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Duran Duran

lun, lug 21, 2008

Generale

Ieri, dopo una giornata di dubbi, ho deciso di andare a vedere il concerto dei Duran Duran e mi sono sentito un pò un freelancer per il nostro amato jesoloforum. Ero un pò scettico, durante tutta la settimana si sono sentiti solo pareri negativi a riguardo, i biglietti venduti erano pochi e proprio la pioggia mi faceva precipitare nel pessimismo più totale. Alla fine ho preso una decisione, vado! Non avevo dubbi che fossreo dei grandissimi professionisti, e tali si sono dimostrati. Hanno cantato e suonato per due ore, coinvolgendo il pubblico e facando divertire tutti. Erano presenti persone di tutte le età , dai più attempati nostalgici che conoscevano le canzoni a memoria, fino a ragazzini entusiasti ed euforici. Effetti di luci e suoni si sono alternati ai più grandi successi, vecchi e nuovi. Il concerto era organizzato molto bene e la soddisfazione mi sembrava un sentimento generale. Se prima pensavo che, quello dei Duran Duran, fosse un concerto giusto per Jesolo, ora ne sono convinto. Qualità e quantità sono stati gli ingredienti che hanno caratterizzato la serata. La storia della musica è approdata anche a Jesolo

Barbossa

Mai stata allo Spritz on the beach in tutti questi anni.
Ho sempre e solo visto il servizio del giorno dopo al tg3.
Mai stata una fan dei Duran Duran, anzi.
Nei famigerati anni ottanta, ascoltavo altro, gli Smiths, per esempio, i Clash, gli Style Council.
Troppo commerciali, i Duran Duran, troppo da ragazzine, troppo popolari.
Poi capita che mi pagano il biglietto, così dico perché no.
Mi documento, nel pomeriggio, mentre attendo invano la risposta dello sciamano Meteoritus dall’unità di crisi di via Levantina.
Cerco i video su youtube e riascolto, uno dopo l’altro, tutti quei pezzi della colonna sonora degli anni in cui facevo la maturità , l’Italia vinceva i mondiali, Jesolo sperimentava l’isola pedonale.
Uno dopo l’altro, mi trasportano in una dimensione lontanissima.
Mi pare quasi di tornare a respirare l’aria di quegli anni, leggera, facile.
Ma si parlava in quegli anni di emergenza ambientale, terrorismo dal Medio Oriente, immigrazione clandestina, stragi del sabato sera?
Ad ascoltare questa roba, sembra di no.
Non so perché ma mi prende la nostalgia e non è per i diciotto anni che non ho più.
Corro in bici verso la spiaggia del faro e rimugino su questi pensieri mentre la nostalgia si trasforma in amarezza.
Il palco è ancora deserto e la spiaggia non è piena da far paura, come avevo sempre e solo visto nei tg.
Tanto spazio nel parterre, davvero tanto, e sono le nove e mezza passate.
La tribuna è al completo ma sarebbe interessante sapere chi ha pagato i 54 euro del biglietto.
Poi arrivano loro. Lo ammetto, mi emoziono, sono pur sempre i Duran Duran, cazzarola.
Mi sembrano ben conservati, ben tenuti, anzi, oserei dire in forma.
Le Bon sembra addirittura dimagrito, ma forse sono troppo distante. Dei tre Taylor, il tastierista, Andy, sembra un po’gonfio. Roger, il batterista, resta nascosto dietro una monumentale Tama. John,il bassista, è ancora il mio preferito, quello per cui forse farei la coda per l’autografo. Forse.
Vestiti di scuro ma non eleganti, le camicie fuori dal pantalone a coprire un’inevitabile pancetta, hanno comunque un loro fascino.
Sgomito per arrivare un po’ più vicino. Riesco ad arrivare a una ventina di metri di distanza. Visibilità scarsa, dato il mio metro e 65, ma non nulla.
I Fab Five attaccano con un pezzo che non conosco, e poi un altro ancora. Forse sono dell’album uscito sei mesi fa che, stando alle statistiche, ha venduto pochissimo.
Poi una domanda dal palco, Is there anybody hungry? Qui parte il vero spettacolo. E il vero spettacolo è il pubblico, tutto tra i trenta e i quaranta.
Da Hungry like the wolf a Planet Earth, il pubblico canta, balla, conosce tutti i testi, anche quelli dei pezzi nuovi che ho sentito qua è là , forse in uno spot.
C’è un gruppo di ragazze, più che trentenni, sono scatenate, sanno tutte le canzoni e sono anche intonate. Le immagino adolescenti in una camera tappezzata di poster, con cuffiette, walkman e una cassetta consumata, gli occhi chiusi come adesso e il desiderio segreto ma non tanto di sposare Simon Le Bon.
Con Falling down, comincia a piovere, piano, senza disturbare. Le gocce, sotto le luci dei fari, sembrano tante piccole schegge dorate. Su Come undone, le schegge diventano proiettili che fanno uscire dalle borse centinaia di k-way. Adesso piove senza ritegno. Qualcuno si copre la testa con un sacco di plastica, altri tentano di usare un ombrello rischiando il linciaggio e lo ritirano subito.
Come nel video, sulle note di The reflex, siamo bagnati fradici. Con Save a prayer a qualcuno scappa la lacrima, tanto piove, non se ne accorge nessuno. Questi ragazzi selvaggi suonano, sanno suonare. Nessuna fantasia, nessuna versione corretta, nessun arrangiamento nuovo, i pezzi sono tali e quali a quelli di venti, venticinque anni fa. Ma non è forse quello che vuole il pubblico? Sentire i pezzi esattamente come li ascoltava venti, venticinque anni fa? E Le Bon è ancora il peggior ballerino mai visto su un palco.
Però piove davvero troppo. Strapiove.
Si devono fermare anche loro, i DD, per coprire gli strumenti. Tra il pubblico, abbandonano quelli che sono venuti con i bambini e i meno impavidi. Tutti gli altri, duri de piova, gnanca na piega.
Dopo qualche minuto, smette di piovere. Simon Le Bon grida We survived! e spara il no no di Notorius e subito a seguire Girls on film, famoso per il video censurato. Dopo Ordinary world e Sunrise, finalone con Wild Boys, che effettivamente segna un po’ il declino della band nell’84.
Un solo bis, Rio, Le Bon infila la maglia della nostra nazionale, e poi tutti a casa, con la sabbia nelle scarpe.
Fatta anche questa. Per fortuna, gratis.

