L’ODIO PER I POLITICI
Domenica 6 maggio 2007, su “La Repubblica” c’erano sulla stessa pagina un lungo articolo di Pietro Citati e la lettera di un lettore indirizzata a Corrado Augias.
Ambedue trattavano lo stesso argomento: Il sentimento di rifiuto e disprezzo che sta montando in tutta l’opinione pubblica italiana verso i politici a tutti i livelli.
Mi sono chiesto se condividevo – e se anche gli elettori jesolani condividevano – fino in fondo questi sentimenti e ne ho ricavato il post che segue.
L’articolo di Citati ha addirittura un titolo che suona come una condanna definitiva: “L’odio per i politici”. Comincia denunciando l’ipocrisia dei personaggi che vediamo ogni sera in TV e finisce con un giudizio lapidario che non lascia nessuna speranza di redenzione.
…Rizzo copre d’offese… Prodi e Forza Italia; Calderoli dileggia i meridionali e gli emigranti; Diliberto, con la sua aria da faina, denigra gli assassini americani e i loro lacchè italiani (così parlava Stalin); Maurizio Gasparri, con gli sguardi da bambino vizioso, insulta Rutelli, Dini, Fassino, D’alema, Prodi, Diliberto, Bertinotti, mentre, in un angolo della scena, con le maniere e la voce untuosa di un Monsignore dell’ottocento, Bondi deplora la malafede degli avversari…
…Non credete alle vostre orecchie. Tutto questo è falso. Dietro le quinte del nostro teatrino nazionale, i nemici si sono messi d’accordo: Gasparri ha concordato la battuta con Rizzo; Diliberto con Bondi. Ormai in Italia non esistono più partiti, coalizioni, governo e opposizione. Una sola, immensa colata lavica della quale fanno parte tutti gli uomini politici sta ricoprendo l’intero paese…
Questa colata lavica obbedisce ad una sola legge: quella di moltiplicarsi.
…Oggi in Italia gli uomini politici sono circondati dal disprezzo, dal rancore, dall’ostilità , dall’avversione che non salva nemmeno i non molti dignitosi fra loro. Essi, temo, non se ne accorgono… Gli italiani continuano a votare per abitudine e inconscia obbedienza. Ma non sopportano più le facce degli uomini politici, le piccole miserie, le bugie, le ipocrisie, i discorsi, i trucchi, i gesti, la consapevole o inconsapevole corruzione…
La lettera del lettore Benedetto Altieri cita Machiavelli e ricorda il rifiorire di episodi di terrorismo addebitandoli al:
…Distacco quasi completo tra classe politica ed elettorato (che) ha creato frustrazione. La frustrazione causata dal Principe-politico, sia di destra che di sinistra, come lucidamente recita Machiavelli, porta all’odio. L’odio porta al sabotaggio che nel nostro caso è il terrorismo o, per il momento, la sua minaccia…
La frustrazione alimenta l’odio e l’odio, piaccia o non, porta inevitabilmente ad una sorta di ‘comprensione’ verso il terrorismo.
Sarebbe bene che i politici capissero questi semplici concetti… prima che sia troppo tardi…
La lettera si conclude con questi interrogativi:
“perché i lavoratori italiani sono tra i meno pagati e i politici sono i più pagati? Perché i risultati dei referendum (sul finanziamento pubblico ai partiti – ndr) sono stati visibilmente disattesi?
Di solito, le risposte dei commentatori tentano di smorzare questi concetti portandoli su ragionamenti più complessi. In questo caso, anche Augias fa un’analisi articolata ma la sua prima risposta è:
…Quello che viene per primo in mente è legato alle ultime parole: i lavoratori meno pagati, i politici più pagati.
È vero ed è scandaloso, basta questo rivoltante assioma per spiegare – faccio un esempio – l’entusiasmo con cui tanti stanno firmando per un referendum che promette “meno partiti più riforme”. Firmerò anch’io e accada quel che può.
Speriamo che siano veramente tanti a firmare per questo referendum che, lungi dal risolvere il problema della metastasi di una classe politica famelica, ottusa ed inefficiente, è almeno un primo passo in direzione di una legge elettorale più adeguata alle esigenze del paese.
Il miserabile spettacolo della moltiplicazione dei ministeri e dei posti di sottogoverno dell’attuale coalizione che guida il Paese è di poco più di un anno fa ed ha contribuito non poco al pauroso calo di consensi del centrosx.
Ora a Jesolo è in atto la distribuzione degli incarichi di governo della città . Si parla anche da noi di un consistente aumento del numero degli assessori per soddisfare gli appetiti dei numerosi partiti dell’armata vincitrice. Si parla di cariche assegnate non sulla base delle competenze ma su quella delle opportunità . Si parla di un sacco di cose, insomma, non tutte destinate al bene della collettività ma ad interessi meno nobili.
Chissà se le chiacchiere corrispondono a verità o se assisteremo ad un recupero, sia pure a livello locale, di quello “spirito di servizio” del quale tutti si sono riempiti la bocca durante la campagna elettorale.
Franco






giugno 21st, 2007 at 22:27
Inconsciamente sappiamo tutti come andrà a finire…
Se poi si seguirà l’esempio nazionale (uno a caso) di Tremonti Professore di Diritto, messo a fare il Ministro dell’economia (si son visti i risultati, tutto sdrammatizzato dalla famosa caricatura di Corrado Guzzanti), sicuramente si finirà con l’avere un benificio per tutta la comunità !
giugno 22nd, 2007 at 12:11
Mi limito a ripetere le parole di un certo vice presidente del senato: E’ una PORCATA!!!!!
