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Arrivano o non arrivano?

E’ l’argomento del giorno.
Passate le feste, passata la messa di mezzanotte, i buoni cristiani della nostra città hanno appreso con un certo sconcerto che una banda di una ottantina di giovani “abbronzati” , arrivati con qualche barcone low-cost, dovrebbe arrivare presso i locali della Croce Rossa a Jesolo, proprio Jesolo, la città di miss italia nel mondo.
Con i pan e vin non ancora spenti.
Evidentemente un oltraggio bello e buono.
E subito i difensori della venetitità (si dirà così?), del biancore delle facce, quelli che i negri li voleva Prodi, si sono subito eretti a baluardo contro l’invasione delle giovani orde islamiche,  futuri spacciatori e prostitute.
Sul Gazzettino on line, oltre all’articolo sull’arrivo dei clandestini si possono  leggere i commenti dei lettori.
Un campionario di luoghi comuni, un affannarsi a descrivere situazioni catastrofiche e un razzismo strisciante, macché strisciante,  xenofobia allo stato puro, un pranzo di natale grandioso per la lega e per alcuni movimenti di estrema destra.
Poi c’è la posizione di AN che, a partire dall’on. Ramponi in giù, benedice l’arrivo e fa motivo di orgoglio “di tradizione sociale” avere una certa pietas nei confronti di questi giovani sventurati.
Questi atteggiamenti sono per il sottoscritto come un terremoto dal punto di vista ideologico. Balla un po’ tutto il mio armamentario di idee e concetti. Comunque, complimenti, perché era veramente facile attaccarsi al carrozzone dei  duri e puri “basso piave o morte”.
Ma andiamo avanti.
C’è poi la posizione del Sindaco, Francesco Calzavara, stretto, sembra, tra l’esigenza di dare un aiuto a questi ragazzi e alla Croce Rossa e gli strattonamenti dell’ala più destra della sua maggioranza (Lega).
Posizione poco invidiabile.
La via d’uscita pare però trovata nell’errore di comunicazione dell’età dei giovinastri. Non 12, 13 anni ma tra i 14 e i 17.
Più autonomi, meno controllabili e probabilmente più soggetti a recepire messaggi sbagliati offerti dalla criminalità.
Tutto è possibile e la giustificazione ha una certa ragione.
Vedremo.
Per ultimo due parole sulla sinistra.
Ho letto sulla Nuova le dichiarazioni di Ferro e Rugolotto.
Colpa sicuramente mia, non ci ho capito molto.
Ma se devo leggere in background il ragionamento del consigliere Ferro che dice che è colpa dell’amministrazione che non si è attivata nel riconvertire l’area in stabilimenti termali, dicevo in background si può leggere “colpa vostra se adesso abbiamo sta seccatura”.
Pronto ad essere smentito.
PD, visto anche il sito, non pervenuto.
Chiesa, come sempre, non pervenuta.

p.s.
mentre scrivevo questo articolo è giunto in redazione uno scritto di Claudio Ferro, consigliere comunale del SI.
Non mi pare in contraddizione con quello che ho scritto qualche riga più su, con alcune aggiunte che mi fanno riflettere e mi pongono delle domande.
1. In che senso Jesolo non è attrezzato per rocevere profughi? La città è attrezzata per prevedere Miss Italia, milioni di turisti in estate, centri commerciali a gogò ma non è attrezzata per una struttura di accoglienza?
2. Cosa significa che la croce rossa è uno spreco di denaro pubblico? pensa che fino a ieri credevo che lo spreco di denaro pubblico provenisse dalla politica, dagli affari connessi, dalle tangenti, dalle opere cominciate e mai finite, dalle metropolitane milanesi che costano dieci volte quelle di altre capitali europee…
D’accordo sul discorso terme, ma oggi non mi sembra il giorno giusto per parlare di questo.

Ci aggiorniamo.
alfred

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4 Commenti per questo articolo

  1. angelo1 - commento N.1 :

    La malagestione della Croce Rossa
    Il provvedimento è il numero 397/08, del 4 novembre 2008 e proviene direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: la Croce Rossa Italiana è commissariata. Il documento è chiarissimo. «Considerate le gravi carenze e irregolarità di gestione dell’Associazione, in particolare emerse dalla verifica amministrativo-contabile effettuata dall’ispettorato generale di Finanza della Ragioneria generale dello Stato presso il Comitato centrale della Associazione Croce Rossa Italiana – corpo militare – condotta dal 20 febbraio al 16 giugno 2008 i dottor Francesco Rocca è nominato commissario straordinario dell’Associazione Croce Rossa Italiana, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione». Firmato: Maurizio Sacconi.

    Dopo anni di scandali, inefficienze ma anche di numerosi interventi a favore dei meno fortunati e delle popolazioni in guerra, la Croce Rossa passa alla gestione d’emergenza, un po’ come è accaduto a Napoli per il problema rifiuti. Al governo la situazione è apparsa catastrofica.