mistika


(foto dalla Nuova Venezia)


(foto speditaci da Mistika)

28 Commenti per questo articolo

  1. el pube - commento N.1 :

    el pube elogia gli duran duran e soprattutto el fizzo, che le un amico e un pazzo el fa cose gonze. dunque mi pare ben e velo dice un fan degli Inti-Illimani!
    el pube vuole anche saludar Rodolfo e la sua anca bionica e far gli auguri a Aleksandra che i se belli tutti e due.

    lingue in bocca

    el pube

  2. mistika - commento N.2 :

    Rettifico da sola, prima che lo faccia un vero fan dei DD.
    Il tastierista è Nick Rhodes.
    Chiedo venia.

  3. BELTIPO - commento N.3 :

    non riesco ad immaginarmi mistika che sgomita per vedere un concerto, anche se dei DD.

  4. Indomabile - commento N.4 :

    Grazie Mistika per il resoconto della serata…
    Nella parte dove scrivi “C’è un gruppo di ragazze, più che trentenni,scatenate, sanno tutte le canzoni e sono anche intonate. Le immagino adolescenti in una camera tappezzata di poster, con cuffiette, walkman e una cassetta consumata, gli occhi chiusi come adesso e il desiderio segreto, ma non tanto, di sposare Simon Le Bon” mi sono ritrovata in pieno: io però ero pazza di John Taylor!!!
    Non so perchè non ho pensato di partecipare al concerto per poter, magari, rivivere qualche adolescente emozione… Mah…
    Indo (e il suo redivivo John)

    @Beltipo: io invece me la vedo proprio!!