Viva San Marco
p.s. Caro admin la campagna elettorale è finita!!!………. Appunto!!! Adesso non rimane altro che la realta……
giugno 22nd, 2007 at 19:44
Grillo sta proponendo di scendere in piazza x il V-day l’8 settembre
http://www.beppegrillo.it/2007/06/vaffanculoday.html
magari non serve a niente ma è una bella iniziativa
giugno 23rd, 2007 at 12:36
Scusate signori, ma c’è una tale quantità di cose su cui devo dissentire che dovrò correre il rischio di essere un po’ prolisso.
Iniziamo dall’odio, che è di per sé un sentimento deprecabile in senso assoluto. Una dichiarazione che, indipendentemente dal destinatario, pone già chi la mette in atto in una posizione biasimevole e che rende giustificabile un fondato pregiudizio su tutto ciò che segue. Seconda cosa, i politici. Prima di andare a vedere se l’accusa sia legittima o meno, chiediamoci innanzitutto: chi sono i politici? Sono un genere umano ben preciso e distinto da tutti gli altri da un diverso patrimonio genetico? Sono una casta di privilegiati e parassiti nei quali includiamo tutti a tutti i livelli? Beh, si, mi sembra di intuire che secondo il sig. Pietro Citati anche il sottoscritto dovrebbe sentirsi parte di quella casta. Se no, qual è la discriminante? Avrebbe dovuto precisarla chiaramente. Mi chiedo come possa una persona di buon senso generalizzare indiscriminatamente fino a questo punto ed ottenere spazio su un quotidiano a tiratura nazionale. Sarebbe come dire che i dipendenti pubblici sono degli sfaticati, o che i siciliani sono mafiosi. Questo pubblicherebbe “la Repubblica”? Aggiungiamo pure che non ci sono più le mezze stagioni.
Ma entriamo nel merito.
Il nostro buon Citati prescinde da un concetto fondamentale, quello della democrazia rappresentativa. Se non gli piacciono i politici eletti dal Popolo Italiano ha due alternative: proporsi come imperatore e sostituire con la sua persona il Parlamento, o può restituire il passaporto e andarsene in un paese dove la classe politica soddisfi maggiormente il suo gradimento. Poi però abbia la compiacenza di comunicarci quale sarebbe questo paradiso terrestre.
I politici sono SINGOLI esseri umani, ognuno con le proprie debolezze. A volte grandi. Ma non sono forse lo specchio esatto della società che rappresentano? Definire “colata lavica” una pluralità di PERSONE è intollerabile e offensivo. Inutile quindi precisare quali e quante qualità ci siano in una classe politica che, con tutti i difetti di questo mondo, ha portato il nostro paese alla democrazia, alla civiltà , alla modernità . E’ solo esercitando la politica che si possono dirimere le controversie senza le guerre e le dittature.
Inqualificabile anche l’accusa agli italiani di votare in seguito ad “abitudine ed inconscia obbedienza”. Questo signore si erge contemporaneamente ad avvocato difensore e giudice senza che nessuno glielo abbia mai chiesto. Come si permette di offendere tutti gli italiani in questo modo, ancora una volta generalizzando in maniera indiscriminata?
Veniamo alla lettera di Benedetto Altieri. Riscontrare nel quadro istituzionale odierno la fattispecie delineata da Machiavelli è davvero folle. Direi addirittura strumentale quando si arriva a trovarvi la motivazione degli episodi di terrorismo. Tutto però si spiega nella conclusione della lettera, dove si svela con l’invidia sociale il punto di arrivo di tutta questa capziosa analisi. Solito tormentone, i politici sono troppo pagati per quello che fanno rispetto ai “lavoratori”. Il mio punto di vista è che i politici siano dei lavoratori che svolgono un ruolo di grande responsabilità . E’ giusto quindi che la responsabilità sia remunerata, così come avviene nelle aziende per i manager. Inoltre il giusto compenso li deve tenere lontano da facili tentazioni di comportamenti parziali.
Veniamo ora alle questioni locali.
Caro Franco, sai che quelle anticipazioni buttate lì, pur mettendone in dubbio il fondamento, non sono certo prive di pregiudizio. Altrimenti non sarebbero la chiusura di un simile articolo. Non pensi che anche questo concorra a nuocere al bene della collettività ?
Saluti.
forzista@gmail.com
giugno 23rd, 2007 at 15:29
“Il mio punto di vista è che i politici siano dei lavoratori che svolgono un ruolo di grande responsabilità . E’ giusto quindi che la responsabilità sia remunerata, così come avviene nelle aziende per i manager. Inoltre il giusto compenso li deve tenere lontano da facili tentazioni di comportamenti parziali.”
Giustissimo, ma è bene ricordare che, in un’azienda (quelle serie) il manager che non consegue risultati soddisfacenti viene allontanato.
Il politico… chi lo valuta? e soprattutto chi decide in caso di mancata produttività ?
“Giusto compenso”. Ok siamo tutti d’accordo. Ma qual’è il giusto compenso? Inoltre se non sbaglio esistono una serie di agevolazioni per gli appartenenti alla classe politica, soprattutto quella che comanda.
