Tempi duri per i Pini Marittimi
ven, giu 16, 2006
La piazza è 1° maggio ed è piena di varia umanità che si accinge a visitare il (o è di ritorno dal) mercato del venerdì.
C’è una bancarella dell’Amministrazione Comunale con tre sorridenti ragazze che consegnano ed illustrano diversi depliants.
Il primo è una specie di Bignami sulle norme che riguardano la sicurezza stradale, e in particolare:
• Le novità al Codice della strada
• Guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti
• Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta
• Uso del casco
• Circolando su due ruote
• Le informazioni della Polizia Municipale
• Le più comuni violazioni che comportano la perdita di punti
Il secondo depliant è una guida pratica ai parcheggi, divisi in Zona Rossa (verso il Faro) Zona Gialla (praticamente tutto il litorale) e Zona Verde (Centro Storico). Sono segnalati i prezzi e le agevolazioni a seconda delle zone.
Altro materiale riguarda chiarimenti sui punti che si perdono in caso di violazione del Codice della Strada e una mappa con alcuni percorsi ciclabili distribuiti su tutto il territorio dedicata sia ai turisti che ai residenti.
Opinione personale: Ottima iniziativa, presentata in modo chiaro e dettagliato.
Di fianco c’è un’altra bancarella dove si nota un fac-simile di una carta d’identità . È un pieghevole con facciata A4 e riporta i seguenti dati anagrafici:
nome: Pino Marittimo
specie: Pinus Pinae
età : 40 – 50 anni
altezza: 8 – 10 metri
chioma: tipicamente ad ombrello di colore verde carico
residenza: Lido di Jesolo
pregi: riparo dal caldo sole estivo – amico e compagno di passeggiata
difetti: costi di manutenzione strade, marciapiedi e piste ciclabili dissestati (oltre € 500.000 per il biennio 2005/2006) – richieste di risarcimento danni avanzate da privati (€ 51.000 per il 2005)
E’ una nuova iniziativa dell’amministrazione (IL COMUNE IN PIAZZA) che tende a coinvolgere i cittadini su argomenti di varia natura. Oggi si parla dei pini marittimi.
Viene consegnato un questionario dove si ricordano i difetti già citati nella Carta d’Identità e si aggiunge che: “Gli alti costi di manutenzione suggeriscono di valutare eventuali alternative alla presenza del pino marittimo. A tale scopo vorremmo porle alcune domande. La sua opinione sarà utile all’amministrazione”.La prima domanda del questionario recita: lei è favorevole alla sostituzione dei pini marittimi del litorale con alberi di diversa tipologia con radici meno invasive?Seguono altre domande di approfondimento.
Un secondo questionario riguarda invece la viabilità . Dopo aver comunicato che l’amministrazione destina ogni anno ingenti risorse alla manutenzione straordinaria della rete stradale, si chiede che venga formulato un parere sulla priorità degli interventi (manutenzione asfalti – marciapiedi – creazione di rotatorie – circonvallazione Jesolo Paese – rotatoria Picchi – altro)
Opinione personale: formalmente, un’ottima iniziativa, presentata in modo chiaro e dettagliato.
Sulla sostanza: 500.000 € sono tanti, anche se non si capisce bene se sia il costo di manutenzione annua (come si legge sul questionario) o biennale (sulla carta d’identità ). Valgono il sacrificio? Ed eventualmente, potremo esprimerci anche sulla destinazione di questi risparmi?






giugno 16th, 2006 at 18:39
Questa cosa l’avevo sentita tempo fa su un quotidiano…
Nel quotidiano si menzionavano come sostituti ai pini, le palme…
Io personalmente parto da un presupposto:
Ok è vero, le radici dei Pini sono talmente forti che riescono nel tempo a sollevare l’asfalto delle strade e quindi figuriamoci i marciapiedi.
Io stesso l’anno scorso in bici a causa di una radice sporgente ho fatto un volo e mi son schiantato a terra…niente di rotto a parte le canoniche bestemmie all’albero e qualche sbucciatura…
Sicuramente il problema esiste ed è sempre esistito.
Sicuramente tale problema ha un costo e probabilmente è anche elevato.