  5. mistika - commento N.5 :

    Beh, sgomitavo sì, ma chiedendo gentilmente permesso…

  6. mistika - commento N.6 :

    Non vorrei monopolizzare i commenti, però permettetemi un piccolo “polemic point” con barbossa.
    L’evento è sicuramente stato un bel flop, come dice il mio capo, l’obiettivo non è stato raggiunto.
    In uno spazio dove, secondo gli organizzatori, possono stare fino a ventimila persone, ce n’erano forse cinquemila, a occhio, e tenete conto che questa era l’unica data del tour per il nordest.
    Niente di strano. A Milano i DD hanno fatto seimila presenze, anche lì pochine, mi pare.
    L’anno scorso, per la stessa occasione, ricordo altri numeri, di sicuro saranno state altre anche le cifre per gli ingaggi, con Giuliano Palma.
    Grandissimo successo, sempre l’anno scorso, per Bob Sinclair, che, volendo essere precisi, è solo un deejay.
    In finale (adesso si dice così…) non credo sia stata una buona scelta quella dei DD, se pensata per fare cassa.
    Oltre a questo, aggiungete le previsioni meteo pessime, su cui purtroppo non si può intervenire, e il costo del biglietto, 30 euro + 4.10 di prevendita, decisamente alto, per stare in piedi sul sabbione.

    Qualcuno ne sa di più?
    Accetto volentieri smentite.
    Saluti e scusate l’invadenza,

    mistika

  7. Silent Majority - commento N.7 :

    Sì, Mistika, ci si aspettava sicuramente più affluenza, anche chi è andato a vederli e si è presentato lì con largo anticipo temendo la calca. Il gruppo è dei nostri tempi (da quello che capisco siamo più o meno coetaneee, anch’io ho fatto la maturità nell’anno dei mondiali di Spagna) e forse non ha catturato l’attenzione di fan più giovani, ed il prezzo era piuttosto alto, io ho preso i bilglietti in tribuna, per vederli da lontanissimo. Peccato perchè lo spettacolo è stato a mio avviso bellissimo, non so se il mio giudizio è influenzato dal piacere di aver fatto un tuffo nel passato, e anche il gruppo meritava più pubblico. Mi pare comunque che quello presente ha fatto tantissimo per sostenerli e ha partecipato con entusiasmo. Forse gli organizzatori non hanno fatto cassa, ma hanno reso felici molti, che ne dici? Me li sto riascoltando dall’MP3, peccato che si senta piuttosto male, ma con la macchina fotografica ho fatto qualche filmato e si vede e sente piuttosto meglio, tutto comunque sufficiente per rivivere una serata indimenticabile.

    Silent

  8. Silent Majority - commento N.8 :

    Correggo, la mia maturità risale all’anno dopo i mondiali, l’anno, anzi la sera della terza coppa del mondo sono diventata maggiorenne!!!

    Silent

  9. haran benjo - commento N.9 :

    @mistika
    Posso assicurarti che la scelta dei Duran Duran non è stata fatta con l’interno di fare cassa.
    La rosa dei nomi per lo Spritz on the beach è da anni circoscritta ad una fascia di nomi più o meno intercambiali tra loro,
    con un budget di spesa definito e un ritorno economico certo e quantificabile con percentuali di approssimazione che spesso non raggiungono le due cifre.

    I Duran erano una sfida, il provare a confrontarsi con un nome di questo livello, gestirne l’organizzazione, crescere.
    Fare il salto di qualità in definitiva.
    Nessuno ha mai pensato di farci il botto economico e il prezzo dei biglietti è, talvolta (ma non solo), l’indice di previsione degli organizzatori.

    Si fissa un target di aspettativa (e non eravamo distanti dalla stima), lo si divide con i costi (artista più produzione) e si fissa un prezzo che sia in linea con la media di un evento di questa natura (e forse per quelli in piedi siamo anche un filo sotto), se abbiamo un’affluenza maggiore facciamo anche qualche soldo in caso contrario non ci rimettiamo (sempre ammesso che non piova).

    Non parlerei quindi di flop, nonostante il brutto tempo abbia provocato il mancato arrivo di 800-1000 persone (si lo so Luca che fa tutta la differenza del mondo), il concerto ha avuto luogo,
    nessuno ci ha rimesso economicamente, qualcun altro ha messo l’anima in rewind di 20 anni e cosa più importante il ritorno mediatico (spot più volte al giorno su radio deejay, pubblicità , servizi televisivi e quant’altro), c’è stato per tutti; organizzatori ma anche e soprattutto località .

    I soldi si faranno con i 15,000 di Tiesto.

  10. tukulka - commento N.10 :

    Duran Duran live in Jesolo at Arenile Terrazzamare sunday 20 July.

