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A Destra le radici della solidarietà

Alleanza Nazionale non si oppone all’invio dei profughi nel centro della Croce Rossa di Jesolo e, addirittura, organizza su proposta del senatore Luigi Ramponi, una festa di benvenuto per tutti i giovani ospiti del centro.
C’è contraddizione in questo?
Un partito dichiaratamente di destra, che si richiama ai valori della tradizione e della Patria, che si ispira al pensiero conservatore ed identitario europeo e che nasce, direttamente, dal Movimento Sociale Italiano, cosa c’entra con l’accoglienza di un centinaio di ragazzini disperati?
Non dovrebbe, per contro, fare fuoco fiamme per tenere il paese libero da “ospiti” indesiderati, incompatibili con la vocazione turistica della città, così anteponendo al dovere primario dell’accoglienza e della solidarietà i propri egoistici istinti di conservazione?
In realtà, è proprio il richiamo alle radici storiche e culturali di chi si riconosce in Alleanza Nazionale a spiegare le ragioni di questa iniziativa.
Il pensiero di fondo è il seguente: solo chi è fermo ed irreprensibile, intransigente nel rispettare per primo la legge ed i principi fondanti della nostra civiltà, ha il diritto ed il dovere di dimostrare pietà, intendendo questo termine sia nell’accezione latina classica, di osservanza della tradizione e amore verso la Patria, che nel più recente significato cristiano-cattolico, di “misericordia”.
Severità e altruismo: questo il binomio inscindibile che, da sempre, caratterizza le scelte della destra. Pensiamo a Giorgio Almirante che, trent’anni fa, invocava (tra i primi in Italia) i centri di recupero ed ogni sforzo possibile per aiutare i tossicodipendenti e, al contempo, alberi alti nelle nostre città per… appendervi i grandi trafficanti, signori della droga!
Essere di destra, legalitari e severi, intransigenti con chi delinque ma, al contempo, caritatevoli e solidali con chi si limita a chiedere aiuto. Credere nella dottrina sociale della Chiesa ed all’insegnamento dei Vangeli, di un Gesù che salva l’adultera, perdonandola, ma caccia con la forza i mercanti dal tempio.
Alleanza Nazionale sorge dalle ceneri di un soggetto politico dal grande passato, che custodiva nella propria denominazione l’aggettivo “sociale” e che, a propria volta, nasceva tentando di salvare quello di positivo che era rimasto dopo la tragica, desolata ed effimera avventura di una Repubblica Italiana, che aveva avuto l’ardire di definirsi Sociale.
Consegnati ai libri di storia gli errori, le tragedie e le infamie del passato, Alleanza Nazionale affronta il futuro senza però scordare la propria anima sociale, conservando nella propria tradizione quanto di buono e costruttivo la storia ha prodotto e ci ha insegnato (“non rinnegare, non restaurare”, per citare ancora una volta Giorgio Almirante).
La solidarietà, lo spirito sociale, l’altruismo, l’aiuto ai più deboli e sfortunati sono parte integrante della nostra storia, proprio come il rispetto della legalità, l’amore per la Patria, i principi etici e morali che ci animano.
La battaglia per una maggior giustizia sociale coincide con la battaglia per la legalità.
La Destra che noi pensiamo di rappresentare non è, quindi, quella egoista e consumista della TV spazzatura, ma quella solidale, integerrima e altruistica di Giuseppe Prezzolini, di Indro Montanelli, di Salvo d’Acquisto, di Paolo Borsellino e di Giorgio Almirante che, come raccontò la moglie, al momento della morte possedeva solo due paia di scarpe: uno per l’estate e uno per l’inverno…

Alberto Teso Lucas Pavanetto

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9 Commenti per questo articolo

  1. Jules Winnfield - commento N.1 :

    A parte che non ho capito cosa c’entra Alberto Teso con i problemi di Jesolo, ma caro Pavanetto, saresti quindi favorevole all’apertura delle frontiere ai bisognosi e/o minorenni?

  2. angelo1 - commento N.2 :

    questa lettera a firma unica alte è apparsa anche su forum 24 di San Donà.Non è che cominciamo a riciclare anche gli interventi sui forun?

  3. JeanV - commento N.3 :

    Piuttosto, pensiamo a Giorgio Almirante come firmatario del Manifesto della Razza.

    Questione di punti di vista?

  4. BELTIPO - commento N.4 :

    strano discorso quello di Pavanetto e Teso.
    “La Destra che noi pensiamo di rappresentare non è, quindi, quella egoista e consumista della TV spazzatura,…”
    E come pensate di evitare questo? visto che il vostro nuovo capo (berlusconi) è il padrone di tre reti nazionali, dove la tv spazzatura è stata la base della sua ricchezza e del suo potere?
    oltre al non trascurabile fatto che è anche il padrone, unico e incontrastato, del partito in cui vi accingete ad entrare.
    mi sa che per voi ex An, ex Msi, ex fascisti, ci sarà qualche problemino di identità…

  5. john - commento N.5 :

    Ah però, che bei discorsi!

    Identità, valori della Patria, tradizione, misericordia, legalità, principi etici e morali, ecc. ecc.

