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L’angolo diritto

mar, set 30, 2008

Generale

STRINGIAMO A COORTE SIAM PRONTI ALLA MORTE: JESOLO CHIAMO’. IL REFERENDUM CITTADINO PER L’AUTODETERMINAZIONE

Fratelli di Jesolo, Jesolo s’è desta. L’occupazione italiana del suolo cittadino ha ormai le ore contate: finalmente la novella Sion, la terra promessa ai nostri avi, il paese dove scorre latte e miele, il luogo dove si trova l’Equileio, il Cananeo, il Pirameo, il sacro suolo delle nostre ossa, tornerà ad appartenere alla sua gente, sarà restituita alle sue tradizioni, verrà riconvertita alla sua lingua.
Lo prevede lo Statuto del Comune, lo esige la regione, lo pretende un referendum popolare. Ma soprattutto lo dispone l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, attraverso un patto, sottoscritto dagli Stati aderenti, che impone il diritto di autodeterminazione dei popoli.
L’art. 1 di tale patto proclama che tutti i popoli hanno diritto di autodeterminazione e che, in virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
Da qui il passo successivo è breve: il popolo del Veneto, non diversamente dalle martoriate popolazioni del Darfur, dalle insanguinate terre della Palestina, dalle oppresse regioni del Tibet e da ogni altro luogo di privazione di questo tormentato pianeta, potrà farsi autocefalo, governarsi da sé e, come recita il patto dell’ONU, potrà disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali.
Lo Statuto della regione, poi, indica le modalità con cui la raggiunta autonomia ed indipendenza dovrà esplicarsi.
L’art. 2, infatti, prescrive che l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia.
Quindi, presumo che al posto del Governatore vedremo presto tornare il Doge, al posto della giunta il Serenissimo Consiglio dei Dieci, al posto del consiglio regionale il Maggior Consiglio.
Comunque sia, il processo storico in atto è affatto irreversibile: il Comune di Jesolo, nel suo Statuto, si vincola a tutelare e promuovere tutte le azioni per il riconoscimento del popolo veneto e della città di Jesolo, nonché ad adottare le azioni necessarie per combattere qualsiasi ingerenza esterna, che tende ad opprimere in modo politico, economico, culturale, religioso (il Doge, dunque, sarà capo della Chiesa Veneta), linguistico, le identità di quel Popolo secolare come i cedri del Libano, popolo di cui fanno parte i Cittadini (con la C maiuscola) di Jesolo.
Nessuno si illuda, però, il traguardo della piena indipendenza, sebbene inevitabile, non è cosa di domani, né di dopodomani.
Il combattimento contro le ingerenze esterne, cui ci sprona il nostro Statuto comunale, comporterà una dura battaglia.
Molti di noi purtroppo cadranno probabilmente sul campo e diventeranno gli eroi della nostra libertà (il sottoscritto si rammarica di aver fatto servizio civile e di non poter più impugnare le armi avverso i nemici).
L’invasore, lo Stato italiano che abbiamo sempre disconosciuto, non abbandonerà facilmente la presa sul nostro territorio.
Fortunatamente, appellandosi al patto internazionale, interverranno i caschi blu dell’Onu: probabilmente sarà un contingente africano, cinese o indiano, visto che l’odiata Italia, per ovvi motivi, non potrà far parte dell’operazione umanitaria.
Dovremo sopportare, inevitabilmente, un più o meno lungo periodo transitorio, in cui il Veneto sarà costituito come amministrazione controllata sotto il protettorato austriaco.
Alla fine, però, prevarrà la forza della libertà e della giustizia, e la gente veneta, come preconizzava già il Manzoni, diverrà “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”.
La vittoria è a portata di mano: basta una nostra adesione al prossimo referendum consultivo per l’autodeterminazione di Jesolo, a condizione che riesca a superare quell’unico ostacolo tecnico-giuridico che gravemente si frappone alla realizzazione dell’intero progetto: vale a dire la raccolta delle firme necessarie per indire il referendum stesso.

Luigi Sclebin

17 Commenti per questo articolo

  1. Braveheart - commento N.1 :

    Egr. sig. Luigi Sclebin, ovvero il depositario dell’angolo del diritto (spero non quello suo).Lei scrive tutta sta prosopopea boccaccesca, senza essere minimamente riuscito a dimostrare un bel nulla. Da Lei, visto che questo è l’angolo giusto, mi sarei aspettato delle interpretazioni o considerazioni sulle norme, una tesi circa l’applicazione, la fattibilità , invece ha preferito il romanzo. Non me ne voglia per carità , ma non sarebbe stato meglio una sana sintesi sull’aspetto giuridico piuttosto di questo pistolotto che peraltro credo le abbiano commissionato ? Le do un consiglio, si cerchi un’altro angolo.

