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al mercato del contadino qualcuno fa il…furbino

Scusate ma rilancio.

Mi sembra impossibile che su un fatto abbastanza importante come l’apertura settimanale di un mercato ortofrutticolo a Jesolo Paese sia fonte di scontro tra un assessore di maggioranza ed un consigliere comunale e non si riesca a venirne a capo con una parola definitiva.

Da una parte c’è l’assessore Boccato che rassicura sulla provenienza delle merci spiegando che ogni lunedì (giorno del mercato) la Polizia Locale svolge una accurata indagine per stabilire che tutto è a posto, e dall’altra il consigliere (di maggioranza) Crosera che, insieme a Moro, presidente dei commercianti, lancia l’accusa affermando che i prodotti provengono da un po’ tutte le parti d’Italia e anche dall’Europa. Solo in parte dalla produzione locale.

Uno dei due ha ragione.

Ma uno dei due ha torto.

(ah la logica…)

arriverà una risposta?

alfredo

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9 Commenti per questo articolo

  1. agre - commento N.1 :

    …tira aria di burrasca per Crosera,secondo logica.

    Agre

  2. angelo1 - commento N.2 :

    Domani tutti al mercato a controllare e…a comprare con l’atlante geografico.

  3. Gary Baldy - commento N.3 :

    Scusate, ma mi pare che alcuni chiarimenti sull’argomento siano stati già fatti. Allego l’articolo apparso sul “Gazzettino” in data 31 dicembre 2008, dove si riporta il sondaggio condotto da ADICONSUM, dal quale risulta che i consumatori siano soddisfatti dell’iniziativa.
    Consumatori = cittadini di Jesolo, quindi, anche se qualche problema lo dà ai commercianti del settore, mi pare chiaro che, in linea generale venga incontro alle richieste della gente. Oltretutto la stessa iniziativa è stata attuata anche in altri Comuni italiani, visto che è prevista da legislazione nazionale e regionale
    Per quanto riguarda la presunta presenza di merce non proveniente dai produttori partecipanti al mercato, è giusto che vengano eseguiti adeguati controlli per verificare se qualcuno fa il “furbetto”.
    A proposito di “furbetti”, sembra che anche qualche commerciante vada a modificare i prezzi al ribasso la giornata del mercatino, per poi farli risalire quando la concorrenza se n’è andata…
    Tutto lecito, ma mi pare che anche questo sia un comportamento “furbo”, ma magari non proprio correttissimo.

    Piccolo appunto al consigliere Crosera: non faccia come la protagonista di“Alice in the wonderland”, romanzo di Lewis Carrol italianamente conosciuto come “Alice nel paese delle meraviglie”, sia in questo caso che nel caso “illuminante” del parcheggio del Bennet.
    Come consigliere comunale può informarsi direttamente a livello politico senza bisogno di fare tante polemiche.
    Va bene che la pubblicità è l’anima del commercio, ma mi pare che, e questo è rivolto a tutti i signori politici presenzialisti ad ogni costo, sia importante che le cose vengano fatte e non solo sbandierate.
    Meno superstar e più attenti ai problemi “veri” della gente, e se qualcosa veramente non va, abbiate coraggio delle vostre azioni.
    Questo distingue gli uomini dai “quaraquaqua”.