    L’ordinanza commissariale del 14 novembre 2008, prevede inoltre che «gli Organi Statuari dei Comitati Regionali, Provinciali e Locali della Croce Rossa Italiana sono sciolti» e i rispettivi presidenti «assumono l’incarico di Commissario». Stessa sorte anche per gli Ispettori delle componenti volontaristiche, a loro volta sciolte dal provvedimento.

    Eppure la Croce Rossa resta in mani ‘note’. Francesco Rocca, infatti, è stato fino allo scorso settembre, per poco più di un anno, capo del dipartimento socioassistenziale della stessa Croce Rossa. «Sono onorato del nuovo incarico che mi è stato affidato e che considero un vero atto di fiducia nei miei confronti da parte del Governo – ha dichiarato Rocca – dopodiché sono consapevole che ci sarà molto da lavorare, a causa della situazione delicata in cui versa l’Ente, in merito soprattutto alla questione dei volontari ‘in periferia’ e alla condizione finanziaria. Tutto ciò richiederà un grosso impegno da parte mia e del comitato centrale». Mentre il l’ex-presidente Massimo Barra ha sottolineato «E’ indicativo che ci siano stati nella Croce Rossa per sette anni un presidente, e per 18 anni dei commissari di governo. Ciò significa che i vari governi, di qualsiasi colore fossero, non erano tanto interessati al fatto che l’Ente rappresentasse un organismo indipendente e sovrannazionale, ma quasi una loro proprietà, un ‘paraministero’». E sul fronte del debito ha aggiunto: «Il 28 dicembre 2005, data del mio insediamento ho ereditato un buco di cassa con la Bnl di 57.553.623,90 euro. Lascio al mio successore un buco di 18.888.705,57 euro. Questi numeri dimostrano ampiamente – conclude Barra- che sono stato artefice di un risanamento clamoroso». Ma la Croce Rossa, almeno per i prossimi 12 mesi, resta in emergenza.
    EF
    © Periscopio

  2. undertacker - commento N.2 :

    Scusa Alfred ma sono stanco di sentir parlare di “profughi”. Ma profughi da che? Se alle volte (quasi sempre) nn si sà con certezza da dove arrivino sti uomini, ah! sì perchè sono sempre in maggior parte uomini o sbaglio? Poi tu parli di xenofobia, bel parolone forte, ma alla fine mi devi, se vuoi, spiegare perchè noi dobbiamo sempre essere i soliti pecoroni e farci carico dei danni e mali altrui? Nn sarebbe ora che si agisse direttamente sul luogo di partenza? (ah! è vero bisognerebbe conoscerlo) e che chi ne è il responsabile se ne facesse carico? Ultima cosa, come mai nei luoghi di origine soldi per mangiare nn ne hanno ma per comprare armi e munizioni sì? Come mai tuti hanno un Kalashnikov ma muoiono di fame?
    Sinceramente sono stanco di falso pietismo, abbiamo anche noi i nostri problemi e belli grandi, ma purtroppo l’immagine dell’italia nel mondo Africano è del paese di Bengodi dove tutto puoi fare che nessuno dice niente…
    Saluti Undertacker

  3. admin - commento N.3 :