    Serata dal tempo incerto. Dei nuvoloni che girano intorno. Arrivo sull’arenile verso le 20.00. La gente sta arrivando. E’ bello andare ad un concerto in spiaggia perché puoi andarci in ciabatte o a piedi scalzi. Vedo facce conosciute, ex-paninari diventati padri di famiglia, moltissimi quarantenni o giù di lì (io ed i miei amici compresi).
    Più che altro la gente è venuta per vedere i miti pop degli anni ottanta consapevoli che non sono i Duran Duran anni 80.
    L’attesa divertente, con il dj resident del Muretto a sparare a tutto spiano dell’ottima house. Avrei preferito, visto l’occasione, più musica anni ottanta tipo Sandy Marton, Novecento, Barry Mason, Dan Harrow, Diana Est, Picnic in the White House, Jovanotti in versione Gino Latino con la portentosa “Welcome”, etc.
    Mi intrattengo a chiaccherare con un amico della musica che ascoltavamo quando eravamo 16enni: dark, new wave a nastro ovvero Joy Division, Siuxsie and The Banshees, Cure, Sisters of Mercy, Wall of Woodoo, Tuxedomoon, Bauhaus, Clash, Killing Joke, Depeche Mode, i primi Litfiba di Transea, Onda Araba e Desaparecido, i Neon, i Diaframma, i Kirlian Kamera, i Timoria, i Carillon del Dolore, gli Allison Run, i Rinf, i Die Form, i Frigidaire Tango, i Simple Minds, gli U2, gli Alarm, i Comsat Angels, i Balaam and the Angels, gli Scritti Politti, i Death in June, i Christian Death, i Dead Can Dance, i Clan of Xymox, etc. E tutto partito dalla t-shirt che indossavo che è come quella che Morrissey indossava spesso ai concerti degli Smiths. La scritta davanti “Ham the DJ” cadeva proprio a pennello in quanto il dj sul palco aveva iniziato a stufare. ;-) Sul retro della t-shirt uno stralcio del testo di “Panic” degli Smiths.
    Accenna a piovere ma smette quasi subito. Dei roadies sul palco avvolgono col domopak pedaliere, tastiere, etc. onde evitare contatti con l’acqua. Altra musica, nel frattempo il dj aveva sbaraccato, sparata dalle casse: “The Robots” dei Kraftwerk che mi ha fatto catapultare al concerto loro che vidi (che viaggio tecnotronico -Ja tvo sludu ja tvo rabotnik -)alcuni anni fa, “Open Up” dei Leftfield feat. John Lydon, etc. Il pubblico chiama i Duran Duran: “Fuori fuori fuori fuori…dai Simooooon!!! Usciteeee!!! Che ormai abbiamo una certa età e tra poco dobbiamo andare a dormire…;-)” [le battute poi in dialetto veneto da incappottarsi dal ridere...;-) ]
    Si spengono le luci. Fumo. Si accendono i fari rossi. “Red Carpet Massacre” è l’ultimo lavoro dei DD e quindi anche il titolo della tournée. Eccoli: Nick, Roger, John e Simon (manca Andy che ha preferito non continuare l’avventura). Un boato. Le duraniane quarantenni che piangevano e strillavano con striscioni “We love U”. La prima canzone tratta da “Red Carpet Massacre”. Energici, saltellanti. Simon Le Bon bello massiccio ma che tiene botta nonostante i suoi 50 anni. John Taylor sempre lui, col suo basso e che mandava in delirio le duraniane lì presenti. Accanto a me c’era una famigliola con due bambini che guardavano esterefatti i genitori saltare e cantare e la mamma che continuava a gridare “Jooooohn sei figooooooooooooooooooooooooooooooo!”
    Ad un certo punto Simon introduce una canzone che avevo capito fin dalla prima nota: Hungry like the wolf. Penso che in quel momento l’intera Jesolo abbia avuto un mega scossone. Un boato enorme, un’emozione non da poco.
    Quasi 6000 persone impazzite che cantavano e saltavano. Simon Le Bon che continuava a dire: “Oh Great! I love U”.
    E la band si gasava sempre più. “The Reflex” è stato remixato dal pubblico con i Duran Duran euforici e assomiglia molto alla versione contenuta in Mixing. Altri hit si susseguono e intanto comincia a piovere. Ma il pubblico rimane li duro, imperterrito. E con loro anche i Duran Duran che, nonostante i tecnici dicessero loro di fare una pausa, sono andati avanti come niente fosse. “Save A Prayer” con la pioggia è emozione allo stsato puro. Ma il pezzo forte è arrivato con “Girls on film”: da sballo totale. La band in stato quasi di nirvana. Simon Le Bon che saltava di qua e di la. E ad un certo Simon si avvicina a John Taylor e dice “Mmmm this sound…I remenber a song like…” e inizia a cantare “popopopopo…” la canzone degli White Stripes. Apoteosi. Il chitarrista è al massimo. John Taylor fuori di teschio, Roger Taylor che pesta duro. Si passa alla presentazione dei componenti con tanto di assoli. E arriva un giro di basso che conosco. “Papa was a Rollin’ Stone” un classico soul dei Temptations. Fantastico. E dopo aver presentato tutti si ritorna a “Girls on film” per finire. Escono. Rientrano quasi subito. Le luci diventano color porpora. E’ la volta di Rio. Altro boato. Simon Le Bon veste una maglia senza maniche azzurra con la scritta Italia. Sembra il tipico turista tedesco della Baviera che viene in vacanza da queste parti. Ma va bene così. Non volevano far finire la canzone. Sarebbero rimasti ancora sul palco. Tutti ringraziano felici, emozionati ed escono. Simon Le Bon si ferma e si appoggia su un amplificatore. “I stay here”. Il tecnico lo guarda e lo prende con la forza portandolo via. Lui continua a salutare. Le luci si riaccendono. E’ finito. La maggior parte del pubblico lì presente aveva realizzato uno dei loro sogni: vedere i Duran Duran dal vivo. Nel frattempo aveva smesso di piovere per far spazio alla luna e alle stelle.
    Il ritorno lungo il viale. Il vociare della gente. Alcuni continuavano a cantare, qualcuno si asciugava gli occhi per la contentezza.
    Morale della fiaba: Un mega viaggio iperuranico all’ennesima potenza.