    Mercato del contadino
    Un sondaggio lo promuove
    Il prossimo appuntamento il 12 gennaio
    ________________________________________
    Mercoledì 31 Dicembre 2008, Jesolo
    Quasi la totalità dei consumatori considera positivo il Mercato Agricolo. Lo dice un sondaggio condotto da Adiconsum sull’iniziativa sperimentale dell’assessorato alle politiche agricole, con la presenza del presidente regionale Walter Rigobon. Il 98,67 per cento dei consumatori considera utile l’iniziativa dell’amministrazione comunale; il 94,67 per cento ritiene che i prezzi dei prodotti posti in vendita siano più convenienti rispetto ai negozi ed ha riscontrato il buon livello di qualità dei prodotti acquistati. Sempre il 94,67 per cento degli intervistati ritiene che la vendita diretta dal produttore costituisca un vantaggio per il consumatore. L’86,67 per cento ritiene, inoltre, che l’amministrazione Comunale debba consolidare il mercato agricolo rendendolo sempre più conveniente per il consumatore. Alla richiesta di fornire suggerimenti per il miglioramento del servizio, il 44 per cento degli intervistati ha dichiarato che sarebbe utile organizzare la vendita diretta più volte la settimana, mentre il 62,67 per cento ritiene utile ampliare la gamma dei prodotti offerti; il 22,67 per cento degli intervistati suggerisce di rendere i prezzi praticati maggiormente competitivi.
    «Il mercato agricolo della città – commenta il sindaco Francesco Calzavara – ha dimostrato di essere ben gradito ai consumatori visto l’esito del sondaggio. Dopo la fase sperimentale saremo pronti a partire con un disciplinare più restrittivo della legge nazionale e regionale, al fine di garantire al cento per cento la provenienza delle merci vendute. Un attento controllo continuerà anche nel prossimo anno soprattutto per garantire i consumatori, ma anche in linea con lo spirito con cui è nato questo mercato ed in piena armonia con le organizzazioni di categoria e con i produttori agricoli rispettosi delle regole che abbiamo imposto».
    Soddisfazione espressa anche dall’assessore comunale Andrea Boccato. «L’entusiasmo dei consumatori conferma la bontà delle scelte di questa amministrazione Comunale. Se da un lato – speiga l’assessore – per il mio assessorato, è importante apportare benefici alle imprese agricole, dall’altro è assolutamente rilevante fornire ai cittadini occasioni di risparmio acquistando nel contempo prodotti di buona qualità che provengano direttamente dal produttore. In Giunta, visti gli esiti positivi del sondaggio, abbiamo deciso, nella seduta odierna – continua l’assessore Boccato – di continuare con l’iniziativa già dal mese di gennaio. Dò quindi appuntamento alle aziende e ai frequentatori del mercato per il 12 gennaio, data in cui il mercato del contadino ricomincerà la sua attività».

  4. admin - commento N.4 :

    Vorrei cercare di spiegare meglio il punto di vista del mio articolo.
    Non è in gioco il mercato in quanto tale, come non ne sono in discussione l’utilità o il grado di soddisfrazione dei clienti.
    La discussione verte sul fatto che due esponenti della politica jesolana, appartenenti entrambi alla maggioranza, dicono cose totalmente diverse.
    E non sull’utilità o meno della cosa, il che sarebbe comprensibile, ma sul rispetto delle regole e sui comportamenti degli espositori.
    Uno dice che siamo in regola, l’altro dice che non è vero.
    Ripeto, non si entra nel merito dell’operazione, che non può essere che meritoria, almeno a mio parere.
    Certo, è anche vero che i commercianti “stanziali” sono ormai stretti tra centri commercali e mercati agricoli.
    Ma questo è un altro discorso.
    alfredo

  5. Silent Majority - commento N.5 :

    Con tutto rispetto per il lavoro di tutti, ma se i commercianti stanziali avessero applicato prezzi più giusti, forse non avrebbero risentito così tanto dell’apertura di centri e mercati concorrenti. Se anche poi al mercato a zero km. qualcuno vende prodotti non propri applicando comunque prezzi più bassi, vuol dire che ci si può accontentare anche di margini minori, no? La scelta finale la fa sempre il consumatore finale, facciamo allora valere questo potere e i fyrbi la paghino cara.

    Se poi anche tra membri della stessa maggioranza c’è discordanza sulla questione, forse anche tra l’idilliaca coalizione si pensa più ai prorpi interessi o a quelli di chi si rappresenta piuttosto che a quelli di tutti…

    Silent

  6. Zivago2Lavendetta - commento N.6 :

    Caro Gary Baldy, visto che leggi tutto con molta attenzione, t’invito a leggere anche questo articolo del 28 dicembre 2008, fatto dal Presidente della delegazione dei Commercianti di Jesolo Signor Gianfranco Moro e sostenuto anche da due commercianti di Jesolo.
    Per quanto riguarda le statistiche d’invito a leggere qualche cosa su: Benjamin Disraeli ” Ci sono tre tipi di bugie: le piccole bugie, le grandi bugie e la statistica.”
    Buona lettura

    “Qualche commerciante protesta: «È merce che arriva dal centro di distribuzione di Treviso o ancora da più lontano»