E’ innegabile che esistono politici seri che si fanno in quattro per “mandare avanti la baracca”, ma è altrettanto innegabile che ce ne siano un sacco che una volta “agganciati alla cadrega non si sono più voluti staccare”…senza contare i vari “De Lorenzo” (e chi sa quanti altri) che per anni hanno rubato ai contribuenti.
giugno 23rd, 2007 at 16:07
Caro forzista,
ti invito a leggere l’articolo di Piero Ostellino sul Corriere di oggi (Sabato 23 Giugno) dal titolo: “Siamo un popolo di sudditi e non di cittadini. Così la Casta sopravviverà .”. In questo articolo Ostellino commentava le reazioni che ha riscontrato nei confronti di un suo articolo precedente dal titolo:”La rivolta fiscale il solo modo per battere la Casta”. Ostellino afferma, in sostanza, che, a differenza delle altre democrazie occidentali quali, ad esempio, la Francia, gli Stati Uniti, l’Inghilterra o la Germania, noi italiani non siamo capaci di reagire nei confronti di un ordine costituito da privilegiati e spreconi. Che non sappiamo fare le rivoluzioni dal basso.
Mi pare che anche Berlusconi, ricordando gli sprechi della pubblica amministrazione (che nei sui ultimi cinque anni di governo non è riuscino minimamente a scalfire, anzi), abbia fatto cenno, di recente, alla rivolta fiscale, salvo poi rimangiarsi tutto come fa spesso.
Tornando all’esasperato Ostellino, ricordo quanto sia, quest’ultimo, in buona compagnia. Altri illustri scrittori, giornalisti e opinionisti la pensano allo stesso modo circa il costosissimo degrado in cui versano le nostre istituzioni. Ricordo, fra i tanti, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del libro “La Casta” appunto, e poi Michele Salvati, Giuseppe Davanzo, Sergio Romano, Giovanni Sartori, Marco travaglio e molti atri.
Poi arrivi tu, probabilmente ancora in preda all’euforia per la vittoria alle amministrative, e ci ricordi che, tutto sommato, questo è il costo della democrazia; e che tutto questo odio, in realtà , non è altro che frutto dell’invidia sociale. Forse sull’invidia potrei essere d’accordo visto quanto ci costa la Casta (da cui ti escludo, visto che forse so chi sei e credo che, in fondo, ci costi anche poco). Ma, per favore, risparmiaci la storiella dei costi della democrazia. Ma di quale democrazia stiamo parlando? Di quella che ci ha permesso (bontà loro) di andare a votare alle ultime politiche con il “porcellum”? Con questa infima legge elettorale proposta da Calderoni e voluta anche da Forza Italia, chi ha deciso i nomi degli attuali parlamentari: noi o i capi della “Casta”, ovvero le segreterie di partito?
Mi viene in mente un’altra domanda: caro forzista, hai dei figli? Sai qual è il debito pubblico che stiamo lasciando sulle spalle delle prossime generazioni? Sai che i 1.500 miliardi di euro di debito pubblico che ci ritroviamo ci costano all’anno circa 75 miliardi di euro di interessi? Sai cosa si farebbero con € 75 miliardi in più ogni anno? Tantissime cose. Prima fra tutte un abbattimento delle tasse che, nel nostro paese, rappresentano un vero e proprio latrocinio….per chi le paga, naturalmente. Cominciamo quindi col ripagare il debito pubblico attraverso una drastica riduzione degli sprechi (compresi gli stipendi dei parlamentari, dei consiglieri regionali e dei vari boiardi di stato).
Caro forzista, spero che la sbornia delle amministrative ti passi presto e che, come molti altri, cominci anche tu a tirare fuori testa dalla sabbia.
Da un tuo concittadino che, nonostante tutto, apprezza molto la tua apertura al confronto.
giugno 24th, 2007 at 16:38
Caro forzista, se fosse vero che in italia la classe dirigente politica avesse il senso della responsabilità , credo che i vari Stella & C. non avrebbero niente da scrivere..
Viva San Marco
p.s. mi sembra di essere al circolo del bravo leghista!!!
giugno 24th, 2007 at 19:51
Posso dire che da Forzista mi sarei aspettato un intervento un po’ meno sbilanciato a favore di quella che ormai viene comunemente definita la “Casta” dei politici?
L’odio di cui si parla, e che Forzista attribuisce a Citati, è il sentimento che sta maturando in larghissimi strati della popolazione nei confronti di questa Casta. Citati, che non ha sicuramente bisogno di scandalismi per ottenere spazi dei quali dispone quotidianamente, cerca semplicemente di analizzarne le cause. Non si capisce quindi perché questa analisi dovrebbe giustificare “un fondato pregiudizio” sui contenuti dell’articolo.
Chi sono i “politici”.
Francamente non so se i politici (ovviamente parliamo dei politici di professione. Può darsi che Forzista faccia parte di questa categoria o che aspiri a diventarlo) siano dotati di un patrimonio genetico diverso dal nostro. Potrebbe essere un’ipotresi interessante, comunque
Indubbiamente però devono a mio avviso rispondere ad alcuni requisiti:
1. godere di una immunità che prevede, prima di rispondere alla giustizia come noi poveri mortali, un’autorizzazione da parte dei propri pari (privilegio riservato, ma anche per loro caduto in disuso da secoli, ai membri dell’aristocrazia e dell’Inquisizione.
2. poter far parte, anche in presenza di condanne definitive per reati comuni, sia della Camera che del Senato e di poter godere del trattamento economico e di tutti i privilegi che ne conseguono.