    _tukulka;-) and the new moon of monday

  11. barbossa - commento N.11 :

    “polemic point”
    Sono d’accordo con te mistika, la gente era poca e non è stata fatta cassa, però dopo molti DJ un piccolo ritorno al passato ci stava bene. E poi con un gruppo storico! Diciamo che sono stati accontentati i nostalgici e quei pochi ragazzi amanti della musica anni ’80, adesso aspettiamo DJ Tiesto e magari anche Zucchero, sperqando che facciano affluire molta più gente.
    Penso comunque che non sia stata un’esperienza troppo negativa per gli organizzatori, forse hanno perso in denaro che è sicuramente l’aspetto più rilevante, ma hanno organizzato bene l’evento e mi sembra che tutti ne parlino in maniera positiva, sicuramente la gente si ricorderà di questo al prossimo concerto. Rimane comunque l’amarezza per il poco pubblico. (anche perchè, come dice Silent, il gruppo meritava più pubblico). Io, personalmente, sono rimasto contento dell’evento.

  12. haran benjo - commento N.12 :

    @tukulka
    Ottimo resoconto…
    Sono uomo (va ben…bocia cresuo) dai molti euforismi superficiali e dalle poche passioni viscerali, una di queste sono (erano cazzo) gli Smiths (mistika per es ha guadagnato 7000 punti).
    Quindi TI PREGO, TI SCONGIURO, TI SUPPLICO correggi il testo della maglietta, o mi avrai sulla coscienza.

    Haran (A boy with a thorn in his side)

  13. john - commento N.13 :

    @ mistika .
    complimenti!
    Sai bene che i miei gusti sono altri, ma devo ammettere che sei riuscita a rendere perfettamente l’idea sul momento e su come lo potevano sentire quelli che apprezzano.
    john (ti aspetto dopodomani)

  14. john - commento N.14 :

    @ mistika:
    dimenticavo: tempo permettendo!

    Però, si potrebbe domandare aiuto ad Indomabile, viste le sue frequentazioni ai piani alti. Gnegnegnegne.
    john

  15. Silent Majority - commento N.15 :

    Avevo cercato nel primo pomeriggio di inviare questo mio umile resoconto, senza riuscirci, lo mando ora come commento.

