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Restare sull’argomento

mer, ago 30, 2006

Ambiente, Generale

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un bel post di Diego Marchente che commentava un articolo del “Gazzettino” riferito ad una iniziativa dell’opposizione di sinistra sulla congruità delle nuove tariffe TIA.
Il post era ben confezionato e i suoi contenuti espressi in modo chiaro ed efficace. L’unico neo era rappresentato dalla ormai famigerata domanda n°12.
Si è trattato di una illazione ingiustificata della quale Marchente si è immediatamente reso conto e che spero non impedirà al Presidente Gasparetti di intervenire nel merito delle questioni poste.
Perché le questioni poste sono importanti, senza dubbio. Prima di tutto quelle poste dalle opposizioni e riportate nell’articolo, e secondariamente le domande che Marchente elencava alla fine del suo post.
Ne è scaturita una discussione molto accesa, come sempre quando si toccano argomenti riguardanti la Pubblica Amministrazione o le Aziende ad essa collegate. E come sempre di tutto si è parlato meno che delle questioni sollevate.
Queste le domande poste da Marchente:
1. I soldi spesi in sponsorizzazioni dalla Alisea, in che categoria di quota è considerata ?
2. I soldi in disavanzo che vi sono ogni anno, dove vanno ? Non si potrebbero abbassare le cifre delle quote ?
3. Perché vi sono delle differenze così esorbitanti di costo per quota/mq tra queste categorie ?
4. Quanto utile incamera realmente Alisea e come lo ripartisce ?
5. 1.200.000 € in più in un’anno, quanti cassonetti e personale sono in più ?
6. Alisea è quotata in Borsa ? Se sì, se va in perdita, chi paga ?
7. Il famoso calcolo automatico per i non residenti, che senso ha, dato che si possono avere i dati certificati dagli stessi evitando calcoli assurdi ? Chi li controlla se sono esatti ?
8. L’aumento delle tariffe del 17-35 %, che base di giustificazione hanno, se l’anno scorso hanno già incamerato 1.200.000 € in più ?
9. Come mai le tariffe sui servizi del Comune sono tra le più basse rispetto a quelle dei ristoratori e commercianti ?
10. Chi stabilisce queste tariffe, dato che quelle del Comune di Eraclea (anch’esso sotto l’Alisea) ha tariffe completamente diverse ?
11. Come mai il Comune di Jesolo non ha fatto partnership con il Comune di Eraclea ed eventualmente con quello di SanDonà per costituire Alisea, anzichè con 2 aziende privatizzate ?
12. Non sarà che questi soldi in più servano a Gasparetti (presidente di Alisea) a creare il suo sogno (X-Site) dato che Lui ne è sia il Fautore e Progettista ma anche il proprietario del terreno sul quale si creerà ?
13. Stefano Gasparetti è sia Presedente dell’Alisea, sia Progettista e Proprietario di X-Site che Presidente della Eraclea Turismo… ma non si rischia un conflitto di interessi ?

E questi alcuni degli argomenti usati nella discussione che si è sviluppata.

1) La qualità del servizio svolto da Alisea
2) Rischi legati al controllo pubblico, quindi clientelismo, conflitto di interessi ecc.
3) Dimensioni ridotte dell’azienda ed economie di scala e di scopo
4) Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della concorrenza (art. 13 del Decreto Bersani)
5) Criteri per una eventuale gara pubblica per il servizio raccolta rifiuti
6) Auspicabile gara per il trasporto pubblico locale
7) Attacco alle Istituzioni con cannoneggiamento mediatico (!) in funzione della campagna elettorale sicuramente già iniziata
8) Improprietà della sede (il blog) per porre domande alla Pubblica Amministrazione.