3. usufruire di un trattamento economico talmente spropositato da essere stato definito da The Times “”poco più che corruzione legalizzata”. Basti pensare che, paragonato a quello della Spagna, il rapporto è di circa 1 a 4 e della Francia di 1 a 2,5. (E parliamo solo di stipendio al quale poi viene aggiunto un numero incredibile di benefit e di indennità . Ovviamente esentasse.)
4. poter infischiarsene bellamente degli esiti dei referendum che vanno contro ai loro interessi. Ci siamo dimenticato del finanziamento pubblico ai partiti bocciato dal 93% della popolazione e reintrodotto immediatamente dalla Casta all’unanimità in termini ancora più famelici?
5. poter godere di un trattamento pensionistico che prevede il diritto, dopo appena due anni e mezzo di contribuzione, ad una pensione di circa 3.000 euro al mese. Questo solo privilegio, proprio in questo periodo in cui si discute della riforma delle pensioni e della difficoltà di un innalzamento delle minime, basterebbe a misurare il distacco fra la nostra e la loro vita (lo stesso Forzista, se è giovane, dovrà pagare per quarant’anni per ottenere un trattamento molto, ma molto più ridotto del loro).
Nelle mie note avevo altri 12 punti da sviluppare (una classe politica che accetta passivamente la situazione di degrado civile del mezzogiorno, come deve essere giudicata?) ma mi pare che per il momento il concetto sia chiaro. Proseguiamo con l’analisi dell’intervento di Forzista.
Il concetto della democrazia rappresentativa.
Se ho capito bene, Citati, ma suppongo anche tutti quelli che stanno cercando di fare chiarezza nel verminaio del sistema che è stato creato, non ha nessun diritto di avanzare delle critiche. Poiché ritengo la questione dell’Imperatore solo una battuta (di dubbio gusto), l’unica possibilità rimane per lui quella di espatriare.
È davvero questo il tuo concetto, caro Forzista? Il pensiero che ci siano persone che vogliono combattere per migliorare il loro paese e che esista il diritto, il dovere, alla critica e se è necessario anche alla rivolta contro una classe politica inetta, famelica e impresentabilmente privilegiata, non ti sfiora proprio?
Chi accetta la situazione, bene. Gli altri possono andarsene. E zitti! E questa la chiami democrazia rappresentativa?
Devo saltare qualcosa, sennò mi dilungo troppo.
Tu dici che questa classe politica ha il vanto di averci portato alla democrazia, alla civiltà , alla modernità .
A parte che qualcuno potrebbe pensare legittimamente che a questi valori ci siamo arrivati (ammesso che ci siamo arrivati) “nonostante” questa classe politica, vuoi fare un confronto con gli altri paesi europei? La Germania, per esempio, è partita da una situazione ancora più catastrofica della nostra ma, con quella classe dirigente (non solo politica), ha ottenuto in tutti i campi risultati ai quali noi non arriveremo probabilmente mai. E la Spagna, approdata alla democrazia appena vent’anni fa, ci ha già superato in quasi tutti i campi.
Sulla questione dell’invidia sociale credo non sia necessario aggiungere niente a quanto detto da Eps.
Una sola battuta sulle questioni locali.
Mi viene in mente quando ho riportato le dichiarazioni del senatore Scarpa Bonazza Buora. Il giorno dopo, qualcuno di FI mi ha detto “ma dovevi proprio scrivere quelle cose?” intendendo che lo scandalo non riguardava le frasi in sé ma chi le aveva riportate.
Lo stesso vale in questo caso. Nuoce al bene della comunità chi riporta voci che sono sulla bocca di tutti e non chi sta trattando posti come fossero merci da scambiare al mercato.
Dà i Forzista, sono segreti di pulcinella quelli che riguardano le vostre trattative. In fin dei conti, io mi chiedevo soltanto se quello che vi ispirerà sarà quello “spirito di servizio” tanto sbandierato durante la campagna elettorale. Ma avremo modo di riparlarne, non credi?
Franco
giugno 25th, 2007 at 15:31
Avevo intuito che il mio intervento potesse sembrare impopolare, ma non mi aspettavo una tale quantità di critiche al mio ragionamento. Non penso di meritarle, quindi cercherò di mettere un po’ a fuoco cosa intendevo.
Quello che mi contestate è in buona sostanza di difendere tout court la classe politica ed il suo operato. Nel mio intervento, in sintesi, invece ho inteso: 1) biasimare ogni eventuale dichiarazione di odio; 2) stigmatizzare la giustificazione del terrorismo; 3) ribadire la mera legittimità di quella classe politica perché eletta dal popolo; 4) porre un distinguo in risposta al concetto di generalizzazione a tutti i livelli; 5) denotare una certa identità tra rappresentanti e rappresentati; 6) chiarire che un qualche finanziamento alla politica ci deve essere.
Caro Eps, nell’articolo che mi segnali mi sembra emerga un concetto ben diverso dalla critica alla classe politica: la critica all’elettorato. Un popolo incapace di fare una rivoluzione (elettiva spero), che quindi ha su di sé la “culpa in eligendi” (spero si scriva così). Poi però asserisci che non è democrazia quella dove vige una simile legge elettorale. Allora è nato prima l’uovo o la gallina? Comunque lo strumento del referendum abrogativo garantisce sempre ed in ogni caso il ristabilimento della democrazia qualora alcuni la sentissero menomata. Sulla questione debito e sprechi sono totalmente d’accordo, non ho mai detto il contrario. In quanto io sia in preda ad una sbornia per scrivere quello che ho scritto, ti invito ad una maggiore tolleranza.