    I Duran Duran a Jesolo! Uno dei gruppi dei miei ventanni o giù di lì, non era il mio preferito all’epoca, io ero più per gli Spands, che ho visto tre volte in concerto, e i Duran Duran erano i loro antagonisti, che però ho sempre apprezzato ed ascoltato volentieri. Come potevo rinunciare alla tentazione di rivivere un periodo della mia giovinezza, pur non sentendomi vecchia nemmeno oggi, di risentire il profumo di quella British Invasion che aveva riempito di note il mio affacciarsi al mondo degli adulti, con il cuore ancora pieno di innumerevoli sogni…Proprio non potevo mancare a quest’appuntamento, per cui, con mio marito, ci siamo attrezzati, acquistato i biglietti per la tribuna (a prezzo pieno, Mistika!), sistemato i bambini per la sera (mai usciti noi da soli dalla loro nascita!) ed attrezzati con K.Way ed ombrello siamo partiti in moto alla volta del Faro, circa due ore prima dell’inizio del concerto. Una sola delusione, la tribuna era lontanissima, avevo preferito questa soluzione per poter aspettare con più comodità l’inizio dello show, non sapendo come potesse essere allestita la zona per l’esibizione e temendo la calca tipica in queste situazioni. Calca però non ce n’era e, nonostante mio marito suggerisse di scendere sulla spiaggia per avvicinarsi, ho preferito usufruire della differenza pagata per la tribuna stando seduta sugli spalti, che diamine! Bello vedere l’omogeneità degli spettatori, la maggior parte della mia generazione, famiglie con bambini appresso, persone che potevano avere l’età dei miei genitori, ma anche ragazzi più giovani, merito forse dei DD di aver saputo riciclarsi negli ultimi anni con nuovi ritmi. Dopo un’attesa che è sembrata lunghissima, vista anche la minaccia di pioggia, finalmente le luci si sono abbassate e lo spettacolo ha avuto inizio.Uno SPETTACOLO, veramente, l’energia che ancora mettono nell’esibizione i quattro DD è sorprendente e non sembra che siano passati così tanti anni da quando partecipavano al festival di Sanremo, inseguiti da ragazzine urlanti ed in lacrime…Simon Le Bon, poi è un vero trascinatore e sul palco sgambetta ancora come un ventenne, lui che di anni ne ha quasi cinquanta! Difficile non lasciarsi coinvolgere dalla festa e mi ritrovo a cantare, battere il tempo con le mani ed i piedi (ecco il vantaggio della tribuna!), perfino alzarmi e ballare quando inizia Notorius e gli spalti, a causa della pioggia, si sono un pò svuotati. Ma a moltissimi, me compresa, la pioggia non fa un baffo e tutti insieme ci scateniamo e sosteniamo il gruppo nello show. Peccato non vederli più da vicino, così verso la fine (Simon era già uscito con la maglietta azzurra) mi sono incamminata sulla spiaggia e, dribblando gruppi di spettatori, sono arrivata a cinque, sei file dietro, così da vedere meglio parte della ultima esibizione, sulle note di Rio, ed il saluto finale. Bravi, veramente, belle anche le nuove canzoni, indimenticabili le esecuzioni dei vecchi pezzi, cito fra tutti “The Reflex”, cantata a furor di popolo da tutti noi, e “Save a prayer”, una delle più amate dai fans. “You all were f…..g great, see you soon” più o meno il saluto finale di Simon. Sì, anch’io li rivedrei volentieri. Non si sa mai, quindi…see you soon, (wild) boys!

    Silent Majority

  16. dj alfred - commento N.16 :

    “iperpolemic point”.
    Lo accettate un punto di vista leggermente diverso?
    Per tutulka, ho visto che hai messo nel calderone (ottimo) dei gruppi anni 80 anche gli U2…ahh, sacrilegio, il gruppo di Bono sta ottomila metri sopra gli altri simpatici ragazzotti.
    Per haran benjo e Mistika, gli Smiths? boh? insomma…
    Perchè scrivo questo? è per polemizzare un po’.
    Andiamo ai Duran Duran.
    Non sono andato a vederli.
    Non soffro di nostalgie musicali.
    Non sanno suonare.
    Qualche pezzo l’ho in mp3 ma non riesco mai a finire la canzone.
    per 54 euro il Signor Le Bon sarebbe dovuto venire sotto casa a prendermi (ah ah battutona).
    In questi giorni in provincia di Venezia (quindi non impossibile da raggiungere) e limitrofi, nel mese di luglio ci sono stati almeno 10 concerti di veri “mostri”:
    Incognito
    Gilberto Gil
    Pat Metheny
    Gary Burton
    Kaled
    L’orchestra di piazza Vittorio
    Ivan Lins
    Herbie Hancock.
    Quale può essere la nota positiva?
    sta nella crescente capacità organizzativa del gruppo “Fizzo” e nella conseguente “location” molto bella.
    p.s. chi salvo degli ’80?
    Talking heads, Police e Peter Gabriel.
    e avanti coe poemiche.