Probabilmente coloro che hanno partecipato alla discussione non erano in grado di rispondere alle domande poste, mentre coloro che erano in grado di farlo non lo hanno ritenuto necessario.
Tutto legittimo, ci mancherebbe, e tutti gli argomenti sollevati degni del più ampio rispetto e considerazione. Solo che poco avevano a che fare con l’oggetto del contendere.
Intanto noi ci troviamo di fronte a degli aumenti tariffari per i quali le opposizioni chiedono chiarimenti da quattro anni. Chiarimenti liquidati dal Sindaco, come riportato dal “Gazzettino”, con la solita, lapalissiana laconicità : «Gli aumenti in percentuale sulla Tia per alcune categorie vanno valutati alla luce di quanto pagavano prima che in molti casi era molto meno».Anche la risposta “tecnica” del Presidente Gasparetti non spiega i motivi dei forti aumenti lamentati. Siamo certi che lo farà . E siamo certi che risponderà anche alle precise domande rivolte da Marchente. In Consiglio Comunale o sui media o addirittura su questo blog.
In ogni caso noi riporteremo le sue risposte, e su queste apriremo una nuova discussione.

Franco

12 Commenti per questo articolo

  1. ZonaNordOvest - commento N.1 :

    “Un’oscena montagna di rifiuti, che come un’escrescenza tumorale ha devastato il volto della campagna”.

    E’ questa definizione, secondo molti di noi, il modo più azzeccato fra tutti i modi di descrivere una discarica.

    Mi fermo a volte a ricordare scenari d’altri tempi, e racconto a mio figlio vicende di un’epoca in cui la nostra zona era popolata dalle piccole avventure di gente semplice, che si muoveva in un ambiente ancora a misura d’uomo.

    Ma quando la fantasticheria svanisce, e torno a vedere il mondo solo con gli occhi miei, allora mi chiedo dov’è finito quel mondo? Mi deprime la vista di un deserto fatto di monocolture, oggi regola nella quasi totalità del territorio Jesolano, con ormai solo qualche triste albero incapace di interrompere la monotonia di un paesaggio indisponente.

    Monotonia dovuta ai nuovissimi sistemi di drenaggio che nel nome della maggiore produzione interra i fossati, dove ero solito cacciare le rane, monotonia interrotta solo da quell’unico intervento che “l’uomo moderno” ha saputo regalare al triste orizzonte.

    LA DISCARICA: quell’oscena montagna di rifiuti, che come un’escrescenza tumorale ha devastato il volto della campagna.

    Così vedono la discarica gli occhi di chi, come me, è sensibile all’ambiente che lo circonda .….. e si inumidiscono di qualche lacrima di sconforto.

    Mentre altri occhi, come vedono quella discarica? Alcuni come “una irrinunciabile risorsa per la Città ” … frase che ho già sentita troppe volte.

    Per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani il Comune di Jesolo è ricorso, in questi ultimi anni (dal 1981), al sistema del conferimento in discarica. E’ a tutti ormai noto che tale procedimento è assolutamente insoddisfacente ed anacronistico, per più di un motivo:

    perpetra un enorme spreco di risorse ancora riutilizzabili;
    conserva un approccio diseducativo verso l’utilizzo delle risorse non rinnovabili;
    interviene su zone significative del territorio, spesso destinate a verde organizzato, modificandone la destinazione snaturandone l’aspetto originario;
    arreca difficoltà e disagi alla popolazione residente nelle zone limitrofe alle discariche;
    non risolve il problema dello smaltimento dei rifiuti, ma lo trasmette tal quale alle generazioni future.

    A tale proposito le nuove disposizioni legislative si propongono di definire principi ed obiettivi generali per stabilire una nuova gestione, coordinata ed unitaria, dei rifiuti urbani, attribuendo alle Amministrazioni Provinciali il compito di concretizzare i principi ispiratori delle nuove disposizioni.

    La presenza della discarica è, causa di disagi per la popolazione residente nelle zone limitrofe alle discariche ed è auspicabile pensare che l’applicazione delle normative citate possano indicare soluzioni diverse al problema, e soprattutto più in sintonia con le nuove tendenze.

    Alcuni dati indicativi sulla discarica:
    - superficie occupata ha. 30 (pari a 50 campi di calcio);
    - altezza mt. 10;
    - profondità mt. 2;
    - rifiuti depositati ton. 1.100.000;
    - durata prevista per la sua durata in esercizio anni 10;
    - durata prevista per la sua gestione post-mortem (dopo la chiusura) anni 30;
    - esistenza della discarica anni 25;
    - personale impiegato per la sua gestione n. 5.