Veniamo a Franco, con il quale confrontarsi è davvero sempre molto piacevole. E’ vero, l’odio non è di Citati, ma di chi allora? Se parliamo di disapprovazione è un conto, ma l’odio è solo quello dei terroristi.
Sul tuo passaggio “chi sono i politici” mi dici cosa fanno, cosa non fanno, quali privilegi hanno. Su tutto questo, il giudizio non particolarmente positivo, che condivido, non è affatto in contrasto con il mio iniziale intervento. Quello che è giusto e sacrosanto è che la critica alla classe politica sia quindi su questo, non ho voluto assolutamente invitare al silenzio censurando le critiche all’operato, all’inefficienza, agli sprechi, ai privilegi. Quello che non ho tollerato è che Citati voglia scagliarsi contro l’intera Casta a tutti i livelli (quindi anche il mio) delegittimandola e dimenticando volutamente che è stata eletta democraticamente (anche se con una legge sbagliata) dal Popolo. Sollevare dalla responsabilità gli elettori bollandoli come “teste vuote” riscontrando in loro sentimenti di odio primordiale non è il modo corretto per muovere la critica verso l’operato della classe politica da loro eletta. E’ come invitarli all’astensionismo. Chi non accetta la situazione come me o te non soltanto non deve espatriare, ma ha il dovere morale di votare non per “abitudine e inconscia obbedienza” ma con coscienza e responsabilità . E magari impegnarsi in politica, o promuovere referendum o alimentare il dialogo su blog. Quindi le chiacchiere da bar di Citati che potremmo riassumere con l’adagio “è tutto un magna-magna” stanno a zero. La critica aspra ma costruttiva invece è rock, come direbbe Celentano. Ed è quella che stiamo facendo tutti noi.
Sulle questioni locali trovavo e trovo ingiusto affibbiare alla costituenda giunta, prima ancora che nasca, un carattere scandaloso di malaffare. Allora chiedo ingenuamente quale sarebbe secondo te il corretto criterio per affidare gli incarichi di governo? Hai da suggerire una proposta migliore del manuale Cencelli? Tutti sapevano all’indomani del voto che a F.I. sarebbero spettati tre assessori, è matematica non occorre essere scienziati. Cosa ci sarebbe di così immorale in questo? Qual è il nesso per il quale ciò dovrebbe far venire meno lo spirito di servizio nello svolgere quelle funzioni?
Cordialmente,
forzista@gmail.com
Post Scriptum
Per concludere faccio a notare ai partecipanti che sono tutti entrati a pieno titolo con me nella Casta, perché essere “politici” non è solo la militanza o la carriera nei partiti, ma anche raccogliere firme per un referendum, o fondare ed amministrare un forum che tratta temi politici.
giugno 25th, 2007 at 16:05
Per Forzista,
mi firmo Alfredo e non admin perchè vorrei fosse chiaro che il mio intervento è personale.
E’ vero, anche se non ho fondato il forum, ne sono admin e quindi, come ben hai scritto, da un po’ di tempo anch’io faccio parte della Casta.
I miei terreni sono di colpo diventati edificabili, viaggio in treno gratis, ho avuto una sovvenzione a pioggia dalla scuola dove insegno per aprirne una nuova sul Monte Bianco e alle partite dell’Udinese sono seduto, gratuitamente, in tribuna coperta.
Mi sono aumentato lo stipendio di insegnante parificandolo a quello dei consiglieri provinciali e domani mattina, pomeriggio al più tardi, me ne vado in pensione, dove passerò il mio tempo a dare consulenze milionarie sul problema…su qualsiasi problema.
E’ vero, ho rubacchiato qualcosa, ma i miei colleghi di forum mi hanno assolto dalle accuse della magistratura e non hanno dato il permesso di inquisirmi, anche perchè dovevo partecipare ad un seminario, pagato dalla Regione, sul tema…qualsiasi tema, seminario che si terrà ad Acapulco o in Cina, non ricordo.
Franco l’ho sentito al telefono, pagato dallo Stato, era sull’auto blu del forum e stava andando all’aeroporto per andare…dove? Beh, è importante? tanto il biglietto è gratis.
beh, assicuro che il prossimo post sarà un po’ più serio…
saluti
alfredo
giugno 25th, 2007 at 16:15
La mia era una provocazione per fare emergere quanto fosse sproporzionata l’accusa indiscriminata di Citati. Ti ho chiamato indirettamente ad essere co-imputato in un processo di giustizia sommaria e ti sei giustamente ribellato. Questo è quello che ho provato anch’io e non fa che confortare la mia tesi. Contemporaneamente però, sapere che ci sei anche tu nella Casta mi fa sentire in buona compagnia.
Con simpatia.
forzista@gmail.com
giugno 25th, 2007 at 16:17
Andiamo e veniamo ma il succo è sempre lo stesso.
A livello locale è sicuramente diverso, ma ai piani alti la politica diventa un club quasi “monarchico”.
E’ come un virus.
Parti dal basso sano e con sani principi e lo spirito giusto.
Poi più in alto vai, più le cellule vengono contagiate.
Finchè arrivi a “Montecicorio”… e diventi un’infetto a tutti gli “effetti”.
giugno 25th, 2007 at 16:33
Provocazione accettata.
Bene, il mio era più che altro uno scherzo, naturalmente.
Forse ti sembrerà strano ma i tuoi 6 punti mi trovano sostanzialmente d’accordo.