Alcuni accusano il Comune di non intervenire prontamente ma di attendere troppo tempo e cosi i costi si accumulano, ma francamente son le classiche polemiche politiche, quindi sorvolo.
Sostituire i Pini con le Palme? O altro?
Sono profondamente perplesso.
Infondo il Pino è un’albero tipico per la nostra zona costiera… la palma no…
Il Pino da ombra.
Ok da anche le pigne che se ti cadono sul parabrezza son danni… o se ti cadono in testa son ancora più danni…
E’ innegabile che i problemi connessi ai pini esistano.
Ma sono le nostre piante tipiche.
Per quanto possa capire che abbiano i loro difetti, io cerco sempre di valorizzarne i pregi.
Alla fine a mio parere credo che sarebbe sbagliato toglierli.
Di conseguenza anche se rappresentano un costo…credo sia un costo che si debba sopportare perchè non credo realistica l’idea di toglierli…
giugno 16th, 2006 at 19:22
non ho mai sentito che qualcuno sia finito all’ospedale perche colpito da una pigna, ebbene questa è l’ennesima provocazione di questa amministrazione, che vuole appiattire tutto e cementificare anche l’impossibile, fra poco questa amministrzione si accorgerà che i pochi pini marittimi superstiti della pineta si mangiano la sabbia, e allora perchè non sostituirli con dei bei gazebo in cemento magari alti 16 piani
giugno 16th, 2006 at 21:32
Questa dei pini l’avevo sentita solo di striscio. Non riesco ad immaginarmi Via Bafile senza i pini marittimi, nè esiste più la spettacolare via Monti coi suoi platani secolari fatti togliere (sindaco Lunardelli) perchè ostruivano le grondaie e sporcavano i giardini delle villette. Guardando le foto del lido prima della grande cementificazione (anni 50/60), via Aquileia era un po’ come è oggi via Levantina fino all’ospedale: un muro di verde!
Da lontano lo skyline (profilo, panorama) di Jesolo era un susseguirsi di enormi masse di verde.
Non riuscirei ad immaginarmi via Fausta (da Cavallino a Punta Sabbioni) senza i pini marittimi, e pensate che li toglieranno?
Non si è capito ancora che il verde sta diventando una RISORSA?
Tra non molto il verde si venderà come la più preziosa delle cose.
Tra un po’ qualcuno, da qualche parte, comprerà ettari ed ettari e li lascerà incolti, liberi: riforestazione, habitat naturale, flora e fauna: prezzo d’ingresso, per vedere com’era la terra prima dell’arroganza umana, Euro… tanti. Farà più soldi di Bill Gates.
Alle ultime amministrative, in Val Zoldana, hanno eletto un sindaco di 21 anni (rocambolescamente): prima ed unica dichiarazione: il mio programma? Amo la mia cittadina (Forno di Zoldo, credo) e, siccome vive di turismo, tutela ambientale e niente speculazioni edilizie (ha vinto per caso, appunto). Tant’è.
A Jesolo la tendenza si conosce. I grattacieli, che si sono resi necessari non per gli skyline, ma per risolvere problemita di densità abitativa nelle metropoli, sarebbero una manna se servissero per bonificare vecchie e fatiscenti zone della nostra località .
Penso per esempio a tutta l’area che gravita intorno a piazza Mazzini, via Volta in particolare. Avete presente. No? Vale la pena edificare firmato Ferrater se poi intorno restano i quartieri spagnoli?
Altra cosa. Campo da golf: un record! Penso sia il campo da golf con più cemento, dentro e ai margini, dell’intero sistema solare.
Torri in pineta: ma sì, se allo spazio in elevazione corrisponde altrettanto spazio LIBERATO al verde.
La natura, di cui noi facciamo parte, non è ingombrante di per sè, semmai siamo noi a strozzarla senza calcolarne le conseguenze.
Siamo orribilmente presuntuosi: se l’Etna si mangia un rifugio costruito sulle sue pendici, o un paesello, il vulcano è un killer!! O e’ il vulcano ad essere un assassino, come uno tsu-nami, oppure sono dei cretini quelli che ci costruiscono le case sopra.