    In tutte le scuole in cui ho insegnato, o fatto il commissario d’esame, vige ormai una buona e meritoria “abitudine” : quella dell’adozione a distanza di bimbi africani. Lo fanno direttamente gli studenti e gli insegnanti. Anche in altri ambiti questo genere di solidarietà si sta radicando, ed è una risposta umanitaria importante perchè favorisce la sviluppo in loco di quelle condizioni di minimo decoro che ogni persona della terra merita. Ma sono gocce nell’oceano. Il divario tra l’Occidente ed il resto rimane abissale.
    Quella che ci ostiniamo a chiamare emigrazione in realtà è, come da tempo sostiene tra gli altri Umberto Eco, una migrazione. Il significato tra le due parole è assai diverso. La prima è un atto che comprende un eventuale ritorno, la seconda invece è la ricerca di un altro luogo, lontano dalla patria, dove stabilirsi perchè le condizioni generali sono migliori sia per le opportunità economiche, sia per quelle sanitarie e scolastiche.
    Non ci sono muri o leggi che possano fermare le migrazioni, la storia lo insegna in tante pagine ed epoche diverse.
    Se l’Africa è al palo per ogni aspetto e parametro relativi a giustizia storica, la responsabilità non può essere certo riferita ai suoi abitanti. Il “continente nero” è stato selvaggiamente depredato di tutte le sue risorse da almeno tre secoli in modo intensivo. L’Africa ha fornito schiavi alle corone spagnole e portoghesi, agli Stati Uniti. Basti guardare alla composizione di popoli come Francia, Inghilterra e Olanda per vedere che ruolo ha avuto l’Africa nella creazione della loro potenza.
    Noi stessi, quando abbiamo voluto procurarci un posto al sole, da fine ottocento fino al fascismo, non abbiamo esitato a conquistare Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia ecc. con le armi.
    L’Europa ha grandi responsabilità storiche, mi sembra un dato inoppugnabile. Le due guerre mondiali, preludi evidenti della globalizzazione, sono state combattute per disegnare i nuovi assetti degli approvigionamenti energetici dell’Occidente. Ma esistono colonialismi e colonialismi. Quello inglese, per esempio, in India, non è stato un colonialismo di rapina, bensì un rapporto di forza che comunque ha creato un interscambio importante dal punto di vista culturale, lo dimostra il fatto che l’India è diventata una potenza mondiale. E sarà così per il Brasile e per l’Indonesia, probabilmente.
    L’Africa invece è stata semplicemente rapinata. Prima è stata messa a ferro e fuoco da molte potenze europee, poi è servita da teatro di guerra dove sfogare le tensioni tra i due blocchi, russo e americano, infine è diventata terreno di conquista e di affari da parte di potentissime multinazionali, che hanno armato le diverse fazioni tribali per prendersi o smistare quel che si voleva, senza nel contempo creare alcuna cultura o struttura di autogoverno. Digitate su google africa+multinazionali e leggete: è interessante.
    Ora che l’Occidente, ed il suo sistema economico, scricchiola in modo preoccupante, non accettiamo l’effetto ovvio di secoli di sfruttamento indiscriminato, irresponsabile e violento? E dove dovrebbero andare, gli africani? I popoli migrano laddove ci sono più opportunità, e noi italiani siamo tra questi. Eppure c’è chi ignora questo elementare dato di fatto.
    La storia presenta sempre il conto, e sempre molto dopo che si è consumato questo o quell’evento.
    La spinta del Sud del mondo si farà sempre più forte, nei prossimi anni, e non ci saranno muri a contenerla, a meno che non vi siano politiche mondiali volte ad un riequilibrio del possesso e dell’uso delle risorse.
    E’ questo lo sfondo che produce i “profughi”, non una morale individualista e utilitaristica che invece appartiene principalmente ai visi pallidi, come qualcuno vorrebbe farci credere.
    Anche questo non andrebbe dimenticato.
    Per questo Jesolo,che nel suo piccolo, avrebbe potuto dare un segno grande di solidarietà concreta, ha preferito mercanteggiare sul numero di persone (come fossero cose)da accogliere. Ha detto sì, poi ni, poi alcuni NO!, dando l’immagine(questa sì in tutta Italia) di una cittadina chiusa ed ottusa. Anche la solidarietà’ , cristiana e laica, sono degli ottimi biglietti da visita.
    Conosco jesolani che tramite le organizzazioni religiose e laiche le vacanze se le passano nelle zone più flagellate dell’Africa, dove aids e fame e sete e degrado inimmaginabili tolgono ogni dignità al vivere di milioni di PERSONE.
    Eppure, prima del novecento, vale a dire prima dell’ultima, poderosa rivoluzione industriale, il continente Africano non conosceva la guerra se non a livello pressochè simbolico.
    Chi torna da quelle zone ritorna diverso, cambiato, turbato nel profondo della coscienza.
    Ecco una prima cosa da fare. Andare a vedere, toccare con mano, capire le ragioni. Altro che appelli su Facebook dove si cerca di creare un muro verso l’accoglienza (che dev’essere pensata, ben distribuita, onestamente organizzata ma mai rifiutata).
    Gli scenari mondiali non sono eterni, non lo sono mai stati.
    Attenzione a negare la mano a chi ha bisogno. Potrebbe ri-accadere anche ai nostri giovani, un giorno non lontano, riprendere le valigie dei bisnonni e partire. Già lo fanno i nostri migliori cervelli, che possono valorizzare le proprie potenzialità solo all’estero (sono anche loro, in un certo senso, dei “profughi”, no?).
    I nostri ragazzi avranno domani quel che noi diamo oggi.
    In queste ore, dopo una serrata e agghiacciante trattativa sul numero e sull’età, i giovani ragazzi di colore stanno arrivando Jesolo.
    Benvenuti ragazzi!

    Rodolfo

    P.S. Stanno arrivando tempi in cui sarà necessario un ripensamento generale, un reset pieno di insidie. Meglio attrezzarci, meglio non stare troppo tempo aggrappati a facebook a contare quanti amici e amiche abbiamo. Diceva Bush Jr che il “nostro tenore di vita non è negoziabile”. Aveva torto, come i fatti ci dimostrano di giorno in giorno.

  4. giacomo1960 - commento N.4 :

    speriamo che questi ragazzi si comportino bene. E’ già successo in passato che gli ospiti della Croce Rossa non abbiano rispettato le regole della civile convivenza.
    Non ho invece capito l’ironia su face book. Effettivamente da quando è scoppiata questa moda trovo il forum molto ingessato.
    Giak.

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