Brunetta piccolo piccolo
lun, nov 17, 2008
(inutile cliccare per ingrandire…)
Non alludo alla statura (che poi anche quella ha due significati…)
Apprendo che Brunetta considera che i “fannulloni” stanno a sinistra. Ma questo non ha altro da fare che seminar zizzania tra chi lavora?
Poi rettifica (specialità peculiare dei forzisti) : fannulloni sono quelli che li rappresentano (i sindacalisti?).
Ma basta, Brunetta! Cosa vai a dire idiozie, sei un ministro della Repubblica!
Zorro







novembre 17th, 2008 at 09:50
Bhe insomma, sicuramente i sindacalisti sono la categoria più fannullona…Capisco che vogliano far valere i prorpi diritti, ma ad ogni problemino lasciano il posto di lavoro e scendono in piazza…
novembre 17th, 2008 at 10:16
Proprio nella settimana uscente l’Espresso ha pubblicato una sorta di curriculum vitae del piccolo ministro che sta facendo di tutto per creare divisioni e tensioni tra gli Italiani.
).
Pubblichiamo per approfondire.
Naturalmente qualcuno dirà che l’Espresso non dice la verità. Nel qual caso siamo pronti a postare eventuali altre verità. (
Rodolfo
Che furbetto quel Brunetta
di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall’ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell’università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: “Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro”. Eravamo a metà dei ruggenti anni ’80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.
Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l’ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell’esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano – parole sue – ‘Lorella Cuccarini’ del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A ‘L’espresso’ risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all’altezza di un Nobel. Ma c’è un settore nel quale l’ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell’economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.
Chi l’ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l’abuso). Viene nominato dall’allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l’odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.
Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la ‘legge dei tornelli’ invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da ‘L’espresso’, in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l’anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. “Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l’indennità per le spese generali viene dimezzata”, spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l’80 per cento. Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l’incarico per fare il ministro firma l’elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203.
La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l’efficienza degli eletti a Strasburgo. L’ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono – a detta di tutti – prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L’ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per “denunciare l’atteggiamento scortese e francamente anche violento” degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare. Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta “non hanno mai lavorato in vita loro”, a Bruxelles faticano molto più di lui: nell’ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento.
novembre 17th, 2008 at 10:26
Io voglio giudicare le persone per come sono, non per come sono state. La possibilità di redenzione non si nega a nessuno, altrimenti se dovessimo tirare fuori i curriculim di qualsiasi parlamentare…
L’operato attuale di Brunetta mi soddisfa.
novembre 17th, 2008 at 10:41
La redenzione…!!!
D’accordo, non si nega a nessuno.
Semmai sono sinceramente curioso, caro Barbossa, di quale opere di Brunetta parli e perchè ti hanno soddisfatto.
Non voglio davvero far polemica, ma sono stanco di sentire sentenze che durano un giorno e poi sono smentite.
Brunetta vuole dare una sistemata ai fannulloni?Bene, allora tiri fuori i dati: quanti, chi, dove.
Brunetta ha operato bene? Bene Barbossa, dimmi cosa e quando.
Ti ringrazio,
Zorro
novembre 17th, 2008 at 10:58
Chi: gli statali (che paghiamo noi)
Dove: in tutta Italia
Quanti: troppi, non ho i dati alla mano, ma mi sono documentato (come dovrebbe fare chiunque) e sono decisamente tgroppi.
Guarda zorro, è prorpio per la “guerra ai fannulloni” che apprezzo il suo operato. Leggevo qualche giorno fa su Il Giornale che l’assenteismo è calato di quasi il 50%, e visto che gli statali li paghiamo noi (e paghiamo anche le conseguenze ai vari sportelli) è una cosa che mi rincuora. Pensare che in tutto questo caos “governariale” ci sia qualcosa di positivo, mi rallegra. Penso che il problema dell’assenteismo e dei fannulloni sia evidente (o almeno lo era) ed è impossibile sostenere il contrario, perchè sono prorpio i dati che lo evidenziano. Io non ho i dati sottomano, ma essendomi documentato posso affermare che l’assenteismo è un problema! Da risolvere.