Non è il mare che si mangia la spiaggia di Jesolo (mare killer!!), ma la modificazione degli equilibri idrogeologici che, partendo dal saccheggio e dalla snaturazione del Piave, mette a rischio l’esistenza stessa della spiaggia: chiedere ad un geologo serio, prego.
Secondo me o i politici (tutti) si dotano di LUNGIMIRANZA (saper guardare lontano, e ciò comporta CULTURA) oppure dicano onestamente quello che sono ora: i suffragetti della modernità e delle sue meravigliose patacche.
Non siamo più nell’epoca dello sviluppo illimitato (presunto) , l’energia (è questo lo scandalo innominabile, e perennemente rimosso, della nostra epoca) non è eterna.
Bisognerà accettare un ridimensionamento (anche e soprattutto negli stili di vita occidentali), votarsi alla conservazione e alla manutenzione dell’esistente, e alla tutela del pianeta.
Altrimenti ci estingueremo, senza ma nè bah. Come i dinosauri.
Quello in atto, da noi in un modo, in tutto il pianeta in tanti altri modi, è l’ultimo saccheggio.
Chi non sa queste cose, non deve avere responsabilità che coinvolgono la collettività .
Fermiamo il cemento, investiamo in verde, Jesolo ha, ancora, una potenzialita immensa in questa direzione. I frutti non arriveranno subito, occorre riscoprire il coraggio di aspettare.
Era una bella sera quella sera, sul Titanic…e se qualcuno avesse detto che uno sperone di ghiaccio avrebbe…la festa sarebbe continuata comunque e il vate catastrofista chiuso nella stiva più profonda.
Rodolfo
giugno 17th, 2006 at 10:44
I nostri amministratori hanno davvero delle idee originali. Siccome la manutenzione del verde costa troppo, sai che c’è … elimino il verde! Ma che trovata! Bisognerà anche procurare una cartina in Comune provvista delle fasce climatiche nei diversi continenti e, nell’area mediterranea, nei diversi paesi. Si sono mai visti per i viali di Vienna o di Zagabria le palme? E poi vogliamo mettere quelle da cocco, da datteri con le scimmie che saltano da una all’altra? La nostra, pur essendo una cittadina di mare, non gode del clima temperato, per esempio, della Riviera, perchè sferzata dalla Bora e dal freddo proveniente dalla Siberia, come tutti possono facilmente aver verificato. Non siamo certo ai Caraibi. A me sembra che Martin sia sì stato folgorato sulla via di Miami, ma forse deve ancora riprendersi se non riesce a vedere la differenza. A meno che non stia pensando a quelle magnifiche palme in plastica che si illuminano di sera e che fanno tanto americano…!
giugno 17th, 2006 at 11:29
Spero proprio che i Pini Marittimi continuino a caratterizzare la nostra città . Il Pino Marittimo è simbolo di mare e noi viviamo con il mare.
Piko Pinocchio
giugno 17th, 2006 at 12:57
“Sono nipote di un uomo che, presentendo che la morte lo attendeva all’ospedale dove lo stavano portando, scese nell’orto e andò a dire addio agli alberi che aveva piantato e curato, piangendo ed abbracciando ognuno di essi, come se di esseri umani si fosse trattato.
Quell’uomo era un semplice pastore, un contadino analfbeta, non un intellettuale, non un artista, non una persona colta e sofisticata che decideva di lasciare questo mondo con un grande gesto che la posterità avrebbe ricordato.
Si sarebbe detto che stava salutando ciò che fino a quel momento era stato di sua proprietà , ma di sua proprietà erano anche gli animali che gli davano da vivere e lui non andò da loro per salutarli. Si accomiatò dalla famiglia e dagli alberi come se per lui fosse stato tutto la sua famiglia…
…Non saprò mai cosa mosse lo spirito di mio nonno in quell’ora estrema, cosa pensò e provò, quale chiamata urgente guidò i suoi passi insicuri fino agli alberi che lo aspettavano. Forse sapeva che gli alberi non possono muoversi, che sono legati alla terra dalle radici e che da queste non possono separarsi, se non per morire. Nel fondo del suo cuore forse mio nonno sapeva, di un sapere misterioso, difficile da esprimere con le parole, che la vita della terra e degli alberi è una sola vita…
…Può darsi che qualcuno pensi che ci sia troppo lirismo in queste parole. È possibile, perché così come la terra e gli alberi, il sentimento e la ragione vanno sempre uniti…”
Josè Saramago
Questo è un estratto di un articolo apparso (lo ha fatto sicuramente apposta, per i pini di Jesolo si scomoda anche Josè Saramago) oggi, sabato 17 giugno 2006, su “La Repubblica”. Invito tutti a rintracciarlo e leggerlo per intero. Ne vale la pena.