    Ma glielo avete detto ai vostri colleghi di Governo della Lega?
    E’ un dubbio che mi rode, perchè di solito, loro, non essendo Italiani, la bandiera Italiana la vedono bene nel cesso, e, ben che vada, di fronte al resto del discorso, ti mandano a “dar via el ….”;
    quell’altro, poi, quello che diventerà il vostro Capo, come la pensa? Visto che pare che per lui l’unica cosa che conti sia l’identità (quella sua), e in quanto a principi etici e morali….!

    Bei discorsi, molto belli.

    Auguri, e non solo per un felice 2009.

    john

  6. mina - commento N.6 :

    Mai sentito citare così tanto Giorgio Almirante in questo forum!
    Ma che è….

  7. Alberto Teso - commento N.7 :

    Vista la raffica di perplessità (ed è giusto che sia così, non potendosi certo parlare di una iniziativa “normale”), vorrei dare una risposta “multipla”.

    - cosa c’entra Alberto Teso?
    Dopo il primo passo da parte del Circolo AN di Jesolo e del senatore Ramponi, avevamo pensato ad una manifestazione che coinvolgesse tutti i circoli del sandonatese. Da tempo stiamo cercandi di muoverci, anche come PdL, in modo unitario per le scelte che investono questioni sovracomunali, e quella dei profughi rientra certamente in tale categoria.

    - l’intervento è apparso anche sul forum di San Donà.
    E’ verissimo. Non si tratta, però, di riciclare notizie, ma di lanciare due discussioni distinte su due piattaforme con utenti diversi (complimenti ad angelo che le segue entrambe, ma credo sia un caso abbastanza anomalo). Seppur a pochi chilometri di distanza, infatti, San Donà e Jesolo si considerano due realtà assolutamente distanti ed autonome.
    Io non vedo questa lontananza (forse anche per formazione personale: ho abitato ad Eraclea fino ai 25 anni; da 15 risiedo a Musile; ho lo studio a San Donà, dove passo gran parte della mia giornata lavorativa; ho un ufficio ed un’altra attività commerciale (ereditata, purtroppo) a Jesolo, dove vivo quattro mesi all’anno). Per me il Basso Piave è una realtà unica, che dovrebbe affrontare in modo unitario tutta una serie di questioni rilevanti.
    Il Comune Unico può essere una soluzione? Non lo so, ma certo è che sarebbe assolutamente folle isolarsi tra Comune e Comune per affrontare separatamente ed in modo disorganico vicende più grandi di noi (penso ad una serie di problemi disparati, ma seri: dalla raccolta dei rifiuti alla gestione del territorio dal punto di vista urbanistico; dalle emergenze sociali al trasporto pubblico, ecc.).

    - Almirante firmatario del manifesto per la razza.
    Certo, anche Gentile come autore della riforma scolastica, che ci ha portati tutti al diploma od oltre; al Alfredo Rocco, padre del nostro codice penale; al prof. Asquini, costruttore del diritto societario… e si potrebbe continuare a lungo…
    Perchè, dopo sessant’anni, dobbiamo ancora portarci dietro queste polemiche? Noi abbiamo già fatto ammenda, condannando le scelte folli del passato regime. Ora basta! Consegnamo alla storia il passato, salviamo quanto c’è di buono e guardiamo avanti!
    Pensiamo forse che i Francesi abbiano paura di parlare di De Gaulle?

    - problemi di rapporti con Berlusconi e la Lega.
    Verissimo, su molte cose la pensiamo in maniera diversa, se non opposta.
    Ma veramente vi sembra strano?
    Non sto a dire, perché sarebbe banale, che dentro al PD ci sono conflitti ancora più seri. Mi limito ad osservare che la dialettica è un elemento essenziale della democrazia (tesi, antitesi, sintesi).
    O dovremmo forse essere costretti a pensarla tutti allo stesso modo? Allora sì che la questione sarebbe grave…
    In vista della confluenza del PdL, noi d An pensiamo di poter apportare una serie di valori importanti, che andranno ad accrescere il patrimonio culturale della nuova entità politica, non a disperdersi in esso. E non è il numero che conta, ma la qualità delle idee e delle persone (i voti si pesano, non si contano, diceva Enrico Cuccia).
    I giudici aderenti a magistratura democratica sono meno del 20% del totale, ma nell’immaginario collettivo i giudici sono quasi tutti di sinistra…
    Sarà una sfida costruttiva con FI e con gli altri aderenti al PdL: senza snaturare nessuno, passeranno le idee migliori.
    Oppure siamo destinati a restare degli illusi, ma l’ideale è bello anche per questo…

  8. angelo1 - commento N.8 :

    Leggendo oggi gazzettino e nuova sembra che la linea leghista abbia avuto il sopravvento per cui è stato bloccato l’arrivo dei cari ospiti perchè due anni più vecchi di quanto preannunciato.
    Niente male, i regali del generale Ramponi potranno esser messi a disposizione delle parrocchie jesolane. Tanto sui giornali ci è già arrivato.
    A proposito di valori: non sappia la mano destra quello che fa la sinistra ma Chi lo disse forse è stato dimenticato

  9. Stinger - commento N.9 :

    La solidarietà non è nè di destra, nè di sinistra, ma è insita nella natura umana.
    Ognuno poi la esprime a modo suo, secondo il contesto socio-culturale in cui è cresciuto.
    In questo caso mi pare che per difendere origini ideologiche, o per cercare visibilità politica, o magari pure per business … si rischia di non fare solidarietà.

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