    Mercato del contadino, ancora polemiche

    Domenica 28 Dicembre 2008,
    Jesolo
    Continua il botta e riposta sulla vicenda del Mercato del contadino. Ai commercianti di Jesolo non bastano le rassicurazioni dell’assessore comunale all’Agricoltura Andrea Boccato che è intervenuto parlando di successo per il mercato del contadino. La polemica sollevata dall’Ascom–Confcommercio riguarda la provenienza della merce da località diverse dal territorio. Gianfranco Moro, presidente dei commercianti jesolani e dei pubblici esercizi del mandamento, aveva messo in guardia i consumatori, invitando l’amministrazione comunale a controllare i cosiddetti “furbetti del mercatino”, ossia produttori che avrebbero scoperto l’anima del commercio.
    «Ogni lunedì la Polizia Locale controlla la provenienza delle merci – ha spiegato in una nota Boccato – attualmente tutti rispettano le regole. Le stesse organizzazioni di categoria tengono a rispettare gli accordi sottoscritti, poiché la fiducia dei consumatori va conquistata e mantenuta nel tempo».
    «Sarà – replica ironico un commerciante ortofrutticolo – ma a dicembre come a febbraio nelle campagne della zona c’è solo insalata, da sempre in questa stagione. Molta merce è acquistata al mercato di Treviso, lo stesso dove noi ci riforniamo. Tra tutti i banchetti solo uno sembrava in regola, quello di un agricoltore di Eraclea. Gli altri espongono anche quindici prodotti diversi serviti in cassette già confezionate con il cellofan. Abbiamo notato, ad esempio, che tutte le casse dei cavoli sono uguali, riportano persino la scritta “Fano”, terra d’origine della produzione; le pere sono marchiate “Coferasta”, grande azienda di Ferrara che distribuisce in tutto il Nord Italia. Per non parlare di coste e catalogna, arrivano dalla Puglia con la scritta “Milella”, la marmellata di castagne ovviamente è prodotta in montagna e il pomodoro ciglieggino in Sicilia. È la solita cosa all’italiana, i marchi d’origine non vengono neppure nascosti. Ben vengano gli agricoltori ma non diventino commercianti compiendo concorrenza sleale. Non bastano i venditori extracomunitari abusivi d’estate».
    «Allora – aggiunge deciso – facciamolo anche noi. Paghiamo solo il posteggio, altre spese non ci sono, l’incasso è assicurato. Servono persone competenti per controllare la merce e verificare la produzione nelle campagne».
    Non mancano i dubbi anche in ambito di floricoltura, «i “chilometri zero” – spiega un floricoltore jesolano – con cui si reclamizza l’iniziativa devono essere certificati e verificati». Anche qui le confezioni dei fiori del mercato agricolo sono molto simili a quelle esposte nei negozi.
    Davide De Bortoli

  7. admin - commento N.7 :

    riceviamo via mail un commento di Mirco Crosera.
    In attesa che il nostro amico assessore “el se loghe”, cut and paste il commento.

    Cari Signori a me va bene il libero mercato, purché non ci sia chi è più libero di altri ………

    Buona befana a tutti.

    Mirco rosera

  8. Stinger - commento N.8 :

    Dice bene il consigliere Crosera. Ma i venditori del mercatino del lunedì in cosa sarebbero più liberi dei commercianti di ortofrutta? Forse hanno meno costi fissi essendo ambulanti?
    Mi pare invece che abbiano molte più limitazioni rispeto al commercio in sede fissa: sono per il momento presenti solo il lunedì, possono (o potrebbero) vendere solo prodotti propri senza dedicarsi al commercio vero e proprio, etc.

    Fanno concorrenza ai commercianti del centro storico? Pazienza! Da consumatore non mi dispiace neanche un pò.
    Si tratta solo del lunedì, cari commercianti.
    Secondo me l’autorità politica ha fatto una buona scelta.

    La concorrenza è sleale? E’ giusto che i commercianti si difendano pretendendo il rispetto delle regole, lo farei anch’io, mi permetto solo di suggerire a questi imprenditori di non limitarsi alla lamentela ma di incremetare le azioni volte ad attirare verso di loro il cliente-consumatore.
    Per troppo tempo il commercio ha vissuto di rendita di posizione, ora non è più così, ma mi pare che in tanti operatori la mentalità sia rimasta quella.

  9. imbri - commento N.9 :

    al di la’ della provenienza dei prodotti piu’ o meno tipici e locali mi sembra che in qualche bottega ” a roba a coste manco”

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