Come non sono troppo convinto che il termine “odio” sia quello giusto quando si parla di sentimento popolare nei confronti dei politici.
Non vedo odio quando parla ai suoi un Bossi, o un Berlusconi o quando una fetta importante del centrosinistra aspetta Veltroni.
Non ho visto odio nei vari incontri politici a cui ho assistito nel corso dell ‘ultima campagna elettorale a Jesolo.
Non ho mai sentito frasi o atteggiamenti così oppositivi contro La Fancio, Martin o Calzavara.
Naturalmente, se poi uno si legge la Casta o i vari libri di Travaglio (santo subito), beh è facile che gli venga il sangue amaro.
L’unico punto che vorrei contestare è quando affermi che questa classe politica, parlo dei parlamentari, è stata eletta in modo democratico.
No.
Senza le preferenze, con le liste messe giù a livello centrale dalle segreterie dei partiti se, ad esempio L’ UDC, per non dire Rifondazione, poteva contare su un deputato eletto nel Veneto, beh, il nome era stato scelto a Roma e quindi non c’è stata NESSUNA scelta da parte degli elettori.
L’unica parvenza di democrazia stava nel poter votare un altro partito.
Mi puoi spiegare che democrazia è quella in cui il 95% dei deputati era già eletto prima delle votazioni?.
con simpatia (ricambiata)
alfredo
giugno 25th, 2007 at 16:39
Sarà una democrazia monca, o imperfetta, ma i regimi totalitari sono un’altra cosa, e non dico una ovvietà .
giugno 25th, 2007 at 16:40
p.s. (sempre per Forzista)
Come hai potuto notare, spero, non ho toccato il tasto del tasso di democrazia che si è espresso nelle ultime votazioni a Jesolo.
Dove le forze regionali, dalla lega, a FI alla sinistra, hanno dettato condizioni, diciamo irrinunciabili, ai nostri politici di casa e dove, quindi le scelte e la volontà dei cittadini jesolani sono state messe in secondo ordine (oggi sono proprio buono…).
Ma, come vedi, a giochi fatti, non ne voglio più parlare.
Spero che per il futuro la gara non sia più tra democrazia monca e regimi totalitari, ma tra democrazia monca e democrazia senza aggettivi.
Spero non voglia giustificare Previti col fatto che in Russia c’era Stalin…
saluti
alfredo
giugno 25th, 2007 at 16:56
Nemmeno io ne vorrei parlare, sono esausto. Voglio solo precisare che quella imposizione (sai bene quanto l’ho contestata) non era sul volere dei cittadini (che avrebbero potuto votare altro), ma su chi, all’interno dei partiti locali, voleva proporre candidature diverse. Non è stata toccata la democrazia, ma al massimo si tratta di una organizzazione interna verticistica di quei partiti. Sbagliata ovviamente.
Saluti
forzista@gmail.com
giugno 25th, 2007 at 17:56
Caro forzista, posso essere d’accordo con te per le cose che hai scritto, ma la sostanza è sempre quella e cioè la responsabilità politica della classe dirigente.
Mi spiego meglio, non ho letto o forse me lo sono perso leggendo, nemmeno un piccolo accenco alla responsabilità !!! Mi sa tanto di risposta non risposta…puzza di politichese…di bassa leva!!!
Viva San Marco
p.s. non farmi preoccupare….non vorrei che anche tu ti sia già omologato alla Casta sia nel modo di pensare che nel modo di scrivere….perchè se basta cosi poco, hai voglia di cambiare le cose!!!
giugno 25th, 2007 at 19:11
Credimi sulla parola, non ho alcun interesse a difendere a priori la classe politica, e ritengo di non farne nemmeno parte quindi non ti dovresti preoccupare. Penso anzi, che un vero politico “di quelli” non avrebbe mai scritto quello che mi sono permesso di scrivere io. Di solito essi tendono ad assecondare quanti più elettori incorrendo nella classica pratica del populismo. Come hai visto, difenderli (non sull’operato ma sulla legittimità ) non è molto popolare.
Sono pronto a riconoscere molte responsabilità , basta solo che andiamo sul caso specifico e non prendiamo a mazzo. Questo in sostanza volevo dire. Propongo però di cominciare, per una volta, non dal Berlusca.
Ciao
forzista@gmail.com
giugno 25th, 2007 at 21:31
il Signor admin alfredo afferma:
“… non ho toccato il tasto del tasso di democrazia che si è espresso nelle ultime votazioni a Jesolo.
Dove le forze regionali, dalla lega, a FI alla sinistra, hanno dettato condizioni, diciamo irrinunciabili, ai nostri politici di casa e dove, quindi le scelte e la volontà dei cittadini jesolani sono state messe in secondo ordine…”
signor admin alfredo vuole essere così cortese da renderci edotti sui motivi che hanno, a suo avviso, alterato il tasso di democrazia delle amministrative jesolane?
Le rammento che l’ooferta era sufficientemente ampia e variegata: cinque candidati a sindaco e 200 candidati alla carica di consigliere comunale non sono pochi.
Se poi la maggioranza ha premiato il sindaco uscente, bene, questo era uno degli esiti possibili, forse il più gettonato.
La maggioranza degli jesolani ha votato un sindaco appoggiato dai partiti, lo ha fatto dopo un’ampia discussione che verteva proprio sui padrini regionali, polemica, questa, che ha trovato ampio spazio sui mezzi d’informazione, compreso tale forum.