  2. Un Veneto - commento N.2 :

    Caro Gigi, salvando le “romanzate” che denotano una fervida conoscenza della letteratura in genere…..speravo che tu potessi entrare nel merito di certi, dicamo, “tecnicismi” in modo “Opes legis”, tanto da chiarire la legislazione in epigrafe……

    Viva San Marco

    p.s. sinceramente non te vede lancia con el sciopp in man…anzi!!!! Te vede andar par saune e osterie striache!!!!

  3. merkurmarkus - commento N.3 :

    Come sempre preciso e insieme divertente.

    MerK/Mark

  4. admin - commento N.4 :

    per Braveheart,
    liberissimo di criticare anche aspramente l’articolo di Luigi.
    Sull’insinuazione della commissione chiesta a Sclebin, immagino pensi alla redazione, mi faccia il sacrosanto piacere.
    Capisco che non ci conosce ma…
    Nessuno commissiona niente e le assicuro che Luigi Sclebin non si lascia commissionare per nessuna ragione.
    Dorma sonni tranquilli.
    alfredo

  5. Braveheart - commento N.5 :

    Criticare l’articolo ? Ti ricordo che per criticare qualcosa sono necessari i contenuti e non i pistolotti. Immagina pure quello che credi, ma a segoea sui oci strucheghea a qualcun’altro.

  6. ilserpente - commento N.6 :

    Oh..ta ma fat voja de ‘ndar a combattar in riva al piave! :-) Ragazzo Sclebin…non per infrangere i tuoi sogni ma…la roba che scrivi…e’ troppo “old school”…in un era dove non c’e’ futuro per chi parla solo dialetto e di “autodeterminazione dei popoli”…quando ,anche se con non poche difficoltà ,(come era comunque prevedibile) stiamo viaggiando verso l’Europa unita e la fusione dei popoli..queste sono cose inevitabili ..poi tutti sono liberi di portare avanti il proprio pensiero..,Pero’..confrontare le “martoriate popolazioni del Darfur”, con la POVERA popolazione veneta…bhe’…,farsi un giretto da quelle parti per rendersi conto della cacchiata sopracitata no e?

    ( cogli la mela)

  7. forzista - commento N.7 :

    Bella Gigi,
    come sempre acuto e piacevole, ma non alla portata di tutti.
    Che ne pensi del paradosso che emerge dal quesito?
    Si chiede ai sensi dello Statuto di applicare gli articoli dello Statuto…
    è forse per questo che viene chiamata autodeterminazione?

  8. Braveheart - commento N.8 :

    Che ne pensi del paradosso che emerge dal quesito?

    Paradosso ? Quali sono gli organi sovra comunali che l’hanno approvato ? chi ha dato il parere di Legittimità , ? quali organi di controllo hanno ritenuto di approvarne i contenuti ?

    Il sig Sclebin non può risponderti, è indaffarato.

  9. forzista - commento N.9 :

    Anche qui non so rispondere, quindi Braveheart procedi tu, grazie.
    Spero di non prendere un brutto voto…

  10. Braveheart - commento N.10 :

    E no bello mio tu allora intendi provocare. Tu dai per scontato il paradosso ok ? adesso spiegaci il perchè non ti pare ?

    Bella Gigi,
    come sempre acuto e piacevole, ma non alla portata di tutti.

    Spero di non prendere un brutto voto…

    Guarda che i voti li hai già dati tu o non ricordi ciò che scrivi ? se proprio vuoi fatti rispondere da chi è più acuto ti pare ?

  11. forzista - commento N.11 :

    Il paradosso è il seguente:
    Il referendum chiede ai sensi dello Statuto di applicare gli articoli dello Statuto stesso.

    Mi spiego meglio, in quanto evidentemente necessario.

    Il quesito referendario si riferisce allo Statuto come fonte di diritto. Si presuppone e pretende che esso sia valido e pienamente efficace, perché proprio nello Statuto è prevista la facoltà di indire referendum consultivi.
    Eppure la domanda vuole porre in efficacia parti dello stesso Statuto (lettere h-i-j), sostenendo implicitamente che questo non sia valido e/o vigente. A mio parere qualcosa non fila.

    Ecco, spiegata la mia affermazione, per le altre domande al punto 8 rimango in attesa, anche se non colgo il nesso.
    Saluti.