Non condivido solo un passaggio, là dove dice che suo nonno “…non (era) una persona colta…”(ma forse si tratta di una traduzione non corretta). Forse suo nonno non era una persona istruita, ma colta sì. Della cultura più autentica, quella che deriva dal vivere in armonia con il mondo che ci ospita.
Franco
giugno 18th, 2006 at 22:22
Ricordo a tutti che l’ambiente naturale jesolano tanto naturale in realtà non lo è. Molta parte era terreno paludoso e insalubre. L’attuale territorio è il risultato delle opere di bonifica che iniziarono agli inizi dell’800 e gli interventi più importanti vennero fatti in seguito tra il 1920 e 1930. E’ in questo periodo che si diffonde anche la presenza del pino sulle nostre coste.
Ci siamo certo affezionati alla loro presenza e faccio fatica ad immaginarmi le nostre strade senza i pini di fianco, ma di fronte a tale costo di manutenzione non trovo un tabù pensare anche a delle alternative, sempre che l’alternativa sia una pianta autoctona.
Vorrei anche dire qualcosa circa un passaggio dell’intervanto di Rodolfo, che scrive: “Campo da golf: un record! Penso sia il campo da golf con più cemento, dentro e ai margini, dell’intero sistema solare.”
Il campo da Golf di Jesolo è, per me che lo frequento, un bellissimo parco dove passare qualche ora di svago e non mi pare che ci sia stata esagerazione edilizia, specialmente se lo paragono ad altri centri golfistci o, meglio ancora, ad altri interventi realizzati a Jesolo.
Purtroppo è ancora poco frequentato dagli jesolani un po’ perchè è considerato dai più, erroneamente, uno sport per pochi e perchè, almeno per ora, non ci sono iniziative per incentivare i locali (specialmente i più giovani) ad avvicinarsi a questo sport che è il più praticato al mondo.
giugno 23rd, 2006 at 20:03
Mi ferisce non poco il pensiero che possano essere sostituiti i nostri pini ma non mi stupisce affatto che la nostra Amministrazione lo abbia considerato il rimedio alla spesa eccessiva per la loro manutenzione.
Mi pare lampante che a queste persone non importi assolutamente niente del verde e non intendo riferirmi alle nuove torri di Babele in costruzione nella nostra città .
Penso alla ristrutturazione di Piazza 1° Maggio, un bellissimo gioco d’acqua, piccolo palco per eventuali rappresentazioni ma dove sono gli alberi?
Poi, la nuova Piazza Casa Bianca con quelle coreografiche gobbette verdi e ancora una fontana: ma gli alberi?
E ancora la piazzetta Stej, in questi giorni ornata di sculture con aggiunta di bar appena inaugurato… non ricordo bene: sono TRE gli alberi o addirittura QUATTRO?
E che dire di Via Pioppi senza pioppi?
Avete mai fatto l’esperienza di pedalare in Viale Padania un pomeriggio d’estate?
Profumi inebrianti dai cespugli che separano la pista dalla strada ma neanche un pelo d’ombra!
La stradina dove abito ha già subìto il lutto: qualche anno fa, con la giustificazione che i “nostri” alberi erano malati, sono stati tagliati tutti, da entrambi i lati. Quel giorno sono tornata a casa e la mia via sembrava nuda, violata.
Qualche tempo dopo, altre piantine hanno rimpiazzato quelle vecchie ma solo da un lato perchè “gli alberi sporcano…”
Se toccano i pini, io mi armo.
giugno 23rd, 2006 at 21:31
Armarmi no, ma salirci sopra come faceva il mago paolino, vera icona dell’opposizione a jesolo, sono pronto.
brava mistika
rodolfo