Le ricordo, altresì, che una delle possibili alternative a calzavara era il signor martin il cui slogan era 100% Jesolo 0% partiti.
Accostare la legge elettorale per le politiche alle recenti amministrative locali fino a mettere in discussione il tasso di democrazia mi pare del tutto inappropriato.
saluti
giugno 25th, 2007 at 21:45
Caro Forzista,
naturalmente apprezzo molto la tua cortesia che ricambio esprimendo la speranza di trovare persone come te in ogni gruppo politico presente in consiglio comunale (no, mi sbaglio. In “tutti” i gruppi. Anche quelli assenti).
Dopo aver letto i commenti che si sono succeduti avrei potuto anche dedicarmi ad altro e sottoscrivere semplicemente quel piccolo capolavoro di ironia che è stata la risposta di Alfredo. Poi ci ho ripensato ed ho deciso di aggiungere qualcosa.
Odio: “Risoluta ostilità che implica generalmente un atteggiamento istintivo di condanna, di rifiuto, di ripugnanza, oppure un costante desiderio di nuocere.” (Devoto-Oli)
Tu mi chiedi di chi è l’odio denunciato da Citati.
Se togliamo il “costante desiderio di nuocere” e al suo posto mettiamo una “insopprimibile volontà di abolire i privilegi”, io in questo sentimento mi ci vedo benissimo.
Provare ostilità , condanna, rifiuto e ripugnanza verso una classe dirigente tesa solo a difendere ed allargare i suoi privilegi medioevali e quelli degli appartenenti al loro clan (ministeri e vice-ministeri fasulli, commissioni fasulle, consulenze fasulle ecc.) a scapito dell’interesse generale lo considero perfettamente legittimo.
Bada bene, tu dici che i politici, come tutti, non possono essere presi a mazzo perché sono singole persone e quindi diverse l’una dall’altra.
In linea generale, non posso che essere d’accordo. Nello specifico, no. Di questa situazione sono TUTTI complici perché la difesa e l’allargamento dei privilegi viene condotta sempre all’unanimità o al massimo con qualche voto di astensione e perché nessuno ha mai rifiutato sdegnosamente i privilegi che adesso sono noti a tutti.
Se non lo farà l’attuale classe dirigente, prima o dopo arriverà qualcuno che prometterà l’abolizione di questi privilegi e troverà immediatamente un enorme seguito. Ci resta solo da sperare che questo qualcuno non somigli a qualcuno del passato.
Franco
P.S. Per “politici” intendo i mestieranti della politica, non i volontari che prestano il loro tempo ad iniziative di carattere sociale o all’amministrazione del loro Comune fra i quali ci sei anche tu, credo. Ma occorreva precisarlo? E per quanto riguarda la nascitura Giunta, non attribuirmi parole che non ho detto. Se tu fai parte delle delegazioni che trattano, non ti invidio, ma non è una questione di manuale Cencelli. Il problema è che durante la campagna elettorale alcuni candidati hanno promesso il mare, la luna e anche le stelle. Adesso probabilmente stanno lottando per essere messi in grado di mantenere quelle promesse. L’interesse generale vorrebbe la loro esclusione. Questo è uno dei tanti conflitti da risolvere. Vedremo.
giugno 25th, 2007 at 22:18
Caro Franco,
grazie per avermi escluso da coloro che odi, non avevo dubbi. Scusa se banalizzo, ma se tutti proviamo questo profondo odio generalizzato verso l’intera casta, come si fa da oggi in poi a votare? Come si può trovare fiducia nel futuro con questi presupposti? Con l’odio non si va avanti, io preferisco passare per ingenuo, illuso, idealista.
Un caro saluto.
forzista@gmail.com
giugno 25th, 2007 at 23:46
Io non sono particolarmente devoto alla coerenza. Sono sempre stato grato alle persone che mi hanno fatto cambiare idea, l’ho sempre considerato un arricchimento personale.
In questo caso però penso che sia impossibile.
In effetti è dall’ormai lontano 1992 che non voto più per le politiche (per le amministrative sì ma quelle sono, per l’appunto, un’altra cosa).
Da quando ho visto un’intera classe politica farsi beffe della volontà popolare democraticamente espressa col voto sul finanziamento pubblico ho deciso di rifiutare di sentirmi rappresentato da queste persone. Indegnità morale,è stata la mia conclusione.
Nel 2003 avevo anche preparato una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica (Ciampi) da pubblicare in rete perchè chi la condivideva potesse scaricarla e spedirla personalmente ma mi è venuta troppo lunga e non sono riuscito a sintetizzarla. Se vuoi te la mando al tuo indirizzo E-mail. Solo per curiosità .
Spero davvero che ce ne siano tanti come te e che tu resti quello che sei.
Cordialmente
Franco
giugno 26th, 2007 at 04:03
per pumaro,
Innanzitutto mi sono firmato col mio nome perchè fosse chiaro che l’intervento che ho fatto per forzista era a titolo unicamente personale e non impegnava il forum, quindi ritengo fuori luogo che lei si rivolga a me con l’admin alfredo.
Poi andiamo alla sostanza:
Probabilmente non sono stato chiaro io quando ho scritto il secondo post perchè non era mia intenzione accostare i problemi inerenti la legge elettorale nazionale a quella comunale.
Volevo solo dire che, oltre al deficit di democrazia dato dalla legge elettorale nazionale, quest’anno noto che anche in ambito comunale le cose non sono state del tutto limpide.