  12. admin - commento N.12 :

    Sono spiacente di aver deluso Braveheart, che non ha trovato niente di giuridico nel mio articolo, nonostante abbia puntualmente citato le tre norme giuridiche alle quali i sostenitori del referundum per l’autodeterminazione si appellano.
    Si aspettava, il gentile lettore, che il sottoscritto fornisse delle interpretazioni sulle norme in questione, anziché trarre le conseguenze a cui porterebbe l’applicazione puntuale di quelle norme.
    Il fatto è che a scuola mi hanno insegnato che tra i principali criteri di interpretazione di una norma giuridica vi è quello c.d. teleologico (uso un altro termine difficile, ma non voglio innervosire nessuno): ossia la considerazione dell’intenzione e lo scopo che si è posto chi ha prodotto la norma in esame.
    Ora, mi riesce difficile pensare che l’ONU, l’Organizzazione che si occupa di tutela dei diritti umani e della pace nel mondo, predisponendo l’art. 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, avesse inteso garantire l’autodeterminazione del popolo veneto per fargli pagate meno tasse allo Stato italiano o perché si governi secondo le sue tradizioni storiche (come indica lo Statuto regionale).
    Sotto il profilo dell’interpretazione delle norme, allora, mi pare che l’uso retorico che si fa della parola autodeterminazione sia più esagerato della mia (spontanea) prosopopea boccaccesca, come dice Braveheart (cosa c’entri poi il Boccaccio in tutta questa storia mi risulta ancora ostico).
    Finché si parla di federalismo politico e fiscale va tutto bene, e in parte approvo, quando però si passa all’autodeterminazione, non credo di essere più io a dovere delle spiegazioni o degli studi di fattibilità , ma semmai è chi l’ha proposta che deve farlo.
    Personalmente, se proprio devo esprimere un parere sulla fattibilità , mi sembrava più interessante e fattibile il progetto di una “macroregione” con il Friuli e l’Austria (che tanto frequento come ricorda Un Veneto), visto che la possibilità di accordi tra regioni anche non italiane è espressamente previsto all’ultimo comma dell’art. 117 della Costituzione (italiana, purtroppo).
    Quanto infine ai commi h), i) e j) dell’art. 3 dello Statuto del Comune di Jesolo, citati nelle proposta di referendum, li ritengo un’offesa all’intelligenza dei cittadini jesolani e mi auguro che vengano almeno quanto prima modificati, se non eliminati del tutto.

    LS

  13. Un Veneto - commento N.13 :

    Caro Gigi, da buon avvocato ( costituzionalista, civilista, penalista, ect…) che sei………alla fine dici tutto e niente…..anche se con eleganza, mi domando e ti domano, come mai i tanto odiati commi da te richiamati, sono stati “certificati” e definiti degni di nota, nella carta dello statuto comunale, nel corretto “uso” o “forma” prevista dall’ordinamento vigente???

    Viva San Marco

    p.s. Vanse ancora un giro al bar!!!!! Ricordate!!!!………Su a storia del statuto no sarà mia che el legislator el sà desmentegà de vardar cossa che i scrive quei del comun?????

  14. Braveheart - commento N.14 :

    Adesso ci siamo, sig Sclebin. Adesso ha mostrato il suo vero volto, il volto di un pasdaran che fa a capo alla prima repubblica. Non solo Lei si guarda bene dall’interpretare il diritto internazionale, ma si permette pure d’interpretarne il contenuto “pro domu sua”.

    nonostante abbia puntualmente citato le tre norme giuridiche

    ha detto bene con “citate” e ci mancherebbe anche che non l’avesse fatto. Poi però……………………….”.Il fatto è che a scuola mi hanno insegnato che tra i principali criteri di interpretazione di una norma giuridica vi è quello c.d. teleologico (uso un altro termine difficile, ma non voglio innervosire nessuno): ossia la considerazione dell’intenzione e lo scopo che si è posto chi ha prodotto la norma in esame.”

    Bene molto bene,( non si preoccupi dei termini difficili, veda piuttosto di arragianrsi con quelli facili), In considerazione della sua affermazione scolastica apprendiamo che solo Lei ed affermo solo Lei, è in grado di interpretare. “”"ossia la considerazione dell’intenzione e lo scopo che si è posto chi ha prodotto la norma in esame.”"”

    Ed insiste pure ……”"Ora, mi riesce difficile pensare che l’ONU, l’Organizzazione che si occupa di tutela dei diritti umani e della pace nel mondo, predisponendo l’art. 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, avesse inteso garantire l’autodeterminazione del popolo veneto per fargli pagate meno tasse allo Stato italiano o perché si governi secondo le sue tradizioni storiche (come indica lo Statuto regionale).

    Ci mancherebbe, non vorrà farmi credere a questa panzana vero? Prima di fare un’affermazione “fuori luogo e gratuita” frutto della sua “malsana” dimestichezza col diritto,…………. “”"”"per fargli pagate meno tasse allo Stato italiano o perché si governi secondo le sue tradizioni storiche (come indica lo Statuto regionale).”"”"”
    La invito ad accertarsi di ciò che ha scritto, pena il rischio di essere ridicolizzato in altre sedi.