novembre 17th, 2008 at 12:45
Ha ragione Brunetta i fannulloni spesso sono di sinistra, sono d’accordo. Ebbene sì qualche giorno fà ho letto su un quotidiano mi pare repubblica che il bravo ministro assieme a qualche altro transfugo ha organizzato un convegno di ex socialisti ora in forza italia definendosi i veri riformisti, credo che,fra breve avremmo una nuova corrente in forza italia di fannulloni capeggiata da un minuscolo fannullone, non credo però assolutamente riformista.
novembre 17th, 2008 at 13:45
Brunetta ha detto quello che la maggior parte degli italiani pensa.
novembre 17th, 2008 at 15:09
Se è giusto dare comunque un’opportunità di riscatto o di redenzione a tutti, è altrettanto vero che i giudizi si danno sulla storia di una persona e sulle sue azioni trascorse. Ma che senso ha giudicare solo sul presente ….
Non solo di una persona si DEVE valutare il passato per dare un giudizio, un’opinione (se vogliamo che non sia superficiale, ma che sia eticamente valido) bensì anche su ogni “cosa” che ci circonda: l’auto che possiedo, la scuola che frequenta mio figlio, l’investimento che ho fatto, la casa che abito, tutto è logicamente ponderato nel tempo. Ripeto: così anche l’operato di una persona, soprattutto se esposta civilmente, poi.
novembre 17th, 2008 at 16:31
Muttley, ma tu conosci la maggior parte degli italiani? E anche come la pensano? Cosa fai, il sondaggista?Straordinario, sei un fenomeno!!
Barbossa, mi puoi dire dove ti sei documentato, così mi informo anch’io… o ti “hanno” documentato.
Riguardo ai lavoratori salariati, pubblici o privati, fannulloni o staccanovisti, su di loro grava il 75% del prelievo fiscale, diretto e indiretto.
Meglio un fannullone presunto o un evasore conclamato?
Zorro
novembre 17th, 2008 at 16:35
Caro Barbossa, sono uno statale da 26 anni. Ergo, sono un fannullone?
Rodolfo
novembre 17th, 2008 at 16:44
Muttley conosce la maggior parte degli italiani e il loro pensiero, e Barbossa si è documentato ma non ha i dati sottomano.
Già…
Intanto, se può interessare, documentatevi su Brunetta, poi discutiamo dello spessore morale dell’uomo:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Che-furbetto-quel-Brunetta/2049037&ref=hpsp
Rodolfo
novembre 17th, 2008 at 17:10
quindi quelli di sinistra sono dei coglioni che non hanno voglia di far nulla.
ringrazio il nuovo governo per il rispetto verso i cittadini che non lo hanno votato.
novembre 17th, 2008 at 17:11
Rodolfo non ho assolutamente detto che tutti gli statali sono fanulloni, leggi bene le risposte nei post (metti gli occhiali come Brunetta).
Non giro con i dati in tasca tutto il giorno, quindi fate come me, documentatevi! Io l’ho fatto tramite gli articoli de “Il Giornale” e tramite qualche persona più competente di me. Se non posso neanche fidarmi dei giornalisti e delle persone competenti allora il problema non è Brunetta.
Claudiow, allora quando un ex carcerato va a chiedere lavoro in un’azienda fanno bene a non assumerlo, perchè se ha rubato una volta perchè non lo dovrebbe più rifare? Lasiamolo morire di fame. Come viene data una possibilità di “redenzione” aquesti personaggi, io mi sento di darla anche a chi è esposto civilmente.
novembre 17th, 2008 at 19:23
Generalizzare è sempre sbagliato, dire che i dipendenti pubblici sono tutti fannulloni ,è sbagliato quanto dire che tutti gli autonomi sono evasori fiscali, la cosa assurda è che un ministro della repubblica che dovrebbe rappresentare l’ intero paese criminalizza coloro che non la pensano come lui( vedi dichiarazione dove dice che i fannulloni stanno di solito a sinistra), si definisce socialista poi è vero lo è stato, ma anche mussolini prima di essere quello che è stato è stato un membro del partito socialista, speriamo che il parallelismo finisca qui.
novembre 17th, 2008 at 19:58
@Claudiow: la prima parte del tuo discorso mi trovava anche d’accordo, ma poi…dici che per dare un giudizio eticamente valido su una persona vale l’auto che possiede, la scuola del figlio, la casa che abita??? Dimmi che ho interpretato male le tue parole, per favore…
novembre 17th, 2008 at 20:07
Un appunto al post di Barbossa.