Chiarisco subito una cosa: l’elezione di Calzavara è stata netta, legittima e democratica e su questo punto credo sia inutile soffermarci.
Arrivo al punto:
il suo post trasuda di finta ingenuità , visto che leggendo i suoi precedenti interventi si capisce bene che lei è molto addentro le questioni della politica, quindi quando mi dice che i candidati sindaci erano 5, lei sa benissimo che non è vero, sa benissimo che i candidati erano 2.
In una città dove il centrodestra ha il 75% dei voti i candidati sono 2.
Lo stesso Zoggia ha recentemente dichiarato che a Jesolo la situazione era già scritta.
Ma non è nemmeno questo il problema.
Il nocciolo sta nel fatto che la Lega ha più volte detto che avrebbe corso da sola ma dalla Regione è arrivato l’ordine di entrare in giunta.
La storia di Zoggia, Valerio la sappiamo tutti, però lo ribadiamo che i forzisti jesolani lo avevano acclamato a candidato sindaco?
E sul centrosinistra devo spendere parole per spiegare quale è stata l’intromissione dai “piani alti” per “chiudere” qualche nome nella lista De Zotti e nel non candidare alcuno dello schieramento del cx?
Ora, come si può affermare che, se tutto questo è vero, che la volontà popolare degli elettori jesolani è stata ben interprertata, assecondata, come si può affermare che si è data la reale possibilità agli jesolani di scegliere in tutta autonomia il proprio sindaco?
e se questo non è successo, si può parlare di democrazia teleguidata o ci stiamo inventando uno scenario a proprio uso e consumo?
Per finire, io credo che, anche a scenari diversi o invertiti, il risultato sarebbe stato lo stesso.
Detto questo, almeno dal mio punto di vista, in bocca al lupo al Sindaco e onore a Renato Martin che si è battuto con tutte le sue forze raggiungendo un grande risultato.
Spero di essere stato “discretamente” chiaro.
alfredo
giugno 26th, 2007 at 08:16
molto chiaro alfredo.
aggiungo che, se è vera la tesi secondo la quale “chi vince ha sempre ragione”, allora sono stati lungimiranti i vertici regionali che hanno puntato su calzavara.
Comunque, per venirLe incontro, voglio chiudere l’argomento introducendo un argomento caro a questo forum: primarie.
giugno 27th, 2007 at 07:53
Caro forzista, non era mia intenzione mostrarmi intollerante. Volevo invece riportare la mia irritazione verso un tuo intervento così disincantato e “tollerante” (diciamo alla Bondi) nei confronti di un sistema politico oramai al collasso. Ho solo avanzato un’ipotesi: magari parli così perché sei appena reduce dalla vittoria alle amministrative. Una vittoria, tengo a precisare, sicuramente democratica (anche se, come ha detto alfredo, era meglio se non fosse stata così teleguidata) e ottenuta con una buona legge elettorale (quella per le comunali appunto). Vorrei che, a scanso di equivoci, mettessimo meglio a fuoco il problema generale degli sprechi della politica (cosa ben diversa dai costi della democrazia) e che, indipendentemente dal simbolo politico a cui ci sentiamo legati, per alcune battaglie di fondo come questa, unissimo le forze per il bene di tutti. Questo anche per scongiurare la possibilità che l’odio che sta montando nel paese possa avere sbocchi imprevedibili e incontrollabili.
giugno 27th, 2007 at 09:48
Sono assolutamente d’accordo, anche se ricordo che il referendum costituzionale da poco bocciato aveva diverse soluzioni in questo senso.
Saluti.
forzista@gmail.com
giugno 27th, 2007 at 20:50
Hai ragione. L’esito del referendum è stato probabilmente influenzato dal livello di gradimento per il governo uscente che, ricordiamolo, in quel momento era molto basso. Anch’io, prima molto scettico, credo che si sia persa un’occasione.
Caro forzista, c’è adesso un’altro appuntamento. Mi pare di aver colto una tua condivisione circa le ragioni del referendum per cui si stanno raccogliendo le firme.
Se vuoi dare una mano, si stanno organizzando dei banchetti per il prossimo week end. Facci sapere.
Colgo l’occasione per ricordare a tutti che si può firmare anche in comune.
Saluti anche a te e a quelli che ci leggono,
Eps
luglio 2nd, 2007 at 09:01
FORZISTA VISTO CHE NON LE MANCA IL CORAGGIO COME DA LEI SCRITTO IL 29-06-2007, VISTO CHE PIU’ PERSONE LO HANNO RICHIESTO INVANO, VISTO CHE POSTA NOMI DI ALTRE PERSONE, VISTO CHE MI HA DEFINITO NICOLA DEI SCARTOZI, ABBIA IL CORAGGIO DI FIRMARSI CON NOME E COGNOME. ALTRIMENTI SARà ED è L’UOMO INVISIBILE.
luglio 2nd, 2007 at 13:27
Se adesso cominciamo pure a spammare siamo a posto…
luglio 2nd, 2007 at 13:42
Va bene, Nic_vede.
Ti sei tolto i tuoi sassolini dalle scarpe. Se permetti, però, noi preferiremmo che i commenti fossero incentrati nel merito dei post di apertura e non su apprezzamenti personali più o meno fondati, anche se tolleriamo una certa dose di trasgressione.
Riteniamo che questa dose sia esaurita, quindi, se la posterai ancora la tua frase non verrà pubblicata.
E, per l’ennesima volta, tutti i bloggisti hanno il diritto di firmarsi come meglio credono.
Franco