FERMIAMOCI FINCHÉ SIAMO IN TEMPO.
sab, lug 26, 2008
Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere PD Roberto Rugolotto
Quello a cui abbiamo assistito finora è stata la cantierizzazione di 1.100.000 metri cubi di volume edilizio fra ampliamenti, riconversioni, e soprattutto nuove costruzioni.
Ed è appena un terzo di quello che prevede il Piano Regolatore.
Gli altri due milioni di metri cubi sono affidati alle decisioni della nuova maggioranza e del sindaco di sempre.
La macchina è stata lanciata a velocità folle. Sapranno i signori assessori della “nuova” maggioranza rallentarla per capire se davvero è questa la direzione giusta per dare lavoro alle famiglie, per attrarre turisti, per offrire servizi ai residenti?
Noi non lo crediamo. Lo dimostra il semplice fatto che tutte le promesse e le discussioni della campagna elettorale sull’edilizia residenziale pubblica non hanno prodotto nulla: i proprietari dei terreni invece di trarre beneficio dalle proprietà , dopo la dilapidazione dell’ICI, sono chiamati a sborsare denari per l’urbanizzazione più di quanto possono trarre beneficio dal bene.
Continuiamo a chiedere che il Comune acquisisca la percentuale ERP delle lottizzazioni e provveda, eventualmente tramite la Jesolo Patrimonio, alla costruzione e alla vendita delle residenze ai prezzi previsti.
Alla giunta e alla maggioranza non rimane che confezionare diversamente il nuovo Piano dell’Assetto Territoriale per modificare la logica cementizia del Piano Regolatore e dimostrare che davvero le cose sono cambiate.
Altrimenti saremo sommersi dalle promesse vane e dagli altri due milioni di metri cubi che faranno la fortuna dei soli affaristi, non delle famiglie jesolane.
Roberto Rugolotto






luglio 26th, 2008 at 05:26
Purtoppo il dado è tratto! Non mi sembra che si sia fatto niente per cercare di fermare la cementizzazione e niente si farà . l’unica speranza sarebbe il destinare quei metri cubi “mancanti” per un uso diverso da quello abitativo, ma, si può? chi ne sa qualcosa in meritro ce lo faccia sapere. Grazie.
luglio 26th, 2008 at 17:39
Dal Corriere .it
E intanto a Rimini
Rimini come Dubai: grattacieli e nuovi moli
Palazzi ondulati o nascosti sotto dune verdi: tre progetti in gara per la riqualificazione del lungomare
MILANO – Addio ai bagnini ruspanti, ai venditori di «cocco bello, cocco fresco», ai pattìni, alla piadina e a tutti i cliché che vengono in mente quando si pensa alla riviera romagnola. Il lungomare di Rimini potrebbe presto cambiare faccia e diventare un luogo chic in cui è d’obbligo presentarsi con un bikini «adatto per l’occasione». Almeno questa è l’idea che ci si può fare guardando i tre bellissimi progetti internazionali che partecipano al bando di gara indetto dal Comune (ed esposti fino al 31 luglio nel Palazzo dell’Arengo), per la riqualificazione mediante project financing di due chilometri di costa: due tratti di mare che vanno da Largo Boscovich, dove si trova il porto, a Piazzale Kennedy, e da quest’ultimo fino a Piazza Marvelli.
ONDE ARTIFICIALI – Per il primo tratto l’architetto belga Julien de Smedt per conto di Studio Altieri ha ideato una serie di onde artificiali realizzate «con un segno che segue il leggendario motivo del lungomare di Copacabana» ed è in grado di restituire a bagnanti e turisti la vista dell’orizzonte, interrando tutti i parcheggi e inserendo le attività commerciali all’interno delle decine di «collinette» tutte ricoperte di verde e percorribili anche sulla sommità . La passeggiata di fronte all’arenile sarà accompagnata da aree per il benessere, campi sportivi, terrazze con caffè e ristoranti, mentre in Piazza Fellini è prevista una grande arena per concerti e spettacoli, e un nuovo lussuosissimo hotel a forma di onda sorgerà di fronte al mare e farà da contraltare moderno allo storico Grand Hotel.
DUNE NEL VERDE – Le linee ondulate ritornano anche nell’alternativa del francese Jean Nouvel in collaborazione con Coopsette, con una serie di dune che richiamano la tipicità delle spiagge adriatiche, saranno immerse nel verde e non supereranno le costruzioni esistenti, come la maggior parte dei nuovi edifici: l’idea del progettista è infatti non è di aggiungere volumi che snaturino il paesaggio, ma di ricongiungere l’attività cittadina a quella delle spiagge, valorizzare la passeggiata notturna sul lungomare e rendere il turismo meno stagionale. Tutto nel rispetto della tradizione riminese, con il recupero della pineta e del Kursaal, immaginato come una struttura a forma di cuore rosso fuoco, omaggio alla gioia di vivere e all’arte di Federico Fellini.
SOGNANDO DUBAI – Quello che però promette di trasformare Rimini nella Dubai della riviera adriatica è il progetto di Norman Foster per Gecos: oltre alla sparizione dei parcheggi, secondo quanto disposto dal bando, e all’ampliamento delle aree verdi a ridosso dell’arenile, è prevista la costruzione di un mega-albergo nella piazza Kennedy, progettato pensando alle linee sinuose delle donne tanto amate dal regista di Amarcord e che ospiterà il museo dedicato al cineasta riminese. Da qui partirà uno spettacolare molo, che vorrebbe richiamare i pontili di un tempo, ma è un’avveniristica passerella lunga 200 metri che fa pensare alle costruzioni artificiali degli Emirati Arabi e accoglierà nella parte conclusiva ristoranti e negozi. Un paesaggio esistente per ora solo in forma di disegni, dove pare difficile collocare bagnanti intenti a prendere il sole sul pedalò: e infatti a guardare bene gli schizzi, sul mare ci sono solo yacht e barche a vela.
Marco Consoli
luglio 26th, 2008 at 17:50
mi aspetto la seconda puntata sul foglietto parrocchiale, magari ci dirà che l’unico intervento di valore è Ca Silis…
luglio 26th, 2008 at 22:07
2. angelo – Luglio 26, 2008 Dal Corriere .it
Rimini come Dubai: grattacieli e nuovi moli
caro Angelo, i lettori del forum erano al corrente di questa iniziativa molto prima di quelli del Corriere, infatti avevo postato il link con le immagini di questi progetti una settimana fa.
luglio 26th, 2008 at 22:28
3 piccole aggiunte:
-al solito i riminesi si dimostrano all’avanguardia nell’arte di vendere la propria località , su questo abbiamo davvero molto da imparare.
in piena stagione riescono ad andare in prima pagina del corriere parlando di un progetto che non solo fisicamente ancora non esiste, ma che è ancora addirittura nella fase di concorso! geniali.
-si parla di project financing, quindi partecipazione e investimenti
da parte di privati, con realizzazione di spazi commerciali, parcheggi etc… quindi di fatto cessione di suolo pubblico ai privati ovviamente a scopo di lucro.
sarebbe interessante sapere se anche a rimini ci siano tutte le polemiche sulla speculazione e la cementificazione, anche se così a occhio credo proprio di no.
-l’idea di coinvolgere le Archistar (Nouvel e Foster) come richiamo pubblicitario/marketing territoriale è venuta prima a Jesolo, peccato che non siamo finora riusciti a capitalizzare al meglio il valore aggiunto derivante dalla presenza di queste illustri firme.
anche qui temo che i riminesi abbiano accolto con altro entusiasmo l’arrivo di personaggi di tale spessore.