Non entro nel merito delle cose scritte e dette da Brunetta.
Almeno adesso.
Mi riferisco al discorso sul carcerato che chiede lavoro dopo aver scontato la pena.
Hai ragione a dire che, una volta scontata la pena, è giusto il reinserimanto del malcapitato, ma è anche giusto, ed etico, che chi si è macchiato di gravi crimini non mi venga poi a fare la morale.
Io ho trovato scandaloso che nel precedente governo (Prodi) ci fosse nella compagine anche un ex terrorista di Prima Linea.
Ok, hai scontato la pena ma almeno adesso stai a casa tua.
Ora, che un assenteista, vedi parlamento europeo, mi faccia la morale sui fannulloni o che una ministra che si avvale di università “facili” per laurearsi, mi faccia la morale sugli atenei “facili”, beh, un po’ mi girano le scatole.
Con questo è vero che ci sono i fannulloni e gli atenei “facili”.
Ma questo è assolutamente un altro discorso.
alfredo
novembre 17th, 2008 at 20:13
Documentarsi a mezzo “Il Giornale” è esser di parte.
Una proprietà di Berlusconi non dirà mai verità.
novembre 17th, 2008 at 20:19
W BRUNETTA DEI RICCHI E POVERI!
Fazzi
novembre 18th, 2008 at 09:41
Alfredo, ti do ragione, il tuo raginamento è giusto (forse ho esagerato con l’esempio del carcerato). Però ormai al “comando” del paese ci sono questi personaggi, io cerco solo di trovare le cose positive che stanno facendo. Secondo me Brunetta si sta impegnando in una “lotta” giusta. E inutile criticare solamente per partito preso. Non sono in accordo su tutto quello che il governo sta facendo, ma come critico le cose negative, mi piace elogiare quelle positive. Ogni politico ha i prorpi scheletri nell’armadio.
Rudy, tutti i giornali sono di parte, o destra o sinistra lo sono tutti! Io leggo Il Giornale ormai per abitudine, ma se capita leggo anche la repubblica. Cerco di fidarmi il più possibile dei giornalisti e poi di farmi un’idea personale.
novembre 18th, 2008 at 11:34
Barbossa, vero quel che dici.
Ma c’è modo e modo nell’esser di parte.
L’Espresso, ad esempio, quando deve criticare la sinistra non usa mezzi termini.
Hai mai letto su Il Giornale (dopo l’uscita di Indro Montanelli) critiche severe verso Berlusconi e il suo Governo?
Non dirmi che finora non ha sbagliato nulla e che merita solo elogi.
novembre 18th, 2008 at 11:39
Brunetta, agli occhi della gente, è oramai come Emilio Fede.
Pertanto non fà danno. Tutti sanno come la pensa e daranno il dovuto peso alle sue parole senza criminalizzare una categoria di lavoratori solo perchè lo dice lui.
novembre 18th, 2008 at 12:06
Caro Barbossa,
confermo di ritenere giusto il dare a tutti una, e anche più, possibilità di riscatto o redenzione. Confermo anche di valutare una persona non solo per quello che fa oggi, ma per come si è comportato anche nel passato. E per me contano molto l’etica, la coerenza, l’onestà. Magari contassero anche per la nostra classe politica. Tutta.
Cara Mina,
intendevo ribadire come sia essenziale per dare un giudizio, valutare passato e presente, la storia insomma, di una persona. Così come facciamo della casa che abitiamo, della nostra auto, della scuola dei nostri figli, di un investimento scelto.