    Facendo rapidamente due conti abbiamo ipotecato quella zona per i passati 25 anni e per altri 40 anni a venire.

    Ipoteca che noi lasceremo alle generazioni future, ovvero, ai nostri figli toccherà pagare il conto dei nostri sbagli.

    Li sopra non si potrà far nulla ma solo spendere … altro che “una irrinunciabile risorsa per la Città ”!

    Per concludere, non so quanto incamera realmente Alisea (punto 4 del quesito) ma saprei suggerire come dovrebbe utilizzarlo.

    ZNO

  2. Eps - commento N.2 :

    Aspettando le risposta da Alisea, continuo anch’io a parlare di cose attinenti all’argomento ma, naturalmente, che non hanno nulla a che fare con le domande (o si?..boh). Spero che Franco e tutti gli altri mi perdonino.
    Capisco ZNO quando dice che gli si inumidiscono gli occhi alla vista, collegata al ricordo, di quella montagna artificiale. Alla zona della discarica mi legano momenti indimenticabili della mia infanzia. Vendemmie, il trattore, le rane, la “spagna”, l’arco e le uova, i “botoi”, i cugini e tantissimi giochi e mondi fantastici messi a disposizione gratuitamente dalla natura.
    Ogni volta che passo da quelle parti cerco di non guardare la montagna. Credo che in molti a Jesolo preferiscano far finta che non esista. Chi ci pensa, e non ci vive vicino, si convince facilmente che è un male necessario. In realtà è uno schifo, altro che risorsa per Jesolo.
    Alisea sembra efficace nella sensibilizzazione verso la raccolta differenziata. Se ricordo bene siamo a circa il 30% del totale. In realtà ancora pochissimo. Perché non organizzare delle visite guidate dei nostri concittadini (bimbi compresi) ?
    E l’inceneritore (o termovalorizzatore????) potrebbe essere considerata un’alternativa? Si sente parlare di rischi legati ai fumi. Possibile che le tecnologie più evolute non permettano di superare adeguatamente il problema? Chi ne sa qualcosa?

    Eps

  3. Andry - commento N.3 :

    Concordo pienamente con la valutazione di ZNO e penso che chi abita nei pressi della discarica non possa che trarne sentimenti negativi. Ogni giorno lo sguardo incontra quella montagna che taglia l’orizzonte con la consapevolezza che non è un regalo della natura ma opera dell’uomo. Forse la vera sfida, dopo gli errori del passato (che molti comuni hanno fatto), sarebbe proprio quella di trovare soluzioni che in qualche modo la facciano diventare ora una “risorsa” per chi ci vive accanto e limitino il più possibile gli effetti negativi sull’ambiente. Quindi giusto reinvestire utili anche per migliorare l’impatto sugli abitanti, magari coinvolgendoli e concordando con loro gli interventi.
    Andry
    P.S.: anch’io vorrei saperne di più sui termovalorizzatori di cui tanto si parla negli ultimi anni. Mi sembra che ne dovessero costruire uno a Montebelluna, nel trevigiano.

  4. Andry - commento N.4 :

    … dimenticavo, perchè non sensibilizziamo di più i nostri figli verso la raccolta differenziata. Si potrebbe cominciare dalle scuole elementari con incontri, quasi piccoli corsi, su come suddividere i rifiuti e come si potrebbe migliorare l’ambiente (so che lo fanno in alcuni comuni). I bambini si divertirebbero e potrebbero coinvolgere anche gli adulti (forse avremmo bisogno anche noi di un corso sull’argomento e magari anche i turisti). Poi, come dice EPS, per loro sarebbe interessante visitare la discarica e imparare cosa succede, ad esempio, all’involucro dopo aver consumato una merendina. Alisea potrebbe investire un po’ di denaro in queste attività , migliorerebbe sicuramente la percentuale della raccolta differenziata. Ho trovato interessanti i librini a fumetti che il comune e la scuola hanno consegnato ai bambini sul rispetto dell’ambiente. Ottima iniziativa.

