Renato aveva una grande passione: i motori. Quello che diceva o scriveva sui motori ti sembrava di vederlo, di toccarlo. Era una passione coinvolgente per tutti quelli che gli stavano vicino.
Questo è l’inizio di un suo articolo del 2003:
“LAMBORGHINI, al solo pronunciare questo nome sembra sentire tuonare un grosso dodici cilindri, agli appassionati verrà in mente qualche cosa di forte, muscoloso, basso, violento. La potenza, la carica di un toro. Già proprio il toro, il segno zodiacale di Ferruccio Lamborghini, che da quarant’anni produce i suoi purosangue.
La leggenda parla chiaro: la Lamborghini come costruttrice d’auto è nata da una sfida, quasi una vendetta. Ferruccio Lamborghini negli anni sessanta era già un affermato industriale in quanto produceva trattori, bruciatori e sistemi di aria condizionata. Appassionato da sempre di auto veloci in garage aveva il meglio, una Ferrari. Tale auto da lui posseduta però, non era esente da difetti. Infatti un giorno il nostro Ferruccio decise di andare da Enzo Ferrari ad elencargli i vari difetti della sua auto e la maniera per risolverli. Ma non fu proprio una chiacchierata tra vecchi amici. Infatti Enzo Ferrari, visibilmente offeso, lo congedò in fretta dicendogli: ”è meglio che pensi ai tuoi trattori”; come a dire che di auto il nostro Lamborghini non se ne intendesse affatto. Per Ferruccio fu una sfida che non esitò di cogliere fino in fondo……”.
Quella per le auto era certamente la sua passione più grande che però non gli ha mai permesso di trascurarne un’altra altrettanto forte, quella per gli amici, termine che per Renato si estendeva non solo alle conoscenze più intime ma a tutte quelle persone con cui ha per un motivo o per l’altro avuto a che fare nel corso della sua vita anche se per età , estrazione o interessi sembrano non avere nulla in comune con lui, con loro riusciva comunque a stabile un legame, complice la sua innata simpatia e intelligenza. Le stesse persone che a distanza di tre anni dalla sua scomparsa si emozionano nel ricordarlo e il cui affetto continua a scaldare il cuore dei suoi genitori quando, incontrandoli per strada, li salutano e raccontano loro di come lo avevano conosciuto.
Persone che ogni anno si ritrovano spontaneamente nella data più prossima a quella del suo compleanno per trascorrere qualche ora di convivialità per alimentare lo spirito dell’Associazione di beneficenza nata per volontà di alcuni amici ma soprattutto per ricordare a noi tutti il valore del saper stare insieme agli altri. Se poi tutto questo servirà anche a far trascorrere a mamma Ida e papà Adriano una giornata anche solo un po’ più serena credo che da dovunque si trovi Renato ci ringrazierà con un sorriso.
maggio 19th, 2007 at 09:23
Renato aveva una grande passione: i motori. Quello che diceva o scriveva sui motori ti sembrava di vederlo, di toccarlo. Era una passione coinvolgente per tutti quelli che gli stavano vicino.
Questo è l’inizio di un suo articolo del 2003:
“LAMBORGHINI, al solo pronunciare questo nome sembra sentire tuonare un grosso dodici cilindri, agli appassionati verrà in mente qualche cosa di forte, muscoloso, basso, violento. La potenza, la carica di un toro. Già proprio il toro, il segno zodiacale di Ferruccio Lamborghini, che da quarant’anni produce i suoi purosangue.
La leggenda parla chiaro: la Lamborghini come costruttrice d’auto è nata da una sfida, quasi una vendetta. Ferruccio Lamborghini negli anni sessanta era già un affermato industriale in quanto produceva trattori, bruciatori e sistemi di aria condizionata. Appassionato da sempre di auto veloci in garage aveva il meglio, una Ferrari. Tale auto da lui posseduta però, non era esente da difetti. Infatti un giorno il nostro Ferruccio decise di andare da Enzo Ferrari ad elencargli i vari difetti della sua auto e la maniera per risolverli. Ma non fu proprio una chiacchierata tra vecchi amici. Infatti Enzo Ferrari, visibilmente offeso, lo congedò in fretta dicendogli: ”è meglio che pensi ai tuoi trattori”; come a dire che di auto il nostro Lamborghini non se ne intendesse affatto. Per Ferruccio fu una sfida che non esitò di cogliere fino in fondo……”.
Ciao Renato,
Elvis
maggio 19th, 2007 at 11:19
Quella per le auto era certamente la sua passione più grande che però non gli ha mai permesso di trascurarne un’altra altrettanto forte, quella per gli amici, termine che per Renato si estendeva non solo alle conoscenze più intime ma a tutte quelle persone con cui ha per un motivo o per l’altro avuto a che fare nel corso della sua vita anche se per età , estrazione o interessi sembrano non avere nulla in comune con lui, con loro riusciva comunque a stabile un legame, complice la sua innata simpatia e intelligenza. Le stesse persone che a distanza di tre anni dalla sua scomparsa si emozionano nel ricordarlo e il cui affetto continua a scaldare il cuore dei suoi genitori quando, incontrandoli per strada, li salutano e raccontano loro di come lo avevano conosciuto.
Persone che ogni anno si ritrovano spontaneamente nella data più prossima a quella del suo compleanno per trascorrere qualche ora di convivialità per alimentare lo spirito dell’Associazione di beneficenza nata per volontà di alcuni amici ma soprattutto per ricordare a noi tutti il valore del saper stare insieme agli altri. Se poi tutto questo servirà anche a far trascorrere a mamma Ida e papà Adriano una giornata anche solo un po’ più serena credo che da dovunque si trovi Renato ci ringrazierà con un sorriso.
Buon compleanno, Nissilo