    dj alfred

  17. haran benjo - commento N.17 :

    @alfredo
    “boh? insomma?” BOH ? INSOMMA ? BOH INSOMMA !!
    Non entro neanche nella polemica dell’importanza di Moz e Marr nello sviluppo del suono indie e non solo dei due decenni a venire, o sulla loro importanza testuale.. non importa, staremmo qui secoli e finirei comunque con l’aver ragione.

    NO, MERITI QUALCOSA DI PEGGIO… mi costringi ad un:
    Totti ?
    mmmh see… bel giocatorino.

  18. Silent Majority - commento N.18 :

    Indubbiamente è’ tutta questione di gusti e di punti di vista, il mondo della musica è ampissimo, personalmente tre quarti dei gruppi elencati da Tukulka e parte quelli citati da Alfredo non li ho mai sentiti nominare, non mi ritengo un guru del settore, ma anch’io ho ascoltato tipi diversi di musica, più “impegnata” (faceva pure molto figo all’epoca e ci si distingueva dalla massa), ma non trovo niente di vergognoso affermare di aver seguito la pop music, quella più commerciale, e, perchè no, ammirato l’avvenenza di alcuni suoi interpreti, e che diamine, anche l’occhio vuole la sua parte. Tutto questo senza alcuna polemica.

    Silent M.

  19. dj alfred - commento N.19 :

    Guarda haran benjo (ritiro per 12 ore il caro per la frase su Totti), siccome ho da qualche parte qualcosa (credo un greatest) degli Smiths, me li carico in macchina stanotte e li risento.
    Ricordo che non c’era un pezzo che mi piacesse.
    Secondo il mio punto di vista quelli che hanno influenzato il modo di suonare, di assemblare i vari strumenti, l’uso della tecnologia dei pedali (eco, flanger, chorus ecc) sono stati i Police.
    Ma che lo dico a fare?
    e vanti coe poemiche
    alfreeh

  20. admin - commento N.20 :

    ennò silent, la musica quando non è suonata è una fonte inesauribile di poemike,
    guarda haran benjo, appena l’ho toccato sugli scmitts…smitts o smittsh (come cavolo si scrive?) ha interrotto di mangiare il pollo arrosto e mi ha subito risposto.
    alfred

  21. Silent Majority - commento N.21 :

    A chi interessa, su MTV ora c’è il concerto dei Duran Duran.

    SM

  22. haran benjo - commento N.22 :

    Prevenuto dj Alfred,
    rispetto l’importanza del tuo trio reggae ‘n’roll ma la seminalità del combo mancuniano è altra cosa.
    Sono convinto che la notte porti consiglio e che domani tornerai con il capo cosparso di cenere, se malauguratamente così non dovesse essere non ti preoccupare, sono un tipo ragionevole.
    (…dove avrò messo il mio browning a canna rinculante ?)

    ps – quando tukulka porrà rimedio alle sue malefatte capirai come la scelta del tuo prefisso dj sia stata quanto mai opportuna.

  23. dj alferedsco - commento N.23 :

    @ haran, adesso vado in macchina ad ascoltare gli scmitts.
    Poi ti dirò, anzi te lo dico subito (spero la tua bile ti faccia un salutino).
    2° il mio point of wiev le cose migliori di oggi sono prodotte al 64% da dj.
    Dj spooky su tutti, De Phazz (er geniaccio), Aphex Twin, Nitin Sawhney ecc ecc
    Il restante 13% da Nils Petter Molvaer e gli E.S.T.
    …prova a prendermi
    dj alferedsco…….

  24. haran benjo - commento N.24 :

    Se pensi di cogliermi impreparato… risposta in 6 secondi netti a braccio

    Molvaer è immenso ma ha smesso di far qualcosa di decente 3 anni fa, gli EST te li passo.
    “Dj Spooky su tutti” …ma perchè perdo il mio tempo con te? che ti parlo ancora a fare?
    De Phazz continua a fare lo stesso disco cambiando il titolo (il penultimo è una porcheria “Days of twang” appena sopra),.
    Aphex Twin ok ma è in crisi creativa da un po’,
    Nitin Sawnhey mi piace ma “Human” è uno scalino sotto (anche due) rispetto a “Prophesy” o “Beyond Skin” (e non è un dj).