    A continua pure a fornire panzane a piene mani “”"”Finché si parla di federalismo politico e fiscale “”"

    Che Lei sappia, al mondo esiste uno stato che adotta il federalismo fiscale ? Lei conosce due federalismi ? il politico e il fiscale ? Non serve che risponda, non si preoccupi, Lei non lo sa proprio.

    Qui passiamo all’apoteosi ::quando però si passa all’autodeterminazione, non credo di essere più io a dovere delle spiegazioni o degli studi di fattibilità , ma semmai è chi l’ha proposta che deve farlo.

    A cosa è servito allora l’esordio con il pistolotto che Lei ci ha rifilato ?

    Mi sembra abbastanza naturale che Lei non possa dare delle spiegazioni e dei studi di fattibilità , questo perchè semplicemente ne ha la più pallida idea.

    Poi però ci ripensa e fornisce la sua idea ovvero la sua massima interpretazione anche questa però “pro domus sua”…………”"”"

    Personalmente, se proprio devo esprimere un parere sulla fattibilità , mi sembrava più interessante e fattibile il progetto di una “macroregione” con il Friuli e l’Austria (che tanto frequento come ricorda Un Veneto), visto che la possibilità di accordi tra regioni anche non italiane è espressamente previsto all’ultimo comma dell’art. 117 della Costituzione (italiana, purtroppo).

    A quali accordi si riferisce? di cooperazione economica, e di accordi economici collettivi ? o Lei per caso intende una macroregione politica ? Perchè vede, non mi risulta che il 117 della Costituzione preveda cioò che sottintende Lei”"”"………….Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

    “”"nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato. “”"

    Lei è un grande interprete no ? si diverta pure se vuole

    Infine il pianto……………

    Quanto infine ai commi h), i) e j) dell’art. 3 dello Statuto del Comune di Jesolo, citati nelle proposta di referendum, li ritengo un’offesa all’intelligenza dei cittadini jesolani e mi auguro che vengano almeno quanto prima modificati, se non eliminati del tutto.

    Questo è il massimo che potessi pretendere e non mancherò di stamparlo. L’offesa Sig. sclebin la rivolge Lei ai cittadini e mi auguro che Lei si faccia promotore dell’iniziativa di modifica o eliminazione del tutto che ci facciamo quattro risate. L’avevo detto che Lei è l’unico titolato (grazie ai suoi ricordi scolastici) a decifrare o interpretare il diritto (dopo Berlusconi pero) al presidente spetta la Palma. E’ però anche l’unico a dare del “salame” a chi ha redatto lo statuto, a chi l’ha votato, a chi lo ha posto ai pareri di legittimità . Vede Sig sclebin, con gli angoli Lei non ci sa proprio fare.

  15. Stinger - commento N.15 :

    Caro Braveheart, Lei non tende ad interpretare il contenuto dei citati passaggi del diritto internazionale “pro domu sua”?

    Forse solo chi esprime un’opinione diversa dalla sua (come l’avv. Sclebin o forzisra o altri) lo fa.

    Personalmente potrei anche condividere la Sua interpretazione e quella del comitato promotore del referendum se riuscissi a capire qual’è, ovvero quali sono i diritti del popolo veneto relativamente all’autodeterminazione e quali gli strumenti per renderli effettivi una volta che la volontà popolare abbia suffragato il desiderio di autodeterminarsi.
    Nel nostro caso specifico ed In altre parole, una volta indetto il referendum ed una volta che avessero vinto i SI che cosa succederà , oltre all’inevitabile onda mediatica che ne seguirà ?
    Ci sarà una costituente?
    Lo Stato italiano dovrà modificare le sue leggi, e in che verso? E se non lo farà che succederà ? Arriveranno i caschi blu come ipotizza divertito Luigi Sclebin?

    Spero di non essere l’unico a farsi queste domande

    Cordialmente

  16. admin - commento N.16 :

    Veda, sig. Braveheart, purtoppo il diritto (quello vero, di cui Lei è esperto) è un po’ come la medicina: si trova sempre un avvocato, migliore di me, che le potrà teorizzare l’autodeterminazione che le comoda a Lei, così come si trova sempre un dottor Di Bella che cura i tumori con l’acqua zuccherata. Grazie al cielo, anche se siamo (ancora per poco) dentro lo Stato italiano, ognuno è libero di scegliersi l’avvocato o il medico che preferisce.
    Con immutata stima
    LS

  17. Braveheart - commento N.17 :

    Prima Avvocato Luigi Sclebin, poi LS, infine Admin. bella metamorfosi sig Sclebin. In ogno caso, non intendo commentare l’ultimo suo pistolotto. Pensavo che lei potesse illuminarmi, ma l’unica illuminazione che Lei maldestramente mette in evidenza, sono frasi retoriche e vuote di significato.Lasci stare il diritto vero, con quello Lei non ha proprio nessuna dimestichezza. Le riconosco però grandi capacità nel svicolare.

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