  5. Michele Bison - commento N.5 :

    Nell’altra sezione avevo proposto di scostarci dal tema principale per continuare la discussione in attesa dell’intervento di Gasparetti.
    Vedo che l’idea è stata accolta in questa sezione dove si pongono nuove domande alle quali solo i vertici di Alisea o dell’Amministrazione Comunale possono rispondere in modo completo.
    Avendo una bimba alle elementari ed occupandomi di protezione Civile, posso assicurare che proprio alle Scuole elementari, fa parte del programma, l’educazione al rispetto dell’ambiente. Il personale insegnante dedica molto spazio ai temi della raccolta differenziata, della depurazione delle acque, del ciclo dei rifiuti e ovviamente alla raccolta differenziata. Materie recepite tantissimo dagli alunni i quali purtroppo, molto spesso, non hanno da parte degli adulti un modello applicativo di quanto appreso a scuola. L’ambiente che ci circonda a volte è un’immensa discarica e basta percorrere una qualsiasi strada per vedere ai bordi di essa, quantità enormi di rifiuti gettati dai finestrini da adulti a volte anche in compagnia di bambini ai quali la mattina stessa, un volenteroso insegnante aveva spiegato l’importanza di non sporcare l’ambiente.
    ALISEA è pure presente nelle scuole con materiale didattico e varie iniziative.
    La raccolta differenziata è un fatto principalmente di cultura.
    Tutti dobbiamo fare la nostra parte ed invece all’interno dei cassonetti magari gialli, non c’è solo carta, in quelli blu non si getta solo plastica e in quelli verdi, si getta di tutto, come si getta di tutto in quelli marrone e così via….

  6. Diego Marchente - commento N.6 :

    Attualmente il Termovalorizzatore più efficiente in Italia (ma non solo), si trova a Brescia, quella strana costruzione che sembra un capannone azzurro a fianco della A4….
    In effetti ha dato una svolta incredibile a Brescia, in tutti i sensi…
    C’è subito da dire che l’impianto è a bassissima emissione di gas nocivi, quindi non è un pericolo per la salute data l’alta efficienza dei filtri utilizzati.
    Per di più si ha, oltre al servizio di smaltimento, anche il recupero delle energie utilizzate; infatti con il pattume bruciato (usando il BioGas prodotto con la raccolta dell’Umido) si produce vapore per il sistema di Teleriscaldamento e per la produzione di Energia Elettrica che soddisfa bene le esigenze della Città , con risparmi notevoli per la Comunità e l’Amministrazione Pubblica.
    Certo non è stato economico da creare e mantenere, ma oltre a Brescia, soddisfa benissimo le esigenze anche della sua Provincia e di quella di altre come Bergamo e di un’altro paio (che non ricordo…).
    Se non ricordo male, nella prima Emergenza rifiuti della Campania con Napoli in testa, si portarono li tutte le eccedenze da smaltire, mentre ora (grazie all’intelligenza sprecata di Bassolino…) le spediscono via treno a Monaco, giusto per delegare ad altri il loro problema…
    A Jesolo un Termovalorizzatore non serve più di tanto, ma se fosse per tutto il Basso Piave, allora un pensierino sarebbe interessante sopratutto per lo sfruttamento energetico che si potrebbe ottenere.

  7. ZonaNordOvest - commento N.7 :

    Per contribuire alla discussione vi “copio incollo” quanto riportato sul sito della Provincia in merito alla questione rifiuti.

    ZNO
    ————-
    Per la gestione dei rifiuti urbani
    Prende forma l’AATO “Venezia Ambiente”, l’autorità chiamata a gestire nei prossimi anni i rifiuti urbani in provincia di Venezia. Un significativo passo in avanti verso la piena operatività è stato compiuto stamane a Mestre, presso la sede della Provincia.
    I sindaci dei 44 Comuni, convocati dal Presidente Zoggia, hanno eletto i componenti del Comitato Istituzionale, che sarà presieduto dall’assessore provinciale alle Politiche Ambientali, Ezio Da Villa.
    Questi i nomi degli eletti:
    Fabiano Gibin, vicesindaco di Chioggia
    Roberto Donolato, sindaco di Campolongo Maggiore
    Claudio Tessari, sindaco di Spinea
    Laura Fincato, assessore del Comune di Venezia
    Michele Vianello, vicesindaco del Comune di Venezia
    Fabio Simonato, assessore del Comune di Meolo
    Giorgio Marin, assessore del Comune di Jesolo
    Igor Visentin, sindaco di Pramaggiore
    Ivone Zusso, assessore del Comune di Caorle.

    “Esprimo soddisfazione per l’elezione del Comitato Istituzionale – ha dichiarato Davide Zoggia – avvenuta in un clima di grande condivisione dei criteri proposti dalla Provincia, criteri che miravano a dare una giusta rappresentanza a tutte le aree del nostro territorio. Sono certo che il Comitato Istituzionale lavorerà nell’interesse di tutti per la gestione di un problema, quello dei rifiuti urbani, che merita grande attenzione”.

    L’AATO sarà chiamato nei prossimi anni a svolgere importanti funzioni di coordinamento e controllo della gestione dei rifiuti urbani, secondo quanto previsto dalla Regione Veneto. Lo farà attraverso la forma della convenzione che Comuni e Provincia hanno deciso di adottare nei mesi scorsi.

    “Il lavoro che ci attende – ha sottolineato Ezio Da Villa, delegato dal Presidente della Provincia a presiedere il Comitato Istituzionale – è enorme. Soprattutto se letto alla luce delle significative novità legislative introdotte nel settore ambientale. L’obiettivo principale è quello di dare attuazione al Piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani, puntando alla riduzione della produzione dei rifiuti, all’incremento della raccolta differenziata, al recupero e riutilizzo dei rifiuti e quindi alla riduzione del conferimento in discarica.

    Grazie all’AATO nei prossimi anni sarà possibile attuare strategie comuni su tutto il territorio provinciale, aspetto importante anche in vista degli scenari di aggregazione tra le società che gestiscono il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti”.

    giovedì 29 giugno 2006

  8. Ale - commento N.8 :

    E le nanoparticelle prodotte dai termovalorizzatori? Ho visto sul blog di “Beppe Grillo” che si dice siano molto pericolose. Forse c’è qualcosa da sapere in più.

  9. ZonaNordOvest - commento N.9 :

    Per Michele: ti/vi invito a leggere l’articolo che wikipedia ha pubblicato sui Termovalorizzatori al seguente link:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Termovalorizzatore.

    Lo trovo molto chiaro e credo possa contribuire a chiarirci le idee per continuare la discussione.

    ZNO

  10. ZonaNordOvest - commento N.10 :

    ..ops volevo dire Diego Marchente, scusa Michele.

  11. Michele Bison - commento N.11 :

    Di nulla…lo leggo ugualmente..

  12. Michele Bison - commento N.12 :

    Mooolto interessante. Secondo quanto letto, la costruzione dei termovalorizzatori (correggetemi se sbaglio) rappresentano la morte del riciclaggio-riutilizzo. Chi costruisce un termovalorizzatore, lo deve alimentare per sempre con rifiuti da incenerire, per produrre energia da rivendere per poter mantenere economicamente il costosissimo giocattolo. Il riciclato ovviamente non finisce nell’inceneritore. Che fare allora? Riciclo e faccio fallire l’inceneritore ?
    Non riciclo e faccio un torto all’ambiente e quindi a noi stessi ?.

    L’assessore Provinciale da Villa, parla chiaramente “di incentivare ulteriormente la raccolta differenziata e della relativa diminuzione dei conferimenti in discarica”. Questo è possibile solo abbandonando la soluzione del termovalorizzatore per il trattamento dei rifiuti. A meno che non si ponga un limite alla differenziata, ad esempio il 35 % tanto per dimostrare che si è stati bravi. Poi oltre non si và , altrimenti il termovalorizzatore senza scoasse da bruciare non si mantiene.

    Intanto teniamoci stretta la nostra discarica.

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