    Li vedo tutti un po’ appannati, sarà un caso oppure anche tu…?
    Vado a lucidare il browning ci sentiamo domani..

    Ps (comunque 64+13 fa 77)

  25. tukulka - commento N.25 :

    @Daitarn3 alias Haran Benjo

    Ops! Mi accorgo ora della malefatta! L’ho scampata bella! Rischiavo di essere disintegrato da Haran Benjo pronunciante la fatidica frase: « E ora, con l’aiuto del Sole, vincerò! Attacco Solare! ENERGIA! DAITARN SCONTRO! » ;-)

    Errata corrige. Sulla mia maglietta c’è scritto:”Hang the DJ!!!” Ecco la storia di questa maglietta:

    La storia dietro alla canzone: Morrissey la scrisse come replica al DJ Steve Wright che durante una trasmissione radiofonica, subito dopo la terrificante notizia del disastro di Chernobyl data dal radiogiornale, annunciò festoso il nuovo singolo degli Wham!, la ridicola “I’m Your Man”.
    Dal vivo durante l’esecuzione di Panic, spesso Morrissey faceva roteare un cappio e indossava una T-shirt con la buffa faccia di Steve Wright con su stampata, come in un passaporto, la scritta “HANG THE DJ”.
    Questo brano induceva molto spesso Morrissey durante le interviste a discorrere del suo odio verso la dance music definita “puerile”, alla quale si riferisce anche nelle parole di questo testo.

    Ritornando ai Duran Duran: ritornato a casa a notte fonda mi sono sparato il dvd “Arena”. Non male. All’interno ci sono delle immagini tratte dal film del 1967 di Roger Vadim “Barbarella” dove c’è il dottor Duran Duran, Ugo Tognazzi nella parte di Mark Hand e Alighiero Noschese in quella di Alfa 7.

    _tukulka e l’invasione dei meganoidi

  26. dj quaresima - commento N.26 :

    che 64 + 13 faccia 77 lo dici tu e te ne prendi la responsabilità .
    Comunque era una battutina…
    Incredibile ma i tuoi giudizi non sono niente male.
    Mi dispiace ma devo condividere.
    ascoltati gli schmittts. peggio di come li ricordavo. però de gustibus…
    cosa sarebbe poi sto “browning in the wind” ?
    dj quaresima…………………………………………………

  27. haran benjo - commento N.27 :

    @tukulka
    Ti sei riabilitato appena in tempo, comunque non avevo intenzione di disintegrarti, mi sarei limitato ad un Daitarn-ventaglio infliggendoti solo dolorosissime ferite lente a rimarginarsi.

    @dj alfresco, aka dj quaresima, aka chipiùneha
    Ti fa onore riconoscere che i miei giudizi siano corretti ma sul fatto che avessi ragione c’erano effettivamente pochi dubbi.
    Da questa tua onestà devo dedurre che gli Smiths non ti piacciano sul serio e non sia solo vis polemica.
    Costernato Alfredisco, avevo intravisto uno spiraglio di cultura musicale, mi ero quasi sbilanciato su di te, mi sono detto “forse è pronto” e invece no, il tuo tempo è ancora a venire; aspetterò.
    Non ti abbattere (ci penso io), non si può avere tutto nella vita.

    Ps. quella su “browning in the wind” non era niente male

  28. dj battista - commento N.28 :

    @haran bangio
    Ascotato il greatest degli smits, schmittts, zmittz in macchina, di notte (test assoluto for me).
    Va bene, ti concedo una song a caso da inserire nei titoli di coda casomai girassero “Trainspotting 2, il ritorno a casa”, cantata però da Michael Stipe.
    Se girato da Cristina Comencini allora la location sarà la Toscana ed un personaggio, interpretato da Bentivoglio, sarà un brigatista latitante che ora vive frantumando le olive (anche le nostre).
    In questo caso Piero Pelù canterà una versione di un’altra song a caso degli smitt and wesson, ma in portoghese, ah no, quello è Finardi.

    dj Battista

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