto Teso è molto interessante e propone un tema di discussione appassionante.
    Seguo da un po’ di tempo la questione e trovo che il ragionamento di Teso vada nella giusta direzione.
    Manca però un anello.
    La POLITICA
    L’anello che unisce la possibilità di operare nell’ombra da parte di questa sorta di “Spectre” transnazionale ed il consenso “popolare” a tutte le manovre che portano questa superclasse a governare questa nostra parte di mondo.
    Noi non possiamo immaginare due mondi paralleli che non si parlano, che non si riconoscono , che non hanno interessi in comune.
    Quì entra in gioco appunto la Politica, ovvero la mediazione tra superpotere e consenso diffuso.
    Mi pare che Silvio Berlusconi rappresenti il perfetto anello tra queste due realtà.
    Imprenditore con mille agganci e uomo della comunicazione popolare (diciamo populista?), spesso geniale, icona pop.
    Ex (?) P2 ma anche presidente (vice) del Milan, amico di Putin (ex KGB) e nemico degli ex comunisti (italici), e così via…
    Propongo uno spettacolo ed un titolo di un libro.
    Lo spettacolo è quello nuovo di Beppe Grillo.
    L’ho nel PC ( non ti posso dire come…) e ti assicuro che quasi per intero tratta questi temi.
    Forse è meno divertente dei monologhi degli anni passati, ma certo più dentro i temi dell’economia di crisi di questi giorni.
    Poi proporrei “Superclass” (mondadori), libro interessante in cui si parla di una super classe mondiale che domina il pianeta e determina le scelte grandi e piccole fatte da governi ma anche dai singoli individui.
    p.s.
    il cane da guardia della democrazia, in genere, è rappresentato dalle forze che si autodefiniscono liberiste. In Italia le forze liberiste hanno come leader un monopolista. bello o brutto che sia, buono o cattivo, trattasi di monopolista.
    si riesce a trovare un piccolissima stranezza in tutto ciò?
    alfred

  6. punks not dead - commento N.6 :

    Berlusconi è un populista, un monopolista, un imprenditore con mille agganci e molte altre cose.
    Il fatto è che Berlusconi negli ultimi 15 anni è stato rivoltato come un calzino da magistrati e giornalisti. Di lui si sa di tutto di più.
    Il tema qui è un altro.
    Ciò di cui NON si parla, ciò che NON si sa.

    Però su una cosa hai ragione, manca un anello.
    Uno lo abbiamo, quello tra Berlusconi (politico) e le sue aziende.
    Anello N.1.

    Poi abbiamo altre aziende importanti, nomi grossi (non amici di S.B.) e un altro grosso schieramento politico. Qui l’anello non c’è. Apparentemente.
    Ognuno va per conto suo, niente anelli. O almeno, nessuno ne parla.
    Anello Mancante.
    O no?

  7. admin - commento N.7 :

    Perfettamente d’accordo.
    alfred

  8. Alberto Teso - commento N.8 :

    Silvio Berlusconi rappresenta, per certo, l’esempio apparentemente più calzante della commistione tra poteri forti e politica di cui all’articolo introduttivo.
    In realtà, però, l’esempio calza solo parzialmente.
    Berlusconi non rientra (o forse, non rientrava fino a qualche anno fa) nello schema proposto, perché il nostro Premier non ha mai avuto accesso ai “salotti buoni” della finanza milanese, perché è sempre stato considerato un outsider, un parvenu, sia della politica che dell’economia.
    Per la Milano-bene e, di conseguenza, per tutto il mondo finanziario italiano ed europeo, Berlusconi è sempre stato visto dai “veri” potenti (quelli che potevano telefonare ad Enrico Cuccia, sapere in anticipo cosa sarebbe stato pubblicato sul Corriere la mattina seguente e decidere un megafusione tra banche sul ponte di uno yacht…) una sorta di palazzinaro arricchito, uno che beve troppo alle feste, canta a squarciagola, ride sguaiatamente e, magari, tenta anche di toccare il sedere alle ragazze…
    Un tipo un po’ così, insomma: uno che avrebbe fatto parlare di sé per qualche tempo e che poi sarebbe passato, come tanti altri. Mentre nei veri salotti buoni le persone che veramente contano, avrebbero continuato ad incontrarsi, parlare d’affari, indicare ministri e sottosegretari.
    Lungi da me pensare che il nostro Presidente del Consiglio sia un uomo senza macchia e senza paura: di lui sappiamo praticamente tutto e credo non sia necessario aggiungere nulla.
    Quello che, purtroppo, non sappiamo è chi altri siano gli italiani in grado di controllare la finanza nazionale, dove siedano i manager da loro nominati, quali siano i ministri che a loro fanno riferimento ecc.
    Credo che quando si fa accenna ai “cani da guardia della democrazia” si faccia riferimento anche a questo: la sinistra fa benissimo a non perdonarne neanche una a Berlusconi, a controllare quali leggi possano essere emanate a suo uso e consumo, a metterlo alla berlina quando vengono a galla quegli intrecci di potere di cui abbiamo parlato. Questo deve fare e questo è il compito di un’opposizione.
    Ma l’accanimento con il quale ci si scaglia contro il Premier rischia di distogliere l’attenzione da tutti gli altri (i veri) poteri forti. Che ci saranno anche quando Berlusconi resterà solo un nome su una nota a piè pagina di un libro di storia.

  9. alfredo - commento N.9 :

    D’accordo su tutto, Alberto.
    Io infatti il S.B. lo dipingevo come anello, congiunzione, non come man in black.
    In ogni caso adesso in mediobanca abbiamo una berluscona, quindi il futuro dei governanti di arcore sarà radioso.
    La sinistra?
    boh, è impegnata ad autocannibalizzarsi.
    Però devo anche dire una cosa che penso da anni.
    Cosa sarebbe successo se, una volta al comando, avesse varato una legge che impediva al principale esponente dell’opposizione di andare al potere?

  10. angelo1 - commento N.10 :

    La domanda vera: perchè non l’ha mai proposta?
    Forse perchè la sinistra non sa essere propositiva?

  11. rodolfo - commento N.11 :

    Che ci sia una elite transnazionale, ristrettissima, che ha in mano i destini (e le scelte) del mondo è pacifico (aggiungo anche il libro di G.Chiesa Superclan, Feltrinelli).
    Che si sia passati, nel corso della seconda metà dello scorso secolo dalla politica economica alla economia politica è altrettanto vero.
    D’accordissimo anche sul ruolo della politica come elemento di congiunzione tra l’iperclasse ed i consumatori.
    Mi chiedo solo se questo modello globale è applicabile anche a Jesolo.
    Chi comanda VERAMENTE a Jesolo?
    I partiti? quali?
    Un superclan? quale?
    Di sicuro penso che vi sia molto da dire intorno a questa “realtà ravvicinata”.

    Rodolfo

  12. rudy - commento N.12 :

    Comanda il superclan degli ex democristiani. E chi sennò?
    Abbiamo più di una “eminenza grigia”.

  13. angelo1 - commento N.13 :

    “eminenza grigia”
    direi grigio cemento.

  14. rudy - commento N.14 :

    Quella è la conseguenza delle scelte velatamente imposte dalle eminenze grigie, angelo.

  15. angelo1 - commento N.15 :

    Però in generale voi jesolani siete tutti conniventi. Ho cercato di portare avanti,pur non essendo jesolano,la storia denunciata da Rugolotto sui parcheggi illuminati, a suo dire, a spese del Comune ,ma nessuno,nemmeno i due emeriti adamin,si son presi la briga di farsi dare e pubblicare su questo forum la delibera in oggetto che costava al mzx un euro in fotocopie e una domanda all’ufficio preotocollo del Comune.
    Non chiedevo una videointervista al Sig.Sindaco sull’argomento.
    Anche perchè per etica professionale se si intervista il Sig.Sindaco dandogli del Tu, è poi difficile, quando sull’argomento fognature l’intervistato si arrampica sugli specchi,chiedere di spiegarsi meglio.
    Senza voler insegnare niente a nessuno.
    E anche nel palazzo comunale il grigio esternamente e internamente è il colore dominante.

  16. rudy - commento N.16 :

    Angelo, secondo me la briga di queste cose un cittadino normale non se la va certo a prendere. Se ne discute, ognuno dice la sua, ma poi finisce lì. Semmai son i politici a dover darsi da fare. A chiarire pubblicamente la questione. Da questo a dir che noi jesolani siamo tutti conniventi. Mah! Mi pare che nella tua San Donà non ci sia molta più chiarezza. Vedi il vostro sindaco col famoso vigile, i dispetti che si fanno, i soldi mal spesi, e così via.

  17. angelo1 - commento N.17 :

    Rudy come se dise in veneto “mi no vae a combatta”
    Sicuramente,come tu dici, a San Donà ci sono degli scontri feroci tra il Sindaco e il Maggiore Pasetto con una sola differenza: da noi grazie alle sollecitazioni dei cittadini,dello stesso Pasetto e mosestamente mie personali sono arrivati gli ispettori del Ministero e della Corte dei Conti con i seguenti risultati,cito i più importanti,:
    -annullamento delle promozioni non dovute nella polizia locale con un sacco di stellette buttate ne cestino e richiesta di rimborso della parte di stipendio eccedente;
    -scoperta che la Ditta a cui era stato dato l’incarico di calcolare gli stipendi di tutto il personale del Comune aveva commesso errori di impostazione(riconosciuti dalla Ditta stessa) con la richiesta già operante di restituire 2,000,000 di euro;
    azzerramento delle progressioni verticali e orizzontali non dovute o non conformi alle norme vigenti con richiesta di annullamento degli aumenti di stipendio8Già operante);
    -trasferimento quasi certo del Maggiore Pasetto in altra amministrazione.
    E non è ancora finita perchè l’ispettore dedl Ministero ha già preannunciato una nuova visita in Comune.

    Quindi se i cittadini si muovono non è vero che è tempo sprecato.
    Se lasciamo questo compito ai politici ti cito un’altro detto veneto:can no magna can.

  18. zorro - commento N.18 :

    Nel Mondo, in Europa, in Italia, a Jesolo e dovunque chi comanda VERAMENTE è il denaro e le sue regole. Quello che vediamo, un miliardo di persone con la panza, e gli altri 5 affamati e assetati e travolti dai nostri rifiuti (non solo materiali), è solo una conseguenza.
    Anche le elite sono sotto il suo potere.

    Zorro

  19. BELTIPO - commento N.19 :

    appunto. il denaro.
    e in Italia chi ne è ben provvisto è il nostro capo del governo.
    qui comanda lui, altrimenti non si spiega come ha fatto a farsi eleggere nuovamente.
    era meglio avere un capo di governo meno ricco, ma che venisse invitato all’insediazione del nuovo presidente americano.

  20. angelo1 - commento N.20 :

    Quando Obama è stato informato che Berlusconi non sarebbe andato alla cerimonia di insediazione,il nuovo Presidente ha esclamato:<>

  21. angelo1 - commento N.21 :

    Se viene Apicella non